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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Birmania</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>GUERRA AI CRISTIANI (di Omar Ebrahime)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 04:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sudan, agosto 2009: sette cristiani, tra cui alcuni ragazzi poco più che adolescenti, vengono crocifissi poco fuori la loro parrocchia da alcuni gruppi fondamentalisti islamici. La notizia, però, arriva in Europa solo molte settimane dopo, grazie alla visita di un Vescovo sudanese che racconta l&#8217;accaduto dettagliando le violenze che i cristiani subiscono da tempo nel Paese, in cui sono minoranza. Incredibilmente, nessuno sembra interessarsene. Forse perché il Sudan è un Paese lontano e l&#8217;Africa è solitamente una terra dimenticata dai grandi mezzi di comunicazione sociale. Trascorre qualche mese ed è la volta dell&#8217;Egitto: all&#8217;uscita dalla Messa di Natale, nove cristiani vengono uccisi e un&#8217;altra decina feriti da un commando terrorista. Si chiude così nel sangue un anno che era cominciato con il sacrificio di un altro cristiano: bruciato vivo in strada per aver frequentato una ragazza islamica. Da tempo infatti in Egitto le chiese sono sorvegliate dalla polizia per garantire una libertà di culto sempre più difficile ma le autorità locali, se da una parte si fanno scudo con proclami di giustizia, dall&#8217;altra finiscono con il non perseguire materialmente i terroristi, favorendo così un&#8217;islamizzazione strisciante del Paese. Poco dopo i fatti d&#8217;Egitto si apprende, grazie al lavoro d&#8217;informazione di agenzie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sudan, agosto 2009: sett<a rel="attachment wp-att-5112" href="http://www.recensioni-storia.it/guerra-ai-cristiani-di-omar-ebrahime/copertina_mauro"><img class="alignleft size-full wp-image-5112" title="Copertina_Mauro" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/10/Copertina_Mauro.jpg" alt="Copertina_Mauro" width="200" height="299" /></a>e cristiani, tra cui alcuni ragazzi poco più che adolescenti, vengono crocifissi poco fuori la loro parrocchia da alcuni gruppi fondamentalisti islamici. La notizia, però, arriva in Europa solo molte settimane dopo, grazie alla visita di un Vescovo sudanese che racconta l&#8217;accaduto dettagliando le violenze che i cristiani subiscono da tempo nel Paese, in cui sono minoranza. Incredibilmente, nessuno sembra interessarsene. Forse perché il Sudan è un Paese lontano e l&#8217;Africa è solitamente una terra dimenticata dai grandi mezzi di comunicazione sociale. Trascorre qualche mese ed è la volta dell&#8217;Egitto: all&#8217;uscita dalla Messa di Natale, nove cristiani vengono uccisi e un&#8217;altra decina feriti da un commando terrorista. Si chiude così nel sangue un anno che era cominciato con il sacrificio di un altro cristiano: bruciato vivo in strada per aver frequentato una ragazza islamica. Da tempo infatti in Egitto le chiese sono sorvegliate dalla polizia per garantire una libertà di culto sempre più difficile ma le autorità locali, se da una parte si fanno scudo con proclami di giustizia, dall&#8217;altra finiscono con il non perseguire materialmente i terroristi, favorendo così un&#8217;islamizzazione strisciante del Paese. Poco dopo i fatti d&#8217;Egitto si apprende, grazie al lavoro d&#8217;informazione di agenzie missionarie come AsiaNews, lo spaventoso martirio dei cristiani in Pakistan. Nel giro di poco più di un mese un uomo e due ragazze minorenni vengono arsi vivi per essersi rifiutati di passare all&#8217;Islam. Prima di essere date alle fiamme, davanti a testimoni, le due ragazze erano state più volte violentate.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono solo alcuni degli episodi del 2010 che Mario Mauro, parlamentare europeo e rappresentante della Presidenza dell’OSCE per la lotta al razzismo, la xenofobia e le discriminazioni, raccoglie nel libro <strong><em>Guerra ai cristiani. Le persecuzioni e le discriminazioni dei cristiani nel mondo</em></strong> (Lindau, Torino, 2010, pp. 132).  L’Autore fa il punto sulle persecuzioni e le discriminazioni che oggi patiscono i cristiani nel mondo <em>in quanto</em> cristiani. Il calvario dei cristiani nei Paesi a maggioranza islamica e che hanno subìto negli ultimi tempi un processo di radicalizzazione del fanatismo è cosa forse nota ai più, ma non c&#8217;è solo l&#8217;Islam fondamentalista. Ci sono anche Paesi orientali in forte sviluppo e che ormai aspirano ad entrare tra i grandi della Terra, come l&#8217;India, dove pure i cristiani subiscono vessazioni di ogni tipo in ragione del fatto che la diffusione del Vangelo potrebbe portare, insieme all&#8217;alfabetizzazione e alla scolarizzazione primaria, anche libertà e diritti ponendo fine alla rigida società classista indiana in cui migliaia di persone, come i cosiddetti “fuori-casta” (<em>dalit</em>), non possiedono praticamente alcuna dignità. Per questo nel 2008 nello stato dell’Orissa si è avuto un vero e proprio ‘pogrom’, pianificato da partiti nazionalisti e fondamentalisti indù, con l&#8217;obiettivo di distruggere un&#8217;intera comunità cristiana. “<em>Rajani Mahi</em>, <em>21 anni</em>, <em>è stata arsa viva mentre cercava di salvare gli ospiti di un orfanotrofio della missione di Bargarh</em> [...], <em>nella stessa regione anche un uomo è stato bruciato vivo</em>, <em>lo stesso giorno a Kandhamal</em>,<em> e una suora è morta carbonizzata dopo essere stata stuprata nel Centro sociale di Bubaneshwar</em>” (pag. 68). La persecuzione è andata avanti per mesi cosicché alla fine gli osservatori internazionali potevano leggere un vero e proprio bollettino di guerra: le vittime (contando insieme fedeli e religiosi) superavano le centinaia, oltre quaranta le chiese distrutte, altre centinaia e centinaia le case abbattute. Se perfino alcuni leader politici nazionali hanno invocato la pulizia etnica “<em>finchè  l</em>&#8216;<em>Orissa non sia liberata dai cristiani</em>” (pag. 69), riscuotendo consenso, senza più il minimo senso di vergogna, non sorprende che altri non abbiano trovato di meglio che accusare le Missionarie della carità (l&#8217;ordine fondato da Madre Teresa di Calcutta) nientemeno che di complotto contro la sicurezza dello Stato. Siamo di fronte con ogni evidenza a qualcosa di impressionante, fuori di ogni logica e che tuttavia suggerisce una riflessione decisiva. Forse mai come nell&#8217;India di oggi si vede come il Vangelo sia <em>veramente</em> fermento di libertà e garante dei diritti fondamentali della persona. E proprio per questo temuto, osteggiato e combattuto da tutti i totalitarismi, da tutte le dittature, da tutti i poteri (statali e non) che si ergono essi stessi a forme di divinità.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo sguardo dell&#8217;Autore cade non a caso sull&#8217;ideologia che ha insanguinato come nessuno il secolo scorso: il comunismo. Alcuni ne avevano decretato la fine ma ancora oggi resta più vivo che mai in Corea del Nord, Cina, Birmania, Vietnam, Cuba mentre riemerge con altre forme, meno brutali &#8211; ma altrettanto liberticide &#8211; anche in Sudamerica. Proprio nella Corea comunista e ufficialmente atea nel luglio scorso una donna di 33 anni è stata giustiziata in pubblico “<em>perchè distribuiva la Bibbia</em>” (pag. 58). Ma migliaia sarebbero attualmente i cristiani rinchiusi nei campi di lavoro coreani e cinesi (i tristemente famosi “<em>laogai</em>”) e di cui si ignora la fine. E, ancora, le pagine di Mauro si soffermano anche sulla Via Crucis dei cristiani iracheni, che rischiano di scomparire per sempre dalla loro terra natale, sulla sofferenza di quelli che vivono da secoli in Turchia (ricordando il sacrificio di don Andrea Santoro e di mons. Luigi Padovese), fino a toccare le comunità più dimenticate: Iran, Indonesia, Somalia. Dinanzi a questa persecuzione su scala mondiale (documentata anche con numerose foto e siti internet di varie agenzie internazionali e Ong) che fanno dei cristiani il gruppo religioso più perseguitato in assoluto (più del 75% delle discriminazioni religiose nel mondo è diretto contro di loro) viene da chiedersi che cosa sarebbe successo se questi episodi avessero visto come vittime non dei cristiani ma un qualsiasi altro gruppo religioso. Ad esempio, degli ebrei o dei musulmani. Che cosa sarebbe accaduto se in qualche parte del mondo qualcuno, invece dei cristiani, avrebbe crocifisso o dato alle fiamme o giustiziato pubblicamente senza processo degli ebrei o dei musulmani per il solo fatto di essere ebrei o musulmani?</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta porta forse alla radice del problema, ovvero che in fondo il destino dei cristiani non interessa a nessuno, neanche a chi dovrebbe difendere per primo le radici cristiane dell&#8217;Europa (che infatti sono state negate). La questione appare talmente vera che un attivista per i diritti dei cristiani pakistani, interpellato recentemente su che cosa dovrebbe fare oggi l&#8217;Europa, ha risposto con le lacrime agli occhi: “Io penso che l&#8217;Europa dovrebbe ritrovare anzitutto la sua fede”. Padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews e studioso delle minoranze cristiane nel mondo, da parte sua concorda pienamente, mettendo in luce la ‘strana’ alleanza dei nostri giorni tra il laicismo nichilista occidentale e i dispotismi liberticidi orientali: “<em>È l</em>’<em>indifferenza della comunità internazionale</em>,<em> e dell</em>’<em>Europa in particolare</em>, <em>il più grande alleato dei paesi che ostacolano la libertà religiosa” </em>(pag. 33).           </p>
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		<title>PICCOLI E GRANDI DITTATORI CRESCONO (L&#8217;Ora del Salento, 19 giugno 2009, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 07:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Laureata in storia moderna all&#8217;Università di Firenze, Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni tra l&#8217;Italia e Gerusalemme, dove ha ricoperto il ruolo di inviata dal Medio Oriente prima per il quotidiano La Stampa e poi, dal dicembre 2006, per il quotidiano Il Giornale e per il quotidiano telematico L&#8217;Occidentale. Su Panorama, Nirenstein tiene regolarmente una rubrica di politica internazionale. Ha lavorato anche per molti altri prestigiosi quotidiani e settimanali, cominciando da Paese Sera. Nel 2006, insieme a Toni Capuozzo e Magdi Allam, partecipa al programma su Canale 5 “Orient Express”. Nel 2005 ha ideato e condotto il programma di politica estera su Raidue &#8220;Ore diciotto/Mondo&#8221;. Viene intervistata settimanalmente a Radio Radicale da Massimo Bordin, in una rubrica dedicata al Medio Oriente. Alle elezioni politiche del 2008 è stata candidata nel Popolo delle Libertà ed eletta nella circoscrizione Liguria. E&#8217; vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati. Nella sua carriera di giornalista ha incontrato a decine i leader mondiali, da Nelson Mandela, da Vaclav Havel ad Arafat. Nonostante il suo recente schieramento politico, Fiamma Nirenstein è una voce libera ed imparziale, come dimostra l’attenzione speciale con cui la segue Radio Radicale. In politica estera ha una rara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><a rel="attachment wp-att-2643" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2643"><img class="alignleft size-full wp-image-2643" title="fiamma-nirenstein1_47657" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/06/fiamma-nirenstein1_47657.jpg" alt="fiamma-nirenstein1_47657" width="510" height="340" /></a></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Laureata in storia moderna all&#8217;Università di Firenze, <strong>Fiamma Nirenstein</strong> ha vissuto per anni tra l&#8217;Italia e Gerusalemme, dove ha ricoperto il ruolo di inviata dal Medio Oriente prima per il quotidiano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">La Stampa</em> e poi, dal dicembre 2006, per il quotidiano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Il Giornale</em> e per il quotidiano telematico <em>L&#8217;Occidentale</em>. Su Panorama, Nirenstein tiene regolarmente una rubrica di politica internazionale. Ha lavorato anche per molti altri prestigiosi quotidiani e settimanali, cominciando da <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Paese Sera.</em></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Nel 2006, insieme a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toni Capuozzo</strong> e <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Magdi Allam</strong>, partecipa al programma su Canale 5 “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Orient Express</em>”. Nel 2005 ha ideato e condotto il programma di politica estera su Raidue &#8220;Ore diciotto/Mondo&#8221;. Viene intervistata settimanalmente a Radio Radicale da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimo Bordin</strong>, in una rubrica dedicata al Medio Oriente. Alle elezioni politiche del 2008 è stata candidata nel Popolo delle Libertà ed eletta nella circoscrizione Liguria. E&#8217; vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati. Nella sua carriera di giornalista ha incontrato a decine i leader mondiali, da Nelson Mandela, da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vaclav Havel</strong> ad <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Arafat.</strong></span></p>
<p>Nonostante il suo recente schieramento politico, Fiamma Nirenstein<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </strong>è una voce libera ed imparziale, come dimostra l’attenzione speciale con cui la segue Radio Radicale. In politica estera ha una rara competenza, e proprio per questo meritano attenzione le sue riflessioni in margine a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran e in Corea del Nord. In un’analisi pubblicata su “Il Giornale” di domenica 14 giugno 2009 (pagg. 12-13), <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fiamma Nirenstein </strong>evidenzia come il mondo stia diventando più debole e impotente contro la furia di piccoli e grandi dittatori.</p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non ci sono solo le minacce nucleari della Corea del Nord (che mettono tanta paura a Giappone e Corea del Sud) e l’intransigenza atomica di Teheran (che terrorizza Israele); ad alzare la voce contro l’Occidente vi sono pure i regimi socialisti dell’America Latina, come quello di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hugo Chavez</strong> in Venezuela e di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Evo Morales</strong> in Bolivia. In entrambi i Paesi la stampa e i media subiscono pesanti limitazioni, mentre nei 10 anni di governo di Hugo Chavez sono aumentati i prigionieri politici. Il Venezuela poi è in ottimi rapporti con Cuba dei fratelli Castro &#8211; che stanno ingannando il mondo con promesse di democratizzazione mai attuate -, e con lo stesso Iran. Chavez, al pari del brasiliano <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lula</strong>, si è subito affrettato a riconoscere la vittoria di Ahmadinejad nelle contestate elezioni presidenziali iraniane. </span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">In questo speciale elenco ci sono anche le dittature africane, come quella particolarmente longeva di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robert Mugabe</strong> – sostenuto dalla Repubblica Popolare di Cina – e di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Omar al Bashir</strong>, il Presidente sudanese, nei confronti del quale il Tribunale Internazionale ha emesso un mandato di cattura per crimini contro l’umanità in relazione al genocidio del Darfur. E come non ricordare la violenza repressiva del regime birmano, il cui principale sponsor è la Cina di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hu Jintao</strong>?</span></p>
<p>Per Fiamma Nirenstein vi sarebbe un collante che unisce tutti questi piccoli e grandi dittatori: il comune desiderio di umiliare l’Occidente.</p>
<p>Nella foto: <em>Fiamma Nirenstein</em>, giornalista e dal 2008 deputato del Popolo delle Libertà)</p>
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		<title>ESTREMO ORIENTE:  LIBERTA’ E DIRITTI UMANI</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2009 si apre con prospettive sempre più preoccupanti per il rispetto dei diritti umani nei paesi dell’estremo oriente, dove si assiste ad una recrudescenza da parte dei regimi dittatoriali nell’attività di repressione, il cui obiettivo sono le minoranza etniche, quelle religiose ed in generale i militanti per l’affermazione dei diritti di libertà. Il caso più eclatante resta la Cina, con la ferita aperta del Tibet, dove, accanto alla feroce repressione, è in corso un’opera di trasferimento forzato di popolazioni di etnia Han, che ha lo scopo di annullare la componente tibetana e con essa la sua cultura millenaria pervasa di tolleranza e non violenza. Non meno drammatica, anche se misconosciuta, è la repressione nei confronti degli Uiguri, una minoranza di religione musulmana, che vive nel Turkestan orientale e che, come i tibetani, chiede non l’indipendenza ma almeno un’autonomia nell’ambito della repubblica cinese, in cui siano garantiti i fondamentali diritti di libertà politica e religiosa. Un altro fronte caldo è il Vietnam, in cui a patire, oltre alle minoranze cristiane &#8211; in particolare i Montagnards -, sono anche le popolazioni di etnia Kmer krom, profughi cambogiani, di religione buddista. Nel Laos, la medesima sorte è riservata a coloro i quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"><a rel="attachment wp-att-1473" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=1473"><img class="alignleft size-full wp-image-1473" title="5832_vietnam-hmong3-150-x-112" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/02/5832_vietnam-hmong3-150-x-112.jpg" alt="5832_vietnam-hmong3-150-x-112" width="150" height="112" /></a></span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">Il 2009 si apre con prospettive sempre</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> più preoccupanti per il rispetto dei diritti</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> umani nei paesi dell’estremo oriente,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">dove si assiste ad una recrudescenza</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> da parte dei regimi dittatoriali nell’attività di repressione, il</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> cui obiettivo sono le minoranza etniche, quelle</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> religiose ed in generale i militanti per l’affermazione dei</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> diritti di libertà. Il caso più eclatante resta la Cina, con</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> la ferita aperta del Tibet, dove, accanto alla feroce</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> repressione, è in corso un’opera di trasferimento forzato</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> di popolazioni di etnia Han, che ha lo scopo</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> di annullare la componente tibetana e con essa</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> la sua cultura millenaria pervasa di tolleranza e</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> non violenza. Non meno drammatica, anche se </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">misconosciuta, è la repressione nei confronti</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> degli <em>Uiguri</em>, una minoranza di religione musulmana,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> che vive nel Turkestan orientale e che, come i tibetani,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> chiede non l’indipendenza ma almeno un’autonomia</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> nell’ambito della repubblica cinese, in cui siano garantiti</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> i fondamentali diritti di libertà politica e religiosa. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">Un altro fronte caldo è il Vietnam, in cui a patire, oltre alle</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> minoranze cristiane &#8211; in particolare i <em>Montagnards -</em>, </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">sono anche le popolazioni di etnia <em>Kmer krom</em>, profughi</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> cambogiani, di religione buddista.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> Nel Laos, la medesima sorte è riservata a coloro i</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> quali chiedono libertà e diritti civili, e tra questi</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> alcune minoranze etniche e religiose, come i <em>Lao-Hmong</em>,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> cui viene imputato di avere avuto dei parenti nell’armata</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> reale durante la guerra del Vietnam. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">La lista dei paesi in cui vengono conculcati libertà e</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> diritti umani è purtroppo lunga ed include ancora la Corea </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">del Nord e il <em>Myamar</em>, per cui è auspicabile che in primo </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">luogo l’Unione Europea, non solo potenza economica</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> ma anche politica, eserciti la sua forza di persuasione</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> affinché siano fatti valere i principi di libertà e di</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> democrazia, e siano affermati i diritti civili individuali,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> ad iniziare da quello di professare liberamente</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> il proprio credo religioso.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"> </p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">Avv. Giuseppe Napoli<br />
</span></p>
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		<item>
		<title>CINA E BIRMANIA: IL CATACLISMA DEI DIRITTI UMANI NEGATI (L&#8217;Ora del Salento, 31 maggio 2008, pag.11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/cina-e-birmania-il-cataclisma-dei-diritti-umani-negati-lora-del-salento-31-maggio-2008-pag11</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 17:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birmania]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; LE INTERVISTE DELL’OSSERVATORIO (a cura di Roberto Cavallo) Dopo i giorni in cui il tifone in Birmania e il terremoto in Cina hanno messo in luce la potenza distruttiva della natura, ma anche le inadempienze degli uomini e dei governi nel ridurre i rischi derivanti dalle carastrofi naturali, è opportuno che la solidarietà si manifesti non solo con gli indispensabili aiuti materiali, ma anche con uno sguardo di verità per chi è politicamente oppresso. Parliamo del rispetto dei fondamentali diritti umani e civili in Cina e nel Sud-Est asiatico con l’Avv. Giuseppe Napoli, Presidente dell’Associazione Radicale di Lecce “Diritto e Libertà”. D. Avvocato, dinanzi alle dimensioni della catastrofe birmana, secondo Lei ha qualche significato sindacare sulla provenienza degli aiuti, così come ha fatto la giunta militare? R. Trattandosi di una dittatura non mi meraviglio dell’atteggiamento della giunta birmana. E’ tipico dei dittatori diffidare di ciò che può sfuggire al loro controllo. D. Che rapporti ci sono fra la Cina e i Generali che comandano in Birmania? R. Mi pare evidente che la Birmania sia sostanzialmente sotto tutela cinese. D. Dall’inizio della repressione in Tibet, ritiene che qualcosa sia cambiato? Quale è in Cina la condizione degli attivisti per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 0.0001pt 1cm; text-align: center; line-height: 150%" align="center"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'"><o> </o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 0.0001pt 1cm; text-align: center; line-height: 150%" align="center">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 0.0001pt 1cm; text-align: center; line-height: 150%" align="center"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/06/cina01g.jpg" title="cina01g.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/06/cina01g.thumbnail.jpg" alt="cina01g.jpg" /></a><strong><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">    LE INTERVISTE DELL’OSSERVATORIO<o></o></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right: 13.9pt; text-align: center; text-indent: 1cm; line-height: 150%" align="center"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">(a cura di Roberto Cavallo)<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">Dopo i giorni in cui il tifone in Birmania e il terremoto in Cina hanno messo in luce la potenza distruttiva della natura, ma anche le inadempienze degli uomini e dei governi nel ridurre i rischi derivanti dalle carastrofi naturali, è opportuno che la solidarietà si manifesti non solo con gli indispensabili aiuti materiali, ma anche con uno sguardo di verità per chi è politicamente oppresso. <o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">Parliamo del rispetto dei fondamentali diritti umani e civili in Cina e nel Sud-Est asiatico con </span><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%">l’Avv. Giuseppe Napoli, Presidente dell’Associazione Radicale di Lecce<span>  </span>“Diritto e Libertà”.</span><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'"><o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'"><o> </o></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">D. Avvocato, dinanzi alle dimensioni della catastrofe birmana, secondo Lei ha qualche significato sindacare sulla provenienza degli aiuti, così come ha fatto la giunta militare?<o></o></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">R. Trattandosi di una dittatura non mi meraviglio dell’atteggiamento della giunta birmana. E’ tipico dei dittatori diffidare di ciò che può sfuggire al loro controllo.<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'"><o> </o></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">D. Che rapporti ci<span>  </span>sono fra<span>  </span>la Cina e i Generali che comandano in Birmania?<o></o></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">R. Mi pare evidente che la Birmania sia sostanzialmente sotto tutela cinese.<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'"><o> </o></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">D. Dall’inizio della repressione in Tibet, ritiene che qualcosa sia cambiato? Quale è in Cina la condizione degli attivisti per i diritti civili arrestati nei mesi scorsi?<o></o></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">R. Il problema “diritti umani” dei tibetani è strettamente connesso a quello dei cinesi, ma anche a quello degli abitanti del Turkestan orientale e della Mongolia<span>  </span>interna. La situazione in Cina di chi combatte per la libertà è assai difficile, in quanto la repressione continua. </span><span id="more-493"></span><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">Secondo me è però sbagliato l’atteggiamento di chi vuole boicottare le Olimpiadi. Vorrei solo dire che il clamore su quello che avviene in Cina non avrebbe i primi titoli sulla stampa e nelle TV, se le Olimpiadi di Pechino non fossero sull’agenda internazionale. <o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'"><o> </o></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">D. Vietnam: è un Paese di cui non si parla più. Radio Radicale però ne parla, e le informazioni che giungono non sono tanto incoraggianti quanto al rispetto dei diritti umani anche in quel Paese …<o></o></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">R. I radicali sono da sempre in prima linea nella denuncia della repressione in Vietnam, che colpisce tanto i buddisti quanto le altre confessioni religiose, fra cui i cristiani <em>montagnards</em>, che vivono negli altopiani centrali vietnamiti e verso i quali si assiste in questi giorni ad una recrudescenza di arresti e di torture. <o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'"><o> </o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 13.9pt 10pt 1cm; text-align: justify; line-height: 150%"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Arial','sans-serif'">D. Quali sono le iniziative in corso dei <span> </span>radicali transnazionali per il Tibet e il Sud-est asiatico?<o></o></span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Arial','sans-serif'">          R. Il Partito radicale transnazionale (Prt) <span> </span>si muove su differenti livelli. Sul piano    nazionale è in atto la campagna dell’associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet; su quello europeo è stata organizzata nei giorni scorsi la visita, al parlamento di Strasburgo, di <strong><em>Karma Chopel</em></strong>, presidente del Parlamento tibetano in esilio. </span></p>
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		<item>
		<title>BIRMANIA: UN POPOLO NELLA TRAGEDIA (L&#8217;Ora del Salento, 6 ottobre 2007, pag.11)</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 19:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birmania]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>

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		<description><![CDATA[OSSERVATORIO GEO-POLITICO A cura di Roberto Cavallo Nonostante l&#8217;impegno e i recenti sforzi delle Nazioni Unite, continua la repressione del regime birmano contro la popolazione e i monaci che invocano democrazia in Birmania. Nel 1962 il colpo di Stato militare del generale Ne Win poneva il Paese sulla cosiddetta &#8220;via birmana al socialismo&#8220;. Da allora una lunga serie di governi militari ha di fatto schiacciato l&#8217;opposizione e la possibilità di un confronto democratico. Nel 1989 la giunta militare proclamava, dopo una nuova ondata di proteste, la legge marziale. Aung San Suu Kyi, storica dissidente e leader della Lega Nazionale per la democrazia, nonchè premio Nobel per la pace, dal 2003 è agli arresti domiciliari, mentre 92 deputati vivono da tempo in esilio e migliaia sono gli scomparsi. In questo quadro di fortissima limitazione dei diritti civili e politici, il recente aumento dei prezzi di gas e carburante ha scatenato la protesta popolare, oggi incarnata dai circa cinquecentomila monaci buddisti che le hanno dato visibilità internazionale. La Birmania, pur disponendo delle risorse sufficienti (gas e petrolio in primis) per garantire un adeguato benessere alla propria gente, è un Paese poverissimo, con forti sperequazioni sociali e bisognevole degli aiuti del PAM (Programma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><img id="image311" height="96" alt="birmania005.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/10/birmania005.miniatura.jpg" /> OSSERVATORIO GEO-POLITICO<br />
</font><font size="3">A cura di Roberto Cavallo</font></p>
<p><font size="3"><br />
</font><font size="3">Nonostante l&#8217;impegno e i recenti sforzi delle Nazioni Unite, continua la repressione del regime birmano contro la popolazione e i monaci che invocano democrazia in Birmania.<br />
</font><font size="3">Nel 1962 il colpo di Stato militare del generale Ne Win poneva il Paese sulla cosiddetta &#8220;<em>via birmana al socialismo</em>&#8220;. Da allora una lunga serie di governi militari ha di fatto schiacciato l&#8217;opposizione e la possibilità di un confronto democratico. Nel 1989 la giunta militare proclamava, dopo una nuova ondata di proteste, la legge marziale. <img id="image314" height="96" alt="0jp6bovf-180x140.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/10/0jp6bovf-180x140.miniatura.jpg" /> Aung San Suu Kyi, storica dissidente e leader della Lega Nazionale per la democrazia, nonchè premio Nobel per la pace, dal 2003 è agli arresti domiciliari, mentre 92 deputati vivono da tempo in esilio e migliaia sono gli scomparsi. <span id="more-312"></span><br />
</font></p>
<p><font size="3">In questo quadro di fortissima limitazione dei diritti civili e politici, il recente aumento dei prezzi di gas e carburante ha scatenato la protesta popolare, oggi incarnata dai circa cinquecentomila monaci buddisti che le hanno dato visibilità internazionale.<br />
</font><font size="3">La Birmania, pur disponendo delle risorse sufficienti (gas e petrolio in primis) per garantire un adeguato benessere alla propria gente,  è un Paese poverissimo, con forti sperequazioni sociali e bisognevole degli aiuti del PAM (Programma Alimentare Mondiale). Di fatto il regime può contare sulla protezione di vicini molto potenti, e della Cina in particolare, che ne è il principale partner commerciale. Non a caso tanto gli Stati Uniti che l&#8217;U.E. hanno fatto appello a Pechino affinchè eserciti la propria influenza sul Capo della giunta militare, generale Than Shwe, per far cessare al più presto le uccisioni dei manifestanti e dei giornalisti. Ma il 26 settembre scorso proprio la Cina si è opposta all&#8217;approvazione di una risoluzione portata all&#8217;attenzione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;O.N.U. (Loretta Bricchi Lee, <em>Avvenire</em>, domenica 30 settembre 2007, pag.4) che contemplava sanzioni al regime.<br />
</font><font size="3">Anche la Birmania, insomma, rientra in quel gruppetto di &#8220;<em>amici speciali</em>&#8221; da cui la Repubblica Popolare di Cina succhia petrolio e materie prime per soddisfare la propria immensa fame energetica: Sudan, Venezuela, Iran<br />
</font><font size="3">Tutti Paesi in cui il rispetto dei fondamentali diritti umani resta un opinabile dettaglio<br />
</font></p>
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