<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; NATO</title>
	<atom:link href="http://www.recensioni-storia.it/category/geopolitica/nato/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.recensioni-storia.it</link>
	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Jul 2010 18:15:42 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>DIPENDENZA ENERGETICA, FIANCO DEBOLE DELLA NATO (L&#8217;Ora del Salento, 21 marzo 2009, pag. 11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/dipendenza-energetica-fianco-debole-della-nato-lora-del-salento-21-marzo-2009-pag-11</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/dipendenza-energetica-fianco-debole-della-nato-lora-del-salento-21-marzo-2009-pag-11#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 08:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[TESTATE GIORNALISTICHE]]></category>
		<category><![CDATA[U.E.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.recensioni-storia.it/?p=1769</guid>
		<description><![CDATA[Se per gli Stati Uniti la dipendenza da fonti energetiche straniere rappresenta &#8220;un pericolo urgente per la sicurezza economica e nazionale&#8221; (parole di Barak Obama), ciò vale anche e soprattutto per l’Europa.
Scrive Emiliano Stornelli sul magazine online “l’Occidentale” del 14 Marzo 2009: “L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di garantire la propria sicurezza energetica attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1772" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=1772"><img class="alignleft size-medium wp-image-1772" title="oleodotto" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/03/oleodotto-270x300.jpg" alt="oleodotto" width="270" height="300" /></a>Se per gli Stati Uniti la dipendenza da fonti energetiche straniere rappresenta &#8220;un pericolo urgente per la sicurezza economica e nazionale&#8221; (parole di Barak Obama), ciò vale anche e soprattutto per l’Europa.<br />
Scrive Emiliano Stornelli sul magazine online “l’Occidentale” del 14 Marzo 2009: “L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di garantire la propria sicurezza energetica attraverso una maggiore diversificazione delle fonti, rendendosi gradualmente sempre più autonomo da fornitori considerati inaffidabili. Gli europei condividono la stessa problematica. La recente disputa sul gas tra Russia e Ucraina, mettendo a rischio gli approvvigionamenti destinati ai paesi membri dell’UE, ha messo in luce tutta la vulnerabilità della sicurezza energetica del vecchio continente rispetto agli umori del Cremlino. Vulnerabilità che ha già avuto ripercussioni sui rapporti transatlantici. Nel corso della crisi nel Caucaso dell’agosto 2008, i vari distinguo dei paesi europei che più dipendono da Gazprom hanno minato la coesione dell’Alleanza Atlantica sulla posizione da assumere nei confronti dell’azione militare russa in Georgia.”<br />
Con la minaccia dell’uso politico della leva energetica, Mosca ha così dimostrato di poter influenzare le decisioni dei Paesi europei in una dimensione cruciale come la sicurezza.<br />
La scelta dell’Italia di riprendere la strada del nucleare – continua Stornelli – è un passo che va nella giusta direzione della diversificazione delle fonti, per quanto spezzare il doppio filo che ci tiene legati alla Russia (e alla Libia) sarà impresa difficile.<br />
Che la sicurezza energetica sia divenuta una priorità nell’agenda transatlantica lo dimostra anche la discussione attorno al nuovo Concetto Strategico della NATO. Il Concetto attualmente in vigore, approvato a Washington nell’aprile del 1999, si limita ad includere la possibile interruzione degli approvvigionamenti di risorse vitali tra i “rischi” che costituiscono un pericolo per la sicurezza degli Stati membri dell’Alleanza Atlantica. Si parla dunque ancora di rischio e non di minaccia, mentre oggi, a dieci anni di distanza dalla definizione di quel concetto strategico, i flussi di risorse energetiche sono resi molto più precari e vulnerabili. La presenza di tale minaccia è stata concretamente dimostrata nella guerra dello scorso agosto contro la Georgia, allorché i raid aerei russi sono andati molto vicini dal colpire l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan.<br />
Insomma resta da capire come i Paesi europei dell’Alleanza Atlantica potranno sottrarsi al diktat energetico del duo Putin-Mevdevev e, in generale, come potranno sottrarsi alla minaccia di un blocco energetico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.recensioni-storia.it/dipendenza-energetica-fianco-debole-della-nato-lora-del-salento-21-marzo-2009-pag-11/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA CRISI GEORGIANA</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/la-crisi-georgiana</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/la-crisi-georgiana#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 19:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia]]></category>
		<category><![CDATA[NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[U.E.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.recensioni-storia.it/?p=580</guid>
		<description><![CDATA[
OSSERVATORIO GEOPOLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)

 A livello internazionale è la crisi fra Russia e Georgia l’avvenimento che più di ogni altro ha segnato questo mese di agosto che ormai si chiude. Scoppiata l’8 agosto scorso, proprio nel giorno dell&#8217;apertura dei Giochi di Pechino, improvvisa per i non addetti ai lavori, la guerra ha radici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: center; line-height: 150%;" align="center"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">OSSERVATORIO GEOPOLITICO</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: center; line-height: 150%;" align="center"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">(a cura di Roberto Cavallo)</span></p>
<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/08/georgia_map.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-581" title="georgia_map" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/08/georgia_map-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;"> A livello internazionale è la crisi fra Russia e Georgia l’avvenimento che più di ogni altro ha segnato questo mese di agosto che ormai si chiude. Scoppiata l’8 agosto scorso, proprio </span><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">nel giorno dell&#8217;apertura dei Giochi di Pechino, </span><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">improvvisa per i non addetti ai lavori, la guerra ha radici storiche profonde, che vanno ricercate nella complessità di quello che gli analisti geopolitici spesso definiscono il “mosaico” caucasico. Dopo il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte occidentale, era nell’aria un irrigidimento di Mosca, con conseguenze importanti per quelle regioni autonome ad essa storicamente – e geograficamente – vicine.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">Ma, al pari di tutte le zone di confine, nell’Ossezia del Sud e nell’Abkhazia (ormai riconosciute indipendenti da Mosca) l’elemento indipendentista filo-russo convive con quello georgiano, che è altrettanto &#8211; se non più &#8211; radicato nel territorio. </span><span id="more-580"></span><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">Come ricordato in questi ultimi giorni dal Santo Padre, sarebbero stati auspicabili moderazione e sforzi di convivenza. Problemi sicuramente di non facile soluzione, ma che comunque non giustificano il modo d’agire intrapreso dalla Russia. Non solo, infatti, Mosca ha trasformato da un giorno all’altro i propri peace-keepers presenti nelle due regioni autonome in combattenti a tutti gli effetti (con l’impiego massiccio dei bombardamenti aerei), ma soprattutto ha invaso e mantenuto le proprie forze in Georgia oltre ogni limite pattuito dai mediatori europei. Ciò ha suscitato il disappunto e il “gelo” nelle relazioni Russia-NATO e, anche se in minor misura, in quelle Russia-U.E.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #333333;">Così il ritiro russo dalla Georgia è stato rinviato di molti giorni (ancora adesso le autorità georgiane negano che il ritiro sia stato completato), mentre autorevoli fonti segnalavano violenze sulla popolazione e saccheggi di private abitazioni ad opera di irregolari al seguito delle truppe russe. Di più: gli sconcertati georgiani hanno trovato, nelle zone appena evacuate dai russi, l’amara sorpresa dei campi minati. Quanto tempo e quante risorse ci vorranno per bonificare questi territori, nel cuore dell’indipendente Georgia? Al di là degli errori e delle eventuali responsabilità del Presidente georgiano <strong>Mikhail Saakashvili</strong>, è evidente che in Georgia si è consumata una tragedia contraria ai più elementari principi del diritto internazionale, principi che comunque tutelano la sovranità e l&#8217;indipendenza nazionale. </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.recensioni-storia.it/la-crisi-georgiana/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PROSPETTIVE  PER  L&#8217;AFGHANISTAN (L&#8217;Ora del Salento, 3 novembre 2007, pag.11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/prospettive-per-l%e2%80%99afghanistan-lora-del-salento-3-novembre-2007-pag11</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/prospettive-per-l%e2%80%99afghanistan-lora-del-salento-3-novembre-2007-pag11#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 05:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[NATO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.recensioni-storia.it/?p=336</guid>
		<description><![CDATA[ OSSERVATORIO GEO-POLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)

Un recente sondaggio condotto per conto di alcuni mass media canadesi dalla società Environics (su un campione di circa 1.500 persone) ha dato come risultato che due afghani su tre sono favorevoli alla presenza delle truppe NATO in Afghanistan. Riporta la notizia &#8220;Avvenire&#8221; di sabato 20 ottobre (pag.19): &#8220;I due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/11/afghanistan_oppio_366_x_250.jpg" title="afghanistan_oppio_366_x_250.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/11/afghanistan_oppio_366_x_250.thumbnail.jpg" alt="afghanistan_oppio_366_x_250.jpg" /></a> OSSERVATORIO GEO-POLITICO<br />
</font><font size="3">(a cura di Roberto Cavallo)<br />
</font></p>
<p><font size="3">Un recente sondaggio condotto per conto di alcuni mass media canadesi dalla società Environics (su un campione di circa 1.500 persone) ha dato come risultato che due afghani su tre sono favorevoli alla presenza delle truppe NATO in Afghanistan. Riporta la notizia &#8220;Avvenire&#8221; di sabato 20 ottobre (pag.19): &#8220;<em>I due terzi degli interessati ha espresso un giudizio positivo sulla presenza dei soldati della NATO, mentre solamente il 16% è contrario La stragrande maggioranza degli intervistati non vede di buon occhio i Talebani: il 73% ha un&#8217;opinione negativa di loro, anche se soltanto il 51% ritiene che la strada imboccata da Karzai sia quella giusta</em> &#8220;<span id="more-336"></span><br />
</font><font size="3">L&#8217;Italia da parte sua partecipa con circa 2.000 uomini (dislocati principalmente nella più tranquilla provincia di Herat) alla missione ISAF. Lo scorso 24 ottobre il Capo di Stato maggiore dell&#8217;Esercito italiano, generale Fabrizio Castagnetti, intervenendo a Torino all&#8217;inaugurazione della scuola di applicazione dell&#8217;Esercito, commentando le scarse risorse previste in finanziaria per la Difesa, ha ammonito che di questo passo l&#8217;Italia non sarà più in grado di mantenere il proprio impegno nell&#8217;area.<br />
</font><font size="3">Tutto ciò proprio nel momento in cui la NATO richiede il nostro apporto e l&#8217;opinione pubblica afghana non solo si dimostra ostile ai Talebani, ma è convinta che il terrorismo (specie quello suicida!) sia un <em>terrorismo d&#8217;importazione</em>, targato Al Qaeda e fondamentalmente estraneo alla cultura tribale <em>pashtun.<br />
</em></font><font size="3">Intanto all&#8217;interno del governo Karzai inizia a farsi più concreta la possibilità di distruggere (anche con diserbanti innocui per l&#8217;uomo) le immense piantagioni di oppio, che fanno dell&#8217;Afghanistan il primo produttore mondiale di eroina (quasi il 75%) e che contribuiscono a finanziare nel Paese il commercio delle armi, insieme a corruzione e criminalità.<br />
</font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.recensioni-storia.it/prospettive-per-l%e2%80%99afghanistan-lora-del-salento-3-novembre-2007-pag11/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
