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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Iran</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>L&#8217;IRAN DIFENDE I DIRITTI DELLE DONNE? ENNESIMO PARADOSSO DELL&#8217;ONU (di Fiamma Nirenstein)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 07:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal sito di Informazione Corretta leggiamo e pubblichiamo: “Assistiamo oggi all’ennesima dimostrazione dell’incoerenza e della totale inefficienza dell’ONU come garante della difesa dei diritti umani nel mondo: oggi infatti viene ufficializzato l’ingresso dell’Iran nella Commissione per la Condizione femminile Commission on Status of Women, Csw, il principale organismo ONU dedicato ai diritti delle donne.La presenza dell’Iran nel Csw è frutto di un vergognoso baratto avvenuto nell’aprile scorso, quando il paese degli ayatollah era candidato al Consiglio per i Diritti Umani e solo una dura e onorevole battaglia dei paesi democratici, tra cui il nostro, impedì all’ultimo minuto che questo accadesse. Quello che per tutti questi mesi si è ignorato è che la rinuncia dell’Iran a quel seggio fu ricompensata con un mandato di 4 anni nel Csw, un’istituzione dedicata alla “parità di genere e all’avanzamento della condizione delle donne nel mondo”, come recita il suo statuto.Così, mentre l’ordinamento giuridico iraniano, fedele alla Sharia e quindi poligamico, prevede la lapidazione per le adultere, punisce, in quanto atto contro la morale pubblica, le donne che non indossano il velo, e non sanziona il delitto d’onore, all’Onu sarà proprio questo paese a monitorare il rispetto dei diritti femminili nel mondo, come hanno fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/03/sakineh145.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5953" title="sakineh145" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/03/sakineh145-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" /></a>Dal sito di Informazione Corretta leggiamo e pubblichiamo:</p>
<p style="text-align: justify;">“Assistiamo oggi all’ennesima dimostrazione dell’incoerenza e della totale inefficienza dell’ONU come garante della difesa dei diritti umani nel mondo: oggi infatti viene ufficializzato l’ingresso dell’Iran nella Commissione per la Condizione femminile Commission on Status of Women, Csw, il principale organismo ONU dedicato ai diritti delle donne.La presenza dell’Iran nel Csw è frutto di un vergognoso baratto avvenuto nell’aprile scorso, quando il paese degli ayatollah era candidato al Consiglio per i Diritti Umani e solo una dura e onorevole battaglia dei paesi democratici, tra cui il nostro, impedì all’ultimo minuto che questo accadesse. Quello che per tutti questi mesi si è ignorato è che la rinuncia dell’Iran a quel seggio fu ricompensata con un mandato di 4 anni nel Csw, un’istituzione dedicata alla “parità di genere e all’avanzamento della condizione delle donne nel mondo”, come recita il suo statuto.Così, mentre l’ordinamento giuridico iraniano, fedele alla Sharia e quindi poligamico, prevede la lapidazione per le adultere, punisce, in quanto atto contro la morale pubblica, le donne che non indossano il velo, e non sanziona il delitto d’onore, all’Onu sarà proprio questo paese a monitorare il rispetto dei diritti femminili nel mondo, come hanno fatto nello scorso mandato altri autorevoli membri quali la Cina, che pratica l’aborto selettivo, o il Pakistan, dove l’acidificazione delle donne è pratica comune. Quando arriverà il momento in cui ci decideremo a fare i conti con il continuo paradosso delle dinamiche onusiane, che proteggono i violatori dei diritti umani con la nostra connivenza ad assurde maggioranze automatiche?”.</p>
<p style="text-align: justify;">www.fiammanirenstein.comhttp://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90</p>
<p style="text-align: justify;">via<a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&amp;sez=120&amp;id=38755">Informazione Corretta</a>.</p>
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		<title>CHE COSA VIENE DOPO</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 10:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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		<description><![CDATA[L’incalzante accavallarsi degli avvenimenti rende difficile la possibilità di fare previsioni capaci di resistere alla prova dei fatti. Ciò non impedisce, tuttavia, di provare ad individuare delle linee di tendenza che, giorno dopo giorno, sembrano rafforzarsi nell’infuocato scenario mediorientale. Una prima linea di tendenza è quella che la giornalista Fiamma Nirenstein da diversi giorni sta individuando dalle colonne del  “Giornale” e che dice relazione al ruolo sempre più “ingombrante” dell’Iran. Due moderne navi da guerra iraniane hanno diretto verso Tartus, un porto siriano, nel Mediterraneo. La Nirenstein sottolinea la novità dell’evento, che non si verificava dal 1979: non solo l’Arabia Saudita ma anche l’Egitto post-Mubarak per la prima volta ha concesso alle navi da guerra dell’Iran sciita di oltrepassare il Mar Rosso e il canale di Suez. Secondo la Nirenstein – ma il giudizio mi sembra ampiamente condivisibile – siamo di fronte al riconoscimento dell’Iran come autorevole e indiscussa potenza regionale. Le navi iraniane nel Mediterraneo più che costituire una minaccia per Israele (che pure è legittimamente preoccupato) possono rappresentare una dimostrazione di potenza (show the flag) nei confronti di un Libano sempre più nelle mani degli Sciiti di Hezbollah. Così l’Iran potrebbe rifornire i propri alleati di Beirut non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/02/GHEDDAFI.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5876" title="GHEDDAFI" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/02/GHEDDAFI-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>L’incalzante accavallarsi degli avvenimenti rende difficile la possibilità di fare previsioni capaci di resistere alla prova dei fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò non impedisce, tuttavia, di provare ad individuare delle linee di tendenza che, giorno dopo giorno, sembrano rafforzarsi nell’infuocato scenario mediorientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una prima linea di tendenza è quella che la giornalista Fiamma Nirenstein da diversi giorni sta individuando dalle colonne del  “Giornale” e che dice relazione al ruolo sempre più “ingombrante” dell’Iran.</p>
<p style="text-align: justify;">Due moderne navi da guerra iraniane hanno diretto verso Tartus, un porto siriano, nel Mediterraneo. La Nirenstein sottolinea la novità dell’evento, che non si verificava dal 1979: non solo l’Arabia Saudita ma anche l’Egitto post-Mubarak per la prima volta ha concesso alle navi da guerra dell’Iran sciita di oltrepassare il Mar Rosso e il canale di Suez. Secondo la Nirenstein – ma il giudizio mi sembra ampiamente condivisibile – siamo di fronte al riconoscimento dell’Iran come autorevole e indiscussa potenza regionale. Le navi iraniane nel Mediterraneo più che costituire una minaccia per Israele (che pure è legittimamente preoccupato) possono rappresentare una dimostrazione di potenza (<em>show the flag</em>) nei confronti di un Libano sempre più nelle mani degli Sciiti di Hezbollah. Così l’Iran potrebbe rifornire i propri alleati di Beirut non solo via terra &#8211; attraverso la Siria -, ma direttamente dal mare tramite la propria flotta: un’assoluta novità strategica.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo elemento d’interesse è rappresentato dal ruolo di rilievo assunto ovunque dai Fratelli Musulmani: sia in Egitto che in Tunisia i militari, i soli ormai a poter garantire l’ordine costituito, intendono assecondare le aspettative dei Fratelli Musulmani, probabili protagonisti (se non vincitori) delle prossime elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In tale prospettiva è estremamente significativo il rientro in Egitto del potentissimo sceicco 75enne Yusuf Al Qaradawi, che il 18 febbraio ha parlato ad un’immensa folla radunata in Piazza Tahrir, simbolo della rivoluzione dei blogger. Yusuf Al Qaradawi è predicatore televisivo e punto di riferimento dei Fratelli Musulmani. La sua autorità è grande. Durante un’intervista ad Al Jazeera, dai cui microfoni parla abitualmente, ha attaccato Gheddafi, auspicandone la fine al pari dell’egiziano Mubarak e al tunisino Ben Alì.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che il suo accorato appello – condiviso dagli ayatollah di Teheran – abbia prodotto conseguenze pratiche: secondo alcune note emittenti arabe, truppe egiziane non sarebbero estranee all’insurrezione in Cirenaica, dove non soltanto i Fratelli Musulmani ma anche elementi radicali vicini ad Al Qaeda sarebbero interessati a costruirvi un nuovo emirato arabo. Tale prospettiva è ormai ipotizzata da più parti. Quella dell’emirato è una soluzione in parte già vista in Somalia, dove la disintegrazione dello Stato ha lasciato posto a signorie islamiche locali di vario tipo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, per ricapitolare, a vincere in Medio Oriente è comunque il radicalismo: tanto quello sciita di Teheran-Hezbollah che quello sunnita dei Fratelli Musulmani.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma in tutto questo quadro manca un attore non secondario: Al Qaeda.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito non è superfluo ricordare qual era – e qual è &#8211; l’obiettivo di Al Qaeda: la ricostruzione del califfato universale attraverso l’abbattimento dei governi musulmani considerati corrotti (perché alleati dell’Occidente), fossero essi di tendenza democratica (Iraq, Pakistan, Indonesia) o autoritaria (Egitto, Libia, Arabia Saudita, Algeria). D’altronde il concetto di Stato come lo intendiamo noi occidentali è estraneo alla cultura musulmana, che conosce invece l’Umma, la comunità indivisa dei Musulmani senza confini segnati a tavolino. E senza dimenticare che al vertice dell’Umma vi è proprio il califfato, il grande sogno di Al Qaeda.</p>
<p style="text-align: justify;">Autorevoli commentatori sottolineano la “spontaneità” delle rivolte, che in effetti sembra incontestabile; ma gestire la “spontaneità” è un’altra cosa e può farlo solo chi ha idee chiare e una potente organizzazione alle spalle.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se l&#8217;allarme &#8211; sicuramente strumentale &#8211; giunge dallo stesso Gheddafi, forse l’Occidente non farebbe male a chiedersi che cosa stia facendo e che cosa stia progettando Al Qaeda in questo momento.</p>
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		<title>WIKILEAKS: HEZBOLLAH PUO&#8217; COLPIRE ISRAELE (di Matteo Bressan)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/wikileaks-hezbollah-puo-colpire-israele-di-matteo-bressan</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 22:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
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		<description><![CDATA[I documenti confidenziali divulgati da wikileaks confermano i timori e i sospetti della comunità internazionale circa il riarmo del Partito di Dio. Nel dettaglio è emerso che Hezbollah dovrebbe disporre di un arsenale di circa 50.000 razzi e missili e, tra questi, almeno 40/50 missili terra aria Fateh – 110 in grado di colpire Israele. Sempre dai documenti sono emerse le principali direttrici del traffico di armi che coinvolge il Medio Oriente: armi dal Sudan per Hamas, armi dall’Iran a Hezbollah e missili dalla Corea del Nord a Iran e Siria. Il coinvolgimento della Corea del Nord non va mai dimenticato soprattutto in relazione a quanto avvenuto in Siria nel lontano 6 settembre del 2007. In quell’occasione l’aviazione israeliana bombardò un’area nel Nord della Siria, denominata Dayr az-Zwar, dove secondo l’intelligence israeliana, il regime di Damasco avrebbe stoccato materiali, tecnologie, e sistemi d’arma forniti dalla Corea del Nord, utili per assemblare missili a media e lunga gittata con testate atomiche. Domenica 12 dicembre 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5495" href="http://www.recensioni-storia.it/wikileaks-hezbollah-puo-colpire-israele-di-matteo-bressan/missili_hezbollah_20061013"><img class="alignleft size-full wp-image-5495" title="Missili_hezbollah_20061013" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/12/Missili_hezbollah_20061013.jpg" alt="Missili_hezbollah_20061013" width="159" height="220" /></a>I documenti confidenziali divulgati da wikileaks confermano i timori e i sospetti della comunità internazionale circa il riarmo del Partito di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dettaglio è emerso che Hezbollah dovrebbe disporre di un arsenale di circa 50.000 razzi e missili e, tra questi, almeno 40/50 missili terra aria Fateh – 110 in grado di colpire Israele.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre dai documenti sono emerse le principali direttrici del traffico di armi che coinvolge il Medio Oriente: armi dal Sudan per Hamas, armi dall’Iran a Hezbollah e missili dalla Corea del Nord a Iran e Siria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coinvolgimento della Corea del Nord non va mai dimenticato soprattutto in relazione a quanto avvenuto in Siria nel lontano 6 settembre del 2007.</p>
<p style="text-align: justify;">In quell’occasione l’aviazione israeliana bombardò un’area nel Nord della Siria, denominata Dayr az-Zwar, dove secondo l’intelligence israeliana, il regime di Damasco avrebbe stoccato materiali, tecnologie, e sistemi d’arma forniti dalla Corea del Nord, utili per assemblare missili a media e lunga gittata con testate atomiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 12 dicembre 2010</p>
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		<title>L&#8217;IRAN CON L&#8217;ATOMICA IMITERA&#8217; IL REGIME DI KIM (di Fiamma Nirenstein)</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 17:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal sito di Fiamma Nirenstein (www.fiammanirenstein.com) riprendiamo il suo articolo &#8211; di straordinaria lucidità &#8211; pubblicato su &#8220;il Giornale&#8221; del 25 novembre 2010 (pag. 12): &#8220;Guardate bene la Corea del Nord volgendo il cannocchiale verso il futuro, e vedrete Teheran. Guardate i tormenti dei dissidenti nordcoreani e vedrete la lapidazione delle donne iraniane, considerate la determinazione nordcoreana nell’imporre al mondo il suo regime nazista con lo spauracchio della bomba atomica e vedrete chiaro il programma di Ahmadinejad. Forse la più spaventevole testimonianza che nel mondo contemporaneo sia dato ascoltare è quella di un sopravvissuto al campo di concentramento nordcoreano: chi scrive ne ha avuto l’occasione, e qui si dirà soltanto che la storia di torture, di uccisioni, di fame (spiace assai ricordarlo) fino all’antropofagia dentro le famiglie dei prigionieri, sono altrettante indicazioni di quanto quel regime basi la sua sopravvivenza sul terrore. Il totalitarismo di quel tipo, però, sa di non piacere, di avere dei nemici che lo vogliono morto perché lo considerano pericoloso. Ed ecco la sua assicurazione sulla vita: la bomba atomica. Quando ce l’hai puoi fare quello che ti pare e uscirne solo con qualche parolina di biasimo. In Corea del Sud il bilancio è ormai di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5330" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><a rel="attachment wp-att-5330" href="http://www.recensioni-storia.it/liran-con-latomica-imitera-il-regime-di-kim-di-fiamma-nirenstein/fiamma"><img class="size-full wp-image-5330 " title="fiamma" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/11/fiamma.jpg" alt="fiamma" width="233" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">La giornalista Fiamma Nirenstein è deputato del PdL dal 2008. Vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, è anche membro della delegazione parlamentare italiana al Consiglio d’Europa e all’UEO.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Dal sito di Fiamma Nirenstein (www.fiammanirenstein.com) riprendiamo il suo articolo &#8211; di straordinaria lucidità &#8211; pubblicato su &#8220;il Giornale&#8221; del 25 novembre 2010 (pag. 12):</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Guardate bene la Corea del Nord volgendo il cannocchiale verso il futuro, e vedrete Teheran. Guardate i tormenti dei dissidenti nordcoreani e vedrete la lapidazione delle donne iraniane, considerate la determinazione nordcoreana nell’imporre al mondo il suo regime nazista con lo spauracchio della bomba atomica e vedrete chiaro il programma di Ahmadinejad.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse la più spaventevole testimonianza che nel mondo contemporaneo sia dato ascoltare è quella di un sopravvissuto al campo di concentramento nordcoreano: chi scrive ne ha avuto l’occasione, e qui si dirà soltanto che la storia di torture, di uccisioni, di fame (spiace assai ricordarlo) fino all’antropofagia dentro le famiglie dei prigionieri, sono altrettante indicazioni di quanto quel regime basi la sua sopravvivenza sul terrore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il totalitarismo di quel tipo, però, sa di non piacere, di avere dei nemici che lo vogliono morto perché lo considerano pericoloso. Ed ecco la sua assicurazione sulla vita: la bomba atomica. Quando ce l’hai puoi fare quello che ti pare e uscirne solo con qualche parolina di biasimo. In Corea del Sud il bilancio è ormai di quattro morti, di cui due civili, e di diciotto feriti, le esplosioni sono state veri atti di guerra: ma Ban Ki Moon si limita a essere «molto preoccupato», Obama sostiene che «l’incidente è grave», tutti e due chiedono «alle parti», mentre si sa benissimo che l’unica parte aggressiva è quella del Nord, di «agire con moderazione»; la Germania pure è «preoccupata» e il Giappone «si prepara per qualsiasi eventualità». Tutti si preoccupano, ma dalle reazioni del mondo il regime di Pyongyang capisce che si tratta di una preoccupazione che somiglia alla paura e che è per questo che i toni sono morbidi; il Consiglio di Sicurezza per ora non si muove e di fatto la Corea del Sud viene abbandonata a se stessa con tante raccomandazioni di stare calma.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-5335" href="http://www.recensioni-storia.it/liran-con-latomica-imitera-il-regime-di-kim-di-fiamma-nirenstein/soldati-nord-coreani"><img class="alignleft size-medium wp-image-5335" title="soldati-nord-coreani" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/11/soldati-nord-coreani-300x205.jpg" alt="soldati-nord-coreani" width="300" height="205" /></a>È la bomba atomica, stupido. Un giorno questo accadrà anche con l’Iran, il giorno in cui il regime degli ayatollah avrà pronte le sue testate atomiche puntate su Israele, sull’Europa e oltre. L’Iran spesso reclama alcune isole del Golfo Persico e con la bomba atomica il Golfo intero risveglierà i suoi appetiti; l’Iraq, il naturale nemico dell’Iran, tremerà di paura a rischio continuo di invasione mentre l’Arabia Saudita, che sarà certamente «molto preoccupata», tuttavia non scenderà in campo e si limiterà ad accelerare gli sforzi per diventare quanto prima un Paese nucleare a sua volta. Lo stesso farà, a ogni buon conto, l’Egitto, anch’esso Paese sunnita, e la Giordania, ma senza far rumore, per non irritare gli ayatollah atomici. E Israele avrà per vicini i rappresentanti degli iraniani sia a sud che a nord. Gli Hezbollah potranno usare i loro missili senza paura della risposta israeliana, e anche Hamas, a sud, mirerà su Tel Aviv senza temere l’esercito israeliano, adagiata su un tappeto persiano fatto di neutroni.</p>
<p>Non è un caso che Pyongyang e Teheran vadano d’accordo, unite in quello che giustamente viene chiamato l’asse del male: la loro natura totalitaria le rende aggressive e pazzoidi. Per loro non funziona la teoria detta “MAD”, quella <em>Mutual Assured Destruction</em>, che trattene gli USA e l’URSS dal colpirsi. La loro natura stessa, i loro passionali culti li rendono di fatto adoratori della violenza, fino alla distruzione del mondo.&#8221;</p>
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		</item>
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		<title>IRAN E SIRIA VOGLIONO FERMARE IL TRIBUNALE SPECIALE CHE INDAGA SULL&#8217;OMICIDIO HARIRI (di Matteo Bressan)</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 07:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>

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		<description><![CDATA[  Che l&#8217;Iran e la Siria vogliano ostacolare le indagini del Tribunale Speciale che indaga sull&#8217;omicidio Hariri non è certo una novità, così come non è una novità il fatto che Hezbollah si sia sempre dichiarato contrario a queste indagini.   Le conclusioni delle indagini potrebbero essere devastanti per la stabilità non solo del Libano, ma anche dei rapporti tra sunniti e sciiti. Hezbollah ha infatti accusato di collaborazionismo con Israele tutti coloro che non ostacoleranno il lavoro del Tribunale presieduto dall&#8217;italiano Antonio Cassese&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="attachment_5218" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-5218" href="http://www.recensioni-storia.it/iran-e-siria-vogliono-fermare-il-tribunale-speciale-che-indaga-sullomicidio-hariri-di-matteo-bressan/vaticano_-_libano_-_hariri_e_papa"><img class="size-medium wp-image-5218" title="VATICANO_-_LIBANO_-_hariri_e_papa" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/10/VATICANO_-_LIBANO_-_hariri_e_papa-300x271.jpg" alt="Il premier libanese Saad Hariri (sunnita) ricevuto con la famiglia in udienza da Benedetto XVI nel febbraio del 2010. " width="300" height="271" /></a><p class="wp-caption-text">Il premier libanese Saad Hariri (sunnita) ricevuto con la famiglia in udienza da Benedetto XVI nel febbraio del 2010. </p></div>
<p>Che l&#8217;Iran e la Siria vogliano ostacolare le indagini del Tribunale Speciale che indaga sull&#8217;omicidio Hariri non è certo una novità, così come non è una novità il fatto che Hezbollah si sia sempre dichiarato contrario a queste indagini.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Le conclusioni delle indagini potrebbero essere devastanti per la stabilità non solo del Libano, ma anche dei rapporti tra sunniti e sciiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Hezbollah ha infatti accusato di collaborazionismo con Israele tutti coloro che non ostacoleranno il lavoro del Tribunale presieduto dall&#8217;italiano Antonio Cassese&#8230;</p>
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		<title>IRAN: CARLA BRUNI MERITA LA MORTE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[PARIGI &#8211; Carla Bruni merita la morte. Lo scriveva ieri il quotidiano ultraconservatore iraniano Kayhan, definendo &#8220;prostituta italiana&#8221; la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy. Già sabato Kayhan aveva definito la Bruni &#8220;prostituta&#8221;, dopo che la premiere dame di Francia si era unita alla campagna in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, l&#8217;iraniana di 42 anni condannata alla lapidazione con l&#8217;accusa di adulterio e omicidio. Il giornale aveva in particolare denunciato lo stile di vita immorale della cantante ed ex top model. &#8220;L&#8217;esame degli antecedenti di Carla Bruni mostra chiaramente &#8211; afferma il giornale iraniano &#8211; perchè questa donna ha sostenuto una donna iraniana condannata a morte per adulterio e per aver partecipato all&#8217;omicidio del marito, e di fatto merita essa stessa la morte&#8221;. Il quotidiano è noto per le sue invettive contro gli oppositori, siano essi personalità iraniane o straniere. Anche la TV di Stato Irib non ha risparmiato duri attacchi alla Bruni, che nei giorni scorsi in una lettera aperta alla Sakineh aveva scritto: &#8220;Perché versare il suo sangue e privare i figli della loro madre?&#8221;   via Temporeale &#8211; Stampa Iran: Carla Bruni merita la morte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4909" href="http://www.recensioni-storia.it/iran-carla-bruni-merita-la-morte-fonte-www-libero-it/carla-bruni"><img class="alignleft size-medium wp-image-4909" title="Carla Bruni" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/08/Carla-Bruni-300x246.jpg" alt="Carla Bruni" width="300" height="246" /></a>PARIGI &#8211; Carla Bruni merita la morte. Lo scriveva ieri il quotidiano ultraconservatore iraniano Kayhan, definendo &#8220;prostituta italiana&#8221; la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy. Già sabato Kayhan aveva definito la Bruni &#8220;prostituta&#8221;, dopo che la premiere dame di Francia si era unita alla campagna in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, l&#8217;iraniana di 42 anni condannata alla lapidazione con l&#8217;accusa di adulterio e omicidio. Il giornale aveva in particolare denunciato lo stile di vita immorale della cantante ed ex top model. &#8220;L&#8217;esame degli antecedenti di Carla Bruni mostra chiaramente &#8211; afferma il giornale iraniano &#8211; perchè questa donna ha sostenuto una donna iraniana condannata a morte per adulterio e per aver partecipato all&#8217;omicidio del marito, e di fatto merita essa stessa la morte&#8221;. Il quotidiano è noto per le sue invettive contro gli oppositori, siano essi personalità iraniane o straniere.</p>
<p>Anche la TV di Stato <em>Irib</em> non ha risparmiato duri attacchi alla Bruni, che nei giorni scorsi in una lettera aperta alla Sakineh aveva scritto: &#8220;Perché versare il suo sangue e privare i figli della loro madre?&#8221;</p>
<p> </p>
<p>via<a href="http://temporeale.libero.it/libero/fdg/4040094.html"> Temporeale &#8211; Stampa Iran: Carla Bruni merita la morte</a>.</p>
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		<title>LA VIA TURCA DELLE ARMI PER HEZBOLLAH</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 18:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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		<description><![CDATA[  Riportiamo dal sito www.informazionecorretta.com un articolo comparso sul Corriere della Sera dell&#8217;11/08/2010 (pag. 17), a firma di Guido Olimpio dal titolo &#8221; La via turca delle armi per Hezbollah &#8220;:   &#8220;L’Hezbollah, sicuro della sua forza e consapevole del proprio peso politico, cerca altre armi. E le avrà, presto, attraverso un nuovo canale. Ad aprirlo l’apparato segreto dei pasdaran insieme ai turchi. I dettagli — secondo indiscrezioni — sono stati stabiliti durante un recente incontro che ha avuto come protagonisti il capo degli 007 dei pasdaran Hussein Taeb e il nuovo responsabile dei servizi turchi Hakan Fidan, ritenuto un duro e pronto ad allacciare rapporti con il regime integralista sciita. La via turca — come è stata definita da fonti occidentali — servirà per l’invio di carichi bellici sofisticati. Armi, apparati di puntamento e razzi che saranno spediti dal territorio turco verso la Siria, poi da qui proseguiranno fino in Libano. Per trasferirli camion, veicoli industriali e anche vetture. Gli 007, in stretto coordinamento con emissari dell’Hezbollah, dovranno facilitare il passaggio e garantire la sicurezza. Vegliando sulle rotte dei carichi, fornendo un eventuale appoggio al confine. Hakan Fidan avrebbe anche incaricato dei suoi funzionari di creare una buona copertura al fine di tenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="attachment_4862" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a rel="attachment wp-att-4862" href="http://www.recensioni-storia.it/la-via-turca-delle-armi-per-hezbollah/libano"><img class="size-full wp-image-4862" title="LIBANO" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/08/LIBANO.jpg" alt="Nella foto: Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah in Libano" width="180" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto: Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah in Libano</p></div>
<p>Riportiamo dal sito <em>www.i</em><em>nformazionecorretta.com </em>un articolo comparso sul Corriere della Sera dell&#8217;11/08/2010 (pag. 17), a firma di Guido Olimpio dal titolo &#8221; La via turca delle armi per Hezbollah &#8220;:</p>
<p> </p>
<p>&#8220;L’Hezbollah, sicuro della sua forza e consapevole del proprio peso politico, cerca altre armi. E le avrà, presto, attraverso un nuovo canale. Ad aprirlo l’apparato segreto dei pasdaran insieme ai turchi.</p>
<p>I dettagli — secondo indiscrezioni — sono stati stabiliti durante un recente incontro che ha avuto come protagonisti il capo degli 007 dei pasdaran Hussein Taeb e il nuovo responsabile dei servizi turchi Hakan Fidan, ritenuto un duro e pronto ad allacciare rapporti con il regime integralista sciita.</p>
<p>La via turca — come è stata definita da fonti occidentali — servirà per l’invio di carichi bellici sofisticati. Armi, apparati di puntamento e razzi che saranno spediti dal territorio turco verso la Siria, poi da qui proseguiranno fino in Libano. Per trasferirli camion, veicoli industriali e anche vetture. Gli 007, in stretto coordinamento con emissari dell’Hezbollah, dovranno facilitare il passaggio e garantire la sicurezza. Vegliando sulle rotte dei carichi, fornendo un eventuale appoggio al confine. Hakan Fidan avrebbe anche incaricato dei suoi funzionari di creare una buona copertura al fine di tenere lontani altri apparati militari turchi ed evitare brutte sorprese.</p>
<p>Gli iraniani, in sostanza, vogliono costruire un network identico a quello creato da tempo in Sudan e finalizzato all’assistenza in favore di Hamas. A Khartoum operano «uffici misti», con agenti khomeinisti, palestinesi e sudanesi che si avvalgono di complicità in Egitto. Attività che Fidan è in grado oggi di offrire in Turchia. L’intreccio irano-turco è guardato con preoccupazione nelle capitali occidentali in quanto sono evidenti i rischi per la sicurezza. I servizi di Ankara sono tra i migliori della regione, hanno grande conoscenza della realtà in Medio Oriente, sanno come muoversi sulle rotte dei traffici clandestini. E quelli iraniani non sono da meno.</p>
<p>A Teheran l’asse con la Turchia serve non solo per rifornire l’alleato Hezbollah ma anche per tenere d’occhio la comunità iraniana in esilio che ha trasformato Istanbul nella sua capitale. Un’occasione da non perdere per gli ayatollah.&#8221;</p>
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		<title>L&#8217;IRAN E LA SIRIA PRONTI A TRASCINARE NEL BARATRO IL LIBANO (di Matteo Bressan)</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 08:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì, 5 agosto 2010 &#8211; Gli ultimi incidenti al confine tra Israele e Libano rappresentano un gravissimo segnale di allarme per tutto lo scenario medio orientale. In questa vicenda infatti, non si è avuto, almeno ufficialmente, uno scontro tra Hezbollah e forze armate israeliane ma tra le forze armate libanesi e quelle dello Stato di Israele. La sottigliezza, mai come in questo caso, assume dei significati quanto mai sinistri. L&#8217;esercito libanese infatti costituisce uno dei pochi collanti ancora oggi credibile del paese dei cedri. L&#8217;esercito libanese dal 2006 è riuscito, pur tra molte difficoltà, ad accrescere il proprio ruolo nella società divenendo un punto di riferimeno. Tra le vittorie più importanti delle forze armate libanesi va ricordata sicuramente quella ottenuta, dopo tre mesi di combattimenti, a scapito del gruppo terrorista Fatah al Islam, asserragliato nel campo palestinese di Nahr el Bared nel 2007. In quell&#8217;occasione si ebbe l&#8217;impressione, in parte realistica, dell&#8217;effettivo controllo del territorio libanese da parte delle forze armate. Purtoppo la realtà di questi giorni ci lascia molti interrogativi. I sospetti che molti elementi sciiti filo Hezbollah si siano infiltrati non solo nelle truppe ma anche nei quadri intermendi dell&#8217;esercito lascia intravedere scenari ben più gravi della drammatica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-4809" href="http://www.recensioni-storia.it/liran-e-la-siria-pronti-a-trascinare-nel-baratro-il-libano-di-matteo-bressan/mappa-siria-libano-aleppo-damasco-41330001"><img class="alignleft size-full wp-image-4809" title="mappa-siria-libano-aleppo-damasco-41330001" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/08/mappa-siria-libano-aleppo-damasco-41330001.jpg" alt="mappa-siria-libano-aleppo-damasco-41330001" width="400" height="343" /></a>Giovedì, 5 agosto 2010 &#8211; Gli ultimi incidenti al confine tra Israele e Libano rappresentano un gravissimo segnale di allarme per tutto lo scenario medio orientale. In questa vicenda infatti, non si è avuto, almeno ufficialmente, uno scontro tra Hezbollah e forze armate israeliane ma tra le forze armate libanesi e quelle dello Stato di Israele. La sottigliezza, mai come in questo caso, assume dei significati quanto mai sinistri. L&#8217;esercito libanese infatti costituisce uno dei pochi collanti ancora oggi credibile del paese dei cedri. L&#8217;esercito libanese dal 2006 è riuscito, pur tra molte difficoltà, ad accrescere il proprio ruolo nella società divenendo un punto di riferimeno. Tra le vittorie più importanti delle forze armate libanesi va ricordata sicuramente quella ottenuta, dopo tre mesi di combattimenti, a scapito del gruppo terrorista <em>Fatah al Islam,</em> asserragliato nel campo palestinese di Nahr el Bared nel 2007. In quell&#8217;occasione si ebbe l&#8217;impressione, in parte realistica, dell&#8217;effettivo controllo del territorio libanese da parte delle forze armate. Purtoppo la realtà di questi giorni ci lascia molti interrogativi. I sospetti che molti elementi sciiti filo Hezbollah si siano infiltrati non solo nelle truppe ma anche nei quadri intermendi dell&#8217;esercito lascia intravedere scenari ben più gravi della drammatica guerra del 2006. Se ad essere coinvolto negli scontri con Israele non fosse più il Partito di Dio, ma l&#8217;esercito libanese, si profilerebbe uno scontro a tutto campo non limitato al solo movimento di Hezbollah. Tale ipotesi è da scongiurare il prima possibile perché trascinerebbe l&#8217;intera società libanese in un conflitto utile più all&#8217;Iran e alla Siria che allo stesso Partito di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">http://matteobressan.blogspot.com/2010/08/l-iran-e-la-siria-pronti-trascinare-nel.html</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>IRAN: AVANTI COL PROGRAMMA NUCLEARE</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 04:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un estratto di un articolo del giornalista Carlo Panella, comparso su &#8220;Libero&#8221; del 29 giugno 2010: &#8220;«Abbiamo deciso una punizione per insegnare all’Occidente come si dialoga con le altre nazioni»: i disastri provocati dalla fallimentare strategia del dialogo con l’Iran di Barack Obama non cessano mai. Dopo aver verificato che le sanzioni deliberate dall’Onu sono solo di facciata, dopo aver visto che al G8 Obama non è riuscito che a far uscire il solito comunicato contro l’Iran pieno di aria fritta, Ahmadinejad si sente ora tanto forte da bacchettare sulle dita Obama “punendolo”, prospettandogli un nuovo “dialogo”, ma non prima di due mesi. Ahmadinejad aggiunge che, per punire gli Usa e l’Occidente per la loro “cattiva educazione”, l’Iran ha deciso di imporre nuove condizioni per la trattativa: «In primo luogo l’Occidente deve dichiarare la posizione in merito alle armi nucleari del regime sionista, poi deve chiarire se è disposto a impegnarsi con le norme del trattato Tnp e infine se vuole arrivare a un risultato di amicizia o inimicizia con questo dialogo che deve avere per base la “Dichiarazione di Teheran”di Iran, Turchia e Brasile». Scherno che si somma a scherno, perché la “Dichiarazione di Teheran” era una palese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo un estratto di un articolo del giornalista Carlo Panella, comparso su &#8220;Libero&#8221; del 29 giugno 2010:</p>
<p>&#8220;«Abbiamo deciso una punizione per insegnare all’Occidente come si dialoga con le altre nazioni»: i disastri provocati dalla fallimentare strategia del dialogo con l’Iran di Barack Obama non cessano mai. Dopo aver verificato che le sanzioni deliberate dall’Onu sono solo di facciata, dopo aver visto che al G8 Obama non è riuscito che a far uscire il solito comunicato contro l’Iran pieno di aria fritta, Ahmadinejad si sente ora tanto forte da bacchettare sulle dita Obama “punendolo”, prospettandogli un nuovo “dialogo”, ma non prima di due mesi. Ahmadinejad aggiunge che, per punire gli Usa e l’Occidente per la loro “cattiva educazione”, l’Iran ha deciso di imporre nuove condizioni per la trattativa: «In primo luogo l’Occidente deve dichiarare la posizione in merito alle armi nucleari del regime sionista, poi deve chiarire se è disposto a impegnarsi con le norme del trattato Tnp e infine se vuole arrivare a un risultato di amicizia o inimicizia con questo dialogo che deve avere per base la “Dichiarazione di Teheran”di Iran, Turchia e Brasile». Scherno che si somma a scherno, perché la “Dichiarazione di Teheran” era una palese presa in giro, perché il meccanismo di trasferimento all’estero del materiale nucleare deciso con Lula e Erdogan facilitava, anziché impedire, l’arricchimento al 90% dell’uranio e quindi la costruzione dell’atomica. Prospettiva ormai concretissima tanto che due giorni fa il capo dei servizi segreti americani Leon Panetta ha ammesso che l’Iran «potrebbe impiegare un anno ad arricchire ulteriormente l’uranio e a fabbricare la bomba e un altro anno a sviluppare un sistema operativo per utilizzare quest’arma&#8230;&#8221;</p>
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		<title>IRAN: LE DIVISIONI FRA GLI AYATOLLAH (Rubrica radiofonica &#8220;L&#8217;Internazionale&#8221;, 26 giugno 2009)</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 07:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Rubrica Radiofonica]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICA RADIOFONICA "L'INTERNAZIONALE"]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascolta nel Salento su Radio Queen Italia (100.8): IRAN. LE DIVISIONI FRA GLI AYATOLLAH]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ascolta nel Salento su Radio Queen Italia (100.8):</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2821" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2821">IRAN. LE DIVISIONI FRA GLI AYATOLLAH</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2825" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2825"><img class="alignleft size-medium wp-image-2825" title="Iran_1243219119" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/07/Iran_1243219119-300x195.jpg" alt="Iran_1243219119" width="300" height="195" /></a></p>
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