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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Francia</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>GOLPE &#8220;TECNOCRATICO&#8221; DI FRANCIA E GERMANIA, IN ATTESA DEL 2013 (di Alessandro Pagano)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 07:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Spiegare l&#8217;attuale crisi politica è d&#8217;obbligo verso il nostro popolo. La stampa francese e tedesca ha salutato con estremo favore ed enfasi la nomina del prof. Monti; visto che sono stati loro a generare la crisi, ciò non ci deve lasciare tranquilli. Anche la presidenza americana sembra aver avuto un ruolo affatto secondario nella guerra finanziaria contro l&#8217;Italia. Il Presidente Obama, ormai universalmente riconosciuto inadeguato a governare la più grande potenza al mondo, ha voluto scaricare i problemi politici “made in Usa” su un capro espiatorio ben identificato, l’Italia di Silvio Berlusconi. Il quale, da almeno un anno, era isolato a livello internazionale. Mentre, infatti, il precedente governo Berlusconi (cioè la legislatura 2001/2006), quanto ad alleanze era fortissimo potendo godere della protezione degli USA di George W. Bush e dell&#8217;amicizia del Regno Unito di Tony Blair e della Russia di Vladimir Putin, oggi la credibilità e il peso internazionale del presidente Silvio Berlusconi sono venuti meno, potendo contare, sull&#8217;amicizia del solo Presidente russo. E&#8217; evidente che da quando i rapporti di forza sono mutati, negli Usa come in Europa, la posizione di Berlusconi si è completamente rovesciata e a nulla sono valse le schiaccianti vittorie elettorali alle politiche del 2008 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/11/george-papandreou-and-merkel.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6565" title="george-papandreou-and-merkel" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/11/george-papandreou-and-merkel-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Spiegare l&#8217;attuale crisi politica è d&#8217;obbligo verso il nostro popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La stampa francese e tedesca ha salutato con estremo favore ed enfasi la nomina del prof. Monti; visto che sono stati loro a generare la crisi, ciò non ci deve lasciare tranquilli.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la presidenza americana sembra aver avuto un ruolo affatto secondario nella guerra finanziaria contro l&#8217;Italia. Il Presidente Obama, ormai universalmente riconosciuto inadeguato a governare la più grande potenza al mondo, ha voluto scaricare i problemi politici “made in Usa” su un capro espiatorio ben identificato, l’Italia di Silvio Berlusconi.  Il quale, da almeno un anno, era isolato a livello internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre, infatti, il precedente governo Berlusconi (cioè la legislatura 2001/2006), quanto ad alleanze era fortissimo potendo godere della protezione degli USA di George W. Bush e dell&#8217;amicizia del Regno Unito di Tony Blair e della Russia di Vladimir Putin, oggi la credibilità e il peso internazionale del presidente Silvio Berlusconi sono venuti meno, potendo contare,  sull&#8217;amicizia del solo Presidente russo. E&#8217; evidente che da quando i rapporti di forza sono mutati, negli Usa come in Europa, la posizione di Berlusconi si è completamente rovesciata e a nulla sono valse le schiaccianti vittorie elettorali alle politiche del 2008 e alle europee del 2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma attenzione !  Da qui a pochi mesi lo scenario politico internazionale, muterà di nuovo visto che sia Sarkozy che Obama, in preda all&#8217;inadeguatezza dimostrata ultimamente, patiranno un pesante insuccesso elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la Cancelliera Merkel ha dimostrato un egoismo assurdo e una totale miopia in politica estera (specie sulla questione della crisi greca) motivo per cui, probabilmente, anche lei perderà le elezioni in Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, il prossimo anno sarà delicatissimo e non è da escludere, che gli artefici della fine anticipata del governo Berlusconi, abbiano convenuto, di condurre un’operazione politico-economica contro il nostro Paese, al fine di accaparrarsi  le nostre aziende più strategiche e scaricare su di noi le loro difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde le prove generali sono state fatte con la guerra in Libia che ci è costata la quasi certa perdita delle commesse petrolifere.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso potrebbe toccare all&#8217;ENI (e non solo). Attualmente  il 30% dell&#8217;ENI è in mano allo Stato Italiano. Un altro 20% lo possiedono gli investitori anglo-ebraici-statunitensi che tirano le fila del mercato globale e ci vuole davvero poco a far cadere la nostra società petrolifera, che è tra le più importanti al mondo, in mani straniere.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi l&#8217;italiano medio è impaurito e smarrito, dinanzi a questo “fenomeno” che non conosceva e che è costretto a subire.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;da tempo che sosteniamo che le guerre oggi non sono più militari ma finanziarie, (per chi ha voglia consigliamo la lettura del  libro &#8220;Guerre senza limiti&#8221;, Libreria Editrice Goriziana, Gorizia 2001, scritto da due colonnelli dell&#8217;esercito cinese). Ma sempre guerre sono e come tali producono impoverimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, scriveva Dante sette secoli or sono e mai parole furono più adatte a rappresentare quanto ci apprestiamo a vivere oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il solo fatto che al governo del Paese siano state catapultate persone serie,  non deve farci abbassare la guardia, quasi fossero, sommi sacerdoti il cui operato non possa essere mai contraddetto o messo in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">La conoscenza degli accadimenti di questo ultimo periodo, certamente tra i più difficili per la nostra democrazia, rappresenta il primo passo per capire e agire.</p>
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		<title>IRAN: CARLA BRUNI MERITA LA MORTE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[PARIGI &#8211; Carla Bruni merita la morte. Lo scriveva ieri il quotidiano ultraconservatore iraniano Kayhan, definendo &#8220;prostituta italiana&#8221; la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy. Già sabato Kayhan aveva definito la Bruni &#8220;prostituta&#8221;, dopo che la premiere dame di Francia si era unita alla campagna in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, l&#8217;iraniana di 42 anni condannata alla lapidazione con l&#8217;accusa di adulterio e omicidio. Il giornale aveva in particolare denunciato lo stile di vita immorale della cantante ed ex top model. &#8220;L&#8217;esame degli antecedenti di Carla Bruni mostra chiaramente &#8211; afferma il giornale iraniano &#8211; perchè questa donna ha sostenuto una donna iraniana condannata a morte per adulterio e per aver partecipato all&#8217;omicidio del marito, e di fatto merita essa stessa la morte&#8221;. Il quotidiano è noto per le sue invettive contro gli oppositori, siano essi personalità iraniane o straniere. Anche la TV di Stato Irib non ha risparmiato duri attacchi alla Bruni, che nei giorni scorsi in una lettera aperta alla Sakineh aveva scritto: &#8220;Perché versare il suo sangue e privare i figli della loro madre?&#8221;   via Temporeale &#8211; Stampa Iran: Carla Bruni merita la morte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4909" href="http://www.recensioni-storia.it/iran-carla-bruni-merita-la-morte-fonte-www-libero-it/carla-bruni"><img class="alignleft size-medium wp-image-4909" title="Carla Bruni" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/08/Carla-Bruni-300x246.jpg" alt="Carla Bruni" width="300" height="246" /></a>PARIGI &#8211; Carla Bruni merita la morte. Lo scriveva ieri il quotidiano ultraconservatore iraniano Kayhan, definendo &#8220;prostituta italiana&#8221; la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy. Già sabato Kayhan aveva definito la Bruni &#8220;prostituta&#8221;, dopo che la premiere dame di Francia si era unita alla campagna in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, l&#8217;iraniana di 42 anni condannata alla lapidazione con l&#8217;accusa di adulterio e omicidio. Il giornale aveva in particolare denunciato lo stile di vita immorale della cantante ed ex top model. &#8220;L&#8217;esame degli antecedenti di Carla Bruni mostra chiaramente &#8211; afferma il giornale iraniano &#8211; perchè questa donna ha sostenuto una donna iraniana condannata a morte per adulterio e per aver partecipato all&#8217;omicidio del marito, e di fatto merita essa stessa la morte&#8221;. Il quotidiano è noto per le sue invettive contro gli oppositori, siano essi personalità iraniane o straniere.</p>
<p>Anche la TV di Stato <em>Irib</em> non ha risparmiato duri attacchi alla Bruni, che nei giorni scorsi in una lettera aperta alla Sakineh aveva scritto: &#8220;Perché versare il suo sangue e privare i figli della loro madre?&#8221;</p>
<p> </p>
<p>via<a href="http://temporeale.libero.it/libero/fdg/4040094.html"> Temporeale &#8211; Stampa Iran: Carla Bruni merita la morte</a>.</p>
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		<title>Notizie dall&#8217;estero  06 Marzo 2006</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/notizie-dallestero-06-marzo-2006</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Mar 2006 13:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICA RADIOFONICA "L'INTERNAZIONALE"]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>

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		<description><![CDATA[Ben ritrovati a tutti gli ascoltatori con il nostro appuntamento sui fatti del mondo. Questa settimana vogliamo iniziare segnalando la rivista di studi LIMES. LIMES è la principale rivista italiana di geopolitica, ed è indubbiamente uno strumento valido per chi vuole capire con maggiore profondità i grandi avvenimenti che si agitano sulla scena del mondo. Quindi oggi iniziamo con Limes, con il numero che attualmente troviamo in edicola e che è tutto dedicato all&#8217;Europa, con un titolo quanto mai significativo, forse preoccupante per gli europeisti più accaniti: &#8220;L&#8217;Europa è un bluff&#8220;. Ovviamente all&#8217;interno della rivista tutta una serie di studi e di articoli danno conto di una simile affermazione, che sembra confortata anche dai recenti scontri economici fra Italia e Francia nella vicenda che ha avuto come protagonista l&#8217;ENEL e il suo fallito tentativo di accaparrarsi una delle due società francesi di energia elettrica. Ecco, la scorsa settimana gli ascoltatori ricorderanno che abbiamo già affrontato tale vicenda. Ma il problema ovviamente non si limita all&#8217;Italia e alla Francia, anche se questo scontro ha riaperto in modo quasi ufficiale il dibattito fra liberisti da una parte e protezionisti dall&#8217;altro. Diciamo che l&#8217;Europa unita è stata sempre una chimera, e già i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ben ritrovati a tutti gli ascoltatori con il nostro appuntamento sui fatti del mondo.<br />
Questa settimana vogliamo iniziare segnalando la rivista di studi LIMES. LIMES è la principale rivista italiana di geopolitica, ed è indubbiamente uno strumento valido per chi vuole capire con maggiore profondità i grandi avvenimenti che si agitano sulla scena del mondo.<br />
Quindi oggi iniziamo con Limes, con il numero che attualmente troviamo in edicola e che è tutto dedicato all&#8217;Europa, con un titolo quanto mai significativo, forse preoccupante per gli europeisti più accaniti: &#8220;<em>L&#8217;Europa è un bluff</em>&#8220;. Ovviamente all&#8217;interno della rivista tutta una serie di studi e di articoli danno conto di una simile affermazione, che sembra confortata anche dai recenti scontri economici fra Italia e Francia nella vicenda che ha avuto come protagonista l&#8217;ENEL e il suo fallito tentativo di accaparrarsi una delle due società francesi di energia elettrica. <span id="more-153"></span> </p>
<p>Ecco, la scorsa settimana gli ascoltatori ricorderanno che abbiamo già affrontato tale vicenda. Ma il problema ovviamente non si limita all&#8217;Italia e alla Francia, anche se questo scontro ha riaperto in modo quasi ufficiale il dibattito fra liberisti da una parte e protezionisti dall&#8217;altro.<br />
Diciamo che l&#8217;Europa unita è stata sempre una chimera, e già i padri fondatori se ne rendevano conto se è vero che uno di essi, Jean Monnet, diceva che &#8220;L&#8217;Europa non è mai esistita. Adesso si tratta di crearla davvero&#8221;. E&#8217; un po&#8217; insomma quello che accadeva dopo l&#8217;Unità d&#8217;Italia, quando i liberali risorgimentali e i massoni si accorsero che fatta l&#8217;Italia bisognava adesso fare gli Italiani, che evidentemente non c&#8217;erano.<br />
Attualmente sono 25 i Paesi europei che aderiscono all&#8217;Unione Europea. E possiamo dire che ai problemi di fondo, quelli cioè che sempre ci sono stati, in questi ultimi anni si sono aggiunti quelli derivanti dall&#8217;allargamento ad Est dell&#8217;Europa.<br />
Ben 10 sono stati i Paesi che dal 1° maggio 2004 si sono aggiunti ai 15 tradizionali. Significativo è stato l&#8217;allargamento ad Est, così mentre sino a qualche anno fa i confini orientali dell&#8217;Unione europea coincidevano con quelli della Germania Federale, oggi i confini orientali sono quelli della Polonia. Questo significa che oggi l&#8217;U.E. tocca direttamente Paesi dell&#8217;ex-Unione Sovietica come Ucraina e Bielorussia. Come ha scritto Barbara Spinelli sulla &#8220;Stampa&#8221; di domenica 5 marzo,  &#8221; <em>Quel che era l&#8217;Est della Comunità Europea è diventato oggi centro; quel che era Ovest dell&#8217;Impero sovietico si è tramutato in Est dell&#8217;Unione</em>&#8220;.<br />
Dopo la vittoria del fronte laicista europeo, che ha intenzionalmente voluto escludere qualsiasi richiamo ai valori e alle comuni origini cristiane dell&#8217;Europa, il 29 maggio 2005 è arrivato il no dei Francesi al referendum sulla nuova carta costituzionale europea, a cui è seguito, nel giro di pochi giorni, il no degli Olandesi.<br />
Ma, come la stessa Barbara Spinelli scrive sulla &#8220;<em>Stampa</em>&#8220;, un&#8217;altra divisione si è consumata nella comune casa europea. E&#8217; quella che sulla guerra in Iraq ha visto contrapposto da una parte il blocco franco-tedesco, contrario all&#8217;intervento degli Stati Uniti contro Saddam, e dall&#8217;altra parte Paesi come la Polonia che invece hanno sostenuto senza condizioni la necessità di aiutare gli Americani nella lotta contro la dittatura del rais.<br />
L&#8217;attuale paradosso allora qual è? E&#8217; che per gli Stati Uniti oggi esiste un&#8217;altra Europa, fatta dalla Polonia, dai Paesi Baltici, dalla Romania, dalla Bulgaria, e, ancora più ad Est, dalla stessa Ucraina, che ancora però non fa parte dell&#8217;Unione Europea. Insomma una nuova Europa fatta da tutti i Paesi ex comunisti che guardano con fiducia e amicizia agli Stati Uniti, anche perchè non hanno dimenticato che in un passato troppo recente sono stati schiacciati fra Russia e Germania. L&#8217;amicizia fra gli Stati Uniti e i Paesi dell&#8217;Est europeo può insomma considerarsi una nuova risorsa a fronte dell&#8217;immobilismo di quella &#8220;Vecchia Europa&#8221;, burocratica e tecnocratica, che fa perno soprattutto sulle manie di grandezza della Francia.<br />
Sempre nello stesso volume di Limes che abbiamo citato all&#8217;inizio di questo nostro appuntamento troviamo delineato &#8220;Il sogno di Putin&#8221;.<br />
Di fronte ad un&#8217;Unione Europea dove, come ci dice lo stesso Limes, ognuno va per sè e nessuno per tutti, cerca di rinascere l&#8217;ideologia imperiale russa. A questo sembra che starebbe lavorando già da tempo Vladimir Putin, Presidente della Federazione russa. In fondo si tratta sempre dei vecchi apparati del KGB che continuano a comandare a Mosca. Certo, le condizioni sono completamente mutate: l&#8217;ideologia comunista non è più trionfante.<br />
C&#8217;è da dire però che una transizione alla democrazia piena e al libero mercato sembra lontana da venire Oggi l&#8217;arma principale in mano a Putin è il gas naturale. Il gas costituisce una fonte energetica relativamente pulita e la Russia dispone quasi il 30 % delle riserve mondiali accertate. L&#8217;obiettivo di Putin allora qual è? L&#8217;obiettivo dichiarato è recuperare entro 10 anni il ruolo di grande potenza mondiale. Ruolo di grande potenza mondiale, come dice su Limes Margherita Paolini, su basi certamente meno effimere di quelle del vecchio impero sovietico. Insomma insieme al nucleare adesso lo sfruttamento del gas fa della Russia un colosso energetico, da cui l&#8217;Occidente potrebbe dipendere in maniera sempre più considerevole nel prossimo futuro. Il taglio delle forniture di gas all&#8217;Europa, verificatosi proprio in questo inverno, sarebbe insomma un primo assaggio della politica di potenza che Putin sogna di realizzare. In questo quadro neo-imperialista si comprende perchè la Russia abbia cercato di punire l&#8217;Ucraina, che con la sua rivoluzione arancione della fine del 2005 ha reclamato la sua voglia di assoluta indipendenza da Mosca e dai  burocrati legati al vecchio KGB. Per questo motivo Putin va dicendo, senza però dare alcuna prova, che l&#8217;Ucraina avrebbe sottratto gas dai gasdotti che attraversano il suo territorio. Ancora una volta insomma l&#8217;Ucraina ha necessità di guardare con fiducia all&#8217;amicizia con gli Stati Uniti e altrettanta necessità ha l&#8217;Europa di aiutare le nuove democrazie dell&#8217;Est a raggiungere quanto prima la pienezza dello sviluppo democratico ed economico, contro ogni nostalgia del passato comunista.<br />
Bene, con questa notizia chiudiamo la nostra finestra settimanale sul mondo, ringraziandovi per la cortese attenzione e dandovi appuntamento alla prossima volta. Grazie e a risentirci </p>
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