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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Cipro</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>BENEDETTO XVI A CIPRO: IL MONDO HA BISOGNO DELLA CROCE</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 22:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[Cipro]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[5 giugno 2010. Papa Benedetto XVI, durante la messa celebrata nella parrocchia di Santa Croce a Nicosia, ha esortato le minoranze cristiane e, soprattutto, i religiosi, a non cedere alla tentazione di emigrare dal Medio Oriente. La loro presenza, ha sottolineato, è un segno di &#8220;speranza&#8221; per la regione. «Nei miei pensieri e nelle mie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>5 giugno 2010. <a rel="attachment wp-att-4497" href="http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-a-cipro-il-mondo-ha-bisogno-della-croce/l_papa_cipro"><img class="alignleft size-medium wp-image-4497" title="ll_papa_a cipro" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/06/l_papa_cipro-300x212.jpg" alt="ll_papa_a cipro" width="300" height="212" /></a>Papa Benedetto XVI, durante la messa celebrata nella parrocchia di Santa Croce a Nicosia, ha esortato le minoranze cristiane e, soprattutto, i religiosi, a non cedere alla tentazione di emigrare dal Medio Oriente. La loro presenza, ha sottolineato, è un segno di &#8220;speranza&#8221; per la regione. «Nei miei pensieri e nelle mie preghiere mi ricordo in modo speciale &#8211; ha detto il papa &#8211; dei molti sacerdoti e religiosi del Medio Oriente che stanno sperimentando in questi momenti una particolare chiamata a conformare le proprie vite al mistero della croce del Signore». «Dove i cristiani sono in minoranza, dove soffrono privazioni a causa delle tensioni etniche e religiose, molte famiglie prendono la decisione di andare via, e anche i pastori sono tentati di fare lo stesso. In situazioni come queste, tuttavia, un sacerdote, una comunità religiosa, una parrocchia che rimane salda e continua a dar testimonianza a Cristo, è un segno straordinario &#8211; ha aggiunto &#8211; di speranza non solo per i cristiani, ma anche per quanti vivono nella regione».«La loro sola presenza &#8211; ha concluso &#8211; è un&#8217;espressione eloquente del Vangelo della pace» e «dell&#8217;incrollabile impegno della Chiesa al dialogo».</p>
<p>Ai cattolici di Cipro. Papa Benedetto XVI, incontrando stamani la piccola comunità di cattolici maroniti di Cipro, è tornato ad esortare i cristiani al dialogo, sia tra le loro diverse chiese sia con i &#8220;non cristiani&#8221;. &#8220;Guardando al dialogo interreligioso &#8211; ha sottolineato nel suo discorso nella scuola elementare di San Marone &#8211; molto ancora occorre fare nel mondo&#8221;. &#8220;Solo attraverso un paziente lavoro di reciproca fiducia &#8211; ha proseguito &#8211; può essere superato il peso della storia passata, e le differenze politiche e culturali fra i popoli possono diventare un motivo di operare per una maggiore comprensione&#8221;. &#8220;Vi esorto &#8211; ha concluso &#8211; ad aiutare a creare tale vicendevole fiducia fra cristiani e non cristiani, come fondamento per costruire una pace durevole e un&#8217;armonia fra i popoli di diverse religioni, regioni politiche e basi culturali&#8221;.</p>
<p>Il discorso alle autorità. &#8220;Senza un riferimento chiaro ai principi etici della &#8220;legge naturale&#8221;, il mondo rischia di diventare un &#8220;luogo pericoloso&#8221;: lo ha detto papa Benedetto XVI, incontrando stamani le autorità civili della Repubblica di Cipro e il corpo diplomatico nei giardini del palazzo presidenziale di Nicosia. &#8220;Anche ai giorni nostri &#8211; ha ammonito &#8211; siamo testimoni di tentativi di promuovere pseudo valori con il pretesto della pace, dello sviluppo e dei diritti umani&#8221;. Compito delle autorità pubbliche è quello di &#8220;promuovere la verità morale&#8221; e di  &#8221;fondare la legge positiva sui principi etici della legge naturale&#8221;. &#8220;Individui, comunità e stati senza la guida di verità morali oggettive, diverrebbero egoisti e senza scrupoli, ed il mondo sarebbe un luogo pericoloso per viverci&#8221;, ha avvertito.</p>
<p>Poi l&#8217;ampio discorso sul ruolo dei diplomatici e dei politici, arricchito da riferimenti agli antichi filosofi greci, da Platone a Aristotele, ma anche ai grandi filosofi islamici e cristiani. Nella vita di pubblico servizio, ognuno &#8220;deve essere impegnato a servire il bene degli altri nella società, a livello locale, nazionale ed internazionale&#8221; ha detto il Papa. &#8220;Il bene comune &#8211; ha sottolineato &#8211; viene servito precisamente attraverso l&#8217;influenza di persone dotate di una chiara visione morale e di coraggio&#8221;.</p>
<p>&#8220;La rettitudine morale e il rispetto imparziale degli altri e del loro benessere &#8211; ha ripetuto ancora una volta &#8211; sono essenziali al bene di qualsiasi società, dato che essi stabiliscono un clima di fiducia nel quale ogni relazione umana, religiosa o economica, sociale e culturale, o civile e politica, acquista forza e sostanza&#8221;. Ciò aiuta a prendere &#8220;le giuste decisioni&#8221; e a &#8220;promuovere una genuina riconciliazione&#8221; nelle crisi internazionali. &#8220;Quando le parti riescono ad innalzarsi dal proprio modo di vedere gli eventi, acquisiscono una visione oggettiva e integrale&#8221; ha concluso il Papa.</p>
<p>Ad ascoltarlo, nel prato all&#8217;inglese del palazzo presidenziale, alcune decine di rappresentati diplomatici. Sul palco un&#8217;orchestra d&#8217;archi giovanile ha preceduto il discorso del Papa.</p>
<p>via<a href="http://www.avvenire.it/Chiesa/PAPA+CIPREO+2+GIORNO_201006050750502400000.htm">Il mondo ha bisogno della Croce | Chiesa | www.avvenire.it</a>.</p>
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		<title>LA QUESTIONE DI CIPRO (Corriere del Sud, n°3, 1 Marzo/15 Marzo 2007)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2007 07:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cipro]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Islam e società]]></category>
		<category><![CDATA[SUSSIDIARIO DI STORIA]]></category>
		<category><![CDATA[TESTATE GIORNALISTICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Abbiamo visto nelle precedenti puntate che il 1878 fu una data importante per l&#8217;indipendenza di molti popoli balcanici dal dominio ottomano. In quell&#8217;anno anche sull&#8217;isola di Cipro, dopo tre secoli di occupazione turca, veniva ammainata la bandiera della mezzaluna.
Nonostante le legittime aspirazioni della locale popolazione greca al ricongiungimento con la madre patria, i giochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/03/geografia51.miniatura.jpg" id="image65" alt="geografia51.jpg" height="96" /> Abbiamo visto nelle precedenti puntate che il 1878 fu una data importante per l&#8217;indipendenza di molti popoli balcanici dal dominio ottomano. In quell&#8217;anno anche sull&#8217;isola di Cipro, dopo tre secoli di occupazione turca, veniva ammainata la bandiera della mezzaluna.<span id="more-27"></span><br />
</font><font size="3">Nonostante le legittime aspirazioni della locale popolazione greca al ricongiungimento con la madre patria, i giochi politici delle grandi potenze europee fecero sì che l&#8217;isola passasse sotto l&#8217;amministrazione della Gran Bretagna, che nel 1915 la annetteva formalmente al proprio impero.<br />
</font><font size="3">Cipro infatti per la sua posizione strategica nel Mediterraneo orientale costituiva una pedina determinante per il controllo del potere marittimo.<br />
</font><font size="3">Il processo di decolonizzazione e di autodeterminazione dei popoli degli anni &#8216;50 consentì anche a Cipro, dopo cinque anni di lotta, di acquistare nel 1960 la piena indipendenza dalla Gran Bretagna, che conservò a Cipro , e tuttora conserva, due basi militari.<br />
</font><font size="3">Anche in quell&#8217;occasione la Turchia fece di tutto per impedire la pacifica ricongiunzione di Cipro alla Grecia, nonostante la minoranza turca nell&#8217;isola si attestasse sulle 80.000 persone, a fronte dei circa 700.000 greco-ciprioti.<br />
</font><font size="3">Nel 1974, s seguito del colpo di stato avvenuto in Grecia ad opera dei colonnelli, il 20 luglio l&#8217;esercito turco invase la parte nord-orientale dell&#8217;isola. Nonostante la strenua resistenza dei greco-ciprioti, l&#8217;esercito turco occupò circa il 34% del Paese, facendo vittime fra la popolazione civile e provocando oltre 200.000 rifugiati, che dovettero abbandonare le proprie case e trasferirsi nella zona sud-occidentale.<br />
</font><font size="3">Il 16 agosto 1974 nel nord-est venne proclamato uno Stato federale turco-cipriota.<br />
</font><font size="3">Nove anni dopo, il 15 novembre 1983 nasceva ufficialmente la Repubblica turca di Cipro del Nord, a cui la comunità internazionale ha costantemente negato  il proprio riconoscimento. Negli anni oltre centomila coloni dall&#8217;Anatolia sono venuti a popolare questa parte di Cipro, anche per dare una parvenza di legittimità alla presenza armata dell&#8217;esercito.<br />
</font><font size="3">Ancora oggi, a 33 anni di distanza, una lunga linea verde, che spacca in due anche la capitale Nicosia, separa la parte greca da quella turca, mentre un contingente delle Nazioni Unite svolge compiti di<em> peace-keeping.<br />
</em></font><font size="3">Quello eretto a Nicosia è l&#8217;ultimo muro d&#8217;Europa.<br />
</font><font size="3">Il notevole patrimonio culturale che si trova nella parte turca di Cipro, per un totale di 520 edifici sacri (stupende chiese bizantine e romaniche, monasteri imponenti, con mosaici ed affreschi) è stato saccheggiato e quasi distrutto,  non solo per incuria e vandalismo ma anche perchè si trattava di vestigia della millenaria presenza cristiana. In effetti l&#8217;isola di Cipro è stata la sede della più antica comunità cristiana sul suolo europeo e la presenza dei crociati ha lasciato, specie nella città di Famagosta, bellissime chiese in stile romanico e gotico. A queste si aggiungono i tesori dell&#8217;arte bizantina, in particolare il grande patrimonio di icone preziose (circa 20.000). Si capisce allora perchè i Musulmani qui siano stati particolarmente irriguardosi anche nei confronti dell&#8217;arte.<br />
</font><font size="3">A seguito dell&#8217;incontro avvenuto in Vaticano lo scorso 10 novembre 2006 tra Benedetto XVI° e il presidente della Repubblica greco-cipriota <em>Tassos Papadopoulos</em>, quest&#8217;ultimo ebbe a dire: &#8221; <em>La Santa Sede</em><em> e Cipro si trovano d&#8217;accordo nel deplorare le profanazioni e i saccheggi degli edifici di culto cristiani nella parte settentrionale dell&#8217;isola, occupata dall&#8217;esercito turco</em>&#8220;.<br />
</font><font size="3">L&#8217;Accademia bizantina di Nicosia ha raccolto una documentazione impressionante: oltre 150 chiese greco-ortodosse sono in stato di abbandono, 78 sono state trasformate in moschee, 28 vengono utilizzate come depositi militari e 13 sono adibite a stalle. Nella zona costiera invece gli edifici un tempo dedicati alle funzioni religiose sono stati trasformate in bar e ristoranti. Chi scrive è stato in vacanza a Cipro, e, almeno a Famagosta, ha visto esattamente queste cose: chiese trasformate in moschee oppure ridotte in un pietoso stato di abbandono, piene di erbacce e ricettacolo di rifiuti.<br />
</font><font size="3">Il 3 luglio 2006 il Parlamento europeo ha approvato una dichiarazione &#8220;<em>Sulla tutela del patrimonio religioso nella parte nord di Cipro</em>&#8220;, con cui si condanna il saccheggio di chiese e di monasteri e si invita la Commissione e il Consiglio, massimi organi dell&#8217;Unione Europea, ad &#8221; <em>adottare tutte le misure necessarie per garantire la protezione degli edifici di culto ed il ripristino della loro condizione originaria</em>&#8221; (Luigi Geninazzi, <em>Al Nord chiese trasformate in stalle, </em>in: Avvenire, sabato 11 novembre 2006, pagina 3).<br />
</font><font size="3">A proposito di Europa, c&#8217;è da dire che la Repubblica greco-cipriota già fa parte, a partire dal 1° maggio 2004, del gruppo di 25 Paesi (27 dal 1° gennaio 2007) membri dell&#8217;U.E.<br />
</font><font size="3">Poichè la Turchia non ha rapporti ufficiali con la repubblica greco-cipriota, che si ostina a non voler riconoscere, paradossale diventerebbe la situazione politica fra i due Stati se anche la Turchia dovesse entrare, in un prossimo futuro, nell&#8217;Unione Europea.<br />
</font><font size="3"> </font></p>
<p><font size="3"></font><font size="3"> </font></p>
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