<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Georgia</title>
	<atom:link href="http://www.recensioni-storia.it/category/geopolitica/georgia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.recensioni-storia.it</link>
	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Jul 2010 18:15:42 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>LE INTERFERENZE DELLA RUSSIA SULLA GEORGIA (rubrica radiofonica &#8220;L&#8217;Internazionale&#8221;, 07 maggio 2009)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/le-interferenze-della-russia-sulla-georgia-rubrica-radiofonica-linternazionale-07-maggio-2009</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/le-interferenze-della-russia-sulla-georgia-rubrica-radiofonica-linternazionale-07-maggio-2009#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 20:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICA RADIOFONICA  "L'INTERNAZIONALE"]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.recensioni-storia.it/?p=2337</guid>
		<description><![CDATA[Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia:
le-pressioni-della-russia-sulla-georgia2


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2353" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2353"><img class="alignleft size-medium wp-image-2353" title="t72b_minsk_parade_may_2005_1" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/05/t72b_minsk_parade_may_2005_1-200x300.jpg" alt="t72b_minsk_parade_may_2005_1" width="200" height="300" /></a>Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia:</p>
<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/05/le-pressioni-della-russia-sulla-georgia2.mp3">le-pressioni-della-russia-sulla-georgia2</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2338" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2338"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.recensioni-storia.it/le-interferenze-della-russia-sulla-georgia-rubrica-radiofonica-linternazionale-07-maggio-2009/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/05/le-pressioni-della-russia-sulla-georgia2.mp3" length="6594142" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>LA GEORGIA E LE SUE FERITE (L&#8217;Ora del Salento, 20 dicembre 2008, pag. 11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/la-georgia-e-le-sue-ferite-lora-del-salento-20-dicembre-2008-pag-11</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/la-georgia-e-le-sue-ferite-lora-del-salento-20-dicembre-2008-pag-11#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 05:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.recensioni-storia.it/?p=1008</guid>
		<description><![CDATA[I frutti avvelenati della guerra di agosto fra Federazione russa e Georgia si fanno sentire con particolare gravità in questi giorni di freddo e di maltempo. 
Gli scontri della scorsa estate costrinsero molti georgiani residenti nelle province separatiste dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia a trovare rifugio nella Georgia. Interi villaggi furono bruciati dalle milizie filo-russe, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; mso-bidi-font-family: Arial;"><span style="font-family: Calibri;"><img class="alignleft size-full wp-image-1012" title="Georgia South Osetia" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/12/350f2b91-7ee9-48f0-b7c4-50bf5a15fdef.jpg" alt="Georgia South Osetia" width="338" height="261" />I frutti avvelenati della guerra di agosto fra Federazione russa e Georgia si fanno sentire con particolare gravità in questi giorni di freddo e di maltempo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; mso-bidi-font-family: Arial;"><span style="font-family: Calibri;">Gli scontri della scorsa estate costrinsero molti georgiani residenti nelle province separatiste dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia a trovare rifugio nella Georgia. Interi villaggi furono bruciati dalle milizie filo-russe, e a migliaia di persone non restò altra scelta che la fuga precipitosa. Da allora, mentre Mosca – accompagnata dal solo Nicaragua sandinista &#8211; </span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; mso-bidi-font-family: Arial;"><span style="font-family: Calibri;">ha riconosciuto la sovranità delle due province, gli sfollati vivono in uno stato di precarietà e di povertà. In realtà la Russia ha di fatto imposto il proprio controllo su questi territori, sottraendoli alla Georgia cui invece appartengono in base al vigente diritto internazionale. <span id="more-1008"></span><img class="alignleft size-full wp-image-1013" title="20051202_1559_jwp_map_georgia_en" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/12/20051202_1559_jwp_map_georgia_en.gif" alt="20051202_1559_jwp_map_georgia_en" width="405" height="263" />Nell’Abkhazia, in particolare, il 45% degli abitanti è georgiano a fronte di una minoranza russa pari al 37% della popolazione; dopo i combattimenti estivi e l’ingresso delle soverchianti forze militari russe i rapporti di forza si sono rovesciati, e ai residenti rimasti sono stati promessi passaporti russi, in una prospettiva di completa “russificazione”. Molti di coloro che sono fuggiti dall’Ossezia, finita sotto il controllo di Mosca, non possono più rientrare verso le zone occupate. Nel complesso, si stima che duecentomila persone abbiano abbandonato le loro case. Raccolti e bestiame sono andati perduti, in un Paese in cui l’agricoltura costituisce una parte importane dell’economia nazionale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; mso-bidi-font-family: Arial;"><span style="font-family: Calibri;">Di tutto ciò riferisce “Avvenire” di domenica 7 dicembre, che a pagina 3 titola: “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Georgia ferita. Odissea per migliaia di profughi a quattro mesi dal conflitto</em>”. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; mso-bidi-font-family: Arial;"><span style="font-family: Calibri;">Nonostante i cattolici costituiscano una piccola minoranza (50 mila persone distribuite fra 25 parrocchie), la Caritas georgiana è in prima linea nel soccorso umanitario agli sfollati. “Abbiamo spiegato – racconta <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">padre</strong> <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Witold Szulczynski</strong>, salesiano, direttore di Caritas Georgia – che i nostri aiuti erano offerti dal Papa: la gente ci ringraziava con le lacrime agli occhi, dicevano che non avrebbero mai dimenticato l’aiuto della Chiesa cattolica in un momento così difficile”. Anche la CEI si è fatta carico di finanziare l’approvvigionamento di legname per le famiglie più povere, per far fronte ad un inverno che può arrivare a – 10°.</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.recensioni-storia.it/la-georgia-e-le-sue-ferite-lora-del-salento-20-dicembre-2008-pag-11/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA CRISI GEORGIANA</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/la-crisi-georgiana</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/la-crisi-georgiana#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 19:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia]]></category>
		<category><![CDATA[NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[U.E.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.recensioni-storia.it/?p=580</guid>
		<description><![CDATA[
OSSERVATORIO GEOPOLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)

 A livello internazionale è la crisi fra Russia e Georgia l’avvenimento che più di ogni altro ha segnato questo mese di agosto che ormai si chiude. Scoppiata l’8 agosto scorso, proprio nel giorno dell&#8217;apertura dei Giochi di Pechino, improvvisa per i non addetti ai lavori, la guerra ha radici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: center; line-height: 150%;" align="center"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">OSSERVATORIO GEOPOLITICO</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: center; line-height: 150%;" align="center"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">(a cura di Roberto Cavallo)</span></p>
<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/08/georgia_map.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-581" title="georgia_map" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/08/georgia_map-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;"> A livello internazionale è la crisi fra Russia e Georgia l’avvenimento che più di ogni altro ha segnato questo mese di agosto che ormai si chiude. Scoppiata l’8 agosto scorso, proprio </span><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">nel giorno dell&#8217;apertura dei Giochi di Pechino, </span><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">improvvisa per i non addetti ai lavori, la guerra ha radici storiche profonde, che vanno ricercate nella complessità di quello che gli analisti geopolitici spesso definiscono il “mosaico” caucasico. Dopo il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte occidentale, era nell’aria un irrigidimento di Mosca, con conseguenze importanti per quelle regioni autonome ad essa storicamente – e geograficamente – vicine.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">Ma, al pari di tutte le zone di confine, nell’Ossezia del Sud e nell’Abkhazia (ormai riconosciute indipendenti da Mosca) l’elemento indipendentista filo-russo convive con quello georgiano, che è altrettanto &#8211; se non più &#8211; radicato nel territorio. </span><span id="more-580"></span><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">Come ricordato in questi ultimi giorni dal Santo Padre, sarebbero stati auspicabili moderazione e sforzi di convivenza. Problemi sicuramente di non facile soluzione, ma che comunque non giustificano il modo d’agire intrapreso dalla Russia. Non solo, infatti, Mosca ha trasformato da un giorno all’altro i propri peace-keepers presenti nelle due regioni autonome in combattenti a tutti gli effetti (con l’impiego massiccio dei bombardamenti aerei), ma soprattutto ha invaso e mantenuto le proprie forze in Georgia oltre ogni limite pattuito dai mediatori europei. Ciò ha suscitato il disappunto e il “gelo” nelle relazioni Russia-NATO e, anche se in minor misura, in quelle Russia-U.E.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">Così il ritiro russo dalla Georgia è stato rinviato di molti giorni (ancora adesso le autorità georgiane negano che il ritiro sia stato completato), mentre autorevoli fonti segnalavano violenze sulla popolazione e saccheggi di private abitazioni ad opera di irregolari al seguito delle truppe russe. Di più: gli sconcertati georgiani hanno trovato, nelle zone appena evacuate dai russi, l’amara sorpresa dei campi minati. Quanto tempo e quante risorse ci vorranno per bonificare questi territori, nel cuore dell’indipendente Georgia? Al di là degli errori e delle eventuali responsabilità del Presidente georgiano <strong>Mikhail Saakashvili</strong>, è evidente che in Georgia si è consumata una tragedia contraria ai più elementari principi del diritto internazionale, principi che comunque tutelano la sovranità e l&#8217;indipendenza nazionale. </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.recensioni-storia.it/la-crisi-georgiana/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA TERZA ARMENIA, NATA DAL POST-COMUNISMO (Corriere del Giorno, 10 agosto 2007, pag.5)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/la-terza-armenia-viaggio-nel-caucaso-post-sovietico</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/la-terza-armenia-viaggio-nel-caucaso-post-sovietico#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 13:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
		<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[Corriere del Giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Angelo Guerini & Associati]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.recensioni-storia.it/?p=272</guid>
		<description><![CDATA[

 Pietro Kuciukian , italiano ed armeno,  figlio di un sopravvissuto al genocidio operato dai Turchi nel 1915, è medico chirurgo che vive e lavora in Italia. Ma il suo cuore è là, fra i monti e gli altopiani della sua Patria d&#8217;origine. E&#8217; questo che lo spinge a ritornare spesso sui luoghi dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><font face="Calibri"><br />
</font></em></strong></p>
<p align="left"><font face="Calibri" size="3"><img id="image271" height="96" alt="9788883358463g.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/08/9788883358463g.miniatura.jpg" /> Pietro Kuciukian , italiano ed armeno,  figlio di un sopravvissuto al genocidio operato dai Turchi nel 1915, è medico chirurgo che vive e lavora in Italia. Ma il suo cuore è là, fra i monti e gli altopiani della sua Patria d&#8217;origine. E&#8217; questo che lo spinge a ritornare spesso sui luoghi dei padri, e a trasfondere i suoi sentimenti e le sue esperienze in libri di valore. <span id="more-272"></span></font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Dopo aver scritto ampiamente sui tragici fatti che nel 1915 spinsero i Turchi a massacrare oltre un milione di Armeni  inermi, specialmente con  estenuanti marce nei deserti  fra Anatolia e Siria, adesso Pietro Kuciukian si cimenta con il presente, e in un modo del tutto originale. Ne è nato un nuovo libro che è un taccuino di viaggio, ricco di testimonianze importanti su quella che oggi è la nuova Armenia e, in generale, il popolo e la terra del Caucaso ad oltre 15 anni di distanza dal crollo dell&#8217;Unione Sovietica. </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">In questa regione ancora si intrecciano le vicende di mille popoli ed etnie diverse, per cui è arduo ritagliare confini e semplicistici spartiacque; da qui il problema &#8211; comune del resto a tante altre parti del mondo &#8211; del  rispetto delle minoranze etniche e delle  loro richieste di autonomia. </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Il volume, edito da Guerini &#038; Associati (Milano, febbraio 2007, pagg.186, euro 18,00) si intitola &#8220;<em>La terza Armenia. Viaggio nel Caucaso post-sovietico</em>&#8221; . E di un viaggio effettivamente si tratta: un lungo affascinante viaggio che l&#8217;Autore compie insieme a sua moglie a bordo di una motocicletta, su e giù per le impervie strade del Caucaso, dove non solo l&#8217;asfalto, ma persino la terra battuta spesso cede il passo a sentieri appena tracciati </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Con i pochi effetti personali indispensabili, i due viaggiatori si portano al seguito uno strumento particolare: il libro del  Cavaliere ugonotto Jean Chardin (1643-1713), che giovanissimo compì la traversata della Turchia e dell&#8217;Armenia per raggiungere,  dalla Francia, la lontana India.  Pietro Kuciukian segue il diario del Cavaliere Chardin, che descrisse con novizia di particolari i luoghi e i popoli dell&#8217;Armenia: delle tre Armenie, precisa l&#8217;Autore, perchè oltre all&#8217;attuale, che è la Repubblica indipendente nata dalle ceneri della disciolta Unione Sovietica, vi è la prima Armenia, quella storica dell&#8217;Anatolia, territorio posto all&#8217;estremità orientale della Turchia e teatro della strage del 1915; vi è infine la terza Armenia, che coincide essenzialmente con alcuni territori dell&#8217;attuale Repubblica di Georgia, in particolare con la regione del Giavakh. </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Ecco allora che l&#8217;Armenia di oggi non è soltanto quella indicata sulla cartina geografica, ma ha confini ben più ampi che vanno dall&#8217;interno della Turchia fino alla Georgia. </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Il viaggio di Pietro Kuciukian segue questo itinerario: si snoda fra l&#8217;attuale Repubblica  d&#8217;Armenia &#8211; partendo dalla capitale Yerevan e giungendo sino ai confini con l&#8217;Iran &#8211;  e il Giavakh georgiano. </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Non tocca quindi  la &#8220;Prima Armenia&#8221;, quella storica, dell&#8217;Anatolia, la terra dei padri, anche perchè il confine con la Turchia è tuttora chiuso, invalicabile per l&#8217;ostinato rifiuto di Ankara di riconoscere il genocidio armeno. Come se la Germania di oggi rinnegasse l&#8217;Olocausto. </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Al confine fra Turchia e Repubblica d&#8217;Armenia si trovano ancora i soldati russi, che numerosi stanziano in Armenia. Tutta la regione del Caucaso meridionale  è infatti attraversata dal recente confronto fra il rinato protagonismo geo-politico della Russia di Putin e gli Stati Uniti. </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">All&#8217;interno di tale scenario,  nel Caucaso meridionale,  sono tre gli Stati interessati  : l&#8217;Armenia, la Georgia, l&#8217; Azerbaigian.</font></p>
<p><font size="3" /><font face="Calibri"> L&#8217;Armenia cristiana è in ottimi rapporti con Russia e Iran, e da questi trae le indispensabili risorse energetiche; la confinante Georgia, pure essa cristiana, dopo la Rivoluzione delle rose che nel 2004 defenestrò Edward Shevarnadze, si è legata agli Stati Uniti e all&#8217;Azerbaigian. La Georgia preme affinchè le ultime truppe russe ancora stanziate sul suo territorio lascino al più presto il Paese </font><font size="3" /><font size="3" /><font face="Calibri" size="3">L&#8217; Azerbaigian, musulmano ma finora fedele alleato degli Stati Uniti, è a sua volta in collisione di rotta con l&#8217;Armenia per la vetusta questione del Nagorno-Karabagh, provincia di etnia armena ma incuneata in territorio azero. Le abbondanti riserve petrolifere partono dall&#8217; Azerbaigian con il nuovissimo oleodotto (la <em>pipeline</em> Baku-Tbilisi-Ceyhan) che attraversa la Georgia e raggiunge la Turchia e il Mediterraneo, evitando tanto il territorio russo che quello armeno.</font><font size="3" /><font face="Calibri" size="3">Tutto questo complicato mosaico presenta al suo interno ulteriori scenari etnici, con <em>enclave</em> disegnate dalla storia e spesso dalla violenza degli uomini.</font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Fra queste &#8220;ridotte&#8221; vi è appunto il Giavakh, e cioè quella che Pietro Kuciukian chiama la &#8220;Terza Armenia&#8221;.</font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Questa regione, pur essendo abitata in massima parte da Armeni &#8211; molti dei quali profughi ai tempi delle persecuzioni turche &#8211; è inglobata con altri territori georgiani in un&#8217;unica provincia dipendente da Tbilisi. E&#8217; questa la terra natale, tanto per intenderci, del cantante franco-armeno Charles Aznavour. Insomma la &#8220;Terza Armenia&#8221;  vive oltre gli attuali confini politici della Repubblica d&#8217;Armenia, in una situazione non facile, perchè la Georgia, già provata dal duro braccio di ferro con il Predidente russo Vladimir Putin,  è costretta ad affrontare altre sfide autonomistiche al suo interno:  in particolare con l&#8217;Ossezia del Sud e con la Abkhasia.  Dunque, riferisce l&#8217;Autore, la Georgia non vuol sentire nemmeno parlare di autonomia del Giavakh, ed attua una politica di limitazione dei diritti culturali ed identitari degli Armeni del Giavakh. La Repubblica armena, dal canto suo, già soffocata economicamente dalla chiusura dei confini con la Turchia e dall&#8217;ostilità sempre latente con l&#8217;Azerbaigian, non è in grado di aprire un ulteriore contenzioso anche con la Georgia. Per cui la &#8220;Terza Armenia&#8221;, almeno per il momento, è costretta a non vedersi riconosciuti i propri diritti linguistici, etnici, culturali.</font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">L&#8217;Autore non rivendica autonomia per questa terra a lui cara, ma sostanzialmente più attenzione da parte delle Autorità georgiane a certi diritti civili imprescindibili, come il bilinguismo e un più equo accesso degli Armeni nella pubblica amministrazione </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">In fin dei conti, come Kuciukian scrive nell&#8217;introduzione, chi è Armeno è consapevole <em>&#8221; di far parte di un popolo la cui identità non si è fondata su una territorialità stabile, ma su un&#8217;appartenenza culturale che si è espressa nell&#8217;adesione al cristianesimo delle origini, nella lingua scritta e nella conquista dei diritti umani e civili </em>&#8221; (pag.1).</font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Roberto Cavallo</font></p>
<p><font size="3"><font face="Calibri" /></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.recensioni-storia.it/la-terza-armenia-viaggio-nel-caucaso-post-sovietico/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
