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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Ciad</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>PREGHIERA PER L’AFRICA CHE BRUCIA (L&#8217;Ora del Salento, 16 febbraio 2008, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 09:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Ciad]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
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		<description><![CDATA[OSSERVATORIO GEOPOLITICO
 Ormai è sicuro: il tempo nel Darfur gioca a favore del Presidente sudanese Omar el Bashir, che dopo aver promesso all’Unione Africana e alla comunità internazionale (anche al Presidente del Consiglio Romano Prodi) iniziative di disarmo unilaterale, ha di nuovo scatenato le sue forze, militari e paramilitari, contro i villaggi della regione. 
Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt"><span style="line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">OSSERVATORIO GEOPOLITICO</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/02/040511_map_sudan.jpg" title="040511_map_sudan.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/02/040511_map_sudan.thumbnail.jpg" alt="040511_map_sudan.jpg" /></a><span style="line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'"> Ormai è sicuro: il tempo nel Darfur gioca a favore del Presidente sudanese <strong><em>Omar el Bashir, </em></strong>che dopo aver promesso all’Unione Africana e alla comunità internazionale (anche al Presidente del Consiglio Romano Prodi) iniziative di disarmo unilaterale, ha di nuovo scatenato le sue forze, militari e paramilitari, contro i villaggi della regione. <o></o></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt"><span style="line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">Nel Darfur da anni ormai i movimenti autonomisti chiedono condizioni minime di sopravvivenza e la fine degli assalti indiscriminati da parte dei <em>Janjaweed</em>, i predoni arabi a cavallo, ausiliari delle forze governative di Khartoum. <o></o></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt"><span style="line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">Il presidente <em>el Bashir</em> in questi ultimi tempi sta invece allargando il proprio raggio d’azione, sostenendo le milizie fondamentaliste ed antigovernative nel confinante Ciad. </span><span id="more-408"></span><span style="line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">Qui si trovano migliaia di profughi provenienti dal Darfur, assistiti alla meno peggio nei campi di accoglienza gestiti dall’ONU. Così il presidente sudanese raggiunge tre obiettivi: prolunga i tempi del programmato dispiegamento della forza multinazionale in Darfur (che dovrebbe operare proprio a partire dal confine ciadiano); sottrae ogni via di scampo ai profughi; destabilizza la regione indebolendo il presidente ciadiano <strong><em>Idris Deby.</em></strong><em> </em>Nei primi giorni di febbraio, proprio nell’imminenza dell’arrivo del piccolo contingente europeo di Eufor (in tutto 3.700 uomini), che avrebbe avuto il compito di proteggere profughi sudanesi e centrafricani, nonché i cooperatori umanitari dell’ONU e delle ONG, una coalizione di ribelli<span>  </span>ha attaccato la capitale<span>  </span>ciadiana <em>N’Djamena</em>. Le forze governative del Presidente <strong><em>Idris Deby</em></strong> hanno respinto l’attacco con estrema difficoltà e molti quartieri della città sono stati devastati; mentre i 250.000 profughi del Darfur che vivono in territorio ciadiano nei campi d’accoglienza sono sempre in pericolo. <o></o></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt"><span style="line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">Dunque si allungano i tempi dell’arrivo di qualsiasi forza multinazionale nella regione, sia dell’Unione Africana (UNAMID) che di quella europea (EUFOR). <o></o></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt"><span style="line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">Anche dal Kenya continuano a giungere notizie di violenze e saccheggi, e di difficoltà per il mediatore Kofi Annan. Se sommati alle crisi endemiche di altre zone dell’Africa centrale e orientale, come la Repubblica Centrafricana, il<span>  </span>Congo e la Somalia, si comprende il senso<span>  </span>della grande preghiera per l’Africa proposta, per questa quaresima, dalla Conferenza Episcopale italiana. <o></o></span></p>
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		<title>DARFUR : IL CALVARIO DEGLI  SFOLLATI,  DAL SUDAN AL CIAD  (L&#8217;Ora del Salento, 22 dicembre 2007, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 15:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciad]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
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		<description><![CDATA[  OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)
Nonostante le molte promesse di disarmo unilaterale fatte dal governo sudanese alla comunità internazionale, continua la tragedia umanitaria nella provincia occidentale del Darfur, a ridosso del confine con il Ciad. Qui, in territorio ciadiano, lungo i 500 km di frontiera, l’Alto Commissariato ONU per i rifugiati gestisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/12/keyimg20070715_8025241_0.jpg" title="keyimg20070715_8025241_0.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/12/keyimg20070715_8025241_0.thumbnail.jpg" alt="keyimg20070715_8025241_0.jpg" />  </a>OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)</p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt">Nonostante le molte promesse di disarmo unilaterale fatte dal governo sudanese alla comunità internazionale, continua la tragedia umanitaria nella provincia occidentale del Darfur, a ridosso del confine con il Ciad. Qui, in territorio ciadiano, lungo i 500 km di frontiera, l’Alto Commissariato ONU per i rifugiati gestisce una quindicina di campi profughi, per un totale di circa 250.000 persone che sopravvivono con quel po’ di aiuti che riescono ad arrivare in questo lembo di terra arida. Ma neppure in Ciad gli sfollati del Darfur si sentono completamente al sicuro<span id="more-373"></span>, perché come conferma “<em>Avvenire</em>” (venerdì 14 dicembre 2007, pag. 3)<span>  </span>“…<em>nel 2006 ai profughi stranieri si sono aggiunti gli sfollati dello stesso Ciad, cacciati dai villaggi di confine dalle scorribande dei <strong>janjaweed</strong>, i famigerati “diavoli a cavallo” arabi al soldo del governo sudanese che fanno terra bruciata in Darfur e ora sconfinano in Ciad, mimetizzandosi tra i ribelli locali</em>”.</p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt">Dunque la destabilizzazione della regione sta allargandosi a macchia d’olio. Il presidente ciadiano <strong><em>Idris Deby</em></strong><em> </em>accusa il Sudan di finanziare le milizie dei suoi oppositori; il presidente sudanese <strong><em>Omar el Bashir</em></strong> imputa al Ciad di fomentare il caos nelle province di confine.<span>  </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt">Così mentre in Darfur si attende, per l’inizio del 2008, il dispiegamento della forza multinazionale promessa da ONU e Unione Africana (ma il Presidente della Commissione dell’Unione Africana lamenta la mancanza di elicotteri), in Ciad dovrà operare a breve una missione ONU-UE di interposizione tra le forze governative e i vari gruppi ribelli, legati ai clan tribali. Il Ciad è un Paese estremamente povero: da quattro anni è iniziata l’estrazione del petrolio nella regione sud-occidentale, ma come spesso accade tale attività non ha migliorato di molto il tenore di vita dei villaggi. Anzi la superficie coltivabile si è progressivamente ridotta a favore dei campi petroliferi e delle <em>pipeline</em>.</p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt">In Ciad i cattolici costituiscono il 20% della popolazione, <span> </span>che ammonta a quasi <span></span>10 milioni di abitanti su un paese grande 4 volte l’Italia. Il 53% è costituito da musulmani.</p>
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