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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Lituania</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>STORIA DELLA LITUANIA: IDENTITA&#8217; EUROPEA E CRISTIANA DI UN POPOLO (Recensione del libro di Claudio CARPINI &#8211; 3^ parte -)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/storia-della-lituania-identita%e2%80%99-europea-e-cristiana-di-un-popolo-recensione-del-libro-di-claudio-carpini-terza-parte</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Aug 2007 15:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Nel 1944, con il crollo delle forze tedesche, la Lituania venne riconquistata dall&#8217;Armata Rossa e inglobata nell&#8217;U.R.S.S., con la conseguente persecuzione di tutti coloro che erano considerati (a torto o a ragione) collaborazionisti dei nazisti. Alla conferenza di Potsdam furono tacitamente riconosciuti i confini stabiliti dal patto Ribbentrop-Molotov, per cui i Paesi baltici vennero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/08/ist2_916969_vilnius_lituania_old_city.miniatura.jpg" id="image276" alt="ist2_916969_vilnius_lituania_old_city.jpg" height="96" /> Nel 1944, con il crollo delle forze tedesche, la Lituania venne riconquistata dall&#8217;Armata Rossa e inglobata nell&#8217;U.R.S.S., con la conseguente persecuzione di tutti coloro che erano considerati (a torto o a ragione) collaborazionisti dei nazisti. Alla conferenza di Potsdam furono tacitamente riconosciuti i confini stabiliti dal patto Ribbentrop-Molotov, per cui i Paesi baltici vennero  &#8220;consegnati&#8221; dagli Alleati all&#8217;Unione Sovietica: &#8220;<em>Si calcola che nei primi cinque anni di occupazione sovietica, il numero delle vittime del genocidio abbia superato il milione di individui, oltre un terzo della popolazione lituana Il contemporaneo trasferimento di funzionari militari e civili russi in tutto il baltico modificò sensibilmente il quadro etnico delle tre repubbliche sovietiche, e dunque anche della Lituania</em>&#8221; (pag.146). <span id="more-275"></span>Ma in quegli stessi anni veniva organizzata la resistenza contro il comunismo: sia quella passiva che coinvolgeva tutta la popolazione (per esempio si continuavano a celebrare solennemente e clandestinamente tutte le festività religiose e nazionali), sia quella attiva. Così migliaia di uomini e donne si unirono nelle formazioni partigiane autonome de &#8220;I Fratelli del bosco&#8221;, organizzazione che arrivò a contare 100.000 partecipanti. L&#8217;Unione Sovietica dovette impiegare truppe regolari e milizie composte da delinquenti comuni per averne ragione. La collettivizzazione delle terre del 1949 eliminò inoltre le piccole proprietà contadine che sostenevano gli insorti. Al clero cattolico fin da subito fu imposto di presentarsi alle autorità per giurare fedeltà al governo sovietico e per impegnarsi a fare periodici e dettagliati rapporti sulla vita dei propri fedeli. Centinaia di sacerdoti per il loro fermo rifiuto vennero imprigionati e poi deportati in Siberia: &#8220;<em>Il clero lituano venne perseguitato con una durezza inaudita: quasi tutti i sacerdoti avevano conosciuto il campo di concentramento, le prigioni, gli interrogatori e gli arresti</em>&#8221; (pag.148). Nonostante la morte di Stalin nel 1953 permettesse di allentare la violenza poliziesca, anche negli anni successivi la persecuzione continuò. Gli anni &#8216;70 videro la Chiesa e il popolo lituano impegnati a testimoniare le condizioni nelle quali erano costretti a vivere: nel dicembre del 1971 un gruppo di cattolici inoltrò un impressionante memorandum sulla repressione religiosa in Lituania direttamente al Segretario Generale delle Nazioni Unite. In queste stesse circostanze nasceva un periodico clandestino destinato a scuotere il sempre timoroso Occidente: &#8220;<em>La cronaca della Chiesa cattolica in Lituania</em>&#8220;: un resoconto particolareggiato ed aggiornato sulle vittime della violenza comunista. Il 25 novembre 1976 si costituiva a Vilnius il &#8220;Gruppo sociale di Lituania in appoggio all&#8217;osservanza degli accordi di Helsinki&#8221;, quale osservatorio indipendente per monitorare il rispetto dei fondamentali diritti umani. Ma la testimonianza più impressionante degli anni dell&#8217;occupazione sovietica è sintetizzata dalla vicenda della &#8220;Collina delle Croci&#8221;, situata presso Siauliai. Le prime croci erano state piantate al tempo dell&#8217;occupazione zarista del 1831. Agli inizi del XX secolo la Collina era già conosciuta come luogo sacro, meta di pellegrinaggi. La sua importanza tuttavia crebbe proprio durante gli anni dell&#8217;occupazione sovietica, quando divenne un santuario del dolore formato da migliaia di croci piantate da anonimi fedeli: &#8220;<em>L&#8217;impressionante groviglio di croci venne più volte distrutto dai sovietici Fino al termine dell&#8217;occupazione sovietica il luogo venne strettamente sorvegliato dall&#8217;esercito e dal KGB, ma ogni volta che le croci venivano distrutte, ne venivano piantate di nuove</em> &#8221; (pag.153). Nella seconda metà degli anni &#8216;80, con l&#8217;avvento di Gorbacev e con il suo disperato tentativo di portare il socialcomunismo fuori dal pantano economico e sociale, i popoli baltici presero ulteriore coraggio e costituirono dei liberi Fronti democratici determinati a chiedere l&#8217;indipendenza. Il 23 agosto 1989 si svolse la più grande protesta che avesse coinvolto un Paese sovietico: oltre due milioni di persone parteciparono alla catena umana che attraversò i tre Stati baltici, attirando su di sè l&#8217;attenzione del mondo intero. Ma nonostante le prime libere elezioni del 1990 venissero vinte dal Fronte popolare (Sajudis), ancora nel gennaio del 1991, sotto la presidenza Gorbacev, i Lituani subirono una durissima repressione sovietica, che costò 14 morti e molti feriti e distruzioni. Soltanto con l&#8217;avvento di Boris Eltsin, fermo sostenitore dell&#8217;indipendenza degli Stati baltici, si giunse alla data del 17 settembre 1991, quando la Lituania, riacquistata la propria indipendenza, diventava formalmente membro delle Nazioni Unite: &#8220;<em>Se dopo mezzo secolo di atrocità i lituani potevano ancora rivendicare la loro appartenenza all&#8217;Europa e la loro coscienza nazionale, ciò era dovuto in larga misura alla presenza della Chiesa: negli anni più bui la Chiesa cattolica aveva saputo rappresentare le istanze di tutto il popolo lituano, preservando una coscienza nazionale e soprattutto continuando a far vivere una speranza</em>&#8221; (pag.156). Nell&#8217;ultimo capitolo del volume &#8211; Le sfide del nuovo millennio &#8211; l&#8217;Autore esamina l&#8217;eredità che la Chiesa del silenzio ha lasciato alla Lituania di oggi. Un&#8217;eredità prestigiosa, fondata sul sangue dei Martiri, che ha consentito negli anni &#8216;90 un ruolo anche pubblico di preminenza del cattolicesimo, professato da circa l&#8217;80% della popolazione. La nuova Costituzione riconosce la Chiesa cattolica fra le nove religioni tradizionali, cui viene concessa piena libertà d&#8217;azione, l&#8217;insegnamento nelle scuole, l&#8217;assistenza spirituale nelle forze armate, vari sgravi fiscali relativi a servizi connessi con la propria attività. Ovviamente non sono mancati, e non mancano, specie negli ultimi anni, i problemi. La Chiesa si è dovuta confrontare con il secolarismo, con il New Age, con rinate forme di neo-paganesimo e di occultismo. Problemi noti e comuni in tante parti del mondo. Quello che resta, conclude Claudio Carpini, è la capacità del cattolicesimo lituano di convivere e collaborare proficuamente con altre religioni e con altre credenze, come già avvenuto nel passato, senza però rinunciare ad affermare la propria identità, che, si voglia o no, è anche identità nazionale e genuinamente europea. Non a caso, nella retro-copertina del libro, viene riportata la frase di Marija Gimbutas (The pre-christian religion of Lituania), che dice: &#8220;<em>A dispetto del gioco crudele della storia, la Lituania oggi sboccia come un fiore cristiano</em> &#8220;.</p>
<p>Roberto Cavallo</p>
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		<title>STORIA DELLA LITUANIA: IDENTITA&#8217; CRISTIANA DI UN POPOLO (2^ parte)</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 18:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ La &#8220;Repubblica delle due Nazioni&#8221; con i suoi territori posti nel cuore dell&#8217;Europa faceva gola agli avversari di sempre: Russi e Prussiani. Così nonostante la Lituania e la Polonia avessero superato in modo sostanzialmente indolore il periodo delle guerre di religione a cavallo fra il XVI e il XVII secolo, nel 1766 l&#8217;assolutismo regio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Arial" size="3"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/08/lituania_banner_index.miniatura.jpg" id="image273" alt="lituania_banner_index.jpg" height="81" /> La &#8220;<em>Repubblica delle due Nazioni</em>&#8221; con i suoi territori posti nel cuore dell&#8217;Europa faceva gola agli avversari di sempre: Russi e Prussiani. Così nonostante la Lituania e la Polonia avessero superato in modo sostanzialmente indolore il periodo delle guerre di religione a cavallo fra il XVI e il XVII secolo, nel 1766 l&#8217;assolutismo regio e l&#8217;incipiente illuminismo decretarono la fine dell&#8217;indipendenza lituano-polacca. La zarina di Russia Caterina II(1729-1796) e il re di Prussia Federico II (1712-1786), sovrani tanto assolutistici quanto imbevuti dei nuovi ideali illuministici, nel nome di un&#8217;astratta uguaglianza pretesero che le minoranze di Ortodossi e Protestanti  godessero dei medesimi privilegi riservati alla maggioranza cattolica. <span id="more-274"></span></font></p>
<p><font face="Arial">Era più che altro il pretesto che serviva ad aprire la crisi internazionale e a far intervenire le truppe russo-prussiane, che puntualmente oltrepassarono i confini sconfiggendo i Cattolici. Tra le prime misure adottate vi fu la deportazione di due vescovi. Era l&#8217;inizio della fine: non solo dell&#8217;indipendenza politica ma anche del ruolo pubblico del cattolicesimo all&#8217;interno della società civile. Di lì a pochi anni, nel 1795, Russia, Prussia ed Austria si spartirono il territorio della &#8220;<em>Repubblica delle due Nazioni</em>&#8220;; la parte lituana confluì quasi interamente nella zona di influenza russa.  </font><font face="Arial" size="3">I primi a pagarne le conseguenze furono i rappresentanti della Chiesa uniate, e cioè di  quella parte della Chiesa ortodossa che nell&#8217;ottobre del 1596 &#8211; con l&#8217;Unione di Brest -, pur conservando la propria liturgia, aveva riconosciuto formalmente la supremazia del pontefice romano. </font><font face="Arial" size="3">Durante il regno dello zar Nicola I (1825-1855) la politica accentratrice russa cercò di realizzare nell&#8217;impero la triplice unità: religiosa (ortodossa), politica e nazionale. </font><font face="Arial" size="3">Il governatore russo <em>Muravev</em> divenne tristemente famoso come l&#8217;&#8221;<em>impiccatore di Vilnius</em>&#8220;.</font></p>
<p><font face="Arial"><em>Muravev</em> iniziò la sua attività dichiarando che avrebbe impiccato qualche sacerdote, così che nel giro di 40 anni non vi sarebbero stati più Lituani nè Lituania.</font><font face="Arial" size="3">Lo stato d&#8217;assedio veniva giustificato dal fatto che i Lituani (come del resto i Polacchi) continuavano a festeggiare l&#8217;Unione di Lublino. La maggior parte dei monasteri venne chiusa e i beni ecclesiastici confiscati. Le misure anti-cattoliche prenderanno via via corpo, fino ad arrivare nel 1863 alla proibizione perfino dei caratteri latini &#8211; a favore del cirillico &#8211; nella stampa di libri, giornali e testi liturgici: è il periodo del cosiddetto &#8220;<em>bando della stampa</em>&#8221; in lingua lituana, che durerà sino al 1904 e che porterà, per reazione, allo sviluppo del fenomeno dei &#8220;<em>contrabbandieri di libri</em>&#8220;, quale estremo tentativo di mantenere in vita la cultura nazionale lituana. Nel 1904 il governo zarista, resosi conto della propria politica fallimentare, abolì il divieto di pubblicare in caratteri latini. Intanto andava maturando con sempre maggiore convinzione l&#8217;aspirazione all&#8217;indipendenza nazionale. Così, fra rivolte e rivoluzioni, in cui un peso sempre maggiore andrà acquisendo il movimento socialista, si giungerà alla prima guerra mondiale. Durante il 1914 e il 1915 il Paese fu campo di battaglia per gli opposti eserciti di Russia e Germania, e venne completamente devastato tanto che Papa Benedetto XV avvertì la necessità di proclamare, per il 20 maggio 1917, la Giornata Mondiale della Lituania: intendeva così attirare l&#8217;attenzione del mondo sulle immani sofferenze patite da quel popolo. </font><font face="Arial" size="3">Dopo una prima dichiarazione di indipendenza del 16 febbraio 1918 (riconosciuta solo dalla Germania in funzione anti-russa), nel 1919 la Lituania ottenne il momentaneo riconoscimento della Russia ormai sovietica, e quindi quello internazionale.</font><font face="Arial" size="3">In questo periodo importante fu l&#8217;intermediazione vaticana &#8211; che si avvaleva della nunziatura apostolica di Monaco di Baviera, guidata dal futuro Papa Pacelli &#8211;  fra Polonia e Lituania. A dividere le due antiche Nazioni sorelle restava il problema di <em>Vilnius</em>, capitale morale del Paese, ma rivendicata dai Polacchi in quanto la maggioranza della popolazione della città  era proprio di nazionalità polacca. Nell&#8217;ottobre del 1920, sulla scia della vittoria polacca sull&#8217;Armata Rossa, miracolosamente fermata sulla Vistola, Varsavia strappò <em>Vilnius</em> ai Lituani, che si videro costretti a proclamare <em>Kaunas</em> capitale provvisoria del Paese.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Il periodo fra le due guerre mondiali fu caratterizzato comunque da una relativa tranquillità, che consentì il rilancio dell&#8217;associazionismo cattolico, con notevoli risvolti sociali e culturali. La stampa cattolica in particolare crebbe moltissimo negli anni dell&#8217;indipendenza: nel 1935 si contavano 28 periodici cattolici, con un totale di oltre 7 milioni di copie circolanti. La Società di San Casimiro, che fu la più grande casa editrice dell&#8217;epoca, non a caso fu fra le prime imprese ad essere nazionalizzate dall&#8217;occupazione sovietica. Lo &#8220;scellerato&#8221; patto Ribbentrop-Molotov del settembre 1939 aveva previsto, infatti, che la Lituania e gli altri Stati baltici dovessero gravitare nell&#8217;area di influenza sovietica. </font></p>
<p><font face="Arial">La Lituania, con il miraggio della restituzione di <em>Vilnius</em>, fu di fatto costretta a firmare patti di mutua assistenza con l&#8217;Unione Sovietica, che installò basi militari nel Paese. Così bastò solo un pretesto perchè, nel giugno del 1940, l&#8217;Armata Rossa invadesse la Lituania, l&#8217;Estonia e la Lettonia: &#8220;<em>Una volta occupato il territorio, i sovietici organizzarono subito la struttura dell&#8217;NKVD (sigla che dopo la guerra sarebbe stata cambiata per la ben più tristemente nota KGB), guidata dal segretario del Partito comunista lituano Ananas Snieckus</em>&#8221; (pag.143). </font><font face="Arial" size="3">Un decreto impose la separazione fra Stato e Chiesa, preludio delle solite misure vessatorie: chiusura dei seminari, proibizione della stampa cattolica, divieto di insegnare la religione cattolica nelle scuole, abolizione del concordato con la Santa Sede Nei primi giorni di giugno del 1941 iniziarono le deportazioni di massa verso la Siberia (almeno 35.000 persone, ma molti di più furono i deportati estoni e lettoni), deportazioni bloccate quasi sul nascere dall&#8217;arrivo dell&#8217;armata tedesca alla fine dello stesso mese di giugno. </font><font face="Arial" size="3">Ma ben presto i liberatori rivelarono le loro reali intenzioni. Instaurata un&#8217;amministrazione civile tedesca, si calcola che &#8221; <em>oltre 50.000 persone venissero giustiziate durante l&#8217;occupazione tedesca Il terrore nazista si concentrò soprattutto contro gli Ebrei: alla fine dell&#8217;occupazione tedesca, nel 1944, il 90% degli Ebrei locali (circa 200.000 persone) era stato sterminato</em>&#8221; (Storia della Lituania, <em>Claudio Carpini</em>, Città Nuova Editrice, Roma, 2007, pag.145).</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Roberto Cavallo</font></p>
<p><font face="Arial" size="3"><strong><font face="Arial" size="3"></font></strong></font><font face="Arial" size="3"></font><font face="Arial" size="3"></font><font face="Arial" size="3"></font><font face="Arial" size="3"></font><font face="Arial" size="3"></font><font face="Arial" size="3"><strong>  </strong></font></p>
<p><font face="Arial" size="3">   </font></p>
<p><font face="Arial" size="3"> </font></p>
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		<title>STORIA DELLA LITUANIA: IDENTITA&#8217; CRISTIANA DI UN POPOLO (1^ parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2007 10:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Le origini della Nazione lituana si perdono nelle nebbie del tempo: alle originarie popolazioni baltiche si sostituirono popoli indoeuropei di più recente migrazione, che ne sconvolsero i ritmi religiosi. Se all&#8217;adorazione di divinità segnatamente femminili si sovrapposero altre di segno maschile, non mutò la venerazione per gli elementi della natura: alberi, boschi, fiumi, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Arial" size="3"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/07/lituania.miniatura.gif" id="image269" alt="lituania.gif" height="96" /> Le origini della Nazione lituana si perdono nelle nebbie del tempo: alle originarie popolazioni baltiche si sostituirono popoli indoeuropei di più recente migrazione, che ne sconvolsero i ritmi religiosi. </font><font face="Arial" size="3">Se all&#8217;adorazione di divinità segnatamente femminili si sovrapposero altre di segno maschile, non mutò la venerazione per gli elementi della natura: alberi, boschi, fiumi, il sole, la luna Insomma una solida struttura pagana, con riti e classi sacerdotali che officiavano nelle foreste, in particolare davanti agli alberi &#8220;sacri&#8221;, che non potevano essere abbattuti: tutto questo si trovarono dinanzi i primi Cristiani che si affacciavano ai limiti dell&#8217;estremo Nord <span id="more-266"></span></font><font face="Arial" size="3">Così Claudio Carpini, storico e ricercatore universitario, nonchè allievo di Franco Cardini, introduce il suo ultimo libro dal titolo &#8220;<em>Storia della Lituania. Identità europea e cristiana di un popolo</em>&#8221; (Città Nuova Editrice, Roma, 2007, pagg.208, euro16,00). </font><font face="Arial" size="3">Il volume fa parte della collana <em>I volti della storia, </em>diretta dallo stesso Franco Cardini (che cura la prefazione del volume) e da Luigi Mezzadri.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Il paganesimo permeò profondamente il costume degli antichi Baltici, tanto che ancora nel 1600, ad oltre due secoli dalla conversione ufficiale della Lituania, si trovavano persone che nelle foreste ricordavano e descrivevano gli antichi riti pagani. </font><font face="Arial" size="3">Il primo contatto con il cristianesimo non fu davvero entusiasmante: i territori che formano l&#8217;attuale Lituania confinavano con le terre tedesche dove (dopo il tramonto delle crociate in Terrasanta alla fine del XIII secolo) si erano stabiliti i Cavalieri Teutonici e i Cavalieri <em>portaspada</em> di Livonia, che nel giro di pochi anni finiranno assorbiti dai primi. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">I Teutonici, che nel periodo della Riforma seguiranno l&#8217;opzione luterana contro la Chiesa cattolica, dimostrarono fin da subito un approccio aggressivo e sicuramente &#8220;poco pastorale&#8221; nei confronti dei Baltici, che restavano nel XIII secolo ancora l&#8217;ultimo popolo pagano d&#8217;Europa. Nella prospettiva teutonica vi era più il senso dello Stato (il germe del futuro Stato prussiano) che il desiderio evangelico di far conoscere il Signore Gesù a genti ancora non credenti. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">A partire dal XIII secolo e fino agli inizi del XV, Teutonici e Baltici si affrontarono in scontri e in battaglie che avevano molto di epico e di cavalleresco, ma ben poco di cristiano. Ciò nonostante, il cattolicesimo lentamente iniziò a penetrare fra quei popoli nordici, e soprattutto in alcune famiglie della migliore nobiltà guerriera. Taluni di questi guerrieri, nota l&#8217;Autore, furono spinti ad abbracciare il cristianesimo più per convenienza politico-strategica che per intima convinzione, in un continuo alternarsi di alleanze e di guerre con gli scomodi vicini Teutonici, che desideravano appropriarsi soprattutto di una provincia che risultava vitale per i loro interessi:la Samogizia. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Nell&#8217;opera di transizione dal paganesimo al cattolicesimo determinante fu l&#8217;anno 1385, quando con il trattato di Kreva si decise il matrimonio  fra il principe Jogaila (il futuro Jagellone) e la principessa polacca e cattolica Edvige: l&#8217;avvicinamento fra Polonia e Lituania rimarrà una pietra miliare e una costante per la storia di questi popoli.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">L&#8217;atteggiamento aggressivo dei Cavalieri teutonici contro le popolazioni baltiche alla lunga fu censurato, e al Concilio di Costanza del 1416 i Teutonici finirono sul banco degli imputati per le loro violenze contro Lituani e Polacchi.  L&#8217;anno successivo il Pontefice li ammoniva a riconoscere l&#8217;autonomia della nascente Chiesa di Vilnius. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Di fatto fu l&#8217;aumento dei prigionieri di guerra cristiani e l&#8217;arrivo sempre più frequente dei mercanti tedeschi ad introdurre il cristianesimo in Lituania, e questa volta con modalità del tutto pacifiche. Così timidamente apparvero anche i primi francescani e domenicani, con il compito di prendersi cura pastorale di mercanti e prigionieri di guerra.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Mentre lentamente ma inesorabilmente il paganesimo lasciava il posto al cattolicesimo, u</font><font face="Arial" size="3">n discendente della famiglia degli Jagelloni diventava il grande santo protettore della Lituania: si trattava di San Casimiro (1458-1484), il cui culto fu ufficializzato da Roma all&#8217;inizio del XVII secolo, dopo che già era diventato popolarissimo fra i connazionali. Insieme a quello per San Casimiro, fra il 1500 e il 1600 il culto mariano si radicò nella Nazione, tanto che la Lituania venne conosciuta come la &#8220;<em>Terra di Maria</em>&#8220;.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">L&#8217;unione fra il popolo polacco e quello lituano proseguì anche quando la dinastia degli Jagelloni &#8211; con Sigismondo Augusto &#8211; si estinse. A seguito di febbrili trattative si giunse il 1° luglio 1569 all&#8217;Unione di Lublino: venne dichiarata la federazione tra Polonia e Lituania, il cui unico sovrano sarebbe diventato sia Re di Polonia che Granduca di Lituania. Il parlamento era comune e vi avrebbero preso parte delegati di entrambe le Nazioni. Erano previsti un solo sistema legale e un&#8217;unica moneta. Così in Europa questa realtà venne conosciuta come la &#8220;<em>Repubblica delle due Nazioni</em>&#8220;, anche se il peso della Polonia tendeva a sovrapporsi alla piccola Lituania. Alle ampie autonomie interne, che si estendevano da quelle della nobiltà a quelle delle comunità di villaggio, faceva da contraltare un debole ruolo dello Stato inteso in senso moderno, ed un altrettanto debole ruolo internazionale. Comunque fu questo il periodo più splendido della cultura e della vita sociale sia lituana che polacca, con il fiorire delle arti, degli studi, delle professioni, in un contesto sociale profondamente influenzato dal cattolicesimo, ma aperto, soprattutto in Lituania, alle  professioni religiose differenti, in particolare all&#8217;ortodossia e al protestantesimo. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">I Gesuiti nelle università favorirono lo sviluppo della lingua lituana, per essere più vicini alla gente, mentre si moltiplicavano gli istituti di cultura e di educazione, gli ospedali e i luoghi di cura. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Un&#8217;altra data memorabile nella storia non soltanto della Lituania ma di tutta l&#8217;Europa fu l&#8217;incoronazione di <em>Giovanni Sobieski</em> quale nuovo sovrano della &#8220;<em>Repubblica delle due</em> <em>Nazioni&#8221;</em>: alla testa di truppe polacche e lituane contribuì in modo determinante a fermare l&#8217;esercito turco davanti alle mura di Vienna nel 1683. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">continua)</font></p>
<p><font face="Arial" size="3"></font><font face="Arial" size="3">Roberto Cavallo</font></p>
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