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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; India</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>INDIA: LA CHIESA SPERANZA DEI DALIT</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 04:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;agenzia di stampa ZENIT.org riprendiamo e pubblichiamo:  &#8221;L&#8217;Arcivescovo William D&#8217;Souza, di Patna, nel nord dell&#8217;India, ha sottolineato l&#8217;opera fondamentale dei gruppi legati alla Chiesa per fornire aiuto urgente a centinaia di migliaia di dalit (senza casta), molti dei quali non cristiani, che vivono in estrema povertà, spesso ampiamente tagliati fuori dal resto della società.
Il presule [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4595" href="http://www.recensioni-storia.it/india-la-chiesa-speranza-dei-dalit/dalit"><img class="alignleft size-medium wp-image-4595" title="Dalit" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/06/Dalit-300x179.jpg" alt="Dalit" width="300" height="179" /></a>Dall&#8217;agenzia di stampa ZENIT.org riprendiamo e pubblichiamo:  &#8221;L&#8217;Arcivescovo William D&#8217;Souza, di Patna, nel nord dell&#8217;India, ha sottolineato l&#8217;opera fondamentale dei gruppi legati alla Chiesa per fornire aiuto urgente a centinaia di migliaia di dalit (senza casta), molti dei quali non cristiani, che vivono in estrema povertà, spesso ampiamente tagliati fuori dal resto della società.</p>
<p>Il presule ha parlato con l&#8217;associazione caritativa cattolica &#8220;Aiuto alla Chiesa che Soffre&#8221; dopo un&#8217;ondata di sentimenti anticristiani in alcune zone dell&#8217;India, diffusa da gruppi nazionalisti indù estremisti che affermano che l&#8217;opera della Chiesa con i poveri è dovuta a un&#8217;agenda nascosta di conversioni di massa.</p>
<p>La violenza anticristiana nel 2007-2008 nello Stato dell&#8217;Orissa, nell&#8217;India orientale, ha portato il Paese a realizzare la portata dell&#8217;odio religioso nella regione, e ha puntato i riflettori sulle leggi anticonversione imposte nell&#8217;ultimo decennio negli Stati di Gujarat, Madhya Pradesh, Chhattisgarh, Himachal Pradesh e Orissa.</p>
<p>Ad ogni modo, l&#8217;Arcivescovo ha sottolineato che la coalizione governativa dello Stato del Bihar ha accettato da tempo l&#8217;opera della Chiesa con i dalit.</p>
<p>Descrivendo la sua Diocesi come &#8220;una Chiesa soprattutto dei dalit&#8221;, il presule ha affermato che &#8220;il Governo apprezza&#8221; gli sforzi ecclesiali.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale della Chiesa, ha commentato, è far uscire la popolazione dall&#8217;estrema povertà, rendendola consapevole dei suoi diritti e favorendo una formazione volta a creare opportunità lavorative.</p>
<p>&#8220;La gente che aiutiamo è molto povera, e non abbiamo le risorse per dare loro tutto ciò di cui hanno bisogno&#8221;, ha detto il presule sottolineando che i dalit rappresentano 45.000 dei 65.000 cattolici della Diocesi.</p>
<p>&#8220;Tutto ciò che cerchiamo di fare è dare loro un raggio di speranza per il futuro &#8211; attraverso l&#8217;assistenza sanitaria e l&#8217;istruzione, e insegnando loro i valori cristiani&#8221;.</p>
<p>I dalit svolgono lavori manuali, pulendo latrine e fogne e portando via la spazzatura.</p>
<p> Anche se nelle città la discriminazione nei loro confronti è diminuita, i rapporti dalle zone rurali indicano che &#8211; in parte per motivi religiosi, in parte per la natura del loro lavoro &#8211; i dalit sono visti come impuri e banditi dai templi indù, dai luoghi di ristorazione, dalle scuole e dai luoghi in cui si va a prendere l&#8217;acqua.</p>
<p> Nell&#8217;Arcidiocesi di Patna, la Chiesa &#8211; comunità sia diocesane che religiose &#8211; ha risposto a questa situazione organizzando una vasta rete di sostegno.</p>
<p>Ci sono 3.000 gruppi di autoaiuto, ognuno con fino a 15 membri, con programmi sui diritti umani, il rafforzamento delle donne, l&#8217;economia domestica e lo sviluppo di capacità organizzative.</p>
<p>&#8220;La maggior parte delle persone con cui lavoriamo non sono cattoliche&#8221;, ha detto il presule.</p>
<p>&#8220;Ci dicono che siamo i loro salvatori. Restano in contatto con noi, ma a causa dei bisogni mutevoli della gente non riusciamo a seguirli continuamente&#8221;.&#8221;</p>
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		<title>NEL SEGNO DELLA CONTRADDIZIONE LA CONDIZIONE DELLA DONNA IN INDIA (Corriere del Giorno, 4 febbraio 2010, pag. 26)</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 04:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corriere del Giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Lindau]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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		<category><![CDATA[TESTATE GIORNALISTICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 11 maggio 1998, alle 15,45, l’India fece esplodere tre ordigni nucleari nella base di Pokaran, nel deserto di Rajasthan.
L’India come potenza nucleare regionale e come potenza economica emergente è una realtà che convive con una cultura ancestrale, non aliena dall’affondare nel mito le proprie radici.
Il giornalista Carlo Buldrini nel suo libro “Nel segno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3830" href="http://www.recensioni-storia.it/nel-segno-della-contraddizione-la-condizione-della-donna-in-india-in-un-libro-di-carlo-buldrini/induismo_01"><img class="alignleft size-full wp-image-3830" title="induismo_01" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/01/induismo_01.jpg" alt="induismo_01" width="200" height="200" /></a>Lunedì 11 maggio 1998, alle 15,45, l’India fece esplodere tre ordigni nucleari nella base di Pokaran, nel deserto di Rajasthan.</p>
<p>L’India come potenza nucleare regionale e come potenza economica emergente è una realtà che convive con una cultura ancestrale, non aliena dall’affondare nel mito le proprie radici.</p>
<p>Il giornalista Carlo Buldrini nel suo libro “Nel segno di Kali. Cronache indiane” (Lindau, Torino, 2008, pagg. 230) riesce a raccontare, con una narrazione vivace ed avvincente, quest’India dai due volti e ricca di contrasti, tesa fra modernità e tradizione.</p>
<p>Buldrini ha vissuto in India per oltre 30 anni lavorando come corrispondente per varie testate italiane e come insegnate per l’Istituto italiano di cultura di New Delhi. E’ stato dunque un testimone privilegiato della società indiana e delle sue molteplici contraddizioni.</p>
<p>Tra queste, un posto non di secondo piano occupa la condizione e il ruolo della donna. Se da un lato l’emancipazione femminile ha portato molte donne ad occupare posizioni politiche e anche professionali di assoluto rilievo, sulla scia di Indira Ghandi (e, oggi, di Sonia Ghandi), dall’altro sono individuabili preoccupanti elementi di discriminazione.</p>
<p>L’Autore racconta che nel 1980, a Delhi, ogni giorno più di due donne venivano bruciate vive: erano i cosiddetti “assassini per dote”. I dati ufficiali di quell’anno parlavano di 984 donne uccise dai familiari dello sposo perché la dote era ritenuta insufficiente. E ciò avveniva nella sola capitale della “più grande democrazia del mondo”. In India quindi non sempre la nascita di una figlia è un’occasione per festeggiare. La famiglia la considera spesso un peso inutile. Nel medioevo l’infanticidio femminile era praticato facendo succhiare alla neonata i capezzoli avvelenati della madre. Oggi ci si avvale delle più sofisticate apparecchiature elettroniche…</p>
<p>Anche se dal 1994 il governo indiano ha cercato di correre ai ripari, con l’entrata in vigore di una legge che punisce chi pratica gli aborti selettivi, dopo 15 anni soltanto un medico in tutta l’India – riferisce Buldrini – è finito in carcere per questi motivi. La legge ha anche vietato ai medici di rivelare ai genitori il sesso del nascituro. Accade, infatti, che se l’ecografia preannuncia la nascita di una bimba, i genitori spesso scelgono di eliminarla con l’aborto. Lo scrittore Rino Cammilleri, nel suo recente volume “Dio è cattolico?” (Lindau, Torino, 2009), così commenta: “<em>Una bambina, cresciuta, avrebbe comportato ingenti spese per la sua dote. Il parlamento è intervenuto perché si stava creando uno squilibrio demografico tra maschi e femmine di proporzioni catastrofiche</em>”.</p>
<p>Ma gli interventi legislativi evidentemente non sono serviti a sanare del tutto questa piaga. Così, nell’agosto del 2006, in un pozzo della città di Patiala, nel Punjab, sono stati rinvenuti cinquanta feti femmine.</p>
<p>Le conseguenze degli aborti selettivi sono drammatiche. I censimenti indiani degli ultimi anni hanno mostrato come il numero delle bambine, rispetto al numero dei maschi, sia in costante diminuzione e il rapporto è fra i più bassi al mondo (al pari della Cina). E’ previsto che nel 2011 ci sarà un’ulteriore diminuzione. Stando a un rapporto dell’UNICEF, ogni giorno, in India, nascono settemila bambine in meno rispetto alla media mondiale. Nel febbraio 2006 – ci racconta Buldrini &#8211; la rivista medica inglese “Lancet” ha pubblicato un’inchiesta dalla quale si evince che in India ogni venticinque feti femmine uno viene abortito. Il che vuol dire mezzo milione di aborti selettivi l’anno, con un risultato complessivo di dieci milioni di donne mancanti negli ultimi venti anni.</p>
<p>Affianco a tale triste usanza resiste &#8211; specie nelle zone rurali – una tipica tradizione hindu, per fortuna in via di estinzione ma che ha profondamente interessato la cultura indiana: la “sati”. Nella letteratura indiana la “sati” è descritta come “un antico dovere della sposa”, consistente nella pratica, propria della “donna virtuosa” rimasta vedova, di lasciarsi bruciare viva sulla pira insieme alle spoglie del marito.</p>
<p>Il giornalista Carlo Buldrini nel suo libro racconta come ancora negli anni ’80 in India tale usanza, benché vietata dalla legge sin dai tempi dell’amministrazione britannica, fosse tranquillamente praticata. Questi falò, dove le vedove più o meno volontariamente seguono la sorte dei propri mariti, sono sempre occasione per un grande concorso di folla, anche perché chi assiste a una “sati” ottiene il “punya”, e cioè l’indulgenza plenaria dei peccati. Si tratta dunque di una cerimonia religiosa che beatifica la donna immolata – che diviene oggetto di venerazione – e benedice chi vi assiste. Quando la polizia arriva sul luogo del suicidio rituale difficilmente qualcuno parla e tutto è già tristemente compiuto. Il rito della sati non è ancora del tutto scomparso e viene praticato, illegalmente, da donne che sembrano non avere più un futuro e neppure un’identità senza il loro consorte.</p>
<p>Allora la domanda è legittima: l’induismo in quanto tale è forse discriminante nei confronti della donna?</p>
<p>Chi nega questa possibilità ricorda che l’India d’oggi è piena di donne importanti: governatrici, ambasciatrici, deputate…</p>
<p>E d’altronde nell’induismo una buona parte delle divinità sono femmine: Saraswati, dea della Sapienza e della Musica; Durga, dea della Pietà; Lakshmi, dea della Ricchezza; Kali dea della Vendetta. Della altre divinità, molte sono metà maschio e metà femmina. Anche se negli ultimi secoli l’influenza dei musulmani ha diffuso il concetto della donna quale creatura inferiore, pare che Manu, il primordiale legislatore indiano, dicesse che laddove le donne sono onorate la terra è fertile e buona, mentre laddove non sono onorate, la terra è arida e senza frutto.</p>
<p>C’è anche da dire, però, che nell’induismo la donna in quanto donna non può arrivare al miglioramento del proprio karma: deve rassegnarsi a vivere come tale. Solo se <em>rinasce come uomo</em> può migliorare la propria condizione. Quella della donna, nella dinamica induista del karma, è dunque di per sé una condizione di punizione.</p>
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		<title>INDIA: PREMIATA LA SVOLTA MODERATA. SCONFITTI INDUISTI E COMUNISTI (Rubrica radiofonica &#8220;L&#8217;Internazionale&#8221;, 21 maggio 2009)</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 17:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICA RADIOFONICA  "L'INTERNAZIONALE"]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia:
india-premiata-la-svolta-moderata-sconfitti-induisti-e-comunisti
Nella foto: Sonia Gandhi. L&#8217;affermazione del Partito del Congresso, di cui è presidente,  dovrebbe rinsaldare i legami con gli Stati Uniti

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia:</p>
<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/05/india-premiata-la-svolta-moderata-sconfitti-induisti-e-comunisti.mp3">india-premiata-la-svolta-moderata-sconfitti-induisti-e-comunisti</a></p>
<p>Nella foto: Sonia Gandhi. L&#8217;affermazione del Partito del Congresso, di cui è presidente,  dovrebbe rinsaldare i legami con gli Stati Uniti</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2451" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2451"><img class="alignleft size-full wp-image-2451" title="untitled" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/05/untitled.bmp" alt="untitled" /></a></p>
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		<title>TERRORISMO E INTOLLERANZA IN INDIA (L&#8217;Ora del Salento, 6 dicembre 2008, pag. 11))</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 05:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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		<description><![CDATA[OSSERVATORIO GEO-POLITICO
Michelguglielmo Torri, oltre ad essere docente di Storia moderna e contemporanea all’Università di Torino, è presidente di Asia Maior, l’Osservatorio italiano che monitorizza le vicende asiatiche. Nel volume “L’Asia nel grande gioco” (Guerini E Associati, Milano, 2008, pagg.457. euro 25,00) il prof. Torri nel paragrafo dedicato all’India (L’India nel sessantesimo anno di indipendenza) tratteggia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OSSERVATORIO GEO-POLITICO</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1006" title="30bjp1" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/12/30bjp1.jpg" alt="30bjp1" width="451" height="400" />Michelguglielmo Torri<span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">, oltre ad essere docente di Storia moderna e contemporanea all’Università di Torino, è presidente di <em>Asia Maior</em>, l’Osservatorio italiano che monitorizza le vicende asiatiche. Nel volume “<em>L’Asia nel grande gioco</em>” (Guerini E Associati, Milano, 2008, pagg.457. euro 25,00) il prof. Torri nel paragrafo dedicato all’India (L’India nel sessantesimo anno di indipendenza) tratteggia le radici dell’ideologia hindu che oggi si pone come una nuova temibile forza fondamentalista in diretta contrapposizione con quella islamica. L’<em>hindutva</em> (l’hinduità) ha origini lontane, che in un certo modo percorrono &#8211; in parallelo &#8211; la strada del risveglio islamico databile all’inizio del XX secolo. In questo caso si tratta di un “risveglio hindu” che ha il suo epicentro nell’RSS Sangh, movimento politico-religioso fondato nel 1925. Non alieno, a quei tempi, di simpatie per il nazifascismo, oggi l’RSS costituisce la “casa madre” di quasi tutte le formazioni parlamentari ed extraparlamentari che formano il <em>Sangh Parivar</em>, la “famiglia del <em>Sangh</em>”, e cioè la galassia dell’induismo politico. </span><br />
Anche i leader del BJP, attualmente maggior partito di opposizione, ma già al governo dal 1998 al 2004, appartengono a tale estrazione culturale. L’induismo politico si contrappone al Partito del Congresso, laico e alleato delle sinistre, che ha in <strong>Sonia Ghandi</strong> e nella famiglia Ghandi il proprio punto di riferimento. <span id="more-917"></span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Nel maggio del 2009 si tornerà a votare per le elezioni politiche, e il BJP e i suoi alleati extraparlamentari cavalcano soprattutto il tema della purezza hindu in contrapposizione alle varie minoranze religiose. Se modesta è quella cristiana, che in questi ultimi mesi ha avuto i suoi martiri soprattutto nello Stato orientale dell’Orissa, ben più numerosa è la minoranza musulmana, che con i suoi 120 milioni di fedeli fa dell’India il secondo paese islamico del mondo dopo l’Indonesia. Da quando il subcontinente indiano si è scisso fra Pakistan e India, le rispettive minoranze, hindu e islamiche, spesso sono state usate per fomentare conflitti, con eccidi e violenze da ambo le parti. L’attacco terrorista di fine novembre a Bombay (200 morti e circa 300 feriti) si pone in tale quadro, ma<span> </span>contiene un valore aggiunto rappresentato dalla volontà di colpire la piccola comunità ebraica e la rappresentanza occidentale, secondo i consueti schemi ideologici dell’internazionale islamista che fa riferimento ad Al Qaeda. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right: 1cm; text-align: justify; line-height: 150%;"> </p>
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		<title>INTERVISTA AL GIORNALISTA CARLO BULDRINI, PER 30 ANNI REGGENTE DELL&#8217;ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA A NEW DELHI, AUTORE DEL VOLUME: &#8220;NEL SEGNO DI KALI. CRONACHE INDIANE&#8221;</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/intervista-al-giornalista-carlo-buldrini-per-30-anni-reggente-dellistituto-italiano-di-cultura-a-new-delhi-autore-del-volume-nel-segno-di-kali-cronache-indiane</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/intervista-al-giornalista-carlo-buldrini-per-30-anni-reggente-dellistituto-italiano-di-cultura-a-new-delhi-autore-del-volume-nel-segno-di-kali-cronache-indiane#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 13:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Lindau]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[(A cura dell&#8217;Ufficio Stampa delle Edizioni LINDAU)
Mubai: i morti sono 200. I forum degli estremisti islamici festeggiano: 


«E&#8217; la battaglia contro i miscredenti» &#8211; «Oh Allah, distruggi gli Indù e fallo nel modo peggiore»


Buldrini, dopo il Black Friday del 12 marzo 1993 (300 morti) e le bombe sui treni delle Western Railways dell&#8217;11 luglio 2006 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 0px; text-align: left;"><span class="Apple-style-span" style="color: #00007f;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 10px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 9px; color: #00007f;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 18px;">(A cura dell&#8217;Ufficio Stampa delle Edizioni LINDAU)</span></span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<div style="margin: 0px; text-align: center; min-height: 14px;"><span class="Apple-style-span" style="color: #00007f;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 10px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 9px; color: #00007f;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 18px;">Mubai: i morti sono 200. </span></span></span></span></span></span></span></span></span><span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 18px;">I forum degli estremisti islamici festeggiano: </span></span></span></span></div>
<div style="margin: 0px; text-align: left;">
<div style="margin: 0px; min-height: 14px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large; font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 20px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-family: 'Century Gothic';"></p>
<div style="margin: 0px; text-align: center; min-height: 14px;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 18px;">«E&#8217; la battaglia contro i miscredenti» &#8211; «Oh Allah, distruggi gli Indù e fallo nel modo peggiore»</span></span></span></span></div>
<p></span></span></span></div>
</div>
<div style="margin: 0px; text-align: left;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/12/carlo-buldrini3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-892" title="carlo-buldrini3" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/12/carlo-buldrini3.jpg" alt="" width="85" height="110" /></a><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; color: #000000;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 18px;">Buldrini, dopo il Black Friday del 12 marzo 1993 (300 morti) e le bombe sui treni delle Western Railways dell&#8217;11 luglio 2006 (200 morti) il terrore è tornato a Mumbai&#8230;</span></span></span></div>
<div style="margin: 0px; text-align: left;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 18px;">Siamo di fronte alla risposta islamica alle distruzioni di moschee, ai massacri di musulmani a Bombay, al pogrom antimusulmano in Gujarat nel 2002, a opera delle componenti più oltranziste del Sangh Parivar, la Famiglia delle associazioni dei nazionalisti hindu, che potrebbe ritornare al potere con le elezioni del maggio prossimo?</span></span></span></div>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 20px; color: #00007f;"><img src="http://wmail-new.libero.it/cp/ps/Mail/Downloader?d=libero.it&amp;fp=INBOX&amp;c=yes&amp;u=robertocav&amp;disposition=inline&amp;an=DefaultMailAccount&amp;t=d21163252d23d103&amp;uid=4296&amp;dhid=attachmentDownloader&amp;ai=2" alt="" /></span></span></span></p>
<div style="margin: 0px; text-align: left; min-height: 14px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 20px; color: #00007f;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; color: #000000;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000080;">C.B. Sì, l&#8217;intenzione dei terroristi è di far precipitare l&#8217;India nel caos. Il terrorismo </span><span class="Apple-style-span" style="color: #00007f;">sembra ormai essere il leitmotiv dell&#8217;India del XXI secolo. La sequenza degli attentati degli ultimi tre anni è spaventosa: New Delhi, Varanasi, Mumbai, Hyderabad, Bangalore, Ahmedabad, Guwahati e, adesso, di nuovo Mumbai.</span></span></span></span></span><span id="more-881"></span></div>
<div style="margin: 0px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"><br class="webkit-block-placeholder" /></span></span></div>
<div style="margin: 0px;"><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><em>Chi arma la mano dei terroristi?</em></span></span></span></span></div>
<div style="margin: 0px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;">C.B. I sospetti maggiori vanno sul Lashkar-e-Taiba (l&#8217;Esercito dei Puri). Il gruppo venne costituito nel 1990, in Pakistan, come braccio armato dell&#8217;organizzazione religiosa Markaz Dawa wak Irshad. Nel 1993, poco tempo dopo la distruzione della moschea di Ayodhya, in India, il gruppo divenne operativo in Kashmir. Negli anni successivi il Lashkar-e-Taiba ha esteso il suo campo di azione a tutta l&#8217;India.</span></div>
<div style="margin: 0px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><br class="webkit-block-placeholder" /></span></span></span></div>
<div style="margin: 0px;"><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><em>Dopo la «spartizione» del subcontinente da cui nacque l&#8217;Unione Indiana e il Pakistan, gli scontri tra hindu e musulmani non si sono mai fermati&#8230;</em></span></span></span></span></div>
<div style="margin: 0px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;">C.B. Il revival del nazionalismo hindu degli ultimi 15 anni ha riacceso la miccia degli scontri tra le varie comunità  dell&#8217;India. Il sogno di Jawaharlal Nehru dell&#8217; &#8220;unità  nella diversità&#8221; sembra andare in pezzi.</span></div>
<div style="margin: 0px;"><strong><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><em>Presto, in India, ci saranno le elezioni politiche&#8230;</em><br />
</span></span></span></span></strong></div>
<div style="margin: 0px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;">C.B. Saranno le quindicesime elezioni generali indiane e saranno molto importanti. Dovranno tenersi entro il mese di maggio del 2009. La posta in gioco è molto alta. L&#8217;idea stessa di un&#8217;India come paese laico e pluralista è a rischio.</span></div>
<div style="margin: 0px;"><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; font-family: Georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;"><em>Da dove vengono le minacce a questa India «tollerante»?</em></span></span></span></span></div>
<div style="margin: 0px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;">C.B. Dal fondamentalismo hindu che ha trovato nell&#8217;«hindutva» (<em>l&#8217;hinduità</em>) la propria matrice ideologica. Si tratta di un movimento formato da varie organizzazioni racchiuse sotto la sigla di «Sangh Parivar», la Famiglia delle associazioni dei nazionalisti hindu. Il movimento è particolarmente forte in questa fase della vita politica indiana. Le sue componenti più oltranziste, la Vishva Hindu Parisad e il Bajrang Dal, sono state proprio le responsabili della distruzione della moschea di Ayodhya nel 1992, dei massacri dei musulmani a Bombay nel 1992-93 e del pogrom anti-musulmano a Gujarat. </span></div>
<div style="margin: 0px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;">Sono le stesse organizzazioni che, quest&#8217;anno, hanno causato la morte di 38 cristiani nello Stato indiano dell&#8217;Orissa. Il Bharatiya Janata Party (Bjp) è la proiezione politica di questi movimenti nazionalisti hindu. Il Bjp ha già  governato l&#8217;India dal 1998 al 2004. Con le prossime elezioni c&#8217;è la possibilità  di un suo ritorno al potere. Il terrorismo islamista sembra auspicare proprio questo. La sua è la logica del &#8220;tanto peggio, tanto meglio&#8221;.</span></div>
<div style="margin: 0px;">(Ed. LINDAU &#8211; Ufficio Stampa)</div>
<div style="margin: 0px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"><br class="webkit-block-placeholder" /></span></span></div>
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		<title>U.S.A.: NUOVE SFIDE GEOPOLITICHE (L&#8217;Ora del Salento, 22 novembre 2008, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 06:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OSSERVATORIO GEOPOLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)
Brasile, Russia, India e Cina: mettete insieme le iniziali di questi quattro paesi e e avrete il BRIC! Dagli analisti è definito Bric Block il prestigioso club che riunisce i governi dei quattro più forti antagonisti della politica economica statunitense ed europea. Non più paesi in via di sviluppo ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OSSERVATORIO GEOPOLITICO<br />
(a cura di Roberto Cavallo)</p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Brasile, Russia, India e Cina: mettete insieme le iniziali di questi quattro paesi e e avrete il BRIC! Dagli analisti è definito <em>Bric Block</em> il prestigioso club che riunisce i governi dei quattro più forti antagonisti della<span> </span>politica economica statunitense ed europea. Non più paesi in via di sviluppo ma economie emergenti e monopolizzatrici dei mercati internazionali.Questo ruolo è ben noto per Russia e Cina; ma anche India e Brasile non stanno a guardare. L’India cerca di inseguire i Cinesi sui mercati del continente nero, accaparrandosi in Africa petrolio ed altre materie prime. Il Brasile con la sua compagnia di Stato petrolifera cerca di dominare – con un certo successo – il mercato energetico sudamericano. Ma i membri più attivi del BRIC sono ovviamente Russia e Cina.</span><span id="more-854"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il Presidente russo <strong>Medvedev</strong> sta compiendo in questi giorni un tour sudamericano in quello che solo fino a pochi anni fa veniva definito “<em>il cortile di casa degli U.S.A</em>.”. Parteciperà in Perù al Foro di cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec) dal 21 al 23 novembre, dopo di che sarà in Brasile, in Venezuela e a Cuba. Il Venezuela e l’isola caraibica stanno diventando lo snodo cruciale della politica internazionale: la Russia è intenzionata a stringere nuovi accordi economici e militari con <strong>Raul Castro</strong> e con il Presidente venezuelano <strong>Chavez</strong>, con cui si profila addirittura una possibile cooperazione in campo nucleare.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ma anche il Presidente cinese <strong>Hu Jintao</strong> in questo mese di novembre non è stato da meno: prima di partecipare ai lavori dell’Apec, ha avviato nuovi accordi commerciali con Costa Rica, Cuba e Perù. In realtà quasi tutti i paesi del Sud America sono già coinvolti nell’avvolgente partnership cinese: nel paniere vi sono petrolio, rame, zinco, stagno, nichel, soia, carni di vitello e perfino succo d’arancia brasiliano (cfr. “Avvenire” del 16 novembre 2008, pag. 10).<span> </span>Ne consegue così che il Perù venderà alla Cina tutto il suo metallo (rame e zinco) per i prossimi cinque anni, mentre il Cile già esporta al “<em>dragone</em>” l’80% del proprio rame. Cuba fornirà zucchero e nichel, e soprattutto rinsalderà i propri tradizionali legami ideologici con Pechino.</span> Gli Stati Uniti, per ora, non possono fare altro che stare a guardare. Anche per il Sudamerica, però, non è tutto oro ciò che brilla. Già da tempo si avvertono, specialmente nel settore tessile, i contraccolpi del grande “abbraccio” cinese: tante piccole e medie aziende sono state costrette a chiudere perché non competitive con i bassi costi di produzione delle mercanzie provenienti da oltre Pacifico.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"> </p>
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		<title>INDIA:   È MORTO P. BERNARD DIGAL, L&#8217;INDIA PIANGE UN NUOVO MARTIRE DELL&#8217;ORISSA</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 17:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Nirmala  Carvalho (AsiaNews)


Il religioso era  stato assalito la notte del 25 agosto da una folla di fondamentalisti indù che  lo ha picchiato e abbandonato nella foresta per una notte intera. Ieri i polmoni  hanno collassato ed è entrato in coma. Al suo capezzale mons. Raphael Cheenath. 
 
Mumbai (AsiaNews)  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/10/india_-_orissa_pogrom.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-765" title="india_-_orissa_pogrom" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/10/india_-_orissa_pogrom.jpg" alt="" width="59" height="66" /></a> <span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><strong><span class="autore"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">di Nirmala  Carvalho (AsiaNews)<br />
</span></span></span></strong></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="sottotitolo1"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il religioso era  stato assalito la notte del 25 agosto da una folla di fondamentalisti indù che  lo ha picchiato e abbandonato nella foresta per una notte intera. Ieri i polmoni  hanno collassato ed è entrato in coma. Al suo capezzale mons. Raphael Cheenath. </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Mumbai (AsiaNews)  Padre Bernard Digal è morto  dopo una lenta agonia durata più di due mesi. Il religioso, picchiato in maniera  brutale dai fondamentalisti indù nella notte del 25 agosto, a due mesi di  distanza è deceduto ieri sera alle 9.25 ora locale per le gravi ferite  riportate nell&#8217;assalto. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Sabato 25 ottobre p. Digal, febbricitante, è stato  ricoverato d&#8217;urgenza al St. Thomas Hospital a Chennai, nel Tamil Nadu; i medici  lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico per rimuovere una  macchia di sangue nel cervello, causata dalle percosse subite la notte un cui è  stato attaccato. Ieri i polmoni hanno collassato ed è entrato in coma. Nella  mattinata il vescovo della diocesi gli ha impartito l&#8217;unzione  degli infermi; al  suo capezzale è accorso anche mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack-  Bhubaneshwar. Al religioso è stato applicato un respiratore per tenerlo in vita,  ma il suo fisico non ha retto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Lo scorso 10 settembre avevamo pubblicato  un&#8217;intervista a padre Bernard Digal, rilasciata da un letto dell&#8217;Holy Spirit  Hospital di Mumbai dove era stato ricoverato. Nel corso della testimonianza,  egli ha raccontato ad <em>AsiaNews</em> la notte dell&#8217;assalto e le violenze  subite. P. Bernard ha denunciato senza acredine, ma anche senza dolcezza  la brutalità dell&#8217;assalto, in seguito al quale per una notte intera è rimasto  senza conoscenza e seminudo nella foresta, finché non è stato ritrovato dal suo  autista.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">P. Bernard Digal ha ricevuto la corona dei  martiri &#8211; dice ad <em>AsiaNews </em>mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di  Cuttack- Bhubaneshwar -. Egli è morto a causa delle violenze degli estremisti  indù. Ora i cristiani di Kandhamal hanno un potente intercessore nei cieli,  poiché egli continuerà il suo lavoro dalla casa celeste. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></span></p>
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		<title>INDIA: SR. NIRMALA JOSHI IN ORISSA: PREGATE PER I CRISTIANI DELL&#8217;INDIA</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 03:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nirmala Carvalho (dal sito di AsiaNews)

La superiora delle  Missionarie della Carità, l&#8217;ordine di Madre Teresa, è in visita nella regione  indiana dove si è scatenato un attacco senza precedenti contro i cristiani e le  loro istituzioni. Sr. Nirmala chiede al governo di garantire la libertà  religiosa, e chiede ai cristiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span class="autore"><strong><em>di Nirmala Carvalho</em></strong> </span></span></span></span><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span class="sottotitolo"><strong>(dal sito di AsiaNews)</strong></span></span></span></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span class="sottotitolo">La superiora delle  Missionarie della Carità, l&#8217;ordine di Madre Teresa, è in visita nella regione  indiana dove si è scatenato un attacco senza precedenti contro i cristiani e le  loro istituzioni. Sr. Nirmala chiede al governo di garantire la libertà  religiosa, e chiede ai cristiani del mondo di elevare una preghiera insistente a  Dio che può tutto e sa trarre il bene anche dal  male.</span></p>
<p></span></span><a rel="lightbox" href="http://www.asianews.it/files/img/INDIA_VIGIL_FOR_CHRISTIANS_IN_ORISSA.jpg" target="_BLANK"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/INDIA_VIGIL_FOR_CHRISTIANS_IN_ORISSA.jpg" border="0" alt="" align="left" /></span></a><span class="articolo_inside"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></span></div>
<p><span>Bhubaneshwar (AsiaNews). Pregate per i cristiani dell&#8217;India, pregate  per il nostro popolo? perché comprendiamo che Dio è più grande di tutto e  possiamo vincere il male col bene: è il messaggio che Sr. Nirmala Joshi,  superiora delle Missionarie della Carità, affida ad <em>AsiaNews</em>, mentre è  in visita in Orissa, dove da oltre un mese gruppi radicali indù hanno scatenato  un pogrom contro i cristiani. </span></p>
<p><span>I Missionari e le Missionarie della Carità, l&#8217;ordine di Madre Teresa,  sono stati colpiti dalla valanga di violenze; orfanotrofi e lebbrosari dove essi  accoglievano gli abbandonati sono stati distrutti. La brutalità degli attacchi  ha colpito anche donne e bambini: 2 donne sono state violentate e vi sono decine  di migliaia di feriti, oltre a 60 uccisi.</span><span id="more-707"></span></p>
<p><span>La violenza contro donne e bambini è spaventosa. Non avrebbe dovuto  succedere, soprattutto in India, dove la donna è molto rispettata. </span><span>Tutto ciò è orribile. I bambini sono terrorizzati. </span><span>Questi piccoli sono il nostro futuro: cosa ne abbiamo fatto? Le  nostre donne stanno soffrendo profondamente? Dolore, angoscia, tristezza, paura  li avvolge da ogni lato. La loro agonia è così profonda, la vastità di morti,  distruzioni sono una tragedia che spezza il cuore.</span></p>
<p><span>I fanatici indù giustificano il progrom dicendo che vogliono bloccare  le conversioni al cristianesimo di tribali e dalit, secondo loro ottenute con  l&#8217;inganno e con promesse di denaro. Per questo distruggono luoghi di incontro e  di preghiera, centri sociali e strutture cristiane.</span></p>
<p><span>Sr. Nirmala è preoccupata per queste violazioni alla libertà religiosa. La libertà religiosa, dice , è un diritto umano fondamentale, garantito dalla  Costituzione indiana. Il governo centrale e quello dell&#8217;Orissa deve garantita la  libertà religiosa anche per la nostra gente a Kandhamal e in tutta la nazione,  perché le persone possano praticare con libertà la loro fede. Tutti hanno  diritto a professare, praticare e diffondere la loro religione. Per questo, i  luoghi di preghiera distrutti <em>devono</em> essere ricostruiti e questo è un  dovere del governo. Ma va garantita anche la pace; la gente deve poter ritornare  alle loro case. Fino ad ora vi essi rimangono lontani dai loro villaggi perché  si sentono insicuri. Il governo deve garantire loro la sicurezza  necessaria.</span></p>
<p><span>Nelle loro razzie i fanatici indù costringono molti cristiani ad  abiurare alla fede e ritornare all&#8217;induismo. Questo va condannato  dice sr  Nirmala  è contro la nostra costituzione e il nostro diritto.</span></p>
<p><span>La superiora delle Missionarie della Carità, succeduta a Madre Teresa  alla guida dell&#8217;istituto, aveva già visitato l&#8217;Orissa e il distretto di  Kandhamal,  l&#8217;epicentro delle violenze, nel dicembre 2007 in occasione di un  altro attacco contro i cristiani.  Anche allora sono state uccise 3 persone e  bruciate 13 chiese. La differenza fra allora ed adesso,  dice la suora, è nel  grado di violenza, che questa volta è enorme. Adesso gli estremisti attaccano  persone, religiose, sacerdoti?.  Questa violenza anti-cristiana è su larga scala:  la nostra gente annega nella rovina e dalla distruzione.</span></p>
<p><span>Attraverso <em>AsiaNews</em>, sr. Nirmala lancia un appello: pregate  per il nostro popolo e abbiate fiducia in Dio che ha cura degli uomini. Dio vede  tutto, conosce tutto e può fare tutto: per coloro che hanno fiducia in Lui, Egli  può trarre il bene anche dal male. Madre Teresa ci ha sempre ricordato queste  parole: &#8220;Non temere, Io sono con te. Perdonate e vincete il male con il bene.&#8221; </span><span>Dio vi benedica! Dio benedica l&#8217;India!.</span></p>
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		<title>CRISTIANOFOBIA (L&#8217;Ora del Salento, 27 settembre 2008, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 04:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
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		<description><![CDATA[                                           OSSERVATORIO GEO-POLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)
 A commento del tradizionale Rapporto sulla libertà religiosa stilato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, il Segretario di Stato Condoleza Rice ha ribadito la centralità della tutela della libertà religiosa fra gli obiettivi della politica estera statunitense. Il Rapporto passa in rassegna il grado di libertà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                           OSSERVATORIO GEO-POLITICO</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">(a cura di Roberto Cavallo)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/09/europa_-_persecuzione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-687" title="europa_-_persecuzione" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/09/europa_-_persecuzione-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><span style="line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;"> A commento del tradizionale Rapporto sulla libertà religiosa stilato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, il Segretario di Stato <strong>Condoleza Rice</strong> ha ribadito la centralità della tutela della libertà religiosa fra gli obiettivi della politica estera statunitense. Il Rapporto passa in rassegna il grado di libertà di cui godono i fedeli delle varie religioni nel mondo, e, di conseguenza, i vari tipi di abusi che le persone soffrono per colpa dei governi. La maglia nera spetta a nove Paesi, fra cui l’Arabia Saudita, la Corea del Nord, il Sudan e la Cina.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">Dalle pagine del Rapporto si evince che le comunità cristiane sono fra le più perseguitate alle varie latitudini del globo. I recenti fatti dell’India (dove le chiese cristiane continuano a bruciare) stanno a dimostrarlo. Tutto ciò avviene senza che i mass media europei diano adeguato rilievo a tale drammatica situazione.</span><span id="more-682"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/09/madreteresa_indiar375_4set08.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-688" title="madreteresa_indiar375_4set08" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/09/madreteresa_indiar375_4set08-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a><span style="line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">Il giornalista <strong>Angelo Panebianco</strong>, nell’editoriale del Corriere della Sera dello scorso 7 settembre (<em>Il silenzio sui Cristiani</em>), si chiede le ragioni di tale grave disattenzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">Ed ecco la risposta che si da e che propone al lettore: “<em>Sotto sotto, c’è l’idea che se uno è cristiano in Pakistan, in Iraq, in India o in Nigeria, e gli succede qualcosa, in fondo se l’è cercata. La tesi dei fondamentalisti islamici o indù secondo cui il cristianesimo altro non è se non uno strumento ideologico al servizio della volontà di dominio occidentale sui mondi extra occidentali sembra condivisa, qui da noi, da un bel po’ di persone.</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><em><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">Persone che credono che l’Europa debba ancora fare la penitenza </span></em><em><span style="line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">per le colpe (alcune reali e altre no) accumulate nei suoi secolari rapporti col mondo extra occidentale. Ne derivano il silenzio sulla libertà religiosa negata ai cristiani, soprattutto nel mondo islamico, e il disinteresse per le persecuzioni che in tanti luoghi, islamici e no, subiscono&#8230;</span><span style="line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">”.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">Ad Angelo Panebianco fa eco, dalle pagine di Avvenire, un’altra illustre firma, quella del giornalista <strong>Luigi Geninazzi</strong>, che così intitola il proprio editoriale: “<em>Cristianofobia: ingerenza umanitaria. Subito</em>”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">Scrive il giornalista di Avvenire: “…</span><em><span style="line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;"> Le cronache di questi giorni ci rimandano ai saccheggi, alle distruzioni e alle violenze contro le comunità cristiane in varie regioni dell’India. Ma non dobbiamo dimenticare che in Iraq i credenti caldei sono sotto costante minaccia … In Turchia le istituzioni della Chiesa ortodossa e cattolica continuano ad essere oggetto di pesanti discriminazioni e nel Paese che ha visto l’assassinio di don Andrea Santoro c’è chi incita all’odio contro i preti cattolici. Da Istanbul a Gaza, dall’Iraq all’Indonesia, nei Paesi islamici le cui leggi si ispirano alla “sharia”, come il Pakistan &#8211; ma anche in un paese “tollerante” come l’Algeria -, i cristiani vengono processati, condannati a morte da tribunali statali o uccisi da fanatici estremisti …”</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">Mentre gli Stati Uniti fanno pressione sui governi dei Paesi musulmani, della<span> </span>Cina e dell’India affinché tutelino la libertà religiosa, l’Unione Europea sembra che stia a guardare, disinteressata. E Geninazzi sconsolato si chiede: “<em>Perché l’Europa tace ancora</em>?” </span><span style="line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">(Avvenire, </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #464646;">domenica 21 settembre, pag. 1).</span>&lt;&#8211;&gt;</p>
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		<title>INDIA E NEPAL: IL RITORNO DI  MAO (L&#8217;Ora del Salento, 13 settembre 2008, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 10:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Nepal]]></category>

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		<description><![CDATA[OSSERVATORIO GEO-POLITICO
a cura di Roberto Cavallo
 
Il Primo Ministro indiano Manmohan Singh già nel 2006 dichiarava che i gruppi rivoluzionari maoisti rappresentavano per l’India “la maggiore singola minaccia alla stabilità interna dell’India e alla cultura democratica”. 
Duramente colpito all’inizio degli anni ’70, il movimento maoista del subcontinente indiano è sopravvissuto in modo sotterraneo, come un fiume [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-624" title="india01g" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/09/india01g.jpg" alt="" /><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">OSSERVATORIO GEO-POLITICO</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">a cura di Roberto Cavallo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il Primo Ministro indiano <strong>Manmohan Singh</strong> già nel 2006 dichiarava che i gruppi rivoluzionari maoisti rappresentavano per l’India “<em>la maggiore singola minaccia alla stabilità interna dell’India e alla cultura democratica</em>”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Duramente colpito all’inizio degli anni ’70, il movimento maoista del subcontinente indiano è sopravvissuto in modo sotterraneo, come un fiume carsico, senza però essere mai definitivamente sradicato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Con il progredire delle liberalizzazioni, nella nuova economia mondiale globalizzata, il maoismo ha sfruttato le più evidenti contraddizioni del capitalismo per cavalcare la tigre dell’insurrezione contadina e della guerriglia armata. <em><span>Naxaliti</span></em> è il nome con cui vengono chiamati i ribelli maoisti in India. </span><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/09/promozione_india.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-626" title="promozione_india" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/09/promozione_india-272x300.jpg" alt="" width="272" height="300" /></a><span id="more-620"></span><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Diffusi soprattutto negli Stati dell&#8217;<em>Andra Pradesh</em> e del <em>Chhattisgarh</em>, i <em>Naxaliti </em>sono accreditati di un esercito di circa 10-15 mila uomini riuniti nel <em>People’s Liberation Guerrilla Army</em>, espressione militare del Partito comunista indiano.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Attualmente controllano zone rurali ed ampie aree di foresta in diversi distretti, compiendo attentati contro caserme di polizia e singoli uomini politici dei partiti maggiormente rappresentativi. In effetti, <em>“…il movimento naxalita è ormai attivo nel 40 % del territorio indiano e influenza il 35% della popolazione complessiva; esso dispone inoltre di un efficiente apparato logistico e di una intelligence che, a quanto pare, raggiunge i vertici dello Stato indiano</em>.” (L’Asia nel “grande gioco”, a cura di <strong>Michelguglielmo Torri</strong>, Ed. Guerini e Associati, 2008, Milano, pag. 158).</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">I Naxaliti si ispirano alle teorie di Mao Zedong sulla rivoluzione rurale e sulla lunga marcia dalle campagne verso la capitale.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Dopo il suo ultimo congresso clandestino, il partito maoista ha esplicitato l’obiettivo primario di focalizzare le azioni di lotta contro le cosiddette SEZ (<em>Special Economic Zones</em>), le aree in cui dal 2005 lo Stato indiano concede vantaggi fiscali e di altro genere per favorire la costruzione di nuovi impianti industriali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Nel confinante Nepal, stretto fra India e Cina ai piedi dell’Himalaya, i maoisti hanno invece già raccolto un enorme successo. Hanno abbattuto la monarchia che durava da 238 anni. Nel 1996 avvenne la prima rivolta maoista, che diede avvio ad una guerriglia che in dieci anni si calcola abbia fatto almeno 13mila morti. Il re <strong>Gyanendra</strong> nel 2005 fu costretto a trattare con i maoisti e ad accettare le elezioni e il cambio della costituzione. I maoisti entrarono così per la prima volta nel governo del paese. Ma ciò non bastò. Gli ex ribelli il 10 aprile 2008 hanno vinto con ampio margine le nuove elezioni, su cui pesava la minaccia della guerriglia armata. Il nuovo leader <strong>Prachanda</strong> ha rimosso il re Gyanendra dal trono: adesso i maoisti governano in modo assoluto, dopo aver proclamato, il 28 maggio 2008, </span><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">la Repubblica Federale Democratica del Nepal.</span></p>
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