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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Vietnam</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>GUERRA AI CRISTIANI (di Omar Ebrahime)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 04:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sudan, agosto 2009: sette cristiani, tra cui alcuni ragazzi poco più che adolescenti, vengono crocifissi poco fuori la loro parrocchia da alcuni gruppi fondamentalisti islamici. La notizia, però, arriva in Europa solo molte settimane dopo, grazie alla visita di un Vescovo sudanese che racconta l&#8217;accaduto dettagliando le violenze che i cristiani subiscono da tempo nel Paese, in cui sono minoranza. Incredibilmente, nessuno sembra interessarsene. Forse perché il Sudan è un Paese lontano e l&#8217;Africa è solitamente una terra dimenticata dai grandi mezzi di comunicazione sociale. Trascorre qualche mese ed è la volta dell&#8217;Egitto: all&#8217;uscita dalla Messa di Natale, nove cristiani vengono uccisi e un&#8217;altra decina feriti da un commando terrorista. Si chiude così nel sangue un anno che era cominciato con il sacrificio di un altro cristiano: bruciato vivo in strada per aver frequentato una ragazza islamica. Da tempo infatti in Egitto le chiese sono sorvegliate dalla polizia per garantire una libertà di culto sempre più difficile ma le autorità locali, se da una parte si fanno scudo con proclami di giustizia, dall&#8217;altra finiscono con il non perseguire materialmente i terroristi, favorendo così un&#8217;islamizzazione strisciante del Paese. Poco dopo i fatti d&#8217;Egitto si apprende, grazie al lavoro d&#8217;informazione di agenzie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sudan, agosto 2009: sett<a rel="attachment wp-att-5112" href="http://www.recensioni-storia.it/guerra-ai-cristiani-di-omar-ebrahime/copertina_mauro"><img class="alignleft size-full wp-image-5112" title="Copertina_Mauro" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/10/Copertina_Mauro.jpg" alt="Copertina_Mauro" width="200" height="299" /></a>e cristiani, tra cui alcuni ragazzi poco più che adolescenti, vengono crocifissi poco fuori la loro parrocchia da alcuni gruppi fondamentalisti islamici. La notizia, però, arriva in Europa solo molte settimane dopo, grazie alla visita di un Vescovo sudanese che racconta l&#8217;accaduto dettagliando le violenze che i cristiani subiscono da tempo nel Paese, in cui sono minoranza. Incredibilmente, nessuno sembra interessarsene. Forse perché il Sudan è un Paese lontano e l&#8217;Africa è solitamente una terra dimenticata dai grandi mezzi di comunicazione sociale. Trascorre qualche mese ed è la volta dell&#8217;Egitto: all&#8217;uscita dalla Messa di Natale, nove cristiani vengono uccisi e un&#8217;altra decina feriti da un commando terrorista. Si chiude così nel sangue un anno che era cominciato con il sacrificio di un altro cristiano: bruciato vivo in strada per aver frequentato una ragazza islamica. Da tempo infatti in Egitto le chiese sono sorvegliate dalla polizia per garantire una libertà di culto sempre più difficile ma le autorità locali, se da una parte si fanno scudo con proclami di giustizia, dall&#8217;altra finiscono con il non perseguire materialmente i terroristi, favorendo così un&#8217;islamizzazione strisciante del Paese. Poco dopo i fatti d&#8217;Egitto si apprende, grazie al lavoro d&#8217;informazione di agenzie missionarie come AsiaNews, lo spaventoso martirio dei cristiani in Pakistan. Nel giro di poco più di un mese un uomo e due ragazze minorenni vengono arsi vivi per essersi rifiutati di passare all&#8217;Islam. Prima di essere date alle fiamme, davanti a testimoni, le due ragazze erano state più volte violentate.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono solo alcuni degli episodi del 2010 che Mario Mauro, parlamentare europeo e rappresentante della Presidenza dell’OSCE per la lotta al razzismo, la xenofobia e le discriminazioni, raccoglie nel libro <strong><em>Guerra ai cristiani. Le persecuzioni e le discriminazioni dei cristiani nel mondo</em></strong> (Lindau, Torino, 2010, pp. 132).  L’Autore fa il punto sulle persecuzioni e le discriminazioni che oggi patiscono i cristiani nel mondo <em>in quanto</em> cristiani. Il calvario dei cristiani nei Paesi a maggioranza islamica e che hanno subìto negli ultimi tempi un processo di radicalizzazione del fanatismo è cosa forse nota ai più, ma non c&#8217;è solo l&#8217;Islam fondamentalista. Ci sono anche Paesi orientali in forte sviluppo e che ormai aspirano ad entrare tra i grandi della Terra, come l&#8217;India, dove pure i cristiani subiscono vessazioni di ogni tipo in ragione del fatto che la diffusione del Vangelo potrebbe portare, insieme all&#8217;alfabetizzazione e alla scolarizzazione primaria, anche libertà e diritti ponendo fine alla rigida società classista indiana in cui migliaia di persone, come i cosiddetti “fuori-casta” (<em>dalit</em>), non possiedono praticamente alcuna dignità. Per questo nel 2008 nello stato dell’Orissa si è avuto un vero e proprio ‘pogrom’, pianificato da partiti nazionalisti e fondamentalisti indù, con l&#8217;obiettivo di distruggere un&#8217;intera comunità cristiana. “<em>Rajani Mahi</em>, <em>21 anni</em>, <em>è stata arsa viva mentre cercava di salvare gli ospiti di un orfanotrofio della missione di Bargarh</em> [...], <em>nella stessa regione anche un uomo è stato bruciato vivo</em>, <em>lo stesso giorno a Kandhamal</em>,<em> e una suora è morta carbonizzata dopo essere stata stuprata nel Centro sociale di Bubaneshwar</em>” (pag. 68). La persecuzione è andata avanti per mesi cosicché alla fine gli osservatori internazionali potevano leggere un vero e proprio bollettino di guerra: le vittime (contando insieme fedeli e religiosi) superavano le centinaia, oltre quaranta le chiese distrutte, altre centinaia e centinaia le case abbattute. Se perfino alcuni leader politici nazionali hanno invocato la pulizia etnica “<em>finchè  l</em>&#8216;<em>Orissa non sia liberata dai cristiani</em>” (pag. 69), riscuotendo consenso, senza più il minimo senso di vergogna, non sorprende che altri non abbiano trovato di meglio che accusare le Missionarie della carità (l&#8217;ordine fondato da Madre Teresa di Calcutta) nientemeno che di complotto contro la sicurezza dello Stato. Siamo di fronte con ogni evidenza a qualcosa di impressionante, fuori di ogni logica e che tuttavia suggerisce una riflessione decisiva. Forse mai come nell&#8217;India di oggi si vede come il Vangelo sia <em>veramente</em> fermento di libertà e garante dei diritti fondamentali della persona. E proprio per questo temuto, osteggiato e combattuto da tutti i totalitarismi, da tutte le dittature, da tutti i poteri (statali e non) che si ergono essi stessi a forme di divinità.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo sguardo dell&#8217;Autore cade non a caso sull&#8217;ideologia che ha insanguinato come nessuno il secolo scorso: il comunismo. Alcuni ne avevano decretato la fine ma ancora oggi resta più vivo che mai in Corea del Nord, Cina, Birmania, Vietnam, Cuba mentre riemerge con altre forme, meno brutali &#8211; ma altrettanto liberticide &#8211; anche in Sudamerica. Proprio nella Corea comunista e ufficialmente atea nel luglio scorso una donna di 33 anni è stata giustiziata in pubblico “<em>perchè distribuiva la Bibbia</em>” (pag. 58). Ma migliaia sarebbero attualmente i cristiani rinchiusi nei campi di lavoro coreani e cinesi (i tristemente famosi “<em>laogai</em>”) e di cui si ignora la fine. E, ancora, le pagine di Mauro si soffermano anche sulla Via Crucis dei cristiani iracheni, che rischiano di scomparire per sempre dalla loro terra natale, sulla sofferenza di quelli che vivono da secoli in Turchia (ricordando il sacrificio di don Andrea Santoro e di mons. Luigi Padovese), fino a toccare le comunità più dimenticate: Iran, Indonesia, Somalia. Dinanzi a questa persecuzione su scala mondiale (documentata anche con numerose foto e siti internet di varie agenzie internazionali e Ong) che fanno dei cristiani il gruppo religioso più perseguitato in assoluto (più del 75% delle discriminazioni religiose nel mondo è diretto contro di loro) viene da chiedersi che cosa sarebbe successo se questi episodi avessero visto come vittime non dei cristiani ma un qualsiasi altro gruppo religioso. Ad esempio, degli ebrei o dei musulmani. Che cosa sarebbe accaduto se in qualche parte del mondo qualcuno, invece dei cristiani, avrebbe crocifisso o dato alle fiamme o giustiziato pubblicamente senza processo degli ebrei o dei musulmani per il solo fatto di essere ebrei o musulmani?</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta porta forse alla radice del problema, ovvero che in fondo il destino dei cristiani non interessa a nessuno, neanche a chi dovrebbe difendere per primo le radici cristiane dell&#8217;Europa (che infatti sono state negate). La questione appare talmente vera che un attivista per i diritti dei cristiani pakistani, interpellato recentemente su che cosa dovrebbe fare oggi l&#8217;Europa, ha risposto con le lacrime agli occhi: “Io penso che l&#8217;Europa dovrebbe ritrovare anzitutto la sua fede”. Padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews e studioso delle minoranze cristiane nel mondo, da parte sua concorda pienamente, mettendo in luce la ‘strana’ alleanza dei nostri giorni tra il laicismo nichilista occidentale e i dispotismi liberticidi orientali: “<em>È l</em>’<em>indifferenza della comunità internazionale</em>,<em> e dell</em>’<em>Europa in particolare</em>, <em>il più grande alleato dei paesi che ostacolano la libertà religiosa” </em>(pag. 33).           </p>
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		<title>VIETNAM LIBERO? LE VOCI DELLA DISSIDENZA VIETNAMITA A 35 ANNI DALLA FINE DELLA GUERRA (Corriere del Giorno, 9 aprile 2010, pag. 26)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 05:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corriere del Giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Angelo Guerini & Associati]]></category>
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		<description><![CDATA[C’era una volta il Vietnam. I cinquantenni di oggi lo ricordano molto bene, il Vietnam. Negli anni ’70 televisioni e giornali ne parlavano a mattina e a sera; i giovani con i capelli lunghi sfilavano per strada gridando slogan contro gli Stati Uniti e solidarizzando con i Vietcong. Famosi cantanti e registi mettevano a disposizione la loro arte per denunciare il corrotto regime di Saigon (quello sostenuto dagli U.S.A.) e così diventavano ancora più famosi. Poi, quando gli Americani abbandonarono Saigon (aprile 1975) e le navi della Marina Militare italiana (1979) andarono a raccogliere per mare i superstiti dei “boat people” (in totale, dal 1975 al 1979, un milione e mezzo di sud-vietnamiti in fuga dai “liberatori” comunisti), il sipario calò del tutto. Che ne è oggi, a 35 anni di distanza, del Vietnam “liberato” dai Vietcong? Le Edizioni Guerini e Associati, pubblicando nel 2005 il volume “Vietnam libero? Le voci della dissidenza vietnamita” (pagg. 196), hanno contribuito a colmare un grande vuoto che esisteva nella pubblicistica, almeno in Italia. Il libro, una traduzione dal francese realizzato dal “Comité Vietnam pour la Défense des Droits de l’Homme”, raccoglie una serie di importanti documenti provenienti dai dissidenti della cosiddetta società civile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-4127" href="http://www.recensioni-storia.it/vietnam-libero-le-voci-della-dissidenza-vietnamita-a-35-anni-dalla-fine-della-guerra/boat_people_2"><img class="alignleft size-full wp-image-4127" title="boat_people_2" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/04/boat_people_2.jpg" alt="boat_people_2" width="298" height="229" /></a>C’era una volta il Vietnam. I cinquantenni di oggi lo ricordano molto bene, il Vietnam. Negli anni ’70 televisioni e giornali ne parlavano a mattina e a sera; i giovani con i capelli lunghi sfilavano per strada gridando slogan contro gli Stati Uniti e solidarizzando con i Vietcong. Famosi cantanti e registi mettevano a disposizione la loro arte per denunciare il corrotto regime di Saigon (quello sostenuto dagli U.S.A.) e così diventavano ancora più famosi.</p>
<p>Poi, quando gli Americani abbandonarono Saigon (aprile 1975) e le navi della Marina Militare italiana (1979) andarono a raccogliere per mare i superstiti dei “boat people” (in totale, dal 1975 al 1979, un milione e mezzo di sud-vietnamiti in fuga dai “liberatori” comunisti), il sipario calò del tutto.</p>
<p>Che ne è oggi, a 35 anni di distanza, del Vietnam “liberato” dai Vietcong?</p>
<p><a rel="attachment wp-att-4128" href="http://www.recensioni-storia.it/vietnam-libero-le-voci-della-dissidenza-vietnamita-a-35-anni-dalla-fine-della-guerra/attachment/9788883356278"><img class="alignleft size-full wp-image-4128" title="9788883356278" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/04/9788883356278.jpg" alt="9788883356278" width="75" height="115" /></a>Le Edizioni Guerini e Associati, pubblicando nel 2005 il volume “<em>Vietnam libero</em>? <em>Le voci della dissidenza vietnamita</em>” (pagg. 196), hanno contribuito a colmare un grande vuoto che esisteva nella pubblicistica, almeno in Italia.</p>
<p>Il libro, una traduzione dal francese realizzato dal “Comité Vietnam pour la Défense des Droits de l’Homme”, raccoglie una serie di importanti documenti provenienti dai dissidenti della cosiddetta società civile, compresi alcuni ex dirigenti del Partito Comunista Vietnamita. La peculiarità dell’opera è anzi proprio questa: i vecchi nemici di un tempo &#8211; da un lato famosi comandanti vietcong ormai critici nei confronti del regime e dall’altro leader spirituali considerati “reazionari” -, si incontrano sul tema dei diritti umani. Il quadro che ne deriva, sinteticamente descritto nella prefazione a cura di Carmelo Palma, è “…che a trent’anni dalla riunificazione del Vietnam sotto la guida del Partito Comunista Vietnamita, le simulazioni democratiche del regime di Hanoi continuano a nascondere una realtà di oppressione politica; che a quasi vent’anni dal lancio del processo di riforma economica, sull’esempio della Repubblica popolare di Cina, il “Doi Moi” (il “rinnovamento”, n.d.r.), non è nata una moderna società di mercato, ma un mercato permanente della corruzione, con un sistema di mafie politiche ed economiche diffuse e ramificate, sotto il controllo dei maggiorenti militari e politici del regime; che, come in tutte le “società del silenzio”, sono in realtà i servizi segreti a governare le emergenze e le transizioni e, nella sua interezza, la politica del paese. La cosa più importante che però apprendiamo da queste pagine è forse un’altra: la tragedia del Vietnam non è mai finita.” (pagg. 9-10).</p>
<p>La tragedia del Vietnam dunque non è mai finita, cristallizzata alla luce sinistra dell’art. 4 della Costituzione, che tuttora sancisce la supremazia del Partito Comunista e della relativa dottrina marxista-leninista.</p>
<p>Se sul piano economico e sociale il divario fra l’elite del partito comunista e la massa dei contadini poveri (quasi il 90% della popolazione) è in continua crescita, l’aspetto della libertà religiosa e politica non desta minori preoccupazioni. Sull’esempio cinese, il regime vietnamita, non potendo più imporre una disciplina civile forzatamente ateistica, occupa <em>manu militari</em> le chiese, talora sostituendosi, con propri funzionari addetti al culto, ai legittimi religiosi riconosciuti dal popolo.</p>
<p>Chi sa, per esempio, che i leader della Chiesa buddista vietnamita (religione che rappresenta circa l’80% della popolazione) hanno passato più di 20 anni tra prigioni, campi di concentramento o arresti domiciliari? Che centinaia di credenti, buddisti o cristiani – come la minoranza Montagnard – sono tuttora perseguitati, discriminati e arbitrariamente trattenuti in prigione?</p>
<p>Eppure, in un paese dove le Chiese non possono aver vita al di fuori del sistema Partito-Stato, dove non è possibile creare un giornale indipendente, collegarsi liberamente ad internet, candidarsi alle elezioni, dove i servizi segreti fanno il bello e il cattivo tempo, “…<em>è alquanto singolare che la comunità internazionale continui a sostenere il cosiddetto programma internazionale di rafforzamento della legalità, “Legal System Development Strategy”, finanziato con fior di milioni di dollari dalla Banca Mondiale, dall’UNDP, dal Fondo Monetario internazionale e, “last but not least”, dall’Unione Europea</em>.” (pag.195).  Un equivoco di fondo o, peggio, una mistificazione è all’origine di tali programmi internazionali di aiuto al governo vietnamita: e cioè che la liberalizzazione economica porterà &#8211; automaticamente &#8211; alle libertà democratiche. Peccato che tale esperimento (falsamente plausibile solo per l’intellighenzia occidentale) sia già fallito nella Repubblica popolare cinese e, negli anni ’30, nella Germania nazista. Come ha infatti osservato il filosofo André Glucksman “…la Germania hitleriana ha dimostrato che uno Stato poteva essere contemporaneamente dotato di strutture politiche autoritarie o totalitarie e di strutture economiche capitalistiche.” (pag. 195).</p>
<p>Ma se l’Occidente di oggi perde milioni di dollari per inseguire uno Stato di diritto che in Vietnam difficilmente vedrà la luce, stante l’attuale regime comunista sia pure in salsa neo-capitalista, l’Occidente di ieri ha perso con i suoi giovani: i ventenni libertari degli anni ’70, ragazzi convinti che il socialismo di Ho Chi Minh sarebbe stato più autentico e rivoluzionario di quello che avevano conosciuto &#8211; e talora rifiutato &#8211; nelle proprie società.</p>
<p>Si tratta, in conclusione, di un libro-documento importante per comprendere quanto continua ad accadere nel Vietnam di oggi.</p>
<p>Fa solo sorridere &#8211; ed è comunque un sorriso pieno di amarezza &#8211; la solita storia espressa da qualche vecchio comandante vietcong, secondo cui il socialismo scientifico nell’attuale Vietnam non avrebbe trovato la sua corretta applicazione.</p>
<p>Verrebbe da chiedersi a quanta violenza bisogna ancora assistere per rendersi conto che il comunismo, dal suo interno, non è riformabile.</p>
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		<title>CRISTIANI ANCORA IN LIBERTA&#8217; VIGILATA NEL VIETNAM COMUNISTA (L&#8217;Ora del Salento, 6 marzo 2010, pag.11)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 06:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è facile essere cattolici in Vietnam. Alla grande vitalità della Chiesa locale, che non conosce crisi delle vocazioni, corrisponde ancora il controllo severo del partito comunista. Il 1954 e il 1975 sono le due date che hanno cambiato la vita del Paese: la prima segna l’avvento al potere del partito in tutto il Nord; la seconda la vittoria dei comunisti nel Sud, con il ritiro degli Americani dalla capitale Saigon. Per molti iniziò allora la tragedia della fuga in mare su imbarcazioni di fortuna (i “boat people”), pur di sfuggire ai Vietcong. La gente scappava a rischio della vita perché non intendeva vivere in un sistema che soffoca ogni libertà e perseguita le religioni. In Italia, a quel tempo, questo non lo si poteva dire. Per le centinaia di migliaia che non riuscirono a fuggire sul mare si aprirono i campi di rieducazione popolare. Verso la fine degli anni ’80, a similitudine di quanto accadeva in Cina, le maglie dell’ideologia si  sono un po’ allentate, in omaggio alla nuova politica del liberalismo economico, ma all’interno della cornice comunista. Anche per la Chiesa è iniziata una maggiore libertà d’azione, libertà però che è sempre vigilata e che ancora attende di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3928" href="http://www.recensioni-storia.it/cristiani-ancora-in-liberta-vigilata-nel-vietnam-comunista-lora-del-salento-6-marzo-2010-pag-11/vietnam"><img class="alignleft size-full wp-image-3928" title="vietnam" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/03/vietnam.jpg" alt="vietnam" width="200" height="250" /></a>Non è facile essere cattolici in Vietnam. Alla grande vitalità della Chiesa locale, che non conosce crisi delle vocazioni, corrisponde ancora il controllo severo del partito comunista. Il 1954 e il 1975 sono le due date che hanno cambiato la vita del Paese: la prima segna l’avvento al potere del partito in tutto il Nord; la seconda la vittoria dei comunisti nel Sud, con il ritiro degli Americani dalla capitale Saigon. Per molti iniziò allora la tragedia della fuga in mare su imbarcazioni di fortuna (i “boat people”), pur di sfuggire ai Vietcong. La gente scappava a rischio della vita perché non intendeva vivere in un sistema che soffoca ogni libertà e perseguita le religioni. In Italia, a quel tempo, questo non lo si poteva dire. Per le centinaia di migliaia che non riuscirono a fuggire sul mare si aprirono i campi di rieducazione popolare.</p>
<p>Verso la fine degli anni ’80, a similitudine di quanto accadeva in Cina, le maglie dell’ideologia si  sono un po’ allentate, in omaggio alla nuova politica del liberalismo economico, ma all’interno della cornice comunista.</p>
<p>Anche per la Chiesa è iniziata una maggiore libertà d’azione, libertà però che è sempre vigilata e che ancora attende di tradursi in “diritto”. Di fatto, ci informa “Mondo e Missione” (n°10 del dicembre 2008), nel Paese c’è libertà di culto e di partecipazione ai riti, ma tale libertà è effimera, non consacrata in un diritto che sia giuridicamente tutelato. Prova ne è la situazione a macchia di leopardo: nel sud &#8211; più aperto &#8211; la libertà religiosa è maggiormente garantita, al contrario del nord e della regione degli altopiani centrali, dove vivono i “montagnard”, aborigeni della montagna di fede cristiana duramente perseguitati.</p>
<p>La costituzione assicura la libertà di religione, ma nella pratica non mancano restrizioni e intimidazioni. Che, tuttavia, non scoraggiano il fervore e la crescita della Chiesa vietnamita. Secondo i dati riportati da “Mondo e Missione” (dicembre 2008, pag. 45), in Vietnam i cattolici rappresentano l’8% degli 84 milioni di abitanti (quindi sono circa 8 milioni). La frequenza domenicale è molto alta e centinaia di giovani aspiranti al sacerdozio sono accolti nei sette seminari del Paese. Ma accanto a questi dati consolanti, persistono le difficoltà. Le autorità non restituiscono le chiese sequestrate negli anni successivi alla guerra civile; soprattutto non cessano singoli episodi di sopraffazione e di violenza da parte della polizia e di militanti comunisti. Mentre molti cattolici degli altopiani centrali sono ancora incarcerati nei campi di rieducazione, gruppi di fedeli rischiano la vita per il loro attaccamento alla fede. Così “Avvenire” di sabato 27 febbraio 2010 (pag. 14) titola: “<em>Vietnam, dopo la distruzione della croce suore aggredite dai poliziotti in borghese</em>”.</p>
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		<title>IL CARDINALE VAN THUAN E CLAIRE LY: DUE TESTIMONI D&#8217;ECCEZIONE PER I CRIMINI DI VIETCONG E KHMER ROSSI (Rubrica radiofonica &#8220;L&#8217;Internazionale&#8221;, 16 aprile 2009)</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/il-cardinale-van-thuan-e-claire-ly-due-testimoni-deccezione-per-i-crimini-di-vietcong-e-khmer-rossi-rubrica-radiofonica-linternazionale-16-aprile-2009</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 09:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia e Hit Queen Radio: l&#8217;eredita&#8217;-di-khmer-rossi-e-vietcong-in-due-testimonianze-d&#8217;eccezione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2127" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=2127"><img class="alignleft size-medium wp-image-2127" title="marx" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/04/marx-300x300.jpg" alt="marx" width="300" height="300" /></a>Ascolta sulle frequenze di Radio Queen Italia e Hit Queen Radio:</p>
<p><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/04/leredita-di-khmer-rossi-e-vietcong-in-due-testimonianze-deccezione.mp3">l&#8217;eredita&#8217;-di-khmer-rossi-e-vietcong-in-due-testimonianze-d&#8217;eccezione</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.recensioni-storia.it/il-cardinale-van-thuan-e-claire-ly-due-testimoni-deccezione-per-i-crimini-di-vietcong-e-khmer-rossi-rubrica-radiofonica-linternazionale-16-aprile-2009/feed</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>ESTREMO ORIENTE:  LIBERTA’ E DIRITTI UMANI</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birmania]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Laos]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2009 si apre con prospettive sempre più preoccupanti per il rispetto dei diritti umani nei paesi dell’estremo oriente, dove si assiste ad una recrudescenza da parte dei regimi dittatoriali nell’attività di repressione, il cui obiettivo sono le minoranza etniche, quelle religiose ed in generale i militanti per l’affermazione dei diritti di libertà. Il caso più eclatante resta la Cina, con la ferita aperta del Tibet, dove, accanto alla feroce repressione, è in corso un’opera di trasferimento forzato di popolazioni di etnia Han, che ha lo scopo di annullare la componente tibetana e con essa la sua cultura millenaria pervasa di tolleranza e non violenza. Non meno drammatica, anche se misconosciuta, è la repressione nei confronti degli Uiguri, una minoranza di religione musulmana, che vive nel Turkestan orientale e che, come i tibetani, chiede non l’indipendenza ma almeno un’autonomia nell’ambito della repubblica cinese, in cui siano garantiti i fondamentali diritti di libertà politica e religiosa. Un altro fronte caldo è il Vietnam, in cui a patire, oltre alle minoranze cristiane &#8211; in particolare i Montagnards -, sono anche le popolazioni di etnia Kmer krom, profughi cambogiani, di religione buddista. Nel Laos, la medesima sorte è riservata a coloro i quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"><a rel="attachment wp-att-1473" href="http://www.recensioni-storia.it/?attachment_id=1473"><img class="alignleft size-full wp-image-1473" title="5832_vietnam-hmong3-150-x-112" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2009/02/5832_vietnam-hmong3-150-x-112.jpg" alt="5832_vietnam-hmong3-150-x-112" width="150" height="112" /></a></span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">Il 2009 si apre con prospettive sempre</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> più preoccupanti per il rispetto dei diritti</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> umani nei paesi dell’estremo oriente,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">dove si assiste ad una recrudescenza</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> da parte dei regimi dittatoriali nell’attività di repressione, il</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> cui obiettivo sono le minoranza etniche, quelle</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> religiose ed in generale i militanti per l’affermazione dei</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> diritti di libertà. Il caso più eclatante resta la Cina, con</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> la ferita aperta del Tibet, dove, accanto alla feroce</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> repressione, è in corso un’opera di trasferimento forzato</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> di popolazioni di etnia Han, che ha lo scopo</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> di annullare la componente tibetana e con essa</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> la sua cultura millenaria pervasa di tolleranza e</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> non violenza. Non meno drammatica, anche se </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">misconosciuta, è la repressione nei confronti</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> degli <em>Uiguri</em>, una minoranza di religione musulmana,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> che vive nel Turkestan orientale e che, come i tibetani,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> chiede non l’indipendenza ma almeno un’autonomia</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> nell’ambito della repubblica cinese, in cui siano garantiti</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> i fondamentali diritti di libertà politica e religiosa. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">Un altro fronte caldo è il Vietnam, in cui a patire, oltre alle</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> minoranze cristiane &#8211; in particolare i <em>Montagnards -</em>, </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">sono anche le popolazioni di etnia <em>Kmer krom</em>, profughi</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> cambogiani, di religione buddista.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> Nel Laos, la medesima sorte è riservata a coloro i</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> quali chiedono libertà e diritti civili, e tra questi</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> alcune minoranze etniche e religiose, come i <em>Lao-Hmong</em>,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> cui viene imputato di avere avuto dei parenti nell’armata</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> reale durante la guerra del Vietnam. </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">La lista dei paesi in cui vengono conculcati libertà e</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> diritti umani è purtroppo lunga ed include ancora la Corea </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">del Nord e il <em>Myamar</em>, per cui è auspicabile che in primo </span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">luogo l’Unione Europea, non solo potenza economica</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> ma anche politica, eserciti la sua forza di persuasione</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> affinché siano fatti valere i principi di libertà e di</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> democrazia, e siano affermati i diritti civili individuali,</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> ad iniziare da quello di professare liberamente</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;"> il proprio credo religioso.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"> </p>
<p class="MsoPlainText" style="margin: 0cm -48.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify; line-height: 23.85pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-variant: normal ! important;">Avv. Giuseppe Napoli<br />
</span></p>
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