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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Brasile</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>PICCOLI E GRANDI DITTATORI CRESCONO (L&#8217;Ora del Salento, 19 giugno 2009, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 07:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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Laureata in storia moderna all&#8217;Università di Firenze, Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni tra l&#8217;Italia e Gerusalemme, dove ha ricoperto il ruolo di inviata dal Medio Oriente prima per il quotidiano La Stampa e poi, dal dicembre 2006, per il quotidiano Il Giornale e per il quotidiano telematico L&#8217;Occidentale. Su Panorama, Nirenstein tiene regolarmente una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><a rel="attachment wp-att-2643" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2643"><img class="alignleft size-full wp-image-2643" title="fiamma-nirenstein1_47657" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/06/fiamma-nirenstein1_47657.jpg" alt="fiamma-nirenstein1_47657" width="510" height="340" /></a></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Laureata in storia moderna all&#8217;Università di Firenze, <strong>Fiamma Nirenstein</strong> ha vissuto per anni tra l&#8217;Italia e Gerusalemme, dove ha ricoperto il ruolo di inviata dal Medio Oriente prima per il quotidiano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">La Stampa</em> e poi, dal dicembre 2006, per il quotidiano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Il Giornale</em> e per il quotidiano telematico <em>L&#8217;Occidentale</em>. Su Panorama, Nirenstein tiene regolarmente una rubrica di politica internazionale. Ha lavorato anche per molti altri prestigiosi quotidiani e settimanali, cominciando da <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Paese Sera.</em></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Nel 2006, insieme a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toni Capuozzo</strong> e <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Magdi Allam</strong>, partecipa al programma su Canale 5 “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Orient Express</em>”. Nel 2005 ha ideato e condotto il programma di politica estera su Raidue &#8220;Ore diciotto/Mondo&#8221;. Viene intervistata settimanalmente a Radio Radicale da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimo Bordin</strong>, in una rubrica dedicata al Medio Oriente. Alle elezioni politiche del 2008 è stata candidata nel Popolo delle Libertà ed eletta nella circoscrizione Liguria. E&#8217; vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati. Nella sua carriera di giornalista ha incontrato a decine i leader mondiali, da Nelson Mandela, da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vaclav Havel</strong> ad <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Arafat.</strong></span></p>
<p>Nonostante il suo recente schieramento politico, Fiamma Nirenstein<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </strong>è una voce libera ed imparziale, come dimostra l’attenzione speciale con cui la segue Radio Radicale. In politica estera ha una rara competenza, e proprio per questo meritano attenzione le sue riflessioni in margine a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran e in Corea del Nord. In un’analisi pubblicata su “Il Giornale” di domenica 14 giugno 2009 (pagg. 12-13), <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fiamma Nirenstein </strong>evidenzia come il mondo stia diventando più debole e impotente contro la furia di piccoli e grandi dittatori.</p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non ci sono solo le minacce nucleari della Corea del Nord (che mettono tanta paura a Giappone e Corea del Sud) e l’intransigenza atomica di Teheran (che terrorizza Israele); ad alzare la voce contro l’Occidente vi sono pure i regimi socialisti dell’America Latina, come quello di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hugo Chavez</strong> in Venezuela e di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Evo Morales</strong> in Bolivia. In entrambi i Paesi la stampa e i media subiscono pesanti limitazioni, mentre nei 10 anni di governo di Hugo Chavez sono aumentati i prigionieri politici. Il Venezuela poi è in ottimi rapporti con Cuba dei fratelli Castro &#8211; che stanno ingannando il mondo con promesse di democratizzazione mai attuate -, e con lo stesso Iran. Chavez, al pari del brasiliano <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lula</strong>, si è subito affrettato a riconoscere la vittoria di Ahmadinejad nelle contestate elezioni presidenziali iraniane. </span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">In questo speciale elenco ci sono anche le dittature africane, come quella particolarmente longeva di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robert Mugabe</strong> – sostenuto dalla Repubblica Popolare di Cina – e di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Omar al Bashir</strong>, il Presidente sudanese, nei confronti del quale il Tribunale Internazionale ha emesso un mandato di cattura per crimini contro l’umanità in relazione al genocidio del Darfur. E come non ricordare la violenza repressiva del regime birmano, il cui principale sponsor è la Cina di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hu Jintao</strong>?</span></p>
<p>Per Fiamma Nirenstein vi sarebbe un collante che unisce tutti questi piccoli e grandi dittatori: il comune desiderio di umiliare l’Occidente.</p>
<p>Nella foto: <em>Fiamma Nirenstein</em>, giornalista e dal 2008 deputato del Popolo delle Libertà)</p>
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		<title>U.S.A.: NUOVE SFIDE GEOPOLITICHE (L&#8217;Ora del Salento, 22 novembre 2008, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 06:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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		<description><![CDATA[OSSERVATORIO GEOPOLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)
Brasile, Russia, India e Cina: mettete insieme le iniziali di questi quattro paesi e e avrete il BRIC! Dagli analisti è definito Bric Block il prestigioso club che riunisce i governi dei quattro più forti antagonisti della politica economica statunitense ed europea. Non più paesi in via di sviluppo ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OSSERVATORIO GEOPOLITICO<br />
(a cura di Roberto Cavallo)</p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Brasile, Russia, India e Cina: mettete insieme le iniziali di questi quattro paesi e e avrete il BRIC! Dagli analisti è definito <em>Bric Block</em> il prestigioso club che riunisce i governi dei quattro più forti antagonisti della<span> </span>politica economica statunitense ed europea. Non più paesi in via di sviluppo ma economie emergenti e monopolizzatrici dei mercati internazionali.Questo ruolo è ben noto per Russia e Cina; ma anche India e Brasile non stanno a guardare. L’India cerca di inseguire i Cinesi sui mercati del continente nero, accaparrandosi in Africa petrolio ed altre materie prime. Il Brasile con la sua compagnia di Stato petrolifera cerca di dominare – con un certo successo – il mercato energetico sudamericano. Ma i membri più attivi del BRIC sono ovviamente Russia e Cina.</span><span id="more-854"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il Presidente russo <strong>Medvedev</strong> sta compiendo in questi giorni un tour sudamericano in quello che solo fino a pochi anni fa veniva definito “<em>il cortile di casa degli U.S.A</em>.”. Parteciperà in Perù al Foro di cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec) dal 21 al 23 novembre, dopo di che sarà in Brasile, in Venezuela e a Cuba. Il Venezuela e l’isola caraibica stanno diventando lo snodo cruciale della politica internazionale: la Russia è intenzionata a stringere nuovi accordi economici e militari con <strong>Raul Castro</strong> e con il Presidente venezuelano <strong>Chavez</strong>, con cui si profila addirittura una possibile cooperazione in campo nucleare.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ma anche il Presidente cinese <strong>Hu Jintao</strong> in questo mese di novembre non è stato da meno: prima di partecipare ai lavori dell’Apec, ha avviato nuovi accordi commerciali con Costa Rica, Cuba e Perù. In realtà quasi tutti i paesi del Sud America sono già coinvolti nell’avvolgente partnership cinese: nel paniere vi sono petrolio, rame, zinco, stagno, nichel, soia, carni di vitello e perfino succo d’arancia brasiliano (cfr. “Avvenire” del 16 novembre 2008, pag. 10).<span> </span>Ne consegue così che il Perù venderà alla Cina tutto il suo metallo (rame e zinco) per i prossimi cinque anni, mentre il Cile già esporta al “<em>dragone</em>” l’80% del proprio rame. Cuba fornirà zucchero e nichel, e soprattutto rinsalderà i propri tradizionali legami ideologici con Pechino.</span> Gli Stati Uniti, per ora, non possono fare altro che stare a guardare. Anche per il Sudamerica, però, non è tutto oro ciò che brilla. Già da tempo si avvertono, specialmente nel settore tessile, i contraccolpi del grande “abbraccio” cinese: tante piccole e medie aziende sono state costrette a chiudere perché non competitive con i bassi costi di produzione delle mercanzie provenienti da oltre Pacifico.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"> </p>
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		<title>Benedetto XVI  at the Shrine of &#8220;Our Lady of Aparecida&#8221;, Brasil, 12 May 2007</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2007 17:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;&#8230;We have just prayed the rosary. Through these sequences of meditations, the divine Comforter seeks to initiate us in the knowledge of Christ that issues forth from the clear source of the Gospel text. For her part, the Church of the third millennium proposes to offer Christians the capacity for &#8220;knowledge?¢‚Ç¨‚Äùaccording to the words [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image200" height="96" alt="z_brazil_aparecida.gif" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/05/z_brazil_aparecida.miniatura.gif" /> &#8220;&#8230;We have just prayed the rosary. Through these sequences of meditations, the divine Comforter seeks to initiate us in the knowledge of Christ that issues forth from the clear source of the Gospel text. For her part, the Church of the third millennium proposes to offer Christians the capacity for &#8220;knowledge?¢‚Ç¨‚Äùaccording to the words of Saint Paul?¢‚Ç¨‚Äùof God&#8217;s mystery, of Christ, in whom are hid all the treasures of wisdom and knowledge&#8221; (<em>Col</em> 2:2-3). Mary Most Holy, the pure and immaculate Virgin, is for us a school of faith destined to guide us and give us strength on the path that leads us to the Creator of Heaven and Earth. The Pope has come to Aparecida with great joy so as to say to you first of all: &#8220;Remain in the school of Mary.&#8221; Take inspiration from her teachings, seek to welcome and to preserve in your hearts the enlightenment that she, by divine mandate, sends you from on high&#8230;&#8221; (from the Pope&#8217;s homily).</p>
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		<title>IL PAPA NEL BRASILE DELLE CONTRADDIZIONI (L&#8217;Ora del Salento, 12 maggio 2007, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2007 10:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>

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  a cura di Roberto Cavallo



Sulle nuove povertà i Vescovi brasiliani criticano il Presidente Lula. In occasione del 1° maggio 2007, la Conferenza episcopale brasiliana riunita nella città di Itaici ha pubblicato il &#8220;Messaggio ai lavoratori e alle lavoratrici&#8220;. Così mentre si preparavano a predisporre quanto necessario per accogliere Benedetto XVI in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"> OSSERVATORIO GEO-POLITICO</p>
<p align="left"><img id="image195" height="96" alt="17683-papa.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/05/17683-papa.miniatura.jpg" />  a cura di Roberto Cavallo</p>
<p><font size="4"><font size="4" /><font size="4" /><font size="4" /></font><font size="4"></font><font size="4"></p>
<p align="center">
<p /></font></p>
<p align="justify">Sulle nuove povertà i Vescovi brasiliani criticano il Presidente Lula. In occasione del 1° maggio 2007, la Conferenza episcopale brasiliana riunita nella città di <em>Itaici</em> ha pubblicato il &#8220;<em>Messaggio ai lavoratori e alle lavoratrici</em>&#8220;. Così mentre si preparavano a predisporre quanto necessario per accogliere Benedetto XVI in visita nell&#8217;immenso paese sudamericano, dal 9 al 13 maggio, i Vescovi hanno espresso la loro preoccupazione per il lavoro minorile che persiste, per il sottoimpiego, per la disoccupazione, per il traffico di persone e l&#8217;alto numero di incidenti sul lavoro. <span id="more-194"></span></p>
<p align="justify">Secondo &#8220;Avvenire&#8221; di giovedì 3 maggio &#8221; <em>Il messaggio dei vescovi viene interpretato dalla stampa come un attacco al governo e viene messo in relazione alla vistosa assenza del Presidente &#8220;operaio&#8221; Luiz Inacio Lula da Silva alla messa del 1° maggio</em> &#8220;.</p>
<p align="justify">In realtà nonostante le larghe speranze appuntate sul nome di Lula e sul suo programma di sinistra, una forte instabilità sociale ed economica continua a caratterizzare il Brasile, con pesanti risvolti anche nel campo dell&#8217;ordine pubblico.</p>
<p align="justify">Giusto un anno fa, il 12 maggio 2006, nel paese iniziarono vere e proprie rivolte alimentate anche da gruppi criminali legati al narco-traffico: nella città di San Paolo e nello Stato di San Paolo le proteste continuarono fino al 18 maggio, con circa 300 attentati e 81 rivolte nelle carceri, che causarono almeno 162 morti. A distanza di un anno la situazione purtroppo non è migliorata di molto, ed episodi del genere si sono più volte ripetuti.</p>
<p align="justify">Intanto sul piano della difesa il governo Lula nel biennio 2004-2006 ha aumentato il budget destinato alle forze armate, passato da 9.6 ad oltre 16 miliardi di dollari; mentre in politica estera al raffreddamento dei rapporti con gli U.S.A. hanno fatto da contrappeso legami sempre più stretti con il Venezuela del presidente <em>Hugo Chavez</em> e, soprattutto, con la Cina.</p>
<p><u><font color="#0000ff"><u><font color="#0000ff" /></u></font><font color="#0000ff"><u><font color="#0000ff" /></u></font></u><font color="#0000ff"></font><font color="#0000ff"><u><font color="#0000ff"></p>
<p align="justify">
<p /></font></u></p>
<p align="justify">
<p /></font></p>
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