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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Corea del Nord</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>WIKILEAKS: HEZBOLLAH PUO&#8217; COLPIRE ISRAELE (di Matteo Bressan)</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 22:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
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		<description><![CDATA[I documenti confidenziali divulgati da wikileaks confermano i timori e i sospetti della comunità internazionale circa il riarmo del Partito di Dio. Nel dettaglio è emerso che Hezbollah dovrebbe disporre di un arsenale di circa 50.000 razzi e missili e, tra questi, almeno 40/50 missili terra aria Fateh – 110 in grado di colpire Israele. Sempre dai documenti sono emerse le principali direttrici del traffico di armi che coinvolge il Medio Oriente: armi dal Sudan per Hamas, armi dall’Iran a Hezbollah e missili dalla Corea del Nord a Iran e Siria. Il coinvolgimento della Corea del Nord non va mai dimenticato soprattutto in relazione a quanto avvenuto in Siria nel lontano 6 settembre del 2007. In quell’occasione l’aviazione israeliana bombardò un’area nel Nord della Siria, denominata Dayr az-Zwar, dove secondo l’intelligence israeliana, il regime di Damasco avrebbe stoccato materiali, tecnologie, e sistemi d’arma forniti dalla Corea del Nord, utili per assemblare missili a media e lunga gittata con testate atomiche. Domenica 12 dicembre 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5495" href="http://www.recensioni-storia.it/wikileaks-hezbollah-puo-colpire-israele-di-matteo-bressan/missili_hezbollah_20061013"><img class="alignleft size-full wp-image-5495" title="Missili_hezbollah_20061013" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/12/Missili_hezbollah_20061013.jpg" alt="Missili_hezbollah_20061013" width="159" height="220" /></a>I documenti confidenziali divulgati da wikileaks confermano i timori e i sospetti della comunità internazionale circa il riarmo del Partito di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dettaglio è emerso che Hezbollah dovrebbe disporre di un arsenale di circa 50.000 razzi e missili e, tra questi, almeno 40/50 missili terra aria Fateh – 110 in grado di colpire Israele.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre dai documenti sono emerse le principali direttrici del traffico di armi che coinvolge il Medio Oriente: armi dal Sudan per Hamas, armi dall’Iran a Hezbollah e missili dalla Corea del Nord a Iran e Siria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coinvolgimento della Corea del Nord non va mai dimenticato soprattutto in relazione a quanto avvenuto in Siria nel lontano 6 settembre del 2007.</p>
<p style="text-align: justify;">In quell’occasione l’aviazione israeliana bombardò un’area nel Nord della Siria, denominata Dayr az-Zwar, dove secondo l’intelligence israeliana, il regime di Damasco avrebbe stoccato materiali, tecnologie, e sistemi d’arma forniti dalla Corea del Nord, utili per assemblare missili a media e lunga gittata con testate atomiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 12 dicembre 2010</p>
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		<title>L&#8217;IRAN CON L&#8217;ATOMICA IMITERA&#8217; IL REGIME DI KIM (di Fiamma Nirenstein)</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 17:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal sito di Fiamma Nirenstein (www.fiammanirenstein.com) riprendiamo il suo articolo &#8211; di straordinaria lucidità &#8211; pubblicato su &#8220;il Giornale&#8221; del 25 novembre 2010 (pag. 12): &#8220;Guardate bene la Corea del Nord volgendo il cannocchiale verso il futuro, e vedrete Teheran. Guardate i tormenti dei dissidenti nordcoreani e vedrete la lapidazione delle donne iraniane, considerate la determinazione nordcoreana nell’imporre al mondo il suo regime nazista con lo spauracchio della bomba atomica e vedrete chiaro il programma di Ahmadinejad. Forse la più spaventevole testimonianza che nel mondo contemporaneo sia dato ascoltare è quella di un sopravvissuto al campo di concentramento nordcoreano: chi scrive ne ha avuto l’occasione, e qui si dirà soltanto che la storia di torture, di uccisioni, di fame (spiace assai ricordarlo) fino all’antropofagia dentro le famiglie dei prigionieri, sono altrettante indicazioni di quanto quel regime basi la sua sopravvivenza sul terrore. Il totalitarismo di quel tipo, però, sa di non piacere, di avere dei nemici che lo vogliono morto perché lo considerano pericoloso. Ed ecco la sua assicurazione sulla vita: la bomba atomica. Quando ce l’hai puoi fare quello che ti pare e uscirne solo con qualche parolina di biasimo. In Corea del Sud il bilancio è ormai di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5330" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><a rel="attachment wp-att-5330" href="http://www.recensioni-storia.it/liran-con-latomica-imitera-il-regime-di-kim-di-fiamma-nirenstein/fiamma"><img class="size-full wp-image-5330 " title="fiamma" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/11/fiamma.jpg" alt="fiamma" width="233" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">La giornalista Fiamma Nirenstein è deputato del PdL dal 2008. Vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, è anche membro della delegazione parlamentare italiana al Consiglio d’Europa e all’UEO.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Dal sito di Fiamma Nirenstein (www.fiammanirenstein.com) riprendiamo il suo articolo &#8211; di straordinaria lucidità &#8211; pubblicato su &#8220;il Giornale&#8221; del 25 novembre 2010 (pag. 12):</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Guardate bene la Corea del Nord volgendo il cannocchiale verso il futuro, e vedrete Teheran. Guardate i tormenti dei dissidenti nordcoreani e vedrete la lapidazione delle donne iraniane, considerate la determinazione nordcoreana nell’imporre al mondo il suo regime nazista con lo spauracchio della bomba atomica e vedrete chiaro il programma di Ahmadinejad.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse la più spaventevole testimonianza che nel mondo contemporaneo sia dato ascoltare è quella di un sopravvissuto al campo di concentramento nordcoreano: chi scrive ne ha avuto l’occasione, e qui si dirà soltanto che la storia di torture, di uccisioni, di fame (spiace assai ricordarlo) fino all’antropofagia dentro le famiglie dei prigionieri, sono altrettante indicazioni di quanto quel regime basi la sua sopravvivenza sul terrore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il totalitarismo di quel tipo, però, sa di non piacere, di avere dei nemici che lo vogliono morto perché lo considerano pericoloso. Ed ecco la sua assicurazione sulla vita: la bomba atomica. Quando ce l’hai puoi fare quello che ti pare e uscirne solo con qualche parolina di biasimo. In Corea del Sud il bilancio è ormai di quattro morti, di cui due civili, e di diciotto feriti, le esplosioni sono state veri atti di guerra: ma Ban Ki Moon si limita a essere «molto preoccupato», Obama sostiene che «l’incidente è grave», tutti e due chiedono «alle parti», mentre si sa benissimo che l’unica parte aggressiva è quella del Nord, di «agire con moderazione»; la Germania pure è «preoccupata» e il Giappone «si prepara per qualsiasi eventualità». Tutti si preoccupano, ma dalle reazioni del mondo il regime di Pyongyang capisce che si tratta di una preoccupazione che somiglia alla paura e che è per questo che i toni sono morbidi; il Consiglio di Sicurezza per ora non si muove e di fatto la Corea del Sud viene abbandonata a se stessa con tante raccomandazioni di stare calma.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5335" href="http://www.recensioni-storia.it/liran-con-latomica-imitera-il-regime-di-kim-di-fiamma-nirenstein/soldati-nord-coreani"><img class="alignleft size-medium wp-image-5335" title="soldati-nord-coreani" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/11/soldati-nord-coreani-300x205.jpg" alt="soldati-nord-coreani" width="300" height="205" /></a>È la bomba atomica, stupido. Un giorno questo accadrà anche con l’Iran, il giorno in cui il regime degli ayatollah avrà pronte le sue testate atomiche puntate su Israele, sull’Europa e oltre. L’Iran spesso reclama alcune isole del Golfo Persico e con la bomba atomica il Golfo intero risveglierà i suoi appetiti; l’Iraq, il naturale nemico dell’Iran, tremerà di paura a rischio continuo di invasione mentre l’Arabia Saudita, che sarà certamente «molto preoccupata», tuttavia non scenderà in campo e si limiterà ad accelerare gli sforzi per diventare quanto prima un Paese nucleare a sua volta. Lo stesso farà, a ogni buon conto, l’Egitto, anch’esso Paese sunnita, e la Giordania, ma senza far rumore, per non irritare gli ayatollah atomici. E Israele avrà per vicini i rappresentanti degli iraniani sia a sud che a nord. Gli Hezbollah potranno usare i loro missili senza paura della risposta israeliana, e anche Hamas, a sud, mirerà su Tel Aviv senza temere l’esercito israeliano, adagiata su un tappeto persiano fatto di neutroni.</p>
<p>Non è un caso che Pyongyang e Teheran vadano d’accordo, unite in quello che giustamente viene chiamato l’asse del male: la loro natura totalitaria le rende aggressive e pazzoidi. Per loro non funziona la teoria detta “MAD”, quella <em>Mutual Assured Destruction</em>, che trattene gli USA e l’URSS dal colpirsi. La loro natura stessa, i loro passionali culti li rendono di fatto adoratori della violenza, fino alla distruzione del mondo.&#8221;</p>
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		<title>LA COREA DEL NORD VA ALLA GUERRA, LA CINA PROTEGGE</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 06:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
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		<description><![CDATA[Esplosioni, case in fiamme (almeno 70 completamente distrutte), morti e feriti lasciati sul terreno nel terrore generale, mentre circa duecento di colpi di artiglieria continuavano ad abbattersi – per un’ora circa – sull’isola sud-coreana di Yeonpyeong, abitata da quasi duemila civili (per lo più pescatori con le loro famiglie) e da 600 marines U.S.A. L’isola si trova a circa 12 chilometri di distanza dalle coste della Corea del Nord e dunque è diventata un facile bersaglio. La gente sul posto ha riferito di essersi trovata inerme in un mare di fuoco: “…un intollerabile e sconsiderato attacco contro i civili” – lo ha definito il Presidente sud coreano Lee Myunb-bak (cfr.: “Coree, il Nord bombarda il Sud. Venti di guerra nel Mar Giallo”, in: Il Messaggero, 24 novembre 2010, pag. 21). In effetti l’aggressione di martedì 23 novembre è un’assoluta novità &#8211; in senso negativo &#8211; fin dai tempi della guerra di Corea: una palese violazione dell’armistizio firmato fra i due Paesi confinanti alla fine della guerra del 1949-1953. L’attacco all’isola di Yeonpyeong è immediatamente successivo alla visita e alle dichiarazioni che lo scienziato statunitense Siegfried S. Hecker – invitato dal regime di Pyongyang – ha fatto a proposito del nuovo “gioiello” in campo nucleare nord-coreano: 2mila centrifughe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5352" href="http://www.recensioni-storia.it/la-corea-del-nord-va-alla-guerra-la-cina-protegge/corre-missili-jpg_415368877"><img class="alignleft size-medium wp-image-5352" title="corre-missili.jpg_415368877" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/11/corre-missili.jpg_415368877-300x158.jpg" alt="corre-missili.jpg_415368877" width="300" height="158" /></a>Esplosioni, case in fiamme (almeno 70 completamente distrutte), morti e feriti lasciati sul terreno nel terrore generale, mentre circa duecento di colpi di artiglieria continuavano ad abbattersi – per un’ora circa – sull’isola sud-coreana di <em>Yeonpyeong</em>, abitata da quasi duemila civili (per lo più pescatori con le loro famiglie) e da 600 marines U.S.A.</p>
<p style="text-align: justify;">L’isola si trova a circa 12 chilometri di distanza dalle coste della Corea del Nord e dunque è diventata un facile bersaglio.</p>
<p style="text-align: justify;">La gente sul posto ha riferito di essersi trovata inerme in un mare di fuoco: “…un intollerabile e sconsiderato attacco contro i civili” – lo ha definito il Presidente sud coreano <em>Lee Myunb-bak</em> (cfr.: “Coree, il Nord bombarda il Sud. Venti di guerra nel Mar Giallo”, in: Il Messaggero, 24 novembre 2010, pag. 21).</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti l’aggressione di martedì 23 novembre è un’assoluta novità &#8211; in senso negativo &#8211; fin dai tempi della guerra di Corea: una palese violazione dell’armistizio firmato fra i due Paesi confinanti alla fine della guerra del 1949-1953.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attacco all’isola di <em>Yeonpyeong</em> è immediatamente successivo alla visita e alle dichiarazioni che lo scienziato statunitense <em>Siegfried S. Hecker</em> – invitato dal regime di Pyongyang – ha fatto a proposito del nuovo “gioiello” in campo nucleare nord-coreano: 2mila centrifughe per l’arricchimento dell’uranio.</p>
<p style="text-align: justify;">Veri precedenti di guerra si erano avuti già nella scorsa primavera con l’affondamento della corvetta sudcoreana <em>Cheonan</em>, colpita da un missile nord-coreano il 26 marzo 2010. Insieme con un’unità gemella (la <em>Sokcho</em>) la nave stava operando nel Mar Giallo nelle vicinanze dell’isola di <em>Baengnyeong, </em>in una zona di mare dove corre il confine marittimo tracciato dalle Nazioni Unite ma disconosciuto dal regime comunista nord-coreano. Immediatamente a sud di tale confine si trovano alcune isolette, fra cui quella pesantemente bombardata il 23 novembre.</p>
<p style="text-align: justify;"><em></em>La corvetta colpita si spezzò in due e solo 58 dei 104 membri dell&#8217;equipaggio furono tratti in salvo: 46 marinai morirono. Il comandante della nave, prima che la stessa affondasse, contattò il quartier generale della flotta sudcoreana riferendo &#8220;di essere stati attaccati dal nemico&#8221;. Pyongyang si è sempre rifiutata di riconoscere alcuna responsabilità, anche se messa alle spalle da una serie di prove presentate alle Nazioni Unite dalla Corea del Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte di questi palesi atti di guerra non solo la Corea del Sud è comprensibilmente preoccupata per la propria incolumità, ma anche il vicino Giappone.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premier nipponico <em>Naoto Kan</em> ha detto che la Cina, grande protettrice di Pyongyang, dovrebbe dare una risposta adeguata sul comportamento della Corea del Nord:  &#8220;Il ruolo della Cina nella comunità internazionale è vasto e ne deriva una grande responsabilità. Credo che la Cina debba dare risposte appropriate, dato che è un Paese con delle responsabilità.&#8221; (cfr.: www.avvenire.it).</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà “Taluni osservatori” – scrive il generale Carlo Jean sul “Messaggero” di mercoledì 24 novembre (pag. 27) – “hanno espresso il sospetto che la Cina sia dietro alle iniziative nord-coreane. Pyongyang dipende da Pechino per i rifornimenti energetici e alimentari. Sa anche che i cinesi non possono essere sfidati impunemente. Quindi, sono stati quasi certamente messi al corrente delle iniziative nord-coreane…”. </p>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto che intervenire presso il &#8220;regime fratello&#8221;, Pechino esprime invece preoccupazione per le preannunciate esercitazioni militari nel Mar Giallo condotte da Stati Uniti e Corea del Sud, blanda risposta (insieme all&#8217;invio in area della portaerei &#8220;George Washington&#8221;) all&#8217;attacco nord-coreano.</p>
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		<title>COREA DEL NORD: ANCORA SCENARI DA GUERRA FREDDA (L&#8217;Ora del Salento, 11 luglio 2009, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 06:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
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		<description><![CDATA[Emblematicamente il Messaggero di domenica 5 luglio titola: “Pyongyang, sette missili per la festa americana”. Ed infatti come noto la Corea del Nord ha festeggiato a suo modo il 4 luglio, giorno dell’Indipendence Day per gli U.S.A., lanciando sette missili nel Mar del Giappone. Così dopo l’esperimento atomico dello scorso 25 maggio, sono seguiti altri lanci missilistici, sino a questi primi giorni di luglio. La minaccia coreana (con un potenziale stimato che oscilla da 2 a 15 testate nucleari) viene talmente presa sul serio dall’Amministrazione statunitense che è stato necessario assicurare la popolazione delle Hawaii – lo Stato americano più vicino alla Corea del Nord, nonché terra natale del Presidente Obama – circa le capacità della difesa statunitense di intercettare eventuali missili intercontinentali. Ovviamente anche i sistemi anti-missile di Giappone e Corea del Sud sono in stato di allerta. Le sanzioni applicate dalle Nazioni Unite al regime comunista della Corea del Nord vengono facilmente aggirate grazie al sostegno sotterraneo ma determinante della Repubblica Popolare cinese. Pechino ha accettato di votare il 12 giugno scorso la risoluzione 1874 del Consiglio di Sicurezza &#8211; tutti e quindici i membri del Consiglio di Sicurezza hanno dato il via libera a una proposta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Emblematicamente il Messaggero di domenica 5 luglio titola: “Pyongyang, sette missili per la festa americana”. Ed infatti come noto la Corea del Nord ha festeggiato a suo modo il 4 luglio, giorno dell’Indipendence Day per gli U.S.A., lanciando sette missili nel Mar del Giappone. Così dopo l’esperimento atomico dello scorso 25 maggio, sono seguiti altri lanci missilistici, sino a questi primi giorni di luglio. La minaccia coreana (con un potenziale stimato che oscilla da 2 a 15 testate nucleari) viene talmente presa sul serio dall’Amministrazione statunitense che è stato necessario assicurare la popolazione delle Hawaii<span id="more-2848"></span> – lo Stato americano più vicino alla Corea del Nord, nonché terra natale del Presidente Obama – circa le capacità della difesa statunitense di intercettare eventuali missili intercontinentali. Ovviamente anche i sistemi anti-missile di Giappone e Corea del Sud sono in stato di allerta. Le sanzioni applicate dalle Nazioni Unite al regime comunista della Corea del Nord vengono facilmente aggirate grazie al sostegno sotterraneo ma determinante della Repubblica Popolare cinese. Pechino ha accettato di votare il 12 giugno scorso la risoluzione 1874 del Consiglio di Sicurezza &#8211; tutti e quindici i membri del Consiglio di Sicurezza hanno dato il via libera a una proposta di risoluzione messa a punto da Gran Bretagna, Francia, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti -. La Cina continua però a dare l’impressione di non volere utilizzare la propria forza per indurre alla ragione il piccolo e pericoloso alleato nord-coreano.<br />
In questa partita sulla sicurezza mondiale potrà tornare a dire la sua anche l’Aiea, e cioè l’Agenzia Internazionale atomica.<br />
Il 2 luglio scorso il candidato giapponese Yukiya Amano è stato eletto quale successore dell’egiziano Mohamed El Baradei. Sui 35 membri che costituiscono il corpo direttivo dell&#8217;organismo che ha sede a Vienna, Amano ha ricevuto 23 voti, 11 contrari e 1 astenuto.<br />
Il nuovo direttore dell’Agenzia ha dunque battuto il suo omologo sudafricano Abdul Samad Minty, considerato come il rappresentante degli interessi dei Paesi terzomondisti e in via di sviluppo. Amano riceve dal suo predecessore un’agenda carica di dossier bollenti: il contenzioso sul programma nucleare iraniano; la rinnovata minaccia atomica nord-coreana; il processo di ratifica – oggi fermo – del Trattato di non proliferazione nucleare.</p>
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		<title>PICCOLI E GRANDI DITTATORI CRESCONO (L&#8217;Ora del Salento, 19 giugno 2009, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 07:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birmania]]></category>
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		<description><![CDATA[Laureata in storia moderna all&#8217;Università di Firenze, Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni tra l&#8217;Italia e Gerusalemme, dove ha ricoperto il ruolo di inviata dal Medio Oriente prima per il quotidiano La Stampa e poi, dal dicembre 2006, per il quotidiano Il Giornale e per il quotidiano telematico L&#8217;Occidentale. Su Panorama, Nirenstein tiene regolarmente una rubrica di politica internazionale. Ha lavorato anche per molti altri prestigiosi quotidiani e settimanali, cominciando da Paese Sera. Nel 2006, insieme a Toni Capuozzo e Magdi Allam, partecipa al programma su Canale 5 “Orient Express”. Nel 2005 ha ideato e condotto il programma di politica estera su Raidue &#8220;Ore diciotto/Mondo&#8221;. Viene intervistata settimanalmente a Radio Radicale da Massimo Bordin, in una rubrica dedicata al Medio Oriente. Alle elezioni politiche del 2008 è stata candidata nel Popolo delle Libertà ed eletta nella circoscrizione Liguria. E&#8217; vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati. Nella sua carriera di giornalista ha incontrato a decine i leader mondiali, da Nelson Mandela, da Vaclav Havel ad Arafat. Nonostante il suo recente schieramento politico, Fiamma Nirenstein è una voce libera ed imparziale, come dimostra l’attenzione speciale con cui la segue Radio Radicale. In politica estera ha una rara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><a rel="attachment wp-att-2643" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2643"><img class="alignleft size-full wp-image-2643" title="fiamma-nirenstein1_47657" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/06/fiamma-nirenstein1_47657.jpg" alt="fiamma-nirenstein1_47657" width="510" height="340" /></a></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Laureata in storia moderna all&#8217;Università di Firenze, <strong>Fiamma Nirenstein</strong> ha vissuto per anni tra l&#8217;Italia e Gerusalemme, dove ha ricoperto il ruolo di inviata dal Medio Oriente prima per il quotidiano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">La Stampa</em> e poi, dal dicembre 2006, per il quotidiano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Il Giornale</em> e per il quotidiano telematico <em>L&#8217;Occidentale</em>. Su Panorama, Nirenstein tiene regolarmente una rubrica di politica internazionale. Ha lavorato anche per molti altri prestigiosi quotidiani e settimanali, cominciando da <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Paese Sera.</em></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Nel 2006, insieme a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toni Capuozzo</strong> e <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Magdi Allam</strong>, partecipa al programma su Canale 5 “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Orient Express</em>”. Nel 2005 ha ideato e condotto il programma di politica estera su Raidue &#8220;Ore diciotto/Mondo&#8221;. Viene intervistata settimanalmente a Radio Radicale da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimo Bordin</strong>, in una rubrica dedicata al Medio Oriente. Alle elezioni politiche del 2008 è stata candidata nel Popolo delle Libertà ed eletta nella circoscrizione Liguria. E&#8217; vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati. Nella sua carriera di giornalista ha incontrato a decine i leader mondiali, da Nelson Mandela, da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vaclav Havel</strong> ad <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Arafat.</strong></span></p>
<p>Nonostante il suo recente schieramento politico, Fiamma Nirenstein<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </strong>è una voce libera ed imparziale, come dimostra l’attenzione speciale con cui la segue Radio Radicale. In politica estera ha una rara competenza, e proprio per questo meritano attenzione le sue riflessioni in margine a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran e in Corea del Nord. In un’analisi pubblicata su “Il Giornale” di domenica 14 giugno 2009 (pagg. 12-13), <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fiamma Nirenstein </strong>evidenzia come il mondo stia diventando più debole e impotente contro la furia di piccoli e grandi dittatori.</p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non ci sono solo le minacce nucleari della Corea del Nord (che mettono tanta paura a Giappone e Corea del Sud) e l’intransigenza atomica di Teheran (che terrorizza Israele); ad alzare la voce contro l’Occidente vi sono pure i regimi socialisti dell’America Latina, come quello di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hugo Chavez</strong> in Venezuela e di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Evo Morales</strong> in Bolivia. In entrambi i Paesi la stampa e i media subiscono pesanti limitazioni, mentre nei 10 anni di governo di Hugo Chavez sono aumentati i prigionieri politici. Il Venezuela poi è in ottimi rapporti con Cuba dei fratelli Castro &#8211; che stanno ingannando il mondo con promesse di democratizzazione mai attuate -, e con lo stesso Iran. Chavez, al pari del brasiliano <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lula</strong>, si è subito affrettato a riconoscere la vittoria di Ahmadinejad nelle contestate elezioni presidenziali iraniane. </span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">In questo speciale elenco ci sono anche le dittature africane, come quella particolarmente longeva di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robert Mugabe</strong> – sostenuto dalla Repubblica Popolare di Cina – e di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Omar al Bashir</strong>, il Presidente sudanese, nei confronti del quale il Tribunale Internazionale ha emesso un mandato di cattura per crimini contro l’umanità in relazione al genocidio del Darfur. E come non ricordare la violenza repressiva del regime birmano, il cui principale sponsor è la Cina di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hu Jintao</strong>?</span></p>
<p>Per Fiamma Nirenstein vi sarebbe un collante che unisce tutti questi piccoli e grandi dittatori: il comune desiderio di umiliare l’Occidente.</p>
<p>Nella foto: <em>Fiamma Nirenstein</em>, giornalista e dal 2008 deputato del Popolo delle Libertà)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ESTREMO ORIENTE:  LIBERTA’ E DIRITTI UMANI</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birmania]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2009 si apre con prospettive sempre più preoccupanti per il rispetto dei diritti umani nei paesi dell’estremo oriente, dove si assiste ad una recrudescenza da parte dei regimi dittatoriali nell’attività di repressione, il cui obiettivo sono le minoranza etniche, quelle religiose ed in generale i militanti per l’affermazione dei diritti di libertà. Il caso più eclatante resta la Cina, con la ferita aperta del Tibet, dove, accanto alla feroce repressione, è in corso un’opera di trasferimento forzato di popolazioni di etnia Han, che ha lo scopo di annullare la componente tibetana e con essa la sua cultura millenaria pervasa di tolleranza e non violenza. Non meno drammatica, anche se misconosciuta, è la repressione nei confronti degli Uiguri, una minoranza di religione musulmana, che vive nel Turkestan orientale e che, come i tibetani, chiede non l’indipendenza ma almeno un’autonomia nell’ambito della repubblica cinese, in cui siano garantiti i fondamentali diritti di libertà politica e religiosa. Un altro fronte caldo è il Vietnam, in cui a patire, oltre alle minoranze cristiane &#8211; in particolare i Montagnards -, sono anche le popolazioni di etnia Kmer krom, profughi cambogiani, di religione buddista. Nel Laos, la medesima sorte è riservata a coloro i quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"><a rel="attachment wp-att-1473" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=1473"><img class="alignleft size-full wp-image-1473" title="5832_vietnam-hmong3-150-x-112" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/02/5832_vietnam-hmong3-150-x-112.jpg" alt="5832_vietnam-hmong3-150-x-112" width="150" height="112" /></a></span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">Il 2009 si apre con prospettive sempre</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> più preoccupanti per il rispetto dei diritti</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> umani nei paesi dell’estremo oriente,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">dove si assiste ad una recrudescenza</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> da parte dei regimi dittatoriali nell’attività di repressione, il</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> cui obiettivo sono le minoranza etniche, quelle</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> religiose ed in generale i militanti per l’affermazione dei</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> diritti di libertà. Il caso più eclatante resta la Cina, con</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> la ferita aperta del Tibet, dove, accanto alla feroce</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> repressione, è in corso un’opera di trasferimento forzato</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> di popolazioni di etnia Han, che ha lo scopo</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> di annullare la componente tibetana e con essa</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> la sua cultura millenaria pervasa di tolleranza e</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> non violenza. Non meno drammatica, anche se </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">misconosciuta, è la repressione nei confronti</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> degli <em>Uiguri</em>, una minoranza di religione musulmana,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> che vive nel Turkestan orientale e che, come i tibetani,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> chiede non l’indipendenza ma almeno un’autonomia</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> nell’ambito della repubblica cinese, in cui siano garantiti</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> i fondamentali diritti di libertà politica e religiosa. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">Un altro fronte caldo è il Vietnam, in cui a patire, oltre alle</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> minoranze cristiane &#8211; in particolare i <em>Montagnards -</em>, </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">sono anche le popolazioni di etnia <em>Kmer krom</em>, profughi</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> cambogiani, di religione buddista.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> Nel Laos, la medesima sorte è riservata a coloro i</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> quali chiedono libertà e diritti civili, e tra questi</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> alcune minoranze etniche e religiose, come i <em>Lao-Hmong</em>,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> cui viene imputato di avere avuto dei parenti nell’armata</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> reale durante la guerra del Vietnam. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">La lista dei paesi in cui vengono conculcati libertà e</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> diritti umani è purtroppo lunga ed include ancora la Corea </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">del Nord e il <em>Myamar</em>, per cui è auspicabile che in primo </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">luogo l’Unione Europea, non solo potenza economica</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> ma anche politica, eserciti la sua forza di persuasione</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> affinché siano fatti valere i principi di libertà e di</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> democrazia, e siano affermati i diritti civili individuali,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> ad iniziare da quello di professare liberamente</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> il proprio credo religioso.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"> </p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">Avv. Giuseppe Napoli<br />
</span></p>
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		<title>COREA DEL NORD: PERSISTE LA MINACCIA NUCLEARE (L&#8217;Ora del Salento, 8 novembre 2008, pag. 11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/corea-del-nord-persiste-la-minaccia-nucleare-lora-del-salento-8-novembre-2008-pag-11</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 04:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Come in tutti i regimi totalitari che si rispettino, anche in Corea del Nord il culto della personalità del “leader maximo” di turno non conosce limiti. Kim Il-sung (1912–1994), capo incontrastato del partito comunista coreano e fondatore della Repubblica Democratica Popolare di Corea è stato il padre padrone della Corea del Nord dal 1948 sino alla sua morte. Il regime si riferisce a lui come al &#8220;Grande Leader&#8221;, ed è immortalato nella costituzione come &#8220;Presidente eterno &#8221; della nazione. Alla sua morte gli è succeduto il figlio Kim Jong-il, che oggi ha 66 anni ed è gravemente ammalato. Nonostante ciò, sul modello di Fidel Castro a Cuba, continua a dirigere le fila della politica coreana in attesa di chiarire l’organigramma della successione. Il designato sarà forse uno dei figli, avuto da una delle sue innumerevoli mogli? Continuerebbe così la tradizione coreana di un regime comunista che si trasmette per via dinastica. Padre e figlio hanno fatto della Corea un paese poverissimo, investendo risorse illimitate nell’apparato poliziesco-repressivo e in quello militare. In un paese che vive degli aiuti della comunità internazionale (la Corea del Sud invia regolarmente tonnellate di riso nel nord affamato), il regime da anni si è gettato nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come in tutti i regimi totalitari che si rispettino, anche in Corea del Nord il culto della personalità del “leader maximo” di turno non conosce limiti. <strong>Kim Il-sung</strong> (1912–1994), capo incontrastato del partito comunista coreano e fondatore della Repubblica Democratica Popolare di Corea è stato il padre padrone della Corea del Nord dal 1948 sino alla sua morte. Il regime si riferisce a lui come al &#8220;Grande Leader&#8221;, ed è immortalato nella costituzione come &#8220;<em>Presidente eterno</em> &#8221; della nazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span class="rssitem">Alla sua morte gli è succeduto il figlio <strong>Kim Jong-il</strong>, che oggi ha 66 anni ed è gravemente ammalato. Nonostante ciò, sul modello di Fidel Castro a Cuba, continua a dirigere le fila della politica coreana in attesa di chiarire l’organigramma della successione.</span><span id="more-799"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/11/kimjongil.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-805" title="kimjongil" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/11/kimjongil-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" /></a><span class="rssitem">Il designato sarà forse uno dei figli, avuto da una delle sue innumerevoli mogli? Continuerebbe così la tradizione coreana di un regime comunista che si trasmette per via dinastica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span class="rssitem">Padre e figlio hanno fatto della Corea un paese poverissimo, investendo risorse illimitate nell’apparato poliziesco-repressivo e in quello militare. In un paese che vive degli aiuti della comunità internazionale (la Corea del Sud invia regolarmente tonnellate di riso nel nord affamato), il regime da anni si è gettato nella strategia nucleare a scopo militare, coltivando stretti rapporti con Iran e Siria, e come tutti i recenti totalitarismi sbandiera lo spauracchio americano per giustificare i propri insuccessi economici e la corsa agli armamenti. Scrive <strong>Rosella Idéo</strong> nel saggio “Penisola coreana: svolte e incertezze”: “<em>Per ora il leader Kim ha tenuto a bada il suo popolo, oltre che con la propaganda, la disinformazione e i gulag, con la politica<span> </span>“difensiva”, convenzionale prima, nucleare poi; facendo intravedere che la bomba ha garantito la sicurezza del paese e che le risorse adoperate dallo Stato-guarnigione per le spese militari possono essere convogliate nello sviluppo economico…Ma non potrà portare avanti il gioco all’infinito</em>.” (cfr. “L’Asia nel grande gioco”, Asia Maior, Osservatorio italiano sull’Asia, a cura di Michelangelo Torri, Edizioni Angelo Guerini E Associati, Milano, 2008, pag. 379).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span class="rssitem">Il patto sulla denuclearizzazione della Corea del Nord – in cambio di enormi aiuti economici da parte degli U.S.A. –, è stato sbandierato per mesi come un obiettivo raggiungibile, con smantellamento del reattore di <em>Yongbyon</em> in diretta televisiva. Poi la doccia fredda ha riportato alla realtà gli osservatori internazionali: la Corea ha annunciato la ripresa della propria attività nucleare.</span>&lt; &#8211;&gt;</p>
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