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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Pakistan</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>MINISTRO FRATTINI: BISOGNA FERMARE LA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI NEI PAESI MUSULMANI</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 10:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendendo spunto dai gravissimi fatti del Pakistan, dove diversi cristiani, fra cui alcuni bambini, sono stati bruciati vivi con l&#8217;accusa di &#8220;blasfemia&#8221; nei confronti del Corano, il Ministro degli esteri Franco Frattini ha inviato un messaggio alla presidenza dell&#8217;Unione Europea per ottenere azioni incisive idonee a fermare la persecuzione dei cristiani. Tali aggressioni si moltiplicano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendendo spunto dai gravissimi fatti del Pakistan, dove diversi cristiani, fra cui alcuni bambini, sono stati bruciati vivi con l&#8217;accusa di &#8220;blasfemia&#8221; nei confronti del Corano, il Ministro degli esteri Franco Frattini ha inviato un messaggio alla presidenza dell&#8217;Unione Europea per ottenere azioni incisive<span id="more-3016"></span> idonee a fermare la persecuzione dei cristiani. Tali aggressioni si moltiplicano in tutto il mondo ed è arrivato il momento di dire basta. Così si è espresso il nostro Ministro degli esteri che ha stigmatizzato il silenzio dell&#8217;Unione Europea sui recenti attacchi alle minoranze cristiane nei Paesi musulmani. L&#8217;Unione Europea non si può disinteressare, non può chiudere gli occhi &#8211; ha spiegato il Ministro -, auspicando un segnale formale e forte dal consiglio dei ministri europeo del prossimo settembre.</p>
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		<title>EMERGENZA PAKISTAN PER OBAMA  (L&#8217;Ora del Salento, 9 maggio 2009, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 04:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
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		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[I primi 100 giorni della politica estera del Presidente Barak Obama sono stati caratterizzati dall’atteggiamento della mano tesa. Ciò è valso nei confronti dei paesi socialisti dell’America Latina; nei confronti delle due superpotenze, Russia e Cina; nei confronti dell’Iran. Il nuovo corso di Washington sembra mantenere un piglio più duro solo sul fronte afghano-pakistano, dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><a rel="attachment wp-att-2210" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2210"><img class="alignleft size-full wp-image-2210" title="afp_10515775_58100" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/05/afp_10515775_58100.jpg" alt="afp_10515775_58100" width="280" height="270" /></a>I primi 100 giorni della politica estera del Presidente <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barak Obama</strong> sono stati caratterizzati dall’atteggiamento della mano tesa. Ciò è valso nei confronti dei paesi socialisti dell’America Latina; nei confronti delle due superpotenze, Russia e Cina; nei confronti dell’Iran. Il nuovo corso di Washington sembra mantenere un piglio più duro solo sul fronte afghano-pakistano, dove sono state incrementate le forze volte a contrastare i Talebani. Pare che Barak Obama sia preoccupatissimo non solo degli insorti fondamentalisti che si battono in Afghanistan, ma soprattutto di quelli che vanno conquistando pezzi di territorio sempre più consistenti all’interno del Pakistan. Sono in particolare le province nordoccidentali al confine con l’Afghanistan (lo Swat ma non solo) a divenire progressivamente autonome dal governo di Islamabad, incapace di contrastare la montante avanzata dei Talebani pakistani. Così l’esecutivo presieduto da <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asif Alì Zardari</strong>, il vedovo di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benazir Bhutto</strong>, da mesi ormai è costretto a trattare, ma anche a ritirare le truppe regolari pachistane dalle province cadute in mano ai Talebani. In questi territori “liberati” viene immediatamente proclamata la sharia, con il suo strascico di pene capitali su adulteri, o presunti tali, e con le note limitazioni alla libertà e alla dignità della donna. Ciò che preoccupa lo staff di Barak Obama è che i fondamentalisti islamici aumentano sempre più la propria influenza nel Paese, nella loro marcia di avvicinamento alla capitale (qualche giorno fa, prima della nuova controffensiva governativa, erano a circa 100 chilometri da essa). Che cosa accadrebbe in caso di una nuova rivoluzione islamica, sulla falsariga di quella khomeinista avvenuta 30 anni fa in Iran? L’attuale Presidente Zardari regge un fragile equilibrio di potere, che potrebbe essere spazzato via da un momento all’altro. Il Pakistan, come noto, è una potenza nucleare, e sarebbe davvero preoccupante se l’arsenale atomico finisse fuori controllo o, peggio ancora, nelle mani dei Talebani o dei loro fiancheggiatori. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Accade tutto questo mentre di fatto il<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>programma nucleare iraniano prosegue indisturbato, e mentre Teheran sfida il mondo civile mandando al patibolo, una dietro l’altra, ragazzine appena maggiorenni. Fra queste rischia anche la giornalista irano-americana <strong>Roxana Saberi (</strong>è nata negli Stati Uniti<strong>).</strong> Già il Segretario di Stato degli U.S.A., <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hillary Clinton</strong>, si è espressa per la sua immediata liberazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-spacerun: yes;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">    </span></span></p>
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		<title>DURBAN II: SE L’IRAN INSEGNA AL MONDO I DIRITTI UMANI…</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 13:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
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		<description><![CDATA[La cronaca di questi giorni ha sottoposto all’attenzione dell’opinione pubblica nuovi casi di sopraffazione delle donne in vari Paesi islamici. Dall’Afghanistan &#8211; dove è in procinto di diventare legge un testo che consente lo stupro coniugale -, al Pakistan &#8211; dove i Talebani liberamente processano, fucilano e pubblicano su internet la condanna a morte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--><a rel="attachment wp-att-2080" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2080"><img class="alignleft size-full wp-image-2080" title="durban" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/04/durban.gif" alt="durban" width="125" height="152" /></a>La cronaca di questi giorni ha sottoposto all’attenzione dell’opinione pubblica nuovi casi di sopraffazione delle donne in vari Paesi islamici. Dall’Afghanistan &#8211; dove è in procinto di diventare legge un testo che consente lo stupro coniugale -, al Pakistan &#8211; dove i Talebani liberamente processano, fucilano e pubblicano su internet la condanna a morte di due persone accusate di essere “amanti” -.</p>
<p>Nonostante ciò i rappresentanti dei paesi musulmani presenti alla Conferenza Internazionale di Ginevra, nel corso del cosiddetto Durban 2, applaudono entusiasti alle arringhe del presidente iraniano <strong>Ahmadinejad</strong> contro Israele. Insomma alla conferenza dell’ONU sul razzismo sono saliti in cattedra per dare lezioni di diritti umani i delegati di Paesi come il Sudan, la Libia, Cuba…e, ovviamente, l’Iran.</p>
<p>Ecco allora il commento del bravo Fausto Biloslavo, inviato speciale de “Il Giornale”, a proposito della “passerella degli ipocriti” andata in scena a Ginevra: “<em>L’ambasciatrice libica che toglie la parola alla vittima delle torture o il rappresentante cubano che a suo tempo si era rifiutato di condannare Saddam, quando “gasava” i curdi. Per non parlare dei sudanesi che lavorano dietro le quinte contro i tribunali delle stesse Nazioni Unite e il presidente di un’organizzazione non governativa palestinese accusato di collegamento con i terroristi. Durban II è un festival di gaffe, ipocrisie e personaggi impresentabili. Una conferenza dominata da paesi che fanno a pugni con i principi di libertà e diritti umani</em>.”</p>
<p><span> </span><span> </span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>TALEBANISTAN (L&#8217;Ora del Salento, 13 dicembre 2008, pag.11)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 10:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo gli attentati di Bombay i servizi segreti pakistani sono chiamati in causa dall’India per l’ambiguità dei loro rapporti con il terrorismo. Secondo l’opinione di autorevoli analisti una tattica che al Qaeda cerca di utilizzare è quella di  aumentare la tensione tra India e Pakistan, perché ciò porterebbe le forze armate pakistane ad allontanarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><img class="alignleft size-full wp-image-943" title="talebani01g" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/12/talebani01g.jpg" alt="talebani01g" width="300" height="230" />Dopo gli attentati di Bombay i servizi segreti pakistani sono chiamati in causa dall’India per l’ambiguità dei loro rapporti con il terrorismo. <span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Secondo l’opinione di autorevoli analisti una tattica che <em>al Qaeda</em> cerca di utilizzare è quella di <span> </span>aumentare la tensione tra India e Pakistan, perché ciò porterebbe le forze armate pakistane ad allontanarsi dal confine afghano e a dispiegarsi lungo il confine indiano, innescando una sorta di escalation di tensione tra i due Paesi. <em>Al Qaeda</em> avrebbe così più ampi spazi di manovra nel condurre le proprie operazioni nell’indefinito territorio a cavallo fra Pakistan ed Afghanistan, dove transitano armi, kamikaze e droga. <span id="more-940"></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">I recenti attacchi di Bombay, considerati dall’India il proprio 11 settembre, si sono rivelati sofisticati per la tecnica militare con cui sono stati condotti, diversi dai precedenti e con partecipazione anche di kamikaze. Secondo <strong>Ahmed Rashid</strong>, giornalista ed intellettuale pakistano, molto ascoltato dal neo-presidente statunitense <strong>Barak Obama</strong>, i talebani non sono più un fenomeno afghano, ma costituiscono un fenomeno regionale. Ci sono – afferma Rashid in un suo recente libro sulla “Polveriera Asia” – talebani in Pakistan ed in Asia Centrale, e domani potrebbero essercene anche in India. Ci sono molti gruppi in Europa che sono stati addestrati da <em>al Qaeda</em>. Ci sarebbe dunque bisogno di una strategia regionale, per contrastare un fenomeno che è diventato regionale. In passato <em>al Qaeda</em> era in Afghanistan, ora è in Pakistan ed in Asia Centrale. La percezione tra gli afghani – scrive Rashid &#8211; è che i talebani stiano vincendo e che la NATO stia perdendo. Per i talebani è difficile controllare le città; ma allo stesso tempo la NATO non riesce a riprendersi le zone rurali. Né riesce a farlo l’esercito o la polizia afghana, sprovvisti di personale sufficiente. E’ una posizione di stallo che Barak Obama intende superare dirottando dall’Iraq, semi-pacificato, nuove truppe e nuove risorse. </span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Per Ahmed Rashid resta aperto un altro grande problema, riguardante la leadership dei talebani che attualmente risiede in Pakistan e a cui fu dato rifugio dall’ex presidente <strong>Pervez Musharraf</strong> e dall’intelligence pakistana. Da un lato il Pakistan aiutava gli americani a catturare i membri di <em>al Qaeda</em> in Afghanistan e dall’altro ospitava e dava rifugio alla leadership dei talebani afghani. Questa ambiguità del Pakistan, spesso irretito dalle sirene islamiste radicali, è un nodo al pettine che prima o poi dovrà essere sciolto. Almeno fino a quando il Pakistan continuerà a godere dei cospicui aiuti occidentali.</span></p>
<p style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
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		<title>LA CONDIZIONE DELLA DONNA IN PAKISTAN</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 09:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Islam e società]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il Pakistan è una Repubblica islamica (dal 1971) che si       estende su un territorio vasto quasi 3 volte l’Italia. Con i suoi 160 milioni di abitanti ed un elevato tasso di natalità, raccoglie genti di etnia e di lingua diversa. Il dialetto più parlato, l’urdu, coinvolge poco più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/08/ap_10377351_042101.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-564" title="ap_10377351_042101" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/08/ap_10377351_042101-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il Pakistan è una Repubblica islamica (dal 1971) che si       estende su un territorio vasto quasi 3 volte l’Italia. Con i suoi 160 milioni di abitanti ed un elevato tasso di natalità, raccoglie genti di etnia e di lingua diversa. Il dialetto più parlato, l’urdu, coinvolge poco più del 10% della popolazione, ma di fatto è la lingua ufficiale, mentre l’inglese è la lingua delle istituzioni e delle persone istruite. Lo stesso nome “<em>Pakistan</em>” è sintomatico delle diversità etniche che lo compongono, essendo parola composta che deriva da <em>PAKI</em> e <em>STAN</em>. <em>STAN</em> significa “terra di”, “paese dei”; mentre<em> PAKI</em> è l’acronimo formato dalle iniziali delle quattro province più importanti: <strong>P</strong>unjab, <strong>A</strong>fghania, <strong>K</strong>ashmir, <strong>I</strong>ndo-Sindh. <em>Pak</em> significa anche puro, e quindi il nome del paese assume il significato di “Terra dei puri”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Nella Repubblica islamica del Pakistan i non musulmani (cristiani, indù, sikh, parsi, seguaci di Zarathustra e buddisti) costituiscono una piccola minoranza: il 3,5% circa. Per tutte le minoranze religiose la situazione è difficile. In particolare la posizione dei cristiani dinanzi ai giudici è molto debole, appartenendo essi soprattutto alla casta più povera dei contadini, quella degli “intoccabili”. Ciò è tanto più vero per le donne e per le ragazze cristiane. </span><span id="more-561"></span><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Molte di loro, per esempio, studiano per diventare infermiere, la qual cosa costituisce un’occasione dignitosa per uscire dalla povertà. Ma secondo la consuetudine locale una donna non può toccare un uomo, a maggior ragione se cristiana. Per i musulmani radicali queste infermiere sono quindi considerate e trattate alla stregua di prostitute. Perciò non di rado subiscono molestie sessuali o vengono addirittura stuprate. Davanti ai giudici hanno ben poche possibilità di far valere le proprie ragioni. Spesso accade che dopo uno stupro o un matrimonio forzato con un musulmano vengano abbandonate al loro destino persino dalla famiglia di origine, troppo debole ed isolata per reclamare giustizia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><em><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Razia Joseph</span></em><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> è una cristiana che vive nel nord del Pakistan. Da anni combatte le discriminazioni nei confronti delle donne e delle minoranze. Aiuta e protegge le giovani in difficoltà, specie quelle considerate “reiette” o che hanno osato ribellarsi. Per tale finalità ha istituito un rifugio per ragazze, la “Women Shelter Organization”, per dar loro una speranza di vita. In un’intervista rilasciata al “<em>Messaggero di Sant’Antonio</em>”, con un velo di amara ironia, ha dichiarato: “Ho tante pecche agli occhi di un fondamentalista: sono una donna, single, cristiana, lavoro per i diritti umani e per il dialogo tra le religioni … In Pakistan la donna povera non ha diritti, non va a scuola, non può difendersi né prendere decisioni. Lavora come schiava, non riesce a dare il minimo necessario ai propri bambini. Da noi un figlio fuori dal matrimonio si paga con la vita e persino chi subisce stupro è una vergogna per la famiglia. Una vergogna da far pagare alla vittima” (<em>Razia Joseph</em>, <em>una donna contro il fondamentalismo</em>, di Giulia Cananzi, febbraio 2006, pag. 68).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ovviamente la storia delle discriminazioni non riguarda soltanto le donne cristiane …</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La musulmana <em>Mukhtar Mai</em> è diventata famosa in tutto il mondo per non essersi arresa dinanzi alle sopraffazioni di un potente clan tribale. Nata in Pakistan nel 1972, vive in un piccolo villaggio del Punjab, al confine con l’India, dove porta avanti la sua battaglia in difesa delle donne vittime di abusi. <em>Mukhatar Mai</em> è stata suo malgrado protagonista di una vicenda allucinante ma purtroppo diffusa, specie nelle zone agricole del paese, dove peraltro vive<span> </span>la maggior parte della popolazione. Il 22 giugno 2002 la sua famiglia fu di fatto costretta a cederla ad un potente clan rivale, allo scopo di sanare una presunta offesa. Dopo la decisione pubblica di condanna presa dalla <em>Jiirga, </em>il <em>Consiglio degli Anziani</em>, in quattro la violentarono per un’intera notte. Quando la notizia si diffuse, la polizia fu costretta a svolgere indagini; <span> </span>pur se minacciata, <em>Mukhatar Mai </em>raccontò la verità denunciando i suoi aguzzini e i componenti del Consiglio. Fortunatamente la storia venne a conoscenza di alcune ONG e di giornalisti occidentali, che alimentarono l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vicenda.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Condannati in primo grado, gli stupratori e i loro fiancheggiatori nel 2005 furono assolti in appello dalla Corte federale. Ma il processo è stato ripreso. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">L’esperienza di <em>Mukhatar Mai</em> è diventato un libro di successo internazionale, pubblicato in Italia da Cairo Editore (<em>Disonorata dalla legge degli</em> <em>uomini</em>, Milano, 2006). Scrive <em>Mukhatar Mai</em> : “Per gli uomini come loro una donna è soltanto un oggetto, uno strumento per affermare possesso, onore, o vendetta. La sposano o la stuprano, secondo la loro concezione dell’orgoglio tribale. E sanno bene che una donna umiliata può ricorrere solo al suicidio per riabilitarsi. Per uccidere non hanno neppure bisogno di usare le armi, lo stupro è sufficiente. E’ l’arma più efficace. Serve a umiliare definitivamente il clan nemico.” (pag. 22).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Con i fondi ricevuti dalle organizzazioni internazionali e dal governo pakistano quale risarcimento per la violenza subita, </span><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><em>Mukhatar </em></span><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">ha fatto costruire una scuola, la prima in Pakistan per l’educazione delle bambine. Non a caso ancora oggi circa il 70% delle donne è analfabeta, a fronte del 40% degli uomini. La stessa <em>Mukhatar </em><span> </span>ha imparato a leggere e scrivere a 32 anni, solo dopo la costruzione della <em>sua</em> scuola.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Soprattutto nelle regioni tribali del Pakistan &#8211; quelle nord &#8211; occidentali vicine al confine con l’Afghanistan, dove si trovano i santuari di Al Qaeda e dei Talebani -, è molto diffusa la secolare tradizione di cedere bambine-spose al clan rivale, come risarcimento per sanare faide, tensioni e lutti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">In queste province, che godono di una semi-indipendenza, il Consiglio degli Anziani o <em>Jiirga</em> sostituisce anche ufficialmente le istituzioni dello Stato e decide esclusivamente sulla base del diritto islamico e delle tradizioni. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Così, da un giorno all’altro, alle ragazzine vien detto che se ne devono andare da casa, per sposare, se mai in terze o quarte nozze, un uomo solitamente molto più vecchio di loro. In Pakistan infatti vige, come in quasi tutti gli altri paesi musulmani, la pratica legalizzata della poligamia. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Talora la giovane viene semplicemente sacrificata per uno stupro di gruppo, organizzato dalla tribù rivale, il cui desiderio di vendetta soltanto così può essere placato. Come appunto nel caso di <em>Mukhatar Mai</em>. Anche i ragazzini non sono al riparo da violenze. Ultimamente è diventata allarmante la situazione all’interno delle <em>madrasse</em>, le scuole coraniche che preparano le future elites del paese e, spesso, dell’integralismo islamico. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il sistema giudiziario pakistano, pur essendo modellato sul modello inglese, offre rare garanzie a chi subisce violenze e sopraffazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Come sancito dalla Costituzione del 1985, il potere giudiziario è esercitato da un sistema di tribunali nazionali, al cui vertice si colloca la Corte suprema pakistana, che ha sede nella capitale, Islamabad. Per le questioni riguardanti il diritto di famiglia o di successione, però, le controversie vengono risolte in apposite sezioni all’interno dei tribunali, che giudicano in base al diritto islamico. La Corte federale della Sharia, istituita nel 1980, ha il compito di valutare la compatibilità tra le leggi dello Stato e il diritto sunnita. Poi ci sono le <em>jiirga</em>, che, anche se non riconosciute in tutto il territorio nazionale, di fatto esercitano il potere decisionale nelle controversie riguardanti la terra o l’acqua, ma anche le accuse di disonore, gli omicidi e le faide tribali. Nelle province del Nord-Ovest, come già accennato, costituiscono le uniche istituzioni giudiziarie.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Gli uomini accusati di stupro vengono esaminati in base alla legge islamica, e quindi<span> </span>nelle apposite sezioni dei tribunali, o davanti alle <em>Jiirga</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Per tale sistema processuale la donna che denuncia uno stupro deve essere sostenuta dalla parola di quattro testimoni oculari, che siano attendibili ma soprattutto buoni musulmani. Altrimenti la sua denuncia non solo non ha alcun valore, ma rischia di ritorcersi contro, e di venire lei condannata per adulterio o prostituzione. Per i reati di <em>zina</em> (adulterio o fornicazione), veri o presunti che siano, si rischia la lapidazione o le frustate (<em>Disonorata dalla legge degli uomini</em>, pag. 184). La lapidazione è vietata dalla legge; ma la donna si trova sempre intrappolata fra due sistemi giuridici differenti, quello ufficiale e quello religioso, senza <span> </span>dimenticare quello tribale; questi ultimi evidentemente</span><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> consentono tali tipi di pena.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> La deposizione della donna in tribunale ha  comunque meno peso rispetto a quella di un uomo. Così di fatto diventa difficilissimo condannare eventuali colpevoli di rapimenti e di stupri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Per l’attivista <em>Samir Minallah</em>, fondatrice dell’organizzazione che si occupa di salvare le bambine scambiate fra clan rivali, il Pakistan, dopo le ultime elezioni legislative dello scorso febbraio 2008, sta accentuando ancora di più la sua deriva islamista, soprattutto nelle regioni tribali: “… <em>Il patto tra il partito Popolare guidato dal vedovo di Benazir Bhutto e la lega islamica di Nawaz Sharif non tiene. E nessuno ha il coraggio di sfidare apertamente i leader tribali</em>” (Militanti dei diritti civili in campo per salvare le 15 “spose bambine”, di Lorenzo Cremonesi, Corriere della Sera, 6 giugno 2008, pag.19). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Anche per le minoranze cristiane (2,5% della popolazione) i tempi si fanno, se possibile, ancora più difficili: la legge sulla blasfemia, che punisce con pene severe chiunque si pronunci contro Maometto o il Corano, è diventato il pretesto per perseguitare la comunità cristiana. Ecco le considerazioni di <em>Shahbaz Bhatti</em>,<span> </span>ex consigliere ed amico di <em>Benazir Bhutto</em>: “… <em>La situazione non è per nulla positiva, anzi sta peggiorando: i cristiani subiscono discriminazioni dal punto di vista legislativo, le chiese vengono bruciate, le nostre donne violentate e convertite a forza all’Islam</em>” (Cristiani sempre più perseguitati in Pakistan, di Lorenzo Fazzini, Avvenire, 7 giugno 2008, pagg.1-25).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 10pt; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">E’ così che gli effetti dell’assassinio di <em>Benazir Bhutto</em> cominciano a farsi sentire. La morte di questa donna coraggiosa, che pur nelle sue contraddizioni rappresentava comunque una figura di moderazione per l’intero sistema politico, ha segnato anche il punto di arresto di timide riforme<span> </span>democratiche. </span></p>
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		<title>PAKISTAN: DONNE E MINORANZE ORFANE DI BENAZIR (L&#8217;Ora del Salento, 14 giugno 2008, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 03:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
&#160;
 OSSERVATORIO GEOPOLITICO

Nelle regioni tribali del Pakistan &#8211; quelle vicine al confine con l’Afghanistan,     dove sono i santuari di Al Qaeda e dei Talebani -, persiste la secolare tradizione di cedere bambine-spose al clan rivale, come risarcimento per sanare faide, tensioni e lutti.
In tali zone il Consiglio degli Anziani (chiamato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify"><span><o> </o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/06/bhutto_benazir.jpg" title="bhutto_benazir.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/06/bhutto_benazir.thumbnail.jpg" alt="bhutto_benazir.jpg" /></a><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'"> OSSERVATORIO GEOPOLITICO<o></o></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'"><br />
Nelle regioni tribali del Pakistan &#8211; quelle vicine al confine con l’Afghanistan,     dove sono i santuari di Al Qaeda e dei Talebani -, persiste la secolare tradizione di cedere bambine-spose al clan rivale, come risarcimento per sanare faide, tensioni e lutti.<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">In tali zone il Consiglio degli Anziani (chiamato “<em>Jiirga</em>”) sostituisce le istituzioni dello Stato. Questa pratica di cedere bambine-spose, quale atto di riparazione, in realtà coinvolge pure altre regioni del Pakistan, come il <em>Punjab</em> e il <em>Belucistan</em>.</span><span id="more-510"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">Per l’attivista <strong><em>Samir Minallah</em></strong>, fondatrice dell’organizzazione che si occupa di salvare le bambine scambiate fra clan rivali, il Pakistan, dopo le ultime elezioni legislative dello scorso febbraio, sta accentuando la sua deriva islamista, soprattutto nelle regioni tribali: “… <em>Il patto tra il partito Popolare guidato dal vedovo di Benazir Bhutto e la lega islamica di <strong>Nawaz Sharif</strong> non tiene. E nessuno ha il coraggio di sfidare apertamente i leader tribali</em>” (Militanti dei diritti civili in campo per salvare le 15 “spose bambine”, di Lorenzo Cremonesi, Corriere della Sera, 6 giugno 2008, pag.19). <o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">Anche per le minoranze cristiane (2,5% della popolazione) i tempi si fanno sempre più difficili: la legge sulla blasfemia, che punisce con pene severe chiunque si pronunci contro Maometto o il Corano, è diventato il pretesto per perseguitare la comunità cristiana. Ecco le considerazioni di <strong><em>Shahbaz Bhatti</em></strong>,<span>  </span>ex consigliere ed amico di <em>Benazir Bhutto</em>: “… <em>La situazione non è per nulla positiva, anzi sta peggiorando: i cristiani subiscono discriminazioni dal punto di vista legislativo, le chiese vengono bruciate, le nostre donne violentate e convertite a forza all’Islam</em>” (Cristiani sempre più perseguitati in Pakistan, di Lorenzo Fazzini, Avvenire, 7 giugno 2008, pagg.1-25).<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; font-family: 'Calibri','sans-serif'">E’ così che gli effetti dell’assassinio di <strong><em>Benazir Bhutto</em></strong> cominciano a farsi sentire, a distanza di quasi sei mesi dalla sua tragica fine. La morte di questa donna coraggiosa, che rappresentava una figura di moderazione per l’intero sistema politico, ha segnato anche il punto di arresto delle riforme<span>  </span>democratiche. <o></o></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>DOV’E’ OSAMA BIN LADEN (L&#8217;Ora del Salento, 7 giugno 2008, pag. 11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/dov%e2%80%99e%e2%80%99-osama-bin-laden-lora-del-salento-7-giugno-2008-pag-11</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 07:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
OSSERVATORIO GEOPOLITICO



 Valle di Swat, frontiera nord-occidentale fra Pakistan ed Afghanistan: qui nei giorni scorsi le tribù alleate dei talebani hanno trattato e ottenuto l’autonomia dal nuovo, debole governo di Islamabad. 
Qui i radicali musulmani potranno creare delle corti islamiche locali, che giudicheranno secondo la sharia, la legge coranica.
La decisione non è piaciuta a Washington [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><span>OSSERVATORIO GEOPOLITICO<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><span><br />
<o></o></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/06/nwfp-waziristan.gif" title="nwfp-waziristan.gif"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2008/06/nwfp-waziristan.thumbnail.gif" alt="nwfp-waziristan.gif" /></a><span style="line-height: 150%"> Valle di <em>Swat, </em>f</span><span class="articoloinside">rontiera nord-occidentale</span><span style="line-height: 150%"> fra Pakistan ed Afghanistan: qui nei giorni scorsi le tribù alleate dei talebani hanno trattato e ottenuto l’autonomia dal nuovo, debole governo di Islamabad. <o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span class="articoloinside">Qui i radicali musulmani potranno creare delle corti islamiche locali, che giudicheranno secondo la <em>sharia</em>, la legge coranica.<o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="line-height: 150%">La decisione non è piaciuta a Washington e alla Nato, che la considerano “<em>un aiuto di enorme portata per al-Qaeda ed i talebani, che da tempo cercano rifugio in queste parti del Pakistan</em>”. </span><span id="more-495"></span><span style="line-height: 150%"> <o></o></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="line-height: 150%">Sino a poco tempo fa era il <em>Waziristan</em>, sempre nel nord-ovest del Pakistan, ad essere considerato dalla maggior parte degli analisti il nascondiglio della leadership di <em>al Qaeda</em>. </span>Le mitiche montagne nere del <em>Waziristan</em> accoglierebbero una specie di galassia del fondamentalismo islamico: terroristi, guerriglieri, salafiti, <em>wahabiti</em> e, più in generale, panislamici che si muovono tra una zona e l&#8217;altra senza possibilità di controllo da parte del governo pachistano.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="line-height: 150%">Secondo altre fonti, citate di recente dalla Tv <em>Al Arabiya</em>, sarebbe invece l’estremo nord-est del Pakistan, quello incastonato fra Cina e Afghanistan, ai piedi del K2, la seconda montagna più alta del mondo, il luogo prescelto da Osama e dal suo vice </span><em>Ayman al Zawahiri</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%">Se incerto resta il rifugio di Bin Laden, che comunque oggi potrebbe trovarsi in qualsiasi altro Paese musulmano &#8211; e non solo nelle zone tribali del Pakistan -, è invece noto che almeno uno dei suoi figli, <strong><em>Sahad</em></strong>, da anni si trova presso gli <em>ayatollah</em> a Teheran.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%"><span style="line-height: 150%">Intanto, ancora un video targato <em>al Qaeda</em> spopola sui siti internet frequentati dalla propaganda <em>jihadista</em>. Un filmato di 39 minuti invita i <em>mujahidin</em> all’uso delle armi di distruzioni di massa contro l’Occidente. Gli specialisti del settore smentiscono che si tratti di un documento originale dell’organizzazione di Bin Laden, ritenendola piuttosto una ricostruzione fatta con spezzoni di filmati diversi. Preoccupa però il contenuto altamente minaccioso del documento, dal titolo “<em>Nuclear terrorism</em>”, specie quando si invoca la necessità di eseguire attentati con armi nucleari e chimiche contro Europa e Stati Uniti. A giustificazione di ciò è tirata in ballo anche una trasmissione della RAI, andata in onda nel novembre del 2004, dove si accusavano i soldati americani di aver usato armi chimiche contro gli iracheni a <em>Falluja</em>. <o></o></span></p>
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		<title>BENEDETTO XVI: TELEGRAMMA DI CORDOGLIO A S.E. MONS. LAWRENCE JOHN SALDANHAL, PRESIDENTE DELLA CONFERENZA DEI VESCOVI CATTOLICI DEL PAKISTAN</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-telegramma-di-cordoglio-a-se-mons-lawrence-john-saldanhal-presidente-della-conferenza-dei-vescovi-cattolici-del-pakistan</link>
		<comments>http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-telegramma-di-cordoglio-a-se-mons-lawrence-john-saldanhal-presidente-della-conferenza-dei-vescovi-cattolici-del-pakistan#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 09:17:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il 27 dicembre 2007 Benazir Bhutto è stata assassinata da un colpo d&#8217;arma da fuoco sparato da un kamikaze &#8211; che si è successivamente fatto esplodere &#8211; durante un comizio elettorale a Rawalpindi, vicino alla capitale Islamabad, uccidendo almeno altre quindici persone. L&#8217;attentato alla Bhutto (che è spirata in ospedale per le gravissime ferite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/12/bhutto_benazir.jpg" title="bhutto_benazir.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/12/bhutto_benazir.thumbnail.jpg" alt="bhutto_benazir.jpg" /></a> Il 27 dicembre 2007 Benazir Bhutto è stata assassinata da un colpo d&#8217;arma da fuoco sparato da un kamikaze &#8211; che si è successivamente fatto esplodere &#8211; durante un comizio elettorale a Rawalpindi, vicino alla capitale Islamabad, uccidendo almeno altre quindici persone. L&#8217;attentato alla Bhutto (che è spirata in ospedale per le gravissime ferite riportate)  è stato rivendicato dal numero due di Al Qaeda, <em>Ayman al Zawahiri</em>, che in un colloquio telefonico con l&#8217;agenzia <em>Aki-Adnkronos international</em>,  avrebbe detto: «Abbiamo eliminato il più importante asset nelle mani degli americani».</p>
<p>Da tutto il mondo sono arrivati attestati di solidarietà.  Il Santo Padre ha inviato un telegramma di cordoglio  al Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Pakistan, S.E. Mons. Lawrence John Saldanhal, per l’uccisione della Signora Benazir Bhutto, già Primo Ministro e Leader del <em>Pakistan Peoples’s Party</em></p>
<p><u>Riportiamo di seguito il testo integrale del messaggio &#8211; in lingua inglese &#8211; tratto dal sito www.vatican.va</u></p>
<p><strong><u>  </u></strong>&#8220;THE MOST REVEREND LAWRENCE JOHN SALDANHA<br />
ARCHBISHOP OF LAHORE,<br />
PRESIDENT OF THE PAKISTAN CATHOLIC BISHOPS’ CONFERENCE</p>
<p>FOLLOWING THE BRUTAL TERRORIST ATTACK IN WHICH MS BENAZIR BHUTTO, FORMER PRIME MINISTER AND LEADER OF THE <em>PAKISTAN PEOPLE’S PARTY</em>, WAS FATALLY WOUNDED, THE HOLY FATHER EXPRESSES SENTIMENTS OF DEEP SYMPATHY AND SPIRITUAL CLOSENESS TO THE MEMBERS OF HER FAMILY AND TO THE ENTIRE PAKISTANI NATION. HE PRAYS THAT FURTHER VIOLENCE WILL BE AVOIDED AND THAT EVERY EFFORT WILL BE MADE TO BUILD A CLIMATE OF RESPECT AND TRUST, WHICH ARE SO NECESSARY IF GOOD ORDER IS TO BE MAINTAINED IN SOCIETY AND IF THE COUNTRY’S POLITICAL INSTITUTIONS ARE TO OPERATE EFFECTIVELY.&#8221;</p>
<p>Benazir Bhutto nutriva apprezzamento per Benedetto XVI e per il suo appello ad un Islam che sapesse riannodare le fila del <strong>dialogo fra fede e ragione</strong>.</p>
<p>Non a caso il programma politico di Benazir Bhutto cercava di coniugare identità islamica, modernità e alleanza con l&#8217;Occidente.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>IL PAPA CON IL CUORE NEL MEDIORIENTE (L&#8217;Ora del Salento, 1° dicembre 2007, pag.11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/il-papa-con-il-cuore-nel-medioriente-lora-del-salento-1%c2%b0-dicembre-2007-pag11</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 05:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
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		<description><![CDATA[ OSSERVATORIO GEO-POLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)
  Vedere sventolare le bandiere irachene durante l’Angelus domenicale in Piazza San Pietro non è usuale, ma è sicuramente bello e toccante.Così domenica 25 novembre alcuni cristiani iracheni hanno seguito il loro patriarca fin nel cuore della cristianità, per festeggiare la nomina a cardinale di Emmanuel III Delly (nella foto). Ottanta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/12/delly.jpg" title="delly.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/12/delly.thumbnail.jpg" alt="delly.jpg" /></a> OSSERVATORIO GEO-POLITICO</font></p>
<p align="left" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">(a cura di Roberto Cavallo)</font></p>
<p><o></o><font size="3" face="Times New Roman"> </font><o></o><span style="font-family: 'Bookman Old Style','serif'"><font size="3"> </font></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style','serif'"><font size="3">Vedere sventolare le bandiere irachene durante l’Angelus domenicale in Piazza San Pietro non è usuale, ma è sicuramente bello e toccante.<o></o></font></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style','serif'"><font size="3">Così domenica 25 novembre alcuni cristiani iracheni hanno seguito il loro patriarca fin nel cuore della cristianità, per festeggiare la nomina a cardinale di Emmanuel III Delly (<strong>nella foto</strong>). Ottanta anni, iracheno, patriarca di Babilonia dei Caldei (Baghdad), bandiera della resistenza cattolica in Iraq, Emmanuel III considera la concessione della berretta cardinalizia &#8211; <span id="more-357"></span>nel corso del recente Concistoro &#8211; come<span>  </span>“<em>Un onore non solo per me, ma per tutto il Paese, per tutti gli iracheni. Il Signore ci ha dato il dono dell’intelligenza per parlarci gli uni con gli altri, per dialogare, perché finché non c’è pace non c’è sicurezza” </em>(Avvenire, domenica 25 novembre, pag.8). <span> </span><o></o></font></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style','serif'"><font size="3">Perciò <strong>Benedetto XVI</strong> durante l’Angelus ha invitato il mondo a pregare per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, che dall’Iraq alla Palestina, dal Libano all’Afghanistan, sta vivendo un momento difficilissimo. <o></o></font></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style','serif'"><font size="3">Cristiani minacciati, che da Mossul, o dal loro quartiere di Dora a Baghdad, cercano rifugio nei più sicuri villaggi del Kurdistan, o meglio ancora all’estero; scontri fratricidi fra Hamas e Fatah in Palestina; crisi istituzionale in Libano, dove non si riesce ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica e lo spettro della guerra civile è, ancora una volta, alle porte; soppressione dell’opposizione democratica in Pakistan; attentati suicidi organizzati da gruppi vicini ad Al Qaeda in Afghanistan, che adesso prendono di mira i civili e le nuove strutture espressamente richieste dalla popolazione (il 6 novembre scorso uno zuccherificio, il 24 novembre il ponte costruito per collegare scuole ed ospedali vicino Kabul…).<o></o></font></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style','serif'"><font size="3">In tale contesto ogni occasione di dialogo va perseguita con speranza: anche l’incontro di Annapolis negli Stati Uniti (dove il Vaticano ha inviato una propria delegazione), segnato già in partenza da pessimismo e disillusione, nonché dalla dura condanna di Hamas, può diventare – se accompagnato dalla preghiera &#8211; un cerino che si accende nella notte. Nella notte del dialogo fra Israeliani e Palestinesi. Perché, come dice il Cardinale Emmanuel III Delly, “…<em>Il Signore ci ha dato il dono dell’intelligenza per parlarci gli uni con gli altri, per dialogare, perché finché non c’è pace non c’è sicurezza.”<o></o></em></font></span></p>
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		<title>PAKISTAN: CRISTIANI IN PREGHIERA PER LA LIBERTA&#8217; DI COSCIENZA (L&#8217;Ora del Salento, 19 maggio 2007, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2007 15:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Islam e società]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[  OSSERVATORIO GEO-POLITICO  (a cura di Roberto Cavallo)

Paese di antica civiltà, il Pakistan con i suoi 165 milioni di abitanti è una repubblica federale. Ancora oggi il 30% della popolazione vive sotto il limite della povertà, ma i benefici economici gradualmente si vanno diffondendo all&#8217;interno della società. Dispone dell&#8217;arma nucleare quale conseguenza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><font face="Arial" size="3"><img id="image204" height="96" alt="pakistan.gif" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/05/pakistan.miniatura.gif" />  OSSERVATORIO GEO-POLITICO  </font><font face="Arial" size="3">(a cura di Roberto Cavallo)</font></p>
<p><font size="3"></font><font face="Arial"><br />
</font><font face="Arial" size="3">Paese di antica civiltà, il Pakistan con i suoi 165 milioni di abitanti è una repubblica federale. Ancora oggi il 30% della popolazione vive sotto il limite della povertà, ma i benefici economici gradualmente si vanno diffondendo all&#8217;interno della società. </font><font face="Arial" size="3">Dispone dell&#8217;arma nucleare quale conseguenza del nucleare indiano; è infatti ancora aperta la &#8220;ferita&#8221; del <em>Kashmir</em>, controversa regione di confine, appartenente all&#8217;India ma a maggioranza musulmana, e per la quale le autorità di Islamabad  chiedono che sia il popolo a decidere in base al principio di autodeterminazione. <span id="more-203"></span></font><font size="3"></font><font face="Arial" size="3">Un grave problema per il Pakistan è rappresentato dal gran numero di rifugiati provenienti dall&#8217;Afghanistan, pari a circa 3 milioni e mezzo, con un evidente rischio di &#8220;talibanizzazione&#8221;. A ciò si aggiunge la proliferazione di scuole craniche (le c.d. &#8220;<em>madrasse</em>&#8220;) , su cui il governo esercita il controllo, ma che spesso sono fucina di fondamentalismo.</font><font size="3"></font><font size="3"></font><font face="Arial" size="3">Non a caso cresce l&#8217;intolleranza verso i cristiani, che qui rappresentano l&#8217;1,5% della popolazione (750.000 i cattolici), e che da anni ormai vivono come comunità fortemente minacciata e, in taluni casi, assediata.</font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font face="Arial" size="3">Il fondamentalismo islamico preme sul governo per ridurre al silenzio questa presenza religiosa &#8220;diversa&#8221;, e le autorità sembrano piegarsi giorno dopo giorno ai rigori del radicalismo montante. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Recentemente è stata presentata al parlamento una proposta di legge denominata  &#8220;<em>Legge 2006 sull&#8217;apostasia</em>&#8220;. La norma prevede la pena di morte per quei musulmani che si convertano ad altro credo religioso (l&#8217;ergastolo per le donne). </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">La proposta di legge, che adesso è al vaglio della Commissione permanente dell&#8217;Assemblea legislativa, considera sufficiente la parola concorde di due testimoni per poter imputare qualcuno del reato di &#8220;apostasia&#8221;.</font></p>
<p><font size="3"></font><font face="Arial">Come riportato dal quotidiano <em>Avvenire </em>di giovedì 10 maggio, l&#8217;Arcivescovo di Lahore, nonchè Presidente della Conferenza episcopale pachistana, <em>Mons. Lawrence John Saldanha</em>, ha invitato tutti a pregare intensamente affinchè il testo non venga approvato. Ha inoltre commentato che &#8221; <em>La situazione è molto triste. Noi chiediamo per il Paese libertà di espressione, religione e coscienza, ma questa legge va contro il principio della libertà di scelta&#8221;.<br />
</em></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font face="Arial" size="3"> </font><font face="Arial" size="3" /><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font face="Arial" size="3"> </p>
<p></font> </p>
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