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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Afghanistan</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>SI SACRIFICANO LAGGIU&#8217; PER LA NOSTRA TRANQUILLITA&#8217;. IN MARGINE ALLE POLEMICHE SE CONTINUARE LA MISSIONE IN AFGHANISTAN (di Alessandro Pagano)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/si-sacrificano-laggiu-per-la-nostra-tranquillita-in-margine-alle-polemiche-se-continuare-le-missioni-in-afganistan-di-alessandro-pagano</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 05:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217;appena morto il nostro 41° soldato in Afghanistan e immediatamente è scattata in qualcuno la solita molla; commentatori di destra, di centro e federalisti si sono cimentati in affermazioni del tipo &#8220;torniamocene a casa perché la missione comincia a costare molto sotto l&#8217;aspetto economico&#8221;. Con queste affermazioni hanno dimostrato, come minimo, di avere una grande debolezza culturale, specie quando richiamano il solito Vietnam ripetendo così una frase fatta. Quelli in mala fede invece hanno dichiarato che questa &#8220;missione di pace&#8221; è inutile perchè serve solo a dimostrare che la NATO è unita e in questo hanno citato persino il Presidente Obama che sta pensando al ritiro; come se Obama fosse uno che non sbaglia mai una mossa (Sic !). Ma allora come stanno le cose? La risposta, come quasi sempre è accaduto nella storia del nostro Paese, arriva dalla saggezza straordinaria del nostro popolo. Loro (il popolo) non hanno fatto studi di politica estera, nè conoscono le strategie militari, nè hanno mai fatto calcoli di bassa bottega politica. Il popolo, il nostro straordinario popolo, alle cose ci arriva per buon senso e logica. Il terrorismo oggi dove nasce? Chi lo dirige? Con quali strumenti e modalità preoccupa il mondo? E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/07/Afghanistan-110-talebani-cedono-armi-a-italiani-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6307" title="Afghanistan-110-talebani-cedono-armi-a-italiani-" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/07/Afghanistan-110-talebani-cedono-armi-a-italiani--300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;appena morto il nostro 41° soldato in Afghanistan e immediatamente è scattata in qualcuno la solita molla; commentatori di destra, di centro e federalisti si sono cimentati in affermazioni del tipo &#8220;torniamocene a casa perché la  missione comincia a costare molto sotto l&#8217;aspetto economico&#8221;. Con queste affermazioni hanno dimostrato, come minimo, di avere una grande debolezza culturale, specie quando richiamano il solito Vietnam ripetendo così una frase fatta.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli in mala fede invece hanno dichiarato che questa &#8220;missione di pace&#8221; è inutile perchè serve solo a dimostrare che la NATO è unita e in questo hanno citato persino il Presidente Obama che sta pensando al ritiro; come se Obama fosse uno che non sbaglia mai una mossa (Sic !).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma allora come stanno le cose?</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta, come quasi sempre è accaduto nella storia del nostro Paese, arriva dalla saggezza straordinaria del nostro popolo. Loro (il popolo) non hanno fatto studi di politica estera, nè conoscono le strategie militari, nè hanno mai fatto calcoli di bassa bottega politica. Il popolo, il nostro straordinario popolo, alle cose ci arriva per buon senso e logica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terrorismo oggi dove nasce? Chi lo dirige? Con quali strumenti e modalità preoccupa il mondo? E&#8217; lo stesso terrorismo di 20-30 anni fa ?  Il popolo capisce che da quell&#8217;11 settembre 2001 tutto è cambiato. 30 anni fa le Brigate Rosse, tanto per fare un esempio nostrano, per fare una strage o per rapire qualcuno ci dovevano mettere faccia e coraggio, e le Forze dell&#8217;Ordine li combattevano nei nostri quartieri, nelle nostre città.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi invece per distruggere una città italiana basta che  a Kabul il fanatismo religioso prema un tasto, e la strage è bella e fatta ! Ecco perchè per sconfiggerli bisogna andare là.</p>
<p style="text-align: justify;">E se noi in Patria siamo tranquilli e sereni (e per noi non intendo solo gli italiani ma tutto il mondo occidentale) è perchè i nostri magnifici ragazzi vegliano per noi e su di noi in una terra inospitale, con una capacità, una bravura, un eroismo, una compostezza e una dignità che li fanno rispettare soprattutto dalle popolazioni locali oltre che dagli alleati. Tant&#8217;è che oggi la migliore immagine dell&#8217;Italia nel Mondo la offre proprio il nostro Esercito nelle missioni di pace.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui, in Patria, qualcuno, al calduccio della propria casa, anzichè ringraziare e sostenere l&#8217;iniziativa  scrive che costa troppo e magari gira la testa dall&#8217;altra parte quando si parla di tagli agli sprechi della politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiudo con un invito a vantaggio degli eventuali scettici consigliando la lettura di questo messaggio di <strong>Elisa Milan</strong>, una donna qualsiasi, moglie di un soldato in Afghanistan. Sembra un trattato di Politica con la &#8220;P&#8221; maiuscola.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura, vi assicuro che non ve ne pentirete:</p>
<p style="text-align: justify;">Roma, 26 luglio 2011 &#8211; Afghanistan è sinonimo di guerra, terrorismo, povertà, ignoranza, sfruttamento. Lo scenario che suscita questa parola è uno dei più funesti e insidiosi che ci siano. Eppure i militari della Folgore sono lì giorno dopo giorno a combattere per il loro Paese. Quando si parla di Afghanistan se ne parla quando il peggio è già successo, quando qualcuno si è sacrificato per un ideale. Lo stesso che ci ha portato ad essere cittadini di uno Stato libero. Quello che ci porta ad alzarci ogni mattina e affrontare la giornata senza porci il problema che ci sia qualcuno che, per ragioni a noi del tutto incomprensibili, possa far sì che quello non sia il nostro ultimo giorno. Da lontano loro ci proteggono.</p>
<p style="text-align: justify;">Vivono in condizioni durissime. Hanno rinunciato praticamente a tutto. C’è chi si trova in posti talmenti lontani e disagiati che è costretto a razionare l’acqua da bere, chi è costretto a lavarsi con pochissima acqua. Chi per giorni e giorni mangia solo le razioni kappa, se è fortunato. Chi riesce a telefonare a casa e dire &#8220;Ciao sono io, sto bene&#8221; solo una volta al mese. Chi per sette lunghi mesi, notte dopo notte, se è fortunato dorme in una brandina da campeggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fatiche psico-fisiche a cui sono sottoposti sono durissime. Ma loro ogni mattina si alzano e affrontano pericoli enormi, lavorando anche diciotto ore consecutive, con la massima professionalità. Ogni giorno, anche se le notizie non arrivano al nostro mondo, sventano attentati più o meno grandi. Ogni giorno sono attaccati dalle forze ribelli. Ogni giorno ci sono mortai pronti a tirare su di loro. E ogni giorno, passo dopo passo, annientano questa disumana situazione di barbarie terroristiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro è prima di tutto una scelta di vita, e in secondo luogo il loro lavoro: per quanto sia dura, non si lamentano mai. E nemmeno hanno il diritto di farlo, perché nessuno li ha obbligati. Hanno fatto una scelta. Ma noi invece, che dormiamo sonni tranquilli grazie a loro, abbiamo il dovere di ricordarli ? Abbiamo il dovere di guardare i nostri figli e pensare che c&#8217;è qualcuno che, molto lontano e nel silenzio, lavora per garantirci la serenità? Quel qualcuno insieme alla sua famiglia si sta sacrificando per l’Italia. Per un tricolore tanto criticato ma che regna sovrano nei loro cuori. Alla domanda: ma ne vale la pena? Loro sicuramente dicono di sì ma noi siamo all’altezza di questi uomini che nemmeno conosciamo e che hanno messo a rischio la loro vita, il bene più prezioso, per la nostra? (Tratto da QN il resto del Carlino &#8211; La Nazione del 26/07/2011 pag.6)</p>
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		<title>LA MORTE DI BIN LADEN, SCEICCO DEL TERRORE</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 03:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;articolo di fondo di Alessandro Sallusti, direttore del &#8220;Giornale&#8221;, di martedì 3 maggio 2011, leggiamo e volentieri pubblichiamo: &#8220;&#8230;Abbiamo tolto di mezzo un simbolo, non il nemico. La prova è che nei paesi musulmani nessuno festeggia. Il silenzio della comunità islamica italiana è addirittura assordante. La verità è che per loro è un giorno triste, anche se non possono dirlo. Non mi meraviglierei se nel segreto delle moschee e delle loro case pregassero per l&#8217;anima dell&#8217;illustre scomparso e invocassero su di noi e sulle nostre città la vendetta di Allah. Gli esperti dicono che Al Qaeda è finita, che Bin laden non contava più nulla&#8230; Sarà, ma mi fido di più di Oriana Fallaci che, inascoltata e derisa, lanciò forte l&#8217;allarme sulla Guerra Santa contro l&#8217;Occidente e la cristianità. La combatteranno ad oltranza, aveva detto la scrittrice, con le bombe e con l&#8217;invasione silenziosa mascherata. Hanno alleati, più o meno inconsapevoli, anche nelle nostre città. Ogni clandestino non rimpatriato, ogni crocifisso tolto, ogni occupazione di case non contrastata, ogni moschea non autorizzata, insomma ogni concessione buonista che scavalca legalità e buon senso, è un piacere che abbiamo fatto a Bin Laden e alla sua causa&#8230;&#8221;. E in proposito, sempre sullo stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/05/bin-laden.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6115" title="bin-laden" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/05/bin-laden-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Dall&#8217;articolo di fondo di <strong>Alessandro Sallusti</strong>, direttore del &#8220;Giornale&#8221;, di martedì 3 maggio 2011, leggiamo e volentieri pubblichiamo:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;&#8230;Abbiamo tolto di mezzo un simbolo, non il nemico. La prova è che nei paesi musulmani nessuno festeggia. Il silenzio della comunità islamica italiana è addirittura assordante. La verità è che per loro è un giorno triste, anche se non possono dirlo. Non mi meraviglierei se nel segreto delle moschee e delle loro case pregassero per l&#8217;anima dell&#8217;illustre scomparso e invocassero su di noi e sulle nostre città la vendetta di Allah. Gli esperti dicono che Al Qaeda è finita, che Bin laden non contava più nulla&#8230; Sarà, ma mi fido di più di <strong>Oriana Fallaci</strong> che, inascoltata e derisa, lanciò forte l&#8217;allarme sulla Guerra Santa contro l&#8217;Occidente e la cristianità. La combatteranno ad oltranza, aveva detto la scrittrice, con le bombe e con l&#8217;invasione silenziosa mascherata. Hanno alleati, più o meno inconsapevoli, anche nelle nostre città. Ogni clandestino non rimpatriato, ogni crocifisso tolto, ogni occupazione di case non contrastata, ogni moschea non autorizzata, insomma ogni concessione buonista che scavalca legalità e buon senso, è un piacere che abbiamo fatto a Bin Laden e alla sua causa&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E in proposito, sempre sullo stesso quotidiano, a pagina 2, ecco uno stralcio dell&#8217;intervento di<strong> Magdi Cristiano Allam</strong>: &#8220;&#8230; Ha ragione il cardinale bolognese Giacomo Biffi, quando mi dice che il nostro vero nemico non sono gli islamici bombaroli ma i cosiddetti islamici moderati, che ci impongono moschee e scuole coraniche. Perché prima o dopo sgomineremo i terroristi, mentre i simboli del potere islamico che si diffondono tra noi finiranno per trasformarsi in una realtà strutturale e alla fine ci imporranno l&#8217;islamizzazione.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ciò avverrà soprattutto se l&#8217;Occidente continuerà a rinnegare le proprie radici cristiane e a non fare più figli&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>PAKISTAN: ASSASSINATI TRE VOLONTARI UMANITARI CRISTIANI. AIUTAVANO LE VITTIME DELLE INONDAZIONI</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 05:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[ISLAMABAD, martedì, 31 agosto 2010 (ZENIT.org).- Alcuni soldati dell&#8217;esercito pakistano hanno rinvenuto, il 25 agosto nella valle di Swat, i corpi senza vita di tre volontari cristiani stranieri, sequestrati due giorni prima mentre partecipavano alle operazioni di soccorso alle vittime delle inondazioni in Pakistan. Dopo questa tragedia, il Governo ha avvertito delle minacce dei talebani alle ONG. “I talebani hanno minacciato varie volte le organizzazioni internazionali che lavorano nella zona”, ha spiegato un alto funzionario governativo all&#8217;agenzia Fides. Le vittime appartenevano a un&#8217;organizzazione internazionale il cui nome non è stato reso noto per motivi di sicurezza. Lavoravano a Mingora e nei dintorni. Il 23 agosto, mentre tornavano al loro accampamento, il convoglio nel quale viaggiavano è stato attaccato da un gruppo di talebani che li ha sequestrati e ha ferito almeno altri cinque volontari. Secondo il Governo del Pakistan, la sicurezza delle operazioni di soccorso è aumentata: un gruppo di soldati si è spostato a Swat e in altre zone potenzialmente pericolose per difendere il lavoro degli operatori umanitari. Dal canto loro, i talebani cercano di portare aiuto alle vittime delle inondazioni per guadagnarsi il sostegno dei sopravvissuti. La ONG pakistana Life for All, presente con un&#8217;équipe di lavoro nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4926" href="http://www.recensioni-storia.it/pakistan-assassinati-tre-volontari-umanitari-cristiani-aiutavano-le-vittime-delle-inondazioni/alluvioni-pakistan"><img class="alignleft size-medium wp-image-4926" title="Alluvioni-Pakistan" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/09/Alluvioni-Pakistan-300x259.jpg" alt="Alluvioni-Pakistan" width="300" height="259" /></a>ISLAMABAD, martedì, 31 agosto 2010 (ZENIT.org).- Alcuni soldati dell&#8217;esercito pakistano hanno rinvenuto, il 25 agosto nella valle di Swat, i corpi senza vita di tre volontari cristiani stranieri, sequestrati due giorni prima mentre partecipavano alle operazioni di soccorso alle vittime delle inondazioni in Pakistan.</p>
<p>Dopo questa tragedia, il Governo ha avvertito delle minacce dei talebani alle ONG. “I talebani hanno minacciato varie volte le organizzazioni internazionali che lavorano nella zona”, ha spiegato un alto funzionario governativo all&#8217;agenzia Fides.</p>
<p>Le vittime appartenevano a un&#8217;organizzazione internazionale il cui nome non è stato reso noto per motivi di sicurezza.</p>
<p>Lavoravano a Mingora e nei dintorni. Il 23 agosto, mentre tornavano al loro accampamento, il convoglio nel quale viaggiavano è stato attaccato da un gruppo di talebani che li ha sequestrati e ha ferito almeno altri cinque volontari.</p>
<p>Secondo il Governo del Pakistan, la sicurezza delle operazioni di soccorso è aumentata: un gruppo di soldati si è spostato a Swat e in altre zone potenzialmente pericolose per difendere il lavoro degli operatori umanitari.</p>
<p>Dal canto loro, i talebani cercano di portare aiuto alle vittime delle inondazioni per guadagnarsi il sostegno dei sopravvissuti.</p>
<p>La ONG pakistana <em>Life for All</em>, presente con un&#8217;équipe di lavoro nella zona dello Swat, ha condannato con decisione l&#8217;assassinio dei tre volontari.</p>
<p>“Venivano dall&#8217;estero per aiutare i pakistani in questo momento di assoluta necessità – ha dichiarato un portavoce –, per questo siamo loro profondamente grati”.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo mese, i talebani hanno fatto anche altre vittime.</p>
<p>In Afghanistan dieci volontari di un&#8217;équipe medica cristiana dell&#8217;organizzazione <em>International Assistance Mission</em> erano stati uccisi da un gruppo talebano il 5 agosto scorso mentre tornavano a Kabul dopo aver prestato assistenza medica nella zona della valle di Parun.</p>
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		<title>L&#8217;AMBIGUO SILENZIO DI GINO STRADA (di Matteo Bressan)</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 11:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>

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		<description><![CDATA[  10 agosto 2010 &#8211; Leggendo i commenti e gli approfondimenti relativi alla tragica morte dei dieci membri della International Assistance Mission (organizzazione umanitaria cristiana), fucilati in Afghanistan dai Talebani, sono rimasto a dir poco insospettito del silenzio del Dott. Gino Strada.   Avrei apprezzato un suo intervento o magari anche un semplice commento sull&#8217;effererato omicidio perpetrato a danno di colleghi medici impeganti anche essi a prestare soccorso e fornire assistenza umanitaria alla popolazione civile. Dispiace constatare come il Dott. Gino Strada, sempre molto bene informato e pronto a sparare a zero contro le truppe Nato presenti in Afghanistan, abbia taciuto di fronte ad una simile uccisione. Avrei apprezzato un suo autorevole intervento per smentire le becere accuse di spionaggio mosse dai talebani ai medici della International Assistance Mission. Si è persa inoltre un&#8217;importante occasione per denunciare un barbarico omicidio contro degli essere umani uccisi perchè cristiani. Sarebbe utile che il Dott.Strada e i suoi simpatizzanti iniziassero a rendersi conto di quale livello di intolleranza ci sia contro chi è impegnato ogni giorno silenziosamente a prestare soccorso alle popolazioni in disagio e smettessero di fare politica terzomondista e anti americana. (da: Il blog di Matteo Bressan)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="attachment_4831" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px"><a rel="attachment wp-att-4831" href="http://www.recensioni-storia.it/lambiguo-silenzio-di-gino-strada-di-matteo-bressan/ginostrada"><img class="size-full wp-image-4831" title="ginostrada" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/08/ginostrada.jpg" alt="Nella foto: Gino Strada" width="290" height="229" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto: Gino Strada</p></div>
<p style="text-align: justify;">10 agosto 2010 &#8211; Leggendo i commenti e gli approfondimenti relativi alla tragica morte dei dieci membri della International Assistance Mission (organizzazione umanitaria cristiana), fucilati in Afghanistan dai Talebani, sono rimasto a dir poco insospettito del silenzio del Dott. Gino Strada.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Avrei apprezzato un suo intervento o magari anche un semplice commento sull&#8217;effererato omicidio perpetrato a danno di colleghi medici impeganti anche essi a prestare soccorso e fornire assistenza umanitaria alla popolazione civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Dispiace constatare come il Dott. Gino Strada, sempre molto bene informato e pronto a sparare a zero contro le truppe Nato presenti in Afghanistan, abbia taciuto di fronte ad una simile uccisione. Avrei apprezzato un suo autorevole intervento per smentire le becere accuse di spionaggio mosse dai talebani ai medici della International Assistance Mission.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è persa inoltre un&#8217;importante occasione per denunciare un barbarico omicidio contro degli essere umani uccisi perchè cristiani. Sarebbe utile che il Dott.Strada e i suoi simpatizzanti iniziassero a rendersi conto di quale livello di intolleranza ci sia contro chi è impegnato ogni giorno silenziosamente a prestare soccorso alle popolazioni in disagio e smettessero di fare politica terzomondista e anti americana.</p>
<p>(da: Il blog di Matteo Bressan)</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>EMERGENZA PAKISTAN PER OBAMA  (L&#8217;Ora del Salento, 9 maggio 2009, pag.11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/emergenza-pakistan-per-obama-lora-del-salento-9-maggio-2009-pag11</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/emergenza-pakistan-per-obama-lora-del-salento-9-maggio-2009-pag11#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 04:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[I primi 100 giorni della politica estera del Presidente Barak Obama sono stati caratterizzati dall’atteggiamento della mano tesa. Ciò è valso nei confronti dei paesi socialisti dell’America Latina; nei confronti delle due superpotenze, Russia e Cina; nei confronti dell’Iran. Il nuovo corso di Washington sembra mantenere un piglio più duro solo sul fronte afghano-pakistano, dove sono state incrementate le forze volte a contrastare i Talebani. Pare che Barak Obama sia preoccupatissimo non solo degli insorti fondamentalisti che si battono in Afghanistan, ma soprattutto di quelli che vanno conquistando pezzi di territorio sempre più consistenti all’interno del Pakistan. Sono in particolare le province nordoccidentali al confine con l’Afghanistan (lo Swat ma non solo) a divenire progressivamente autonome dal governo di Islamabad, incapace di contrastare la montante avanzata dei Talebani pakistani. Così l’esecutivo presieduto da Asif Alì Zardari, il vedovo di Benazir Bhutto, da mesi ormai è costretto a trattare, ma anche a ritirare le truppe regolari pachistane dalle province cadute in mano ai Talebani. In questi territori “liberati” viene immediatamente proclamata la sharia, con il suo strascico di pene capitali su adulteri, o presunti tali, e con le note limitazioni alla libertà e alla dignità della donna. Ciò che preoccupa lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><a rel="attachment wp-att-2210" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2210"><img class="alignleft size-full wp-image-2210" title="afp_10515775_58100" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/05/afp_10515775_58100.jpg" alt="afp_10515775_58100" width="280" height="270" /></a>I primi 100 giorni della politica estera del Presidente <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barak Obama</strong> sono stati caratterizzati dall’atteggiamento della mano tesa. Ciò è valso nei confronti dei paesi socialisti dell’America Latina; nei confronti delle due superpotenze, Russia e Cina; nei confronti dell’Iran. Il nuovo corso di Washington sembra mantenere un piglio più duro solo sul fronte afghano-pakistano, dove sono state incrementate le forze volte a contrastare i Talebani. Pare che Barak Obama sia preoccupatissimo non solo degli insorti fondamentalisti che si battono in Afghanistan, ma soprattutto di quelli che vanno conquistando pezzi di territorio sempre più consistenti all’interno del Pakistan. Sono in particolare le province nordoccidentali al confine con l’Afghanistan (lo Swat ma non solo) a divenire progressivamente autonome dal governo di Islamabad, incapace di contrastare la montante avanzata dei Talebani pakistani. Così l’esecutivo presieduto da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asif Alì Zardari</strong>, il vedovo di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benazir Bhutto</strong>, da mesi ormai è costretto a trattare, ma anche a ritirare le truppe regolari pachistane dalle province cadute in mano ai Talebani. In questi territori “liberati” viene immediatamente proclamata la sharia, con il suo strascico di pene capitali su adulteri, o presunti tali, e con le note limitazioni alla libertà e alla dignità della donna. Ciò che preoccupa lo staff di Barak Obama è che i fondamentalisti islamici aumentano sempre più la propria influenza nel Paese, nella loro marcia di avvicinamento alla capitale (qualche giorno fa, prima della nuova controffensiva governativa, erano a circa 100 chilometri da essa). Che cosa accadrebbe in caso di una nuova rivoluzione islamica, sulla falsariga di quella khomeinista avvenuta 30 anni fa in Iran? L’attuale Presidente Zardari regge un fragile equilibrio di potere, che potrebbe essere spazzato via da un momento all’altro. Il Pakistan, come noto, è una potenza nucleare, e sarebbe davvero preoccupante se l’arsenale atomico finisse fuori controllo o, peggio ancora, nelle mani dei Talebani o dei loro fiancheggiatori. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Accade tutto questo mentre di fatto il<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>programma nucleare iraniano prosegue indisturbato, e mentre Teheran sfida il mondo civile mandando al patibolo, una dietro l’altra, ragazzine appena maggiorenni. Fra queste rischia anche la giornalista irano-americana <strong>Roxana Saberi (</strong>è nata negli Stati Uniti<strong>).</strong> Già il Segretario di Stato degli U.S.A., <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hillary Clinton</strong>, si è espressa per la sua immediata liberazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-spacerun: yes;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">    </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>DURBAN II: SE L’IRAN INSEGNA AL MONDO I DIRITTI UMANI…</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 13:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La cronaca di questi giorni ha sottoposto all’attenzione dell’opinione pubblica nuovi casi di sopraffazione delle donne in vari Paesi islamici. Dall’Afghanistan &#8211; dove è in procinto di diventare legge un testo che consente lo stupro coniugale -, al Pakistan &#8211; dove i Talebani liberamente processano, fucilano e pubblicano su internet la condanna a morte di due persone accusate di essere “amanti” -. Nonostante ciò i rappresentanti dei paesi musulmani presenti alla Conferenza Internazionale di Ginevra, nel corso del cosiddetto Durban 2, applaudono entusiasti alle arringhe del presidente iraniano Ahmadinejad contro Israele. Insomma alla conferenza dell’ONU sul razzismo sono saliti in cattedra per dare lezioni di diritti umani i delegati di Paesi come il Sudan, la Libia, Cuba…e, ovviamente, l’Iran. Ecco allora il commento del bravo Fausto Biloslavo, inviato speciale de “Il Giornale”, a proposito della “passerella degli ipocriti” andata in scena a Ginevra: “L’ambasciatrice libica che toglie la parola alla vittima delle torture o il rappresentante cubano che a suo tempo si era rifiutato di condannare Saddam, quando “gasava” i curdi. Per non parlare dei sudanesi che lavorano dietro le quinte contro i tribunali delle stesse Nazioni Unite e il presidente di un’organizzazione non governativa palestinese accusato di collegamento con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--><a rel="attachment wp-att-2080" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2080"><img class="alignleft size-full wp-image-2080" title="durban" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/04/durban.gif" alt="durban" width="125" height="152" /></a>La cronaca di questi giorni ha sottoposto all’attenzione dell’opinione pubblica nuovi casi di sopraffazione delle donne in vari Paesi islamici. Dall’Afghanistan &#8211; dove è in procinto di diventare legge un testo che consente lo stupro coniugale -, al Pakistan &#8211; dove i Talebani liberamente processano, fucilano e pubblicano su internet la condanna a morte di due persone accusate di essere “amanti” -.</p>
<p>Nonostante ciò i rappresentanti dei paesi musulmani presenti alla Conferenza Internazionale di Ginevra, nel corso del cosiddetto Durban 2, applaudono entusiasti alle arringhe del presidente iraniano <strong>Ahmadinejad</strong> contro Israele. Insomma alla conferenza dell’ONU sul razzismo sono saliti in cattedra per dare lezioni di diritti umani i delegati di Paesi come il Sudan, la Libia, Cuba…e, ovviamente, l’Iran.</p>
<p>Ecco allora il commento del bravo Fausto Biloslavo, inviato speciale de “Il Giornale”, a proposito della “passerella degli ipocriti” andata in scena a Ginevra: “<em>L’ambasciatrice libica che toglie la parola alla vittima delle torture o il rappresentante cubano che a suo tempo si era rifiutato di condannare Saddam, quando “gasava” i curdi. Per non parlare dei sudanesi che lavorano dietro le quinte contro i tribunali delle stesse Nazioni Unite e il presidente di un’organizzazione non governativa palestinese accusato di collegamento con i terroristi. Durban II è un festival di gaffe, ipocrisie e personaggi impresentabili. Una conferenza dominata da paesi che fanno a pugni con i principi di libertà e diritti umani</em>.”</p>
<p><span> </span><span> </span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>THE FAILED STATES. IL CASO DELL&#8217;AFGHANISTAN E DELLA SOMALIA (Rubrica radiofonica &#8220;L&#8217;Internazionale&#8221;, 13 febbraio 2009)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/the-failed-states-il-caso-dellafghanistan-e-della-somalia-rubrica-radiofonica-linternazionale-13-febbraio-2009</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 13:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Audio Rubrica Radiofonica]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICA RADIOFONICA "L'INTERNAZIONALE"]]></category>
		<category><![CDATA[Somalia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Africana]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia e Hit Queen Radio: the-failed-states-il-caso-di-afghanistan-e-somalia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia e Hit Queen Radio:</p>
<p><span style="color: #551a8b; text-decoration: underline;"><a rel="attachment wp-att-1594" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=1594"></a><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/02/the-failed-states-il-caso-di-afghanistan-e-somalia.mp3">the-failed-states-il-caso-di-afghanistan-e-somalia</a></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1595" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=1595"><img class="alignleft size-full wp-image-1595" title="img_6" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/02/img_6.jpg" alt="img_6" width="496" height="296" /></a></p>
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		<title>TALEBANISTAN (L&#8217;Ora del Salento, 13 dicembre 2008, pag.11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/talebanistan-lora-del-salento-13-dicembre-2008-pag11</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 10:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo gli attentati di Bombay i servizi segreti pakistani sono chiamati in causa dall’India per l’ambiguità dei loro rapporti con il terrorismo. Secondo l’opinione di autorevoli analisti una tattica che al Qaeda cerca di utilizzare è quella di aumentare la tensione tra India e Pakistan, perché ciò porterebbe le forze armate pakistane ad allontanarsi dal confine afghano e a dispiegarsi lungo il confine indiano, innescando una sorta di escalation di tensione tra i due Paesi. Al Qaeda avrebbe così più ampi spazi di manovra nel condurre le proprie operazioni nell’indefinito territorio a cavallo fra Pakistan ed Afghanistan, dove transitano armi, kamikaze e droga. I recenti attacchi di Bombay, considerati dall’India il proprio 11 settembre, si sono rivelati sofisticati per la tecnica militare con cui sono stati condotti, diversi dai precedenti e con partecipazione anche di kamikaze. Secondo Ahmed Rashid, giornalista ed intellettuale pakistano, molto ascoltato dal neo-presidente statunitense Barak Obama, i talebani non sono più un fenomeno afghano, ma costituiscono un fenomeno regionale. Ci sono – afferma Rashid in un suo recente libro sulla “Polveriera Asia” – talebani in Pakistan ed in Asia Centrale, e domani potrebbero essercene anche in India. Ci sono molti gruppi in Europa che sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><img class="alignleft size-full wp-image-943" title="talebani01g" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/12/talebani01g.jpg" alt="talebani01g" width="300" height="230" />Dopo gli attentati di Bombay i servizi segreti pakistani sono chiamati in causa dall’India per l’ambiguità dei loro rapporti con il terrorismo. <span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Secondo l’opinione di autorevoli analisti una tattica che <em>al Qaeda</em> cerca di utilizzare è quella di <span> </span>aumentare la tensione tra India e Pakistan, perché ciò porterebbe le forze armate pakistane ad allontanarsi dal confine afghano e a dispiegarsi lungo il confine indiano, innescando una sorta di escalation di tensione tra i due Paesi. <em>Al Qaeda</em> avrebbe così più ampi spazi di manovra nel condurre le proprie operazioni nell’indefinito territorio a cavallo fra Pakistan ed Afghanistan, dove transitano armi, kamikaze e droga. <span id="more-940"></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">I recenti attacchi di Bombay, considerati dall’India il proprio 11 settembre, si sono rivelati sofisticati per la tecnica militare con cui sono stati condotti, diversi dai precedenti e con partecipazione anche di kamikaze. Secondo <strong>Ahmed Rashid</strong>, giornalista ed intellettuale pakistano, molto ascoltato dal neo-presidente statunitense <strong>Barak Obama</strong>, i talebani non sono più un fenomeno afghano, ma costituiscono un fenomeno regionale. Ci sono – afferma Rashid in un suo recente libro sulla “Polveriera Asia” – talebani in Pakistan ed in Asia Centrale, e domani potrebbero essercene anche in India. Ci sono molti gruppi in Europa che sono stati addestrati da <em>al Qaeda</em>. Ci sarebbe dunque bisogno di una strategia regionale, per contrastare un fenomeno che è diventato regionale. In passato <em>al Qaeda</em> era in Afghanistan, ora è in Pakistan ed in Asia Centrale. La percezione tra gli afghani – scrive Rashid &#8211; è che i talebani stiano vincendo e che la NATO stia perdendo. Per i talebani è difficile controllare le città; ma allo stesso tempo la NATO non riesce a riprendersi le zone rurali. Né riesce a farlo l’esercito o la polizia afghana, sprovvisti di personale sufficiente. E’ una posizione di stallo che Barak Obama intende superare dirottando dall’Iraq, semi-pacificato, nuove truppe e nuove risorse. </span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Per Ahmed Rashid resta aperto un altro grande problema, riguardante la leadership dei talebani che attualmente risiede in Pakistan e a cui fu dato rifugio dall’ex presidente <strong>Pervez Musharraf</strong> e dall’intelligence pakistana. Da un lato il Pakistan aiutava gli americani a catturare i membri di <em>al Qaeda</em> in Afghanistan e dall’altro ospitava e dava rifugio alla leadership dei talebani afghani. Questa ambiguità del Pakistan, spesso irretito dalle sirene islamiste radicali, è un nodo al pettine che prima o poi dovrà essere sciolto. Almeno fino a quando il Pakistan continuerà a godere dei cospicui aiuti occidentali.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
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		<title>AFGHANISTAN, IRAQ, SOMALIA: LE  GUERRE  DI  OSAMA BIN LADEN (L&#8217;Ora del Salento, 24 maggio 2008, pag.11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/afghanistan-iraq-somalia-le-guerre-di-osama-bin-laden-lora-del-salento-24-maggio-2008-pag11</link>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 16:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
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		<category><![CDATA[Somalia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel suo ennesimo appello lanciato via internet, Osama Bin Laden torna a puntare il dito su Israele e sui suoi amici occidentali, e anche sull’ONU. Invitando i buoni musulmani alla Jihad (la guerra santa) ancora una volta si autoproclama paladino della causa palestinese. L’ANP, l’Autorità nazionale palestinese, non solo si è affrettata a prendere le distanze da Al Qaeda e dal suo grande capo, ma ha denunciato che, attraverso Hamas, l’organizzazione di Bin Laden sta entrando nella Striscia di Gaza. L&#8217;allarme per le infiltrazioni terroristiche arriva per bocca del presidente palestinese Abu Mazen. Ma il potere mediatico che l’organizzazione terrorista ha oramai raggiunto le consente di affascinare centinaia di giovani musulmani sparsi nel mondo, che ammaliati dalle sirene jihadiste abbandonano tutto per seguire lo sceicco saudita. Un recente rapporto di Europol, l’Ufficio Europeo di Polizia, diffuso in questi giorni dai media, riferisce che soprattutto molti islamici europei, per lo più immigrati della seconda generazione, rispondono alla chiamata in armi di Osama Bin Laden. Sollecitati da collaudate reti logistiche, ricevono documenti ed istruzioni, partono per i campi di addestramento in “santuari” sicuri, offrono le loro esistenze per combattere sugli scenari di guerra attualmente aperti: Afghanistan, Iraq, Somalia, forse Libano (qualche mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/05/1711bin-laden2.jpg" title="1711bin-laden2.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/05/1711bin-laden2.thumbnail.jpg" alt="1711bin-laden2.jpg" /></a> Nel suo ennesimo appello lanciato via internet, Osama Bin Laden torna a puntare il dito su Israele e sui suoi amici occidentali, e anche sull’ONU. Invitando i buoni musulmani alla <em>Jihad</em> (la guerra santa) ancora una volta si autoproclama paladino della causa palestinese.<span>  </span>L’ANP, l’Autorità nazionale palestinese, non solo si è affrettata a prendere le distanze da <em>Al Qaeda</em> e dal suo grande capo, ma ha denunciato che, attraverso <em>Hamas, </em><span> </span>l’organizzazione di Bin Laden sta entrando nella Striscia di Gaza. L&#8217;allarme per le infiltrazioni terroristiche arriva per bocca del presidente palestinese Abu Mazen.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">Ma il potere mediatico che l’organizzazione terrorista ha oramai raggiunto le consente di affascinare centinaia di giovani musulmani sparsi nel mondo, che ammaliati dalle sirene <em>jihadiste</em> abbandonano tutto per seguire lo sceicco saudita.<span id="more-488"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">Un recente rapporto di Europol, l’Ufficio Europeo di Polizia, diffuso in questi giorni dai media, riferisce che soprattutto molti islamici europei, per lo più immigrati della seconda generazione, rispondono alla chiamata in armi di Osama Bin Laden. Sollecitati da collaudate reti logistiche, ricevono documenti ed istruzioni, partono per i campi di addestramento in “santuari” sicuri, offrono le loro esistenze per combattere sugli scenari di guerra attualmente aperti: Afghanistan, Iraq, Somalia, forse <span> </span>Libano (qualche mese fa l’esercito libanese dovette combattere per stroncare un‘insurrezione di palestinesi in un campo profughi del Nord, dove si erano infiltrati elementi di <em>Al Qaeda</em>).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">In Afghanistan il confine “mobile” con il Pakistan costituisce da sempre la zona franca di transito per uomini, armi e droga. I miliziani di <em>Al Qaeda</em> affiancano i Talebani per organizzare attentati dovunque sia possibile.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">In Iraq il legittimo governo del premier sciita moderato <strong><em>Nuri</em></strong> <strong><em>Al Maliki</em></strong>, dopo aver vinto la battaglia contro gli estremisti sciiti di <strong><em>Muqtada Al Sadr</em></strong> a Bassora, ha riportato a Mosul un’altra vittoriosa operazione contro le forze insurrezionaliste di <em>Al Qaeda</em> (molti fedelissimi di Osama sono stati arrestati).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">E infine la Somalia: centinaia di giovani arruolati arrivano dall’Europa e dai Paesi arabi per rinforzare le fila delle Coorti Islamiche, la cui presenza armata impedisce il controllo del territorio da parte del Governo federale di transizione, la fragile compagine governativa, che pure è sostenuta dall’Unione Africana e dalla comunità internazionale.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><o> </o></p>
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		<title>LE GUERRE DI OSAMA BIN LADEN!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 18:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Audio Rubrica Radiofonica]]></category>
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		<category><![CDATA[RUBRICA RADIOFONICA "L'INTERNAZIONALE"]]></category>

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		<description><![CDATA[913.mp3 Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia e Hit Queen Radio (100. 8 e 98.6 Mhz)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/06/913.mp3" title="913.mp3">913.mp3</a></p>
<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/06/r174926_663590.jpg" title="r174926_663590.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/06/r174926_663590.thumbnail.jpg" alt="r174926_663590.jpg" /></a></p>
<p>Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia e Hit Queen Radio (100. 8 e 98.6 Mhz)</p>
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