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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Cuba</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>PICCOLI E GRANDI DITTATORI CRESCONO (L&#8217;Ora del Salento, 19 giugno 2009, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 07:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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Laureata in storia moderna all&#8217;Università di Firenze, Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni tra l&#8217;Italia e Gerusalemme, dove ha ricoperto il ruolo di inviata dal Medio Oriente prima per il quotidiano La Stampa e poi, dal dicembre 2006, per il quotidiano Il Giornale e per il quotidiano telematico L&#8217;Occidentale. Su Panorama, Nirenstein tiene regolarmente una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><a rel="attachment wp-att-2643" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2643"><img class="alignleft size-full wp-image-2643" title="fiamma-nirenstein1_47657" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/06/fiamma-nirenstein1_47657.jpg" alt="fiamma-nirenstein1_47657" width="510" height="340" /></a></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Laureata in storia moderna all&#8217;Università di Firenze, <strong>Fiamma Nirenstein</strong> ha vissuto per anni tra l&#8217;Italia e Gerusalemme, dove ha ricoperto il ruolo di inviata dal Medio Oriente prima per il quotidiano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">La Stampa</em> e poi, dal dicembre 2006, per il quotidiano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Il Giornale</em> e per il quotidiano telematico <em>L&#8217;Occidentale</em>. Su Panorama, Nirenstein tiene regolarmente una rubrica di politica internazionale. Ha lavorato anche per molti altri prestigiosi quotidiani e settimanali, cominciando da <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Paese Sera.</em></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Nel 2006, insieme a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toni Capuozzo</strong> e <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Magdi Allam</strong>, partecipa al programma su Canale 5 “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Orient Express</em>”. Nel 2005 ha ideato e condotto il programma di politica estera su Raidue &#8220;Ore diciotto/Mondo&#8221;. Viene intervistata settimanalmente a Radio Radicale da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimo Bordin</strong>, in una rubrica dedicata al Medio Oriente. Alle elezioni politiche del 2008 è stata candidata nel Popolo delle Libertà ed eletta nella circoscrizione Liguria. E&#8217; vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati. Nella sua carriera di giornalista ha incontrato a decine i leader mondiali, da Nelson Mandela, da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vaclav Havel</strong> ad <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Arafat.</strong></span></p>
<p>Nonostante il suo recente schieramento politico, Fiamma Nirenstein<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </strong>è una voce libera ed imparziale, come dimostra l’attenzione speciale con cui la segue Radio Radicale. In politica estera ha una rara competenza, e proprio per questo meritano attenzione le sue riflessioni in margine a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran e in Corea del Nord. In un’analisi pubblicata su “Il Giornale” di domenica 14 giugno 2009 (pagg. 12-13), <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fiamma Nirenstein </strong>evidenzia come il mondo stia diventando più debole e impotente contro la furia di piccoli e grandi dittatori.</p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non ci sono solo le minacce nucleari della Corea del Nord (che mettono tanta paura a Giappone e Corea del Sud) e l’intransigenza atomica di Teheran (che terrorizza Israele); ad alzare la voce contro l’Occidente vi sono pure i regimi socialisti dell’America Latina, come quello di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hugo Chavez</strong> in Venezuela e di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Evo Morales</strong> in Bolivia. In entrambi i Paesi la stampa e i media subiscono pesanti limitazioni, mentre nei 10 anni di governo di Hugo Chavez sono aumentati i prigionieri politici. Il Venezuela poi è in ottimi rapporti con Cuba dei fratelli Castro &#8211; che stanno ingannando il mondo con promesse di democratizzazione mai attuate -, e con lo stesso Iran. Chavez, al pari del brasiliano <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lula</strong>, si è subito affrettato a riconoscere la vittoria di Ahmadinejad nelle contestate elezioni presidenziali iraniane. </span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">In questo speciale elenco ci sono anche le dittature africane, come quella particolarmente longeva di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robert Mugabe</strong> – sostenuto dalla Repubblica Popolare di Cina – e di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Omar al Bashir</strong>, il Presidente sudanese, nei confronti del quale il Tribunale Internazionale ha emesso un mandato di cattura per crimini contro l’umanità in relazione al genocidio del Darfur. E come non ricordare la violenza repressiva del regime birmano, il cui principale sponsor è la Cina di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hu Jintao</strong>?</span></p>
<p>Per Fiamma Nirenstein vi sarebbe un collante che unisce tutti questi piccoli e grandi dittatori: il comune desiderio di umiliare l’Occidente.</p>
<p>Nella foto: <em>Fiamma Nirenstein</em>, giornalista e dal 2008 deputato del Popolo delle Libertà)</p>
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		<title>LE APERTURE DI BARAK OBAMA A RAUL CASTRO (Rubrica radiofonica &#8220;L&#8217;Internazionale&#8221;, 23 aprile 2009)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 05:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia e Queen Hit Radio:
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2157" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2157"><img class="alignleft size-medium wp-image-2157" title="nm_castro_obama_09003_mn" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/05/nm_castro_obama_09003_mn-300x225.jpg" alt="nm_castro_obama_09003_mn" width="300" height="225" /></a>Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia e Queen Hit Radio:</p>
<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/05/le-aperture-di-barak-a-cuba-e-durban-2.mp3">le-aperture-di-barak-a-cuba-e-durban-2</a></p>
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		<title>DURBAN II: SE L’IRAN INSEGNA AL MONDO I DIRITTI UMANI…</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 13:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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		<description><![CDATA[La cronaca di questi giorni ha sottoposto all’attenzione dell’opinione pubblica nuovi casi di sopraffazione delle donne in vari Paesi islamici. Dall’Afghanistan &#8211; dove è in procinto di diventare legge un testo che consente lo stupro coniugale -, al Pakistan &#8211; dove i Talebani liberamente processano, fucilano e pubblicano su internet la condanna a morte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--><a rel="attachment wp-att-2080" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2080"><img class="alignleft size-full wp-image-2080" title="durban" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/04/durban.gif" alt="durban" width="125" height="152" /></a>La cronaca di questi giorni ha sottoposto all’attenzione dell’opinione pubblica nuovi casi di sopraffazione delle donne in vari Paesi islamici. Dall’Afghanistan &#8211; dove è in procinto di diventare legge un testo che consente lo stupro coniugale -, al Pakistan &#8211; dove i Talebani liberamente processano, fucilano e pubblicano su internet la condanna a morte di due persone accusate di essere “amanti” -.</p>
<p>Nonostante ciò i rappresentanti dei paesi musulmani presenti alla Conferenza Internazionale di Ginevra, nel corso del cosiddetto Durban 2, applaudono entusiasti alle arringhe del presidente iraniano <strong>Ahmadinejad</strong> contro Israele. Insomma alla conferenza dell’ONU sul razzismo sono saliti in cattedra per dare lezioni di diritti umani i delegati di Paesi come il Sudan, la Libia, Cuba…e, ovviamente, l’Iran.</p>
<p>Ecco allora il commento del bravo Fausto Biloslavo, inviato speciale de “Il Giornale”, a proposito della “passerella degli ipocriti” andata in scena a Ginevra: “<em>L’ambasciatrice libica che toglie la parola alla vittima delle torture o il rappresentante cubano che a suo tempo si era rifiutato di condannare Saddam, quando “gasava” i curdi. Per non parlare dei sudanesi che lavorano dietro le quinte contro i tribunali delle stesse Nazioni Unite e il presidente di un’organizzazione non governativa palestinese accusato di collegamento con i terroristi. Durban II è un festival di gaffe, ipocrisie e personaggi impresentabili. Una conferenza dominata da paesi che fanno a pugni con i principi di libertà e diritti umani</em>.”</p>
<p><span> </span><span> </span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>U.S.A.: NUOVE SFIDE GEOPOLITICHE (L&#8217;Ora del Salento, 22 novembre 2008, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 06:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OSSERVATORIO GEOPOLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)
Brasile, Russia, India e Cina: mettete insieme le iniziali di questi quattro paesi e e avrete il BRIC! Dagli analisti è definito Bric Block il prestigioso club che riunisce i governi dei quattro più forti antagonisti della politica economica statunitense ed europea. Non più paesi in via di sviluppo ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OSSERVATORIO GEOPOLITICO<br />
(a cura di Roberto Cavallo)</p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Brasile, Russia, India e Cina: mettete insieme le iniziali di questi quattro paesi e e avrete il BRIC! Dagli analisti è definito <em>Bric Block</em> il prestigioso club che riunisce i governi dei quattro più forti antagonisti della<span> </span>politica economica statunitense ed europea. Non più paesi in via di sviluppo ma economie emergenti e monopolizzatrici dei mercati internazionali.Questo ruolo è ben noto per Russia e Cina; ma anche India e Brasile non stanno a guardare. L’India cerca di inseguire i Cinesi sui mercati del continente nero, accaparrandosi in Africa petrolio ed altre materie prime. Il Brasile con la sua compagnia di Stato petrolifera cerca di dominare – con un certo successo – il mercato energetico sudamericano. Ma i membri più attivi del BRIC sono ovviamente Russia e Cina.</span><span id="more-854"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il Presidente russo <strong>Medvedev</strong> sta compiendo in questi giorni un tour sudamericano in quello che solo fino a pochi anni fa veniva definito “<em>il cortile di casa degli U.S.A</em>.”. Parteciperà in Perù al Foro di cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec) dal 21 al 23 novembre, dopo di che sarà in Brasile, in Venezuela e a Cuba. Il Venezuela e l’isola caraibica stanno diventando lo snodo cruciale della politica internazionale: la Russia è intenzionata a stringere nuovi accordi economici e militari con <strong>Raul Castro</strong> e con il Presidente venezuelano <strong>Chavez</strong>, con cui si profila addirittura una possibile cooperazione in campo nucleare.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ma anche il Presidente cinese <strong>Hu Jintao</strong> in questo mese di novembre non è stato da meno: prima di partecipare ai lavori dell’Apec, ha avviato nuovi accordi commerciali con Costa Rica, Cuba e Perù. In realtà quasi tutti i paesi del Sud America sono già coinvolti nell’avvolgente partnership cinese: nel paniere vi sono petrolio, rame, zinco, stagno, nichel, soia, carni di vitello e perfino succo d’arancia brasiliano (cfr. “Avvenire” del 16 novembre 2008, pag. 10).<span> </span>Ne consegue così che il Perù venderà alla Cina tutto il suo metallo (rame e zinco) per i prossimi cinque anni, mentre il Cile già esporta al “<em>dragone</em>” l’80% del proprio rame. Cuba fornirà zucchero e nichel, e soprattutto rinsalderà i propri tradizionali legami ideologici con Pechino.</span> Gli Stati Uniti, per ora, non possono fare altro che stare a guardare. Anche per il Sudamerica, però, non è tutto oro ciò che brilla. Già da tempo si avvertono, specialmente nel settore tessile, i contraccolpi del grande “abbraccio” cinese: tante piccole e medie aziende sono state costrette a chiudere perché non competitive con i bassi costi di produzione delle mercanzie provenienti da oltre Pacifico.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"> </p>
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		<title>FRA  SPERANZA E UMILIAZIONE:  L’ “ALTRA CUBA”  IN ESILIO (Corriere del Giorno, 27 aprile 2008, pag. 6)</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2008 08:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
 Con la successione di Raul Castro al posto del fratello Fidel, oramai in gravi condizioni di salute, a Cuba si sta assistendo a qualche timido avvio di riforme. Il governo ha concesso varie liberalizzazioni commerciali, relative soprattutto alla compravendita di cellulari, computer, DVD… cose tutte normalissime per un paese libero ma straordinarie per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><em><o> </o></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/05/images.jpg" title="images.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/05/images.thumbnail.jpg" alt="images.jpg" /></a> Con la successione di Raul Castro al posto del fratello Fidel, oramai in gravi condizioni di salute, a Cuba si sta assistendo a qualche timido avvio di riforme. Il governo ha concesso varie liberalizzazioni commerciali, relative soprattutto alla compravendita di cellulari, computer, DVD… cose tutte normalissime per un paese libero ma straordinarie per l’isola caraibica, chiusa in se stessa da quasi 50 anni di regime marxista.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">Alcuni esponenti della numerosa comunità cubana in esilio a Miami e nel resto degli Stati Uniti, come l’ex prigioniero politico <em>Armando Valladares</em>, hanno osservato che tali aperture costituiscono più che altro una specie di <em>maquillage</em> politico, e che i problemi veri legati alla libertà di informazione, al multipartitismo, alla piena libertà religiosa &#8211; in definitiva alla democrazia -, ancora non sono stati neppure affrontati. Come immutato, per il momento,<span>  </span><span> </span>resta il problema dei prigionieri politici, dell’uso della tortura, delle condanne a morte…</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">In massima parte i profughi hanno trovato asilo in Florida, negli Stati Uniti, dove sono giunti nel corso degli anni con i modi più disparati: chi dietro regolare autorizzazione all’espatrio, chi su fragili imbarcazioni di fortuna, inseguite da motovedette ed elicotteri delle forze di sicurezza cubane. Molti sono rimasti in fondo al braccio di mare che separa Cuba dalla vicina Florida …<span id="more-458"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">Un recente libro dello scrittore cubano <em>Armando de Armas</em> (<em>Miti dell’antiesilio</em>, Edizioni Spirali, pagg.134, euro 20,00) ci consente di accostarci da vicino a questo variegato mondo dell’esilio, culturalmente ed ideologicamente frazionato, ma unito dalla medesima speranza di ritornare, un giorno, in una Patria realmente libera e democratica. La comunità dell’esilio ammonta a circa due milioni di persone, sui complessivi 11 milioni di cittadini cubani: si tratta quindi “… <em>della diaspora più grande verificatasi in questo emisfero.</em>” (pag.126).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">Il titolo del volume &#8211; <em>Miti dell’antiesilio – </em>sta ad indicare come negli anni, insieme alla diaspora, sia cresciuta una vera e propria campagna mediatica di denigrazione della comunità stessa, grazie ad una propaganda alimentata fin dall’inizio dal regime castrista e dal suo potente alleato sovietico: “<em>L’esilio cubano viene attaccato perché appoggia una politica di mano dura contro Cuba, in una manipolazione dell’uso del linguaggio che cerca di far vedere che il paese e Castro sono una stessa ed unica cosa, così che ci si confonde tra la vittima e il carnefice</em>” (pag.106).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">Allo scopo di sottrarre preziose risorse al “carnefice”, la comunità di Miami si è sempre dichiarata favorevole all’embargo imposto dagli Stati Uniti al regime dei fratelli Castro. L’embargo economico risale al febbraio del 1962, durante l’amministrazione di John F. Kennedy:<span>  </span>“<em>L’embargo fu anche una risposta alle spedizioni filibustiere inviate dall’Avana a partire dallo stesso anno <st1 productid="1959 in" w:st="on">1959 in</st1> paesi come Santo Domingo, Panama, Venezuela, Guatemala, Nicaragua e Colombia, con l’obiettivo di imporre in questi il modello comunista; oltre a essere una risposta alla strutturazione di reti internazionali di sovversione e di destabilizzazione, con il proposito dichiarato di incendiare il continente americano” </em>(pagg. 105-106)<em>.<o></o></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">In base alla documentazione in possesso dell’Autore, oramai piuttosto conosciuta e divulgata specie negli Stati Uniti e in America Latina, tali reti internazionali di sovversione e di destabilizzazione non escludevano il traffico di droga: <em>“…durante l’estate del 1961, funzionari castristi di alto rango si incontrarono in Cile con l’allora senatore Salvador Allende, per discutere l’istituzione di un’ampia rete di distribuzione di cocaina che avrebbe aiutato a finanziare l’imposizione del marxismo nel paese australe; vincoli mafiosi che si espansero<span>  </span>e si fortificarono con<span>  </span>l’arrivo di Salvador Allende alla presidenza del Cile. E’ interessante fare presente che, tra i funzionari castristi di alto rango presenti nell’incontro, c’era nientemeno che il Che Guevara, quel personaggio che, al colmo della stupidità e del cattivo gusto, alcuni paragonano a Nostro Signore Gesù Cristo</em>.” (pagg. 49-50). Sono d’altronde universalmente noti gli intimi legami che anche oggi intercorrono fra il narcotraffico colombiano e i vari gruppi della guerriglia di ispirazione marxista, che a sua volta gode della protezione venezuelana (vedi <em>Hugo Chavez</em>!) e quindi castrista…</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">L’esilio cubano da sempre è riconoscente agli Stati Uniti per l’accoglienza ricevuta. Ma lungi dall’accontentarsi di un puro assistenzialismo, grazie alla propria vivacità culturale ed economica, è diventato un importante punto di riferimento anche per gli stessi statunitensi. Nonostante gran parte dei politici europei continuino a simpatizzare per i fratelli Castro e per i loro residui ideologici, alla comunità dell’esilio guardano quanti, restati in patria, anelano non soltanto alla piena libertà e alla democrazia, ma pure a condizioni di vita più decorose, finora non garantite da un regime che ha imposto ai propri cittadini di vivere con poche decine di dollari al mese. Non certo a causa del debole embargo statunitense (facilmente aggirabile e più volte aggirato), ma &#8211; scrive <em>Armando de Armas</em> &#8211; per il divieto marxista di iniziativa economica privata, per le costose guerre e attività rivoluzionarie esportate in mezzo mondo, per il mantenimento dell’enorme apparato interno poliziesco (migliaia di delatori popolarmente conosciuti con il nome di <em>chivatos</em>, che vuol dire “spie”).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">Allora, come qualcuno ha detto, <span class="i">il vero embargo nei confronti di Cuba non è quello deciso a suo tempo dagli Stati Uniti e sostenuto dagli esiliati di Miami, ma quello attuato dai fratelli Castro nei confronti dei Cubani</span>.</p>
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		<title>CUBA: CON RAUL CASTRO LA LIBERTA’ VIAGGIA SUL CELLULARE  (L&#8217;Ora del Salento, 12 aprile 2008, pag.11)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 19:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
OSSERVATORIO  GEOPOLITICO
&#160;
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 Il recente cambio al vertice del potere cubano, determinato dalle gravi condizioni di salute del presidente Fidel, ha spinto alcuni commentatori ad intravedere segnali di apertura e di speranza.
Le novità che ne sono seguite sono state salutate quasi come un cambiamento di rotta verso la difficile strada della democrazia, del multipartitismo e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="left"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Arial','sans-serif'">OSSERVATORIO  GEOPOLITICO<o></o></span></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/04/raul_fidel0801.jpg" title="raul_fidel0801.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/04/raul_fidel0801.thumbnail.jpg" alt="raul_fidel0801.jpg" /></a><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%"> Il recente cambio al vertice del potere cubano, determinato dalle gravi condizioni di salute del presidente Fidel, ha spinto alcuni commentatori ad intravedere segnali di apertura e di speranza.<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%">Le novità che ne sono seguite sono state salutate quasi come un cambiamento di rotta verso la difficile strada della democrazia, del multipartitismo e del rispetto dei diritti umani e civili. Ma di che novità si tratta? </span><span id="more-447"></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%">Presto detto: i Cubani adesso saranno “liberi” di acquistare – in valuta pregiata, si badi bene – un forno a micro onde, un cellulare o un televisore, o addirittura un computer (ma senza Internet, perché per l’allacciamento alla rete occorre un permesso speciale degli uffici addetti alla sicurezza politica).<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%">Di più: potranno pernottare negli alberghi riservati ai turisti occidentali, pagando – si badi bene! – con mazzette di dollari che la stragrande maggioranza della popolazione non possiede e forse non ha mai visto in vita sua. <o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%">La limitazione dei diritti civili e politici, e il fallimento economico causato dal dirigismo socialista, hanno spinto tutti quelli che hanno potuto, in questi 50 anni di regime a partito unico, a fuggire nella vicina Florida, negli U.S.A., o in varie Nazioni dell’America Latina.<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%">Cuba è un paese di 11 milioni di abitanti, ma più di 2 milioni vivono all’estero. Raul Castro, 76 anni, già supremo comandante di tutte le forze armate cubane, raccoglie adesso gli incarichi che furono del vecchio e malato “<em>leader maximo</em> della Rivoluzione”: è Presidente del Consiglio di Stato, la massima autorità dell&#8217;isola, nonché secondo Segretario del Politburo del Comitato Centrale del Partito comunista cubano</span>.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%">Come suo vice Raul ha scelto uno dei pochi stalinisti puri rimasti al mondo: il 78enne <em>Machado Ventura</em>. E questo è già un messaggio più che esplicito. Il cambio al vertice non ha levato ai Cubani il desiderio di fuggire a tutti i costi, non appena possibile. A metà marzo sette giocatori della squadra di calcio under-23 hanno abbandonato il paese: alcuni di loro hanno chiesto asilo politico agli Stati Uniti.<o></o></span></p>
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		<title>RAUL CASTRO: QUANDO LIBERERA&#8217; I DETENUTI PER MOTIVI D&#8217;OPINIONE ?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 17:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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a cura di Roberto Cavallo
7.mp3
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			<content:encoded><![CDATA[<p> “L’INTERNAZIONALE” &#8211; Rubrica radiofonica del 15 aprile 2008<br />
a cura di Roberto Cavallo</p>
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