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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Venezuela</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>LA FORZA TRANSNAZIONALE DEL NARCOTRAFFICO: DETERMINANTE L&#8217;APPORTO DELLE FARC COLOMBIANE E DEI QAEDISTI DEL MAGHREB</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 06:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono soltanto i Talebani afghani a rifornire il mercato occidentale della droga. In tempi di globalizzazione (dell’economia ma anche delle mafie) non stupisce l’esistenza di una “flotta fantasma” che trasferisce cocaina – e armi – dal Venezuela in Africa. Apprendiamo la notizia dal Corriere della Sera di domenica 20 dicembre (pag. 9): “Il 5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3784" href="http://www.recensioni-storia.it/la-forza-transnazionale-del-narcotraffico-determinante-lapporto-delle-farc-colombiane-e-dei-qaedisti-del-maghreb/africa_droga_map"><img class="alignleft size-medium wp-image-3784" title="africa_droga_map" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/01/africa_droga_map-294x300.jpg" alt="africa_droga_map" width="294" height="300" /></a>Non sono soltanto i Talebani afghani a rifornire il mercato occidentale della droga. In tempi di globalizzazione (dell’economia ma anche delle mafie) non stupisce l’esistenza di una “flotta fantasma” che trasferisce cocaina – e armi – dal Venezuela in Africa. Apprendiamo la notizia dal Corriere della Sera di domenica 20 dicembre (pag. 9): “Il 5 novembre su una pista semi preparata a Gao (Mali) sono stati trovati i rottami di un Boeing 727. Il jet sarebbe arrivato dal Venezuela con un carico di droga e armi. Fallito il decollo lo hanno incendiato. Il jet farebbe parte della flotta fantasma che trasferisce la polvere dal Sud America all’Africa occidentale, prima tappa per un percorso che ha come meta l’Europa”.</p>
<p>In queste operazioni sarebbero particolarmente attive sul versante americano le Farc colombiane e su quello africano le milizie qaediste del Maghreb. Da anni ormai ci sono più che semplici sospetti sull’esistenza di una santa alleanza internazionale che intorno al commercio della droga unisce i fondamentalisti islamici dell’Africa occidentale con i guerriglieri marxisti dell’America Latina.</p>
<p>Negli ultimi anni non solo la Colombia ma anche il Messico e il Brasile sono sconvolti da una vera e propria guerra interna che i narcotrafficanti hanno dichiarato alle istituzioni e soprattutto alle forze dell’ordine. Sono migliaia i poliziotti uccisi dai cartelli della droga. Se in passato i narcotrafficanti messicani oltrepassavano il confine statunitense per estendervi il proprio campo d’azione estorsivo, oggi mirano all’Europa, passando per l&#8217;Africa occidentale. Stanno infatti aumentando in modo consistente la propria presenza sul mercato europeo e russo della cocaina.</p>
<p>Le nuove rotte e i progetti degli influenti cartelli messicani e colombiani sono stati raccontati da <strong>Michael Braun</strong>, ex-agente della Dea, l&#8217;agenzia antidroga statunitense (cfr.: www.americaoggi.info/2009/09/27/).</p>
<p>In un&#8217;intervista al quotidiano messicano <em>El Universal</em>, Braun ha raccontato di &#8220;…gruppi di narcotrafficanti messicani e colombiani, tra cui le Farc, che si stanno stabilendo in Africa occidentale dove trovano appoggio logistico da parte di gruppi africani del crimine organizzato per poi inviare tonnellate di cocaina in Europa e Russia&#8221;.</p>
<p>Nelle sue dichiarazioni, Braun ha anche dato qualche cifra: solo quest&#8217;anno (2009, ndr), ha precisato, i trafficanti invieranno in Europa fra le 400 e le 500 tonnellate di cocaina.</p>
<p>La stessa Chiesa messicana è presa di mira dai narcotrafficanti quando ne denuncia la violenza: il suo impegno in favore delle vittime del crimine provoca l’odio dei guerriglieri verso i religiosi. Non a caso “Avvenire” di domenica 20 dicembre titola: “Choc in Messico: chiese “blindate” contro i narcos (pag. 24).</p>
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		<title>VENEZUELA: VARATO IL MONOPOLIO SOCIALISTA SULL&#8217;EDUCAZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 08:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella settimana precedente Ferragosto l&#8217;Assemblea Nazionale venezuelana, dove il Presidente Hugo Chávez può contare su un&#8217;ampia maggioranza di sostenitori, ha approvato una nuova Legge Organica sull&#8217;Educazione, che ha suscitato grande opposizione nella Conferenza Episcopale del Paese.
“L&#8217;approvazione in prima discussione, da un giorno all&#8217;altro, di un progetto di Legge Organica sull&#8217;Educazione – si legge nella nota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella settimana precedente Ferragosto l&#8217;Assemblea Nazionale venezuelana, dove il Presidente Hugo Chávez può contare su un&#8217;ampia maggioranza di sostenitori, ha approvato una nuova Legge Organica sull&#8217;Educazione, che ha suscitato grande opposizione nella Conferenza Episcopale del Paese.</p>
<p>“L&#8217;approvazione in prima discussione, da un giorno all&#8217;altro, di un progetto di Legge Organica sull&#8217;Educazione – si legge nella nota diffusa dalla Conferenza Episcopale – senza la necessaria consultazione e senza tenere in debito conto il contributo offerto in precedenza dalle diverse organizzazioni della società civile, attenta ad una partecipazione serena e dialogante dei cittadini e ostacola la ricerca del bene comune della società”.</p>
<p>Questo fine settimana, inoltre, nell&#8217;arcidiocesi di Caracas, su richiesta del Cardinale Urosa Savino, è stato letto un messaggio in cui si sottolinea come la nuova legge elimini di fatto l&#8217;insegnamento religioso e che “&#8230; non si può togliere Dio dalle scuole. Di fronte alla seria possibilità che l&#8217;educazione religiosa sia eliminata dall&#8217;orario scolastico in tutte le scuole, sia pubbliche che private, anche nelle istituzioni della Chiesa, è giusto assumere coscienza della necessità e dell&#8217;importanza dell&#8217;insegnamento religioso. L&#8217;ora di religione non va contro la laicità dello Stato”.<br />
La Chiesa venezuelana è preoccupata perché la nuova legislazione scolastica licenziata dal parlamento (manovrato dal Presidente Hugo Chavez) aumenterà il controllo dello Stato sulle scuole e sugli atenei universitari (anche privati) e concederà ai consigli comunali (organi locali vicini all&#8217;esecutivo centrale) un ruolo pedagogico fondamentale, finalizzato alla &#8220;formazione di una nuova cittadinanza&#8221;.</p>
<p>Inoltre la nuova legge sull&#8217;educazione si accompagna ad un&#8217;ulteriore stretta sulla libertà di informazione. Il comunicato della Conferenza Episcopale, infatti, ha levato la propria voce anche contro la decisione del governo, del 31 luglio scorso, di chiudere 34 emittenti radiofoniche che in passato si sono mostrate critiche nei confronti della politica di Chávez.</p>
<p>“La chiusura delle radio mette sotto giudizio il pluralismo e la libertà d&#8217;espressione che consacrano le nostre leggi. A sua volta, colpisce centinaia di venezuelani e venezuelane che non possono più fare affidamento su un impiego e su un futuro certo per le loro famiglie”, afferma il comunicato.</p>
<p>Il documento dell&#8217;episcopato ha chiesto inoltre al governo di superare le tensioni “generate dai conflitti internazionali con l&#8217;Honduras e la Colombia&#8221;.</p>
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		<title>U.S.A.: NUOVE SFIDE GEOPOLITICHE (L&#8217;Ora del Salento, 22 novembre 2008, pag. 11)</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 06:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OSSERVATORIO GEOPOLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)
Brasile, Russia, India e Cina: mettete insieme le iniziali di questi quattro paesi e e avrete il BRIC! Dagli analisti è definito Bric Block il prestigioso club che riunisce i governi dei quattro più forti antagonisti della politica economica statunitense ed europea. Non più paesi in via di sviluppo ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OSSERVATORIO GEOPOLITICO<br />
(a cura di Roberto Cavallo)</p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Brasile, Russia, India e Cina: mettete insieme le iniziali di questi quattro paesi e e avrete il BRIC! Dagli analisti è definito <em>Bric Block</em> il prestigioso club che riunisce i governi dei quattro più forti antagonisti della<span> </span>politica economica statunitense ed europea. Non più paesi in via di sviluppo ma economie emergenti e monopolizzatrici dei mercati internazionali.Questo ruolo è ben noto per Russia e Cina; ma anche India e Brasile non stanno a guardare. L’India cerca di inseguire i Cinesi sui mercati del continente nero, accaparrandosi in Africa petrolio ed altre materie prime. Il Brasile con la sua compagnia di Stato petrolifera cerca di dominare – con un certo successo – il mercato energetico sudamericano. Ma i membri più attivi del BRIC sono ovviamente Russia e Cina.</span><span id="more-854"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il Presidente russo <strong>Medvedev</strong> sta compiendo in questi giorni un tour sudamericano in quello che solo fino a pochi anni fa veniva definito “<em>il cortile di casa degli U.S.A</em>.”. Parteciperà in Perù al Foro di cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec) dal 21 al 23 novembre, dopo di che sarà in Brasile, in Venezuela e a Cuba. Il Venezuela e l’isola caraibica stanno diventando lo snodo cruciale della politica internazionale: la Russia è intenzionata a stringere nuovi accordi economici e militari con <strong>Raul Castro</strong> e con il Presidente venezuelano <strong>Chavez</strong>, con cui si profila addirittura una possibile cooperazione in campo nucleare.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ma anche il Presidente cinese <strong>Hu Jintao</strong> in questo mese di novembre non è stato da meno: prima di partecipare ai lavori dell’Apec, ha avviato nuovi accordi commerciali con Costa Rica, Cuba e Perù. In realtà quasi tutti i paesi del Sud America sono già coinvolti nell’avvolgente partnership cinese: nel paniere vi sono petrolio, rame, zinco, stagno, nichel, soia, carni di vitello e perfino succo d’arancia brasiliano (cfr. “Avvenire” del 16 novembre 2008, pag. 10).<span> </span>Ne consegue così che il Perù venderà alla Cina tutto il suo metallo (rame e zinco) per i prossimi cinque anni, mentre il Cile già esporta al “<em>dragone</em>” l’80% del proprio rame. Cuba fornirà zucchero e nichel, e soprattutto rinsalderà i propri tradizionali legami ideologici con Pechino.</span> Gli Stati Uniti, per ora, non possono fare altro che stare a guardare. Anche per il Sudamerica, però, non è tutto oro ciò che brilla. Già da tempo si avvertono, specialmente nel settore tessile, i contraccolpi del grande “abbraccio” cinese: tante piccole e medie aziende sono state costrette a chiudere perché non competitive con i bassi costi di produzione delle mercanzie provenienti da oltre Pacifico.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 150%;"> </p>
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		<title>VOTO SCONTATO IN RUSSIA. SORPRESA IN VENEZUELA (L&#8217;Ora del Salento, 8 dicembre 2007, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 11:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)
Le elezioni parlamentari russe sono state archiviate nel segno del trionfo del Presidente Vladimir Putin, ma anche nella unanime consapevolezza della loro dubbia legittimità, confermata non solo dagli osservatori internazionali assenti (l’OSCE) ma anche da quelli comunque presenti (Consiglio d’Europa).
Ma la stessa domenica 3 dicembre 2007 ha riservato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 1cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"><font face="Arial" size="3"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/12/liberato.jpg" title="liberato.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/12/liberato.thumbnail.jpg" alt="liberato.jpg" /></a> OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)</font></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"></span><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"><font face="Arial" size="3">Le elezioni parlamentari russe sono state archiviate nel segno del trionfo del Presidente <strong>Vladimir Putin</strong>, ma anche nella unanime consapevolezza della loro dubbia legittimità, confermata non solo dagli osservatori internazionali assenti (l’OSCE) ma anche da quelli comunque presenti (Consiglio d’Europa).</font></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"><o></o></span><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"><font face="Arial" size="3">Ma la stessa domenica 3 dicembre 2007 ha riservato un esito elettorale tutt’altro che scontato come quello russo. <o></o></font></span><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"><font face="Arial" size="3">In Venezuela il popolo era chiamato ad esprimersi sul nuovo progetto di riforma della Costituzione fortemente voluto dal Presidente <strong>Hugo Chavez</strong>: ben 69 gli articoli della Carta costituzionale oggetto di modifica. Tra i più importanti quelli riguardanti la rielezione senza limite di mandati per il Presidente della Repubblica, la ridefinizione della proprietà privata in senso collettivista, <span> </span>la censura sulla stampa, la riduzione dell’orario di lavoro e la fine dell’indipendenza della Banca centrale. <span id="more-322"></span>&lt;!&#8211;more&#8211;&gt;Estremamente rilevante poi l’intervento sul ruolo delle forze armate, non più “una istituzione essenzialmente professionale, senza appartenenza politica, organizzata dallo Stato per garantire l’indipendenza e la sovranità della Nazione”, <span> </span>ma una specie di nuova milizia “popolare ed antimperialista”, strumento della rivoluzione permanente “ bolivariana”, costituita sul modello castrista.  <o></o></font></span><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"><font face="Arial" size="3">Il progetto di Chavez <span> </span>è stato respinto dalla maggioranza del popolo venezuelano, che al referendum del 3 dicembre si è espresso chiaramente contro la politica del Presidente.  <o></o></font></span><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"><font face="Arial" size="3">Da notare poi che quasi il 45% dei Venezuelani ha ignorato l’appello al voto, disertando le urne.  <o></o></font></span><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"><font face="Arial" size="3">Nonostante la pressante propaganda condotta dal regime, uno schieramento trasversale è riuscito a mobilitarsi all’interno della società civile, comprendendo i partiti d’opposizione, qualche esponente deluso della stessa compagine governativa, gli studenti, la Chiesa cattolica. Il Vicepresidente della Conferenza episcopale venezuelana, Mons. <strong>Roberto Luckert</strong>, aveva definito “moralmente inaccettabile” il progetto costituzionale, e non a caso la Chiesa nel suo insieme era stato oggetto di esplicite minacce da parte dello stesso Chavez. <span> </span>In particolare le ire presidenziali negli ultimi giorni si erano abbattute sul Cardinale </font></span><font face="Arial" size="3"><strong><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'">Jorge Urosa Savino</span></strong><span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"> (<strong>nella foto</strong>)e sul rettore dell&#8217;Università Cattolica <strong>Andres Bello </strong>(fonte ANSA). <span style="color: black"><o></o></span></span><span style="font-size: 14pt; color: black; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'"><o></o> </span></font></p>
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		<title>IPER-ATTIVISMO DI UN PRESIDENTE (L&#8217;Ora del Salento, 27 ottobre 2007, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 18:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OSSERVATORIO GEO-POLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)
 
Alla fine di settembre, dopo aver parlato alla sessione inaugurale delle Nazioni Unite, il presidente iraniano Ahmadinejad prima di tornare in patria ha visitato Venezuela, Nicaragua e Bolivia, esaltando i concetti di &#8220;fronte comune&#8221; e di &#8220;affinità ideologica&#8221; con i governi di tali Paesi. Il presidente venezuelano Hugo Chavez [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3">OSSERVATORIO GEO-POLITICO<br />
</font><font size="3">(a cura di Roberto Cavallo)<br />
</font><font size="3"> </font></p>
<p><font size="3">Alla fine di settembre, dopo aver parlato alla sessione inaugurale delle Nazioni Unite, il presidente iraniano <em>Ahmadinejad</em> prima di tornare in patria ha visitato Venezuela, Nicaragua e Bolivia, esaltando i concetti di &#8220;<em>fronte comune</em>&#8221; e di &#8220;<em>affinità ideologica</em>&#8221; con i governi di tali Paesi. Il presidente venezuelano <em>Hugo Chavez</em> e quello iraniano <em>Ahmadinejad</em> già in passato avevano avuto degli incontri durante i quali hanno più volte annunciato la formazione di un <strong>fronte progressista unico</strong> da contrapporre all&#8217;imperialismo americano. Si sono accordati per promuovere progetti che approfondiscano quegli aspetti di affinità ideologica tra la sinistra, in particolare quella latino-americana, e l&#8217;Islam rivoluzionario. <span id="more-332"></span>Non a caso, in concomitanza con il suo viaggio nel continente americano, gli iraniani e le controparti latino-americane hanno organizzato una conferenza tenuta all&#8217;Università di Teheran, per sancire una <strong>sintesi tra le ideologie terzomondiste e il khomeinismo</strong>: il tutto nel 40° anniversario della morte di Ernesto Che Guevara.<br />
</font><font size="3">Terminato l&#8217;omaggio al Che (ma i figli di Guevara, intervenuti in qualità di relatori al simposio di Teheran, hanno avuto non poche difficoltà nel difendere dinanzi ai mullah la figura atea e materialista dell&#8217;illustre genitore!), il presidente  <em>Ahmadinejad</em> a metà ottobre ha ricevuto quello russo, Vladimir Putin. La stampa  iraniana ha commentato con toni trionfalistici <em>&#8220;&#8230;la grande vittoria contro l&#8217;occidente</em>&#8221; ottenuta dall&#8217;Iran: il presidente russo ha infatti garantito tutto l&#8217;enorme peso della Russia a copertura dei disegni nucleari di Teheran. Ha quindi assicurato: protezione in sede Onu contro il pacchetto di sanzioni proposte da Usa e Francia; continuità negli aiuti in tecnologia nucleare (Putin ha  chiarito che la attuale sospensione russa alla realizzazione dei siti nucleari iraniani è dovuta più a motivi tecnico-contrattuali che non politici); la formazione di un cartello globale del gas e del petrolio.<br />
</font><font size="3">Andato via Putin, <em>Ahmadinejad</em> ha accettato le dimissioni di <em>Ali Larijani</em>, capo negoziatore con ONU ed UE per il programma nucleare, sostituendolo con <em>Said Jalili,</em> considerato un &#8220;falco&#8221;, ancora più vicino alle sue posizioni massimaliste ed intransigenti.<br />
</font><font size="3"> </font></p>
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		<title>CHAVEZ: PETROLIO E RIVOLUZIONE (L&#8217;Ora del Salento, 2 giugno 2007, pag.11)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/chavez-petrolio-e-rivoluzione-lora-del-salento-2-giugno-2007-pag11</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 07:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[ OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)
Obiettivo ancora puntato, questa settimana, sul Venezuela del Presidente Hugo Chavez.
Il ruolo che il paese sudamericano sta giocando sul piano internazionale, infatti, non è per nulla trascurabile. In politica estera il premier è davvero infaticabile: ispirato all&#8217;ideologia di Fidel Castro, &#8220;padre&#8221; di tutte le rivoluzioni, e dello spagnolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image237" height="96" alt="chavez.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/06/chavez.miniatura.jpg" /> OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)</p>
<p>Obiettivo ancora puntato, questa settimana, sul Venezuela del Presidente Hugo Chavez.<br />
Il ruolo che il paese sudamericano sta giocando sul piano internazionale, infatti, non è per nulla trascurabile. In politica estera il premier è davvero infaticabile: ispirato all&#8217;ideologia di Fidel Castro, &#8220;padre&#8221; di tutte le rivoluzioni, e dello spagnolo Zapatero, Chavez intende coagulare contro gli Stati Uniti le forze anti-imperialiste del continente.<br />
L&#8217;operazione, che si avvale di fiumi di petrodollari, finora è perfettamente riuscita con la Bolivia di Morales, con l&#8217;Ecuador di Correa, con il Nicaragua del sandinista Ortega. <span id="more-238"></span><br />
Cile, Brasile e Argentina, che pure hanno governi di sinistra, per il momento mostrano posizioni più moderate nella crociata anti-Bush.<br />
Di conseguenza Chavez è in collisione di rotta con i governi moderati di Colombia e Perù, e offre sostegno logistico a terroristi e guerriglieri colombiani che sconfinano in Venezuela.<br />
Questa frenetica attività in politica estera è sostenuta dagli enormi guadagni derivanti dalla vendita del petrolio, che sebbene gestita interamente dallo Stato, non ha consentito il decollo economico del paese.<br />
Il mensile Radici Cristiane (n°23, aprile 2007, pagg.18-20) evidenzia come il programma governativo delle &#8220;Missioni&#8221;, considerato da Chavez il cuore della propria politica sociale, ha comportato solo una limitata e parziale redistribuzione dei proventi derivanti dalla vendita del petrolio. Nella classifica del benessere redatta dall&#8217;ONU, in sei anni il Venezuela ha perso 30 posti, situandosi molto più giù della Corea del Sud, del Cile e del Messico, che pure è 53°.<br />
Nelle statistiche relative alle libertà economiche, poi, il Venezuela è al 126° posto su 130.<br />
Sebbene i risultati della politica sociale siano comunque controversi, e nonostante le statistiche governative rilevino che la povertà si è ridotta sensibilmente, secondo i dati forniti dall&#8217;Università Cattolica &#8220;Andres Bello&#8221; di Caracas, negli anni della presidenza Chavez non vi sarebbero stati sostanziali miglioramenti nella lotta alle povertà.<br />
Quello che invece senza dubbio è aumentato a dismisura è il livello di violenza criminale e di pericolosità sociale, anche in conseguenza delle scelte governative di indirizzare al Ministero della Difesa investimenti che sono 80 volte superiori rispetto a quelli destinati al Ministero degli Interni e della Giustizia.</p>
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		<title>INVOLUZIONE DEMOCRATICA IN VENEZUELA (L&#8217;Ora del Salento, 26 maggio 2007, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2007 04:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[ OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)
Nel corso del suo recente viaggio in Brasile Benedetto XVI ha messo in guardia contro la deriva autoritaria
che sembra montare in America Latina. Nessun riferimento specifico. Ma Massimo Introvigne, autorevole sociologo
delle religioni e opininista de &#8220;Il Giornale&#8221;,  lega  quelle parole all&#8217;involuzione democratica in atto specialmente in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image217" height="96" alt="venezuela.gif" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/05/venezuela.miniatura.gif" /> OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)<br />
Nel corso del suo recente viaggio in Brasile Benedetto XVI ha messo in guardia contro la deriva autoritaria<br />
che sembra montare in America Latina. Nessun riferimento specifico. Ma Massimo Introvigne, autorevole sociologo<br />
delle religioni e opininista de &#8220;Il Giornale&#8221;,  lega  quelle parole all&#8217;involuzione democratica in atto specialmente in Venezuela.  Dal 1998, anno in cui l&#8217;attuale  Presidente Hugo Chavez vinse le elezioni, è stato un susseguirsi di mini-golpe elettorali  al limite dell&#8217;ortodossia costituzionale. <span id="more-218"></span>L&#8217;opposizione ha accusato la Commissione elettorale<br />
nazionale di essere composta da uomini fedelissimi di Chavez; ha accusato la società Smartmatic, che ha gestito<br />
il voto elettronico, di aver completamente manipolato i risultati; ha protestato per le indebite pressioni<br />
esercitate su tutti i dipendenti pubblici,  con la conseguente  velata minaccia di licenziamento per quanti fossero stati<br />
individuati, tramite il voto elettronico,  a non votare &#8220;bene&#8221;.<br />
Il Presidente, inoltre, in questi ultimi anni ha concesso la cittadinanza , e dunque il voto, ai guerriglieri<br />
marxisti che dalla vicina Colombia sconfinanio in Venezuela. Anche elementi  legati alle organizzazioni del<br />
narco-traffico trovano facile sistemazione nel Paese, con il risultato che  il tasso di criminalità e di violenza<br />
per le strade è cresciuto a dismisura.  Sui mass media, infine,vige un pesante controllo ideologico.<br />
Proprio di recente RCTV, uno dei principali canali televisivi del paese, accusato di essere contro il governo,<br />
è stato privato della necessaria concessione (che di fatto è un atto dovuto) e dovrà sospendere le sue trasmissioni.<br />
Il quotidiano di Caracas El Universal è stato portato in tribunale per aver criticato la politicizzazione dei<br />
magistrati e del sistema giudiziario in generale.<br />
L&#8217;opposizione sociale, rappresentata dalle organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori, e dalla Chiesa<br />
cattolica, è stata molto determinata fino al 2002; ma oggi sembra impotente e sfiduciata.</p>
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		<title>Notizie dall&#8217;estero 15 Maggio 2006</title>
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		<pubDate>Mon, 15 May 2006 19:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICA RADIOFONICA  "L'INTERNAZIONALE"]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[ Un cordiale ben ritrovati a tutti i nostri ascoltatori.
La pagina di oggi sull&#8217;informazione internazionale ci presenta diversi argomenti degni di nota. Prima di iniziare ricordo come al solito che è possibile inviare un e-mail all&#8217;indirizzo di posta elettronica radioqueen@virgilio.it, oppure comunque telefonare allo 0832-331144 per esprimere la vostra opinione, o per chiedere qualcosa sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><img id="image208" height="96" alt="evo_page.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/05/evo_page.miniatura.jpg" /> Un cordiale ben ritrovati a tutti i nostri ascoltatori.<br />
</font><font size="3">La pagina di oggi sull&#8217;informazione internazionale ci presenta diversi argomenti degni di nota. Prima di iniziare ricordo come al solito che è possibile inviare un e-mail all&#8217;indirizzo di posta elettronica </font><a href="mailto:radioqueen@virgilio.it"><font size="3">radioqueen@virgilio.it</font></a><font size="3">, oppure comunque telefonare allo 0832-331144 per esprimere la vostra opinione, o per chiedere qualcosa sui fatti più importanti della settimana a livello internazionale.</font></p>
<p><font size="3"><span id="more-19"></span><br />
</font><font size="3">Oggi iniziamo con un argomento che ci desta qualche perplessità, e su cui già siamo intervenuti nel corso delle nostre trasmissioni, come i nostri ascoltatori ricorderanno quando abbiamo parlato della guerra commerciale di Mosca contro i prodotti tipici della Georgia e anche dell&#8217;Ucraina. Diciamo però che quelli che sembravano solo inquietanti segnali stanno via via prendendo corpo. Mi riferisco a certi atteggiamenti e a certe dichiarazioni dei massimi vertici del Cremino, e di ambienti comunque legati al Presidente russo Vladimir Putin; atteggiamenti e dichiarazioni che danno l&#8217;impressione che sia ormai tramontata la luna di miele fra Russia e Stati Uniti, appena qualche anno fa uniti dalla lotta al terrorismo fondamentalista islamico. Ma vediamo nello specifico che cosa sta accadendo. Su Avvenire di sabato 6 maggio a pagina 15 leggiamo il titolo di un interessante articolo: &#8220;<em>La stampa moscovita rispolvera titoli e slogan da guerra fredda</em>&#8220;. La stampa russa, infatti, ha parlato apertamente di una seconda guerra fredda. E cioè sarebbe in atto una spaccatura, una forte spaccatura all&#8217;interno della CSI: da una parte il fronte filo-occidentale (Paesi Baltici, Ucraina, Georgia e Moldavia) a cui si aggiungono Paesi dell&#8217;ex Europa dell&#8217;Est come Polonia, Romania e Bulgaria; dall&#8217;altra parte ci sarebbe il fronte filo-russo, autoritario e aperto all&#8217;alleanza con la Cina, che vedrebbe insieme oltre naturalmente alla Russia, anche l&#8217;Uzbekistan, il Kirghizistan, il Tagikistan e la Bielorussia.<br />
</font><font size="3">Ma lo stesso presidente Putin, nel corso del solenne discorso sullo stato della Federazione tenuto dinanzi al parlamento russo lo scorso 10 maggio, ha fatto le dichiarazioni più dure e preoccupanti, dicendo che intende investire i milioni di petrodollari accumulati e provenienti dalle risorse petrolifere nella nuova corsa agli armamenti: &#8220;Abbiamo bisogno di nuove armi per mantenere quella che è una delle più importanti garanzie di un mondo moderno: l&#8217;equilibrio delle forze strategiche&#8221;. Non a caso la Russia terminerà quest&#8217;anno la costruzione del suo primo sottomarino nucleare dal crollo dell&#8217;URSS nel 1991 e darà avvio ai nuovi progetti militari Insomma si profila una nuova terribile corsa agli armamenti<br />
</font><font size="3">Inoltre è intenzione della Russia riprendersi completamente la Bielorussia, e per questo sta già facendo pressioni economiche (sempre per mezzo delle forniture di gas!) affinchè nel giro di un paio di anni la Bielorussia si unisca anche politicamente alla Russia. Insomma che cosa sta accadendo?<br />
</font><font size="3">Probabilmente la Russia si guarda intorno con spirito diverso rispetto al recente passato e si rende conto che lentamente lo scenario internazionale sta mutando, dal Medio Oriente all&#8217;America Latina per finire alla Cina. E infatti a causa del perdurare della guerra in Iraq il presidente Bush negli Stati Uniti subisce un calo di popolarità nei sondaggi, mentre l&#8217;Iran si fa giorno dopo giorno più spavaldo sulla questione del nucleare. Questo mutato scenario e la forte alleanza con la Cina comunista da ampi margini di sicurezza a Vladimir Putin, che tenta di nuovo la carta della Russia come super-potenza.<br />
</font><font size="3"><font size="3" /></font><font size="3">Ovviamente questa scalata potrebbe condurre ad una nuova guerra fredda con Washington.<br />
</font><font size="3">Forse è ancora troppo presto per dirlo, ma le avvisaglie non mancano davvero<br />
</font><font size="3">In America Latina intanto si sta compattando un altro fronte fortemente antiamericano, ma soprattutto anti-capitalista, che di fatto è riuscito a spezzare l&#8217;isolamento dentro il quale in questi ultimi anni gli Americani erano riusciti a chiudere Fidel Castro. Adesso sia il Venezuela di Ugo Chavez sia la Bolivia del Presidente Evo Morales, appiattiti sulle posizioni cubane, fanno la voce grossa, e tanto per cambiare, come l&#8217;Iran, agitano l&#8217;arma strategica dell&#8217;energia. Insomma dal Medio Oriente al Sudamerica sembra che si stiano creando dei cartelli petroliferi fortemente ostili agli Stati Uniti e all&#8217;Occidente in generale. Il 1 maggio scorso, festa dei lavoratori, il Presidente Evo Morales ha firmato il decreto di nazionalizzazione delle compagnie petrolifere operanti in Bolivia. In effetti si tratta di una semi-nazionalizzazione delle compagnie che estraggono il gas naturale boliviano, nel senso che a queste resterà comunque una quota azionaria sia pure minima. Questa drastica misura concretamente colpirà soprattutto il Brasile e la Spagna: infatti le due più grandi compagnie che operano in Bolivia sono appunto brasiliane e spagnole. Si tratta dunque di due Nazioni guidate da governi di sinistra, una sinistra certamente più moderata rispetto a quella tendenzialmente rivoluzionaria di Morales. Ma probabilmente il Presidente boliviano nell&#8217;enfasi anticapitalista non ha considerato che colpire le compagnie petrolifere internazionali oggi significa, concretamente, penalizzare soprattutto due governi amici di sinistra: quello del brasiliano Lula e quello dello spagnolo Zapatero. La compagnia spagnola è la Respol Ypf, mentre quella brasiliana è la Petrobras. Le ultime notizie dicono che Morales abbia capito l&#8217;abbaglio preso e stia intavolando trattative per calmare il compagno Lula, presidente del Brasile.<br />
</font><font size="3">Sulla medesima strada naturalmente si pone Hugo Chavez, che in questi giorni è stato a Roma prima di partecipare a Vienna al IV° vertice interatlantico fra Unione Europea e America Latina. Un vertice che ha avuto per oggetto proprio la questione energetica e che si è risolto con scarsi risultati pratici.<br />
</font><font size="3">Anche Hugo Chavez, grande amico di Fidel Castro, ha proceduto sulla strada delle nazionalizzazione delle aziende che estraggono greggio nel ricchissimo bacino dell&#8217;Orinoco. Il Presidente boliviano Evo Morales ha deciso la nazionalizzazione proprio dopo aver tenuto un summit con Hugo Chavez e Fidel Castro a Cuba. Adesso entrambi sostengono il candidato filo-castrista Ollanta Humala, che il 4 giugno affronterà le presidenziali in Perù. Insomma se anche il Perù dovesse imboccare la strada della sinistra antagonista e rivoluzionaria il risultato sarebbe a dir poco sconvolgente per l&#8217;intera America Latina, che nel giro di pochissimi mesi si è tinta di rosa ma a questo punto, possiamo dire, anche di rosso intenso. Tanto che il presidente messicano Vincente Fox ha dichiarato che il populismo latino-americano sarà un ostacolo nella lotta contro la povertà. Un problema in più insomma anche per il presidente George Bush, ma abbiamo visto non solo per lui .<br />
</font><font size="3">Resta grosso dunque il problema dell&#8217;emergenza energetica.<br />
</font><font size="3">L&#8217;emergenza energetica come sappiamo nasce anche dall&#8217;atteggiamento ostile di Russia e Cina, che ormai si avviano a collaborazioni industriali e commerciali sempre più strette, e che nel prossimo futuro potrebbero isolare il vecchio Zio Sam, ma pure l&#8217;Europa, creandogli un pericoloso cappio energetico. Nello scorso inverno la Russia di Putin ha dato prova di forza proprio con la stessa Europa: quando Putin ha deciso di punire l&#8217;Ucraina perchè troppo poco docile rispetto alle direttive di Mosca, specie dopo la rivoluzione democratica arancione, anche Paesi europei come la Germania e l&#8217;Italia hanno sofferto la crisi energetica, dovendo intaccare le proprie riserve strategiche.<br />
</font><font size="3"><font size="3" /><font size="3" /></font><font size="3"><font size="3" /></font><font size="3">Bene, con questa notizia abbiamo terminato l&#8217;appuntamento di oggi con l&#8217;informazione internazionale. A risentirci quindi martedì prossimo, sempre con l&#8217;Internazionale, ricordando che come al solito che è possibile inviare le vostre riflessioni, i vostri dubbi e le vostre domande scrivendo una e-mail al nostro indirizzo di posta elettronica </font><a href="mailto:Radioqueen@virgilio.it"><font size="3">radioqueen@virgilio.it</font></a><font size="3">.<br />
</font><font size="3">Grazie a tutti per la cortese attenzione e a risentirci la prossima volta.<br />
</font><font size="3"></font><font size="3"></font><font face="Times New Roman" size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"><font face="Times New Roman" size="3" /><font size="3" /><font size="3" /><font size="3" /><font size="3" /><font size="3" /></font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font face="Times New Roman" size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font size="3"></font><font face="Times New Roman" size="3"></p>
<p /></font></p>
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