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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; GIOVANNI PAOLO II</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>GIOVANNI PAOLO II  PONTEFICE DELL&#8217;AMORE</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jan 2007 17:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[GIOVANNI PAOLO II]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ora del Salento]]></category>
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		<description><![CDATA[ Aurora Guerrieri Romano è scrittrice feconda, e alla passione dello scrivere ha dedicato tanta parte della sua vita. Dopo aver pubblicato con varie case editrici e anche per le Edizioni San Paolo (Nel respiro di Dio, 2003 e Il coraggio dell&#8217;amore. Don Attilio Negrisolo, un sacerdote ad immagine di padre Pio, 2006) adesso una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image110" height="82" alt="1.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/03/1.miniatura.jpg" /> Aurora Guerrieri Romano è scrittrice feconda, e alla passione dello scrivere ha dedicato tanta parte della sua vita. Dopo aver pubblicato con varie case editrici e anche per le Edizioni San Paolo (<em>Nel respiro di Dio</em>, 2003 e <em>Il coraggio dell&#8217;amore. Don Attilio Negrisolo, un sacerdote ad immagine di padre Pio</em>, 2006) adesso una nuova fatica arricchisce il suo curriculum: &#8220;<em>Una rete gettata nel mare del tempo. Giovanni Paolo II il Pontefice dell&#8217;amore</em>&#8220;.<span id="more-37"></span>Si tratta di un libro autorevole, ad iniziare dall&#8217;<em>imprimatur</em> ecclesiastico di Mons. Angelo Comastri, Vicario generale della Città del Vaticano, e dalla presentazione a cura del Cardinale <em>Josè Saraiva Martins</em>, Prefetto della congregazione delle cause dei Santi.</p>
<p>L&#8217;opera si snoda attraverso sei capitoli, altrettanti percorsi sulle orme della vita e del pensiero di Giovanni Paolo II: &#8220;Chiamato a vivere l&#8217;amore&#8221;; &#8220;La barca di Pietro&#8221;; &#8220;L&#8217;amore passa dal cuore dell&#8217;uomo&#8221;; &#8220;Giovanni Paolo II: cantore e poeta del mistero&#8221;; &#8220;Mirabilia Dei&#8221;; &#8220;Frammenti di esperienze&#8221;.</p>
<p>Come ha scritto il cardinale Martins nella sua presentazione, il libro ha le caratteristiche di un diario spirituale, dove l&#8217;Autrice riversa l&#8217;esuberanza di fede che la contraddistingue, una ricchezza interiore che si alimenta della parola di Dio e di quella specialissima parola di Dio che è il <em>Logos</em> del Vicario di Cristo in terra.</p>
<p>Fulminata dalla vita e dalle esequie di Giovanni Paolo II, silenziosamente presente dinanzi alle sue spoglie mortali, Aurora Guerrieri dimostra un&#8217;eccezionale conoscenza degli scritti di Giovanni Paolo II, che richiama nel suo volume con abbondanza di citazioni e riferimenti.</p>
<p>Ne viene fuori, così, più che una biografia del pontefice polacco (sulla falsariga dei tanti volumi pubblicati in questi ultimi due anni), un cammino spirituale dettato da un grande amore: Giovanni Paolo II è il pontefice dell&#8217;amore, di quell&#8217;amore che travalica il tempo di questa vita e si affaccia sullo scenario, incommensurabile, dell&#8217;eternità. Scrive l&#8217;Autrice: &#8220;<em>Giovanni Paolo II (è) il Papa che ha segnato le diverse tappe della mia vita spirituale e umana col suo essere cantore e poeta del Mistero di Dio tra gli uomini</em> &#8221;</p>
<p>Questo libro, allora, oltre che di piacevole lettura, risulta uno strumento prezioso per la meditazione personale.</p>
<p>Roberto Cavallo</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;Ora del Salento</em>&#8220;, 20 gennaio 2007, pag.12</p>
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		<title>I MIRACOLI  DI  PAPA  WOJTYLA (Il Corriere del Sud, n°2/2006, pag.20)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 05:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANNI PAOLO II]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri Santi]]></category>
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		<description><![CDATA[Premessa fondamentale di ogni procedimento di canonizzazione è la fama di santità. Se questa manca, il processo non inizia. Nel caso di Karol Wojtyla sono stati i semplici fedeli &#8211; come del resto è buona tradizione del cristianesimo, soprattutto orientale &#8211; a fare il primo passo. Quegli slogan &#8220;Santo subito&#8221; gridati in Piazza San Pietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><img id="image133" height="96" alt="1112611513_2.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/04/1112611513_2.miniatura.jpg" />Premessa fondamentale di ogni procedimento di canonizzazione è la fama di santità. Se questa manca, il processo non inizia. Nel caso di <strong>Karol Wojtyla</strong> sono stati i semplici fedeli &#8211; come del resto è buona tradizione del cristianesimo, soprattutto orientale &#8211; a fare il primo passo. Quegli slogan &#8220;<em>Santo subito</em>&#8221; gridati in Piazza San Pietro rappresentano una forma pubblica di acclamazione della fama di santità. <span id="more-134"></span><br />
</font><font size="3">Nei giorni successivi alla scomparsa di Papa Wojtyla si sono moltiplicate sulla stampa e in televisione le segnalazioni di persone che sostenevano di aver ricevuto grazie particolari (soprattutto guarigioni dal cancro) per l&#8217;intercessione del pontefice polacco.<br />
</font><font size="3">Tali segnalazioni, raccolte anche da settimanali a larga tiratura fra cui &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;, nella quasi totalità dei casi riguardano risanamenti e fatti comunque straordinari verificatisi ancora prima del decesso di Giovanni Paolo II.<br />
</font><font size="3">Il nuovo libro di <strong>Andrea Tornielli</strong>, prestigioso vaticanista de &#8220;Il Giornale&#8221; e autore di vari saggi, raccoglie queste storie e queste testimonianze, verificate e verificabili: sono appunto &#8220;<em>I miracoli di Papa Wojtyla</em>&#8221; (Edizioni PIEMME, 2005, pagg.135, euro 12,90).<br />
</font><font size="3">Eppure &#8211; ricorda Tornielli &#8211; proprio le norme canoniche escludono tali eventi, molti dei quali  scientificamente inspiegabili, dal novero delle prove utili ai fini della causa di beatificazione (primo passo verso la canonizzazione): solo i miracoli accertati  <em>dopo la morte</em> del servo di Dio sono infatti presi in considerazione dalla Chiesa. Ciò naturalmente non vuol dire che essi non siano comunque significativi. E&#8217; che solo &#8220;<em>post-mortem</em>&#8221; la Chiesa può essere certa che l&#8217;anima del beatificando sia effettivamente in paradiso.<br />
</font><font size="3">Così il 29 maggio 2005, mentre a Bari Papa Ratzinger concludeva il Congresso eucaristico nazionale, sull<em>&#8216;Osservatore Romano</em> e su <em>Avvenire </em>veniva pubblicato l&#8217;Editto a firma del Cardinale Ruini con cui si invitavano tutti i fedeli a segnalare al Tribunale diocesano del Vicariato di Roma (Piazza San Giovanni in Laterano, n°6, 00184 Roma) &#8221; <em>tutte quelle notizie, dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari  alla fama di santità del detto Servo di Dio</em>&#8220;.<br />
</font><font size="3">Il processo di beatificazione formalmente è stato aperto dallo stesso Cardinale Ruini un mese più tardi, il 28 giugno 2005, senza bisogno di attendere i fatidici cinque anni dalla morte del beatificando, come invece è previsto dalle norme canoniche.<br />
</font><font size="3">Con tale procedimento abbreviato sì è agito anche nel caso di Madre Teresa di Calcutta (la decisione allora fu presa proprio da Giovanni Paolo II). E&#8217; una scelta di stretta competenza pontificia, e Benedetto XVI  ha voluto esercitarla in favore del suo amato predecessore. Questo non significa che il procedimento si concluderà sicuramente subito (come sempre sarà molto accurato), ma semplicemente che la fase preliminare, la &#8220;pausa di riflessione&#8221; lunga 5 anni, è stata appositamente &#8220;saltata&#8221;.<br />
</font><font size="3">Adesso quindi la palla passa nuovamente ai fedeli, a tutti i fedeli, cui compete segnalare al Vaticano nuovi ed ulteriori casi clamorosi, in particolare guarigioni scientificamente non spiegabili. Viste le premesse, è facile intuire che Giovanni Paolo II tornerà presto a far parlare di sè<br />
</font><font face="Arial" size="3">E Tornielli nel suo libro ricorda che quello del Papa santo non è per nulla un caso isolato nè tanto meno un&#8217;eccezione. Per cui in appendice riporta, oltre che il testamento di Giovanni Paolo II, anche l&#8217;elenco completo di tutti i Papi Santi che la storia della Chiesa ci ha regalato.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3"><font face="Arial" size="3" /></font><font size="3">Roberto Cavallo<br />
</font><font face="Times" size="3"> </font></p>
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		<title>STORIA DI KAROL WOJTYLA,  STORIA DEL XX SECOLO (Il Corriere del Sud, n°13/2005, pag.19)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 05:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ancora]]></category>
		<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANNI PAOLO II]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere del Sud]]></category>
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Gian Franco Svidercoschi, già vice-direttore de &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;, vaticanista esperto e attento studioso del mondo religioso, ha avuto la fortuna e l&#8217;onore di intervistare per ben due volte Giovanni Paolo II, e con lui ha collaborato alla realizzazione di &#8220;Dono e Mistero&#8221;, il libro scritto nel 1996 in cui il Papa ha raccontato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><font face="Arial" size="5"><img id="image131" height="96" alt="karol_wojtyla_010.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/04/karol_wojtyla_010.miniatura.jpg" /> </font></strong></p>
<p><font face="Arial" size="3">Gian Franco Svidercoschi, già vice-direttore de &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;, vaticanista esperto e attento studioso del mondo religioso, ha avuto la fortuna e l&#8217;onore di intervistare per ben due volte Giovanni Paolo II, e con lui ha collaborato alla realizzazione di &#8220;Dono e Mistero&#8221;, il libro scritto nel 1996 in cui il Papa ha raccontato la sua vita sacerdotale. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Nei primi mesi del 2001, all&#8217;interno della trasmissione &#8220;Alle otto della sera&#8221;, per Radio Due RAI ha curato la rubrica &#8220;<em>Storia di Karol</em>&#8220;, che è poi diventato un libro col medesimo titolo, pubblicato nel 2001 dalla ERI (la casa editrice della RAI) e dall&#8217;Editrice Ancora (pagg.165, euro 14,45). <span id="more-132"></span></font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Infine &#8220;<em>Storia di Karol</em>&#8221; è diventato lo sceneggiato televisivo mandato in onda da Canale 5 lo scorso mese di aprile con il titolo &#8220;<em>Un uomo diventato Papa</em>&#8220;, che ha tenuto incollati al televisore milioni di telespettatori.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">&#8220;<em>Storia di Karol</em>&#8221; si sviluppa in 20 brevi capitoli che tratteggiano la vita di Wojtyla dalla nascita alla vigilia dell&#8217;elezione al soglio pontificio. E&#8217; uno strumento ottimo per conoscere la lunga strada percorsa da quest&#8217;uomo, la cui vita è stata tutta segnata dagli eventi storici epocali del XX° secolo. Leggendo questa sua biografia nulla sembra sia avvenuto per caso, e si intravede quella mano della Provvidenza che il 13 maggio del 1981 risultò determinante.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Karol nasce da una famiglia profondamente cattolica, dove si respirano ancora i ricordi del padre, che aveva servito da ufficiale del corpo di amministrazione l&#8217;esercito imperiale austro-ungarico, quando la Polonia non era ancora Stato nazionale ma era divisa fra Austria, Germania e Russia.</font></p>
<p><font size="3"></font><font face="Arial"><em>Wadowice</em>, sua città natale, è una tranquilla città di provincia, ma ha almeno tre caratteristiche in grado di distinguerla: una certa vivacità culturale, non esclusa l&#8217;attività teatrale, una fiorente ed erudita comunità ebraica, la presenza di un famoso reggimento che nel 1920, anno di nascita di Karol, aveva dato eccellente prova del proprio valore contribuendo al &#8220;miracolo della Vistola&#8221;: appena due anni dopo la fine della prima guerra mondiale il piccolo esercito polacco aveva fermato sul grande fiume l&#8217;Armata Rossa, pronta su ordine di Lenin a dilagare per esportare la Rivoluzione proletaria nel cuore d&#8217;Europa.</font><font size="3"></font><font face="Arial" size="3">Quelli che vanno dal 1930 al 1938 sono per Karol e per i suoi numerosi amici gli anni del ginnasio (la nostra scuola media più le superiori), gli anni in cui il suo carattere (già provato dalla morte prematura della mamma e del giovane fratello medico) si forma in modo definitivo, con eccellenti risultati sul piano dello studio e dell&#8217;arte della recitazione. Grazie all&#8217;esempio del padre, che si accolla in solitudine l&#8217;onere di educarlo, e sostenuto da don <em>Figlewicz</em>, suo confessore e padre spirituale, Karol vive con intensità la sua fede, che lo accompagna nelle amicizie, nello studio, nello sport. Poi, con il trasferimento a Cracovia per la frequenza ai corsi di filologia dell&#8217;Università Jagellonica, il futuro Giovanni Paolo II ha appena il tempo di gustare il giovanile entusiasmo che riserva la vita universitaria, che la furia del nazionalsocialismo spazza via, in pochi giorni, pezzi di tradizione di storia polacca e quindi anche parte del suo mondo. La cattedrale chiusa, l&#8217;università chiusa, i professori e gli intellettuali internati nei campi di concentramento col dichiarato intento di cancellare per sempre la cultura polacca, gli amici ebrei perseguitati e arrestati </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Tutto sembra drammaticamente finito, mentre dall&#8217;altra parte della Vistola i sovietici, in forza degli scellerati accordi segreti fra Hitler e Stalin, occupano il restante 52% del territorio nazionale: l&#8217;esercito polacco questa volta si è disciolto come neve al sole. E&#8217; la notte oscura della Polonia, è la notte oscura dello spirito Miracolosamente sopravvissuto alla carneficina nazista grazie anche all&#8217;esperienza del duro lavoro in miniera, Karol come milioni di suoi compatrioti ignora che la sua Patria sta per essere venduta dagli Alleati a Stalin, nonostante lo straordinario valore dimostrato dai Polacchi a Montecassino (furono praticamente loro ad aprire la strada per Roma). Ci vorranno così ancora 45 anni per riconquistare la libertà, e toccherà proprio a lui , a Karol Wojtyla, prima sacerdote, poi vescovo e infine cardinale ridare speranza e dignità alla sua Polonia. Saranno questi gli anni dell&#8217;ascesi, della nuova salita al Monte Carmelo, proprio come indicato da quel San Giovanni della Croce autore della &#8220;<em>Notte oscura</em>&#8221; che affascinerà tanto il giovane Karol, che ne acquisirà la spiritualità carmelitana. Contemporaneamente gli studi sulla filosofia della coscienza, appresa attraverso Edmund Husserl e Max Scheler, lo porteranno a scoprire ancora di più la centralità della persona umana e la sua dignità irrinunciabile. Tale consapevolezza sarà la forza tremenda nelle mani di Karol Wojtyla che, novello Mosè, passo dopo passo, riuscirà a scuotere i poteri forti, che crollano, e i muri dell&#8217;odio, che si sbriciolano E&#8217; la storia di Karol, è la storia, ben raccontata, di questo nostro secolo appena passato. Leggiamola </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Roberto Cavallo</font></p>
<p><font face="Arial" size="3" /></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;UOMO DEL SECOLO&#8221;: IL LIBRO DI JONATHAN KWITNY SU GIOVANNI PAOLO II (Il Corriere del Sud)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2003 15:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[     Fra pochi giorni, il 16 ottobre 2003, ricorrerà il 25° anniversario dell&#8217;elezione al soglio pontificio di Giovanni Paolo II. Karol Wojtyla vi giunge alla veneranda età di 83 anni. Malato e pieno di acciacchi, come si sa, ma comunque vi arriva, tagliando il traguardo di uno dei più lunghi pontificati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3" /><font face="Times"><img id="image136" height="96" alt="5433fd85d21f61be4bea60c9322c7e26.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/04/5433fd85d21f61be4bea60c9322c7e26.miniatura.jpg" />    </font> <font face="Arial" size="3">Fra pochi giorni, il 16 ottobre 2003, ricorrerà il 25° anniversario dell&#8217;elezione al soglio pontificio di Giovanni Paolo II. Karol Wojtyla vi giunge alla veneranda età di 83 anni. Malato e pieno di acciacchi, come si sa, ma comunque vi arriva, tagliando il traguardo di uno dei più lunghi pontificati che la storia ricordi. <span id="more-135"></span></font><font size="3" /><font face="Arial" size="3">Scrivere un libro non è mai cosa facile; diventa un&#8217;impresa quando si ha a che fare con &#8220;L&#8217;uomo del secolo&#8221;: Giovanni Paolo II per l&#8217;appunto. Sintetizzare diventa allora impossibile: più di cento i viaggi apostolici nel mondo, decine le encicliche, le esortazioni post-sinodali, le lettere ai fratelli nell&#8217;episcopato o più semplicemente agli uomini di buona volontà.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">E tutto ciò è soltanto l&#8217;epilogo di una vita straordinaria, che ha conosciuto ed attraversato, ma anche trasformato, le contraddizioni e le tragedie del XX° secolo: prima il nazismo, poi il comunismo, oggi i peggiori eccessi del capitalismo.</font></p>
<p><font size="3" /><font face="Arial">E&#8217; dunque un&#8217;impresa ardua quella che <em>Jonathan Kwitny</em>, affermato giornalista americano, si è ritagliata, con il risultato che la sua opera originale,<em> Man of the century</em>, edita negli Stati Uniti nel 1997, è stata adesso tradotta e pubblicata anche in Italia per le Edizioni PIEMME (pagg. 475, euro 19,50). Il libro, con presentazione e appendice a cura del vaticanista e giornalista televisivo Marco Tosatti, lancia una serie di spunti di riflessione, di inedite finestre aperte sulla vita dell&#8217;uomo che ha cavalcato la transizione fra la fine del secondo millennio e l&#8217;inizio del terzo.  </font><font size="3" /><font face="Arial" size="3">Dopo aver sofferto il nazismo da studente e da giovane operaio, Karol Wojtyla matura la  vocazione sacerdotale in una Polonia abbandonata al suo destino dalla perversa logica di Yalta. Conosce il marxismo e il comunismo; ne individua gli errori e gli orrori; lo combatte a 360 gradi ma con intelligenza e perspicacia. Non è un anticomunista viscerale. Ciò gli consente di intrattenere buoni rapporti con la nomenklatura di Varsavia: il dialogo è continuo e serrato. Ai punti esclamativi Wojtyla preferisce incalzare l&#8217;avversario con gli interrogativi e, se necessario, con il silenzio che, nel suo caso, non è però sinonimo di paura o inerzia. Fa parte di una strategia. Il futuro Giovanni Paolo II non difende ideologie o modelli di società, fossero anche quelli di un passato cristiano ma oramai tramontato.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">La sua passione integrale è per l&#8217;uomo, ogni singolo e irripetibile uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio. Da qui la strenua difesa dei diritti umani, da salvaguardare ad ogni latitudine e indipendentemente da ogni regime politico. In questo modo  difficilmente gli si può resistere. Durante il Concilio Vaticano II Wojtyla intervenne alla sessione sulla libertà religiosa affermando che la Chiesa doveva andare oltre la semplice tolleranza evocata dalle legislazioni civili degli Stati. Egli chiedeva al Concilio di affermare che la libertà <em>&#8221; si fondava sulla dignità della persona umana ciò dovrebbe essere sottolineato affinchè la nostra dichiarazione sia considerata cristianamente personalistica e non derivata dal liberalismo</em>&#8220;. Il nuovo documento che ne scaturì, la <em>Dignitatis Humanae</em>, divenne, nota <em>Kwitny</em>, un&#8217;arma significativa per il futuro Giovanni Paolo II nel suo assalto contro il comunismo.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Il libro traccia con dovizia di particolari il filo conduttore che lega la figura di Wojtyla a <em>Solidarnosc</em> e all&#8217;incruenta rivoluzione polacca che ne seguì: quando anche la repressione ed il sangue sembravano aver spazzato via tutto, con lo stesso Walesa in carcere, Giovanni Paolo II interveniva direttamente, con i suoi canali privilegiati, per rianimare la resistenza. Quella profonda comprensione della natura malefica del comunismo lo spinse a diffidare della Teologia della Liberazione che, pur con tutti i suoi distinguo, rischiava negli anni &#8216;80 di gettare l&#8217;America Latina nell&#8217;orbita di Fidel Castro e di Mosca. L&#8217;autore attribuisce tale atteggiamento ostile del papa più all&#8217;azione inflessibile del Cardinale <em>Ratzinger</em> che ad una sua reale convinzione: può darsi. Resta il fatto che lo stesso <em>Kwitny</em> riporta (pag.120-121) il pensiero dell&#8217;allora giovane vescovo Wojtyla sui confratelli vescovi latino-americani inebriati di teologia della liberazione: &#8220;Non hanno idea di come la gente perda la loro libertà sotto il comunismo&#8221;. E non tralasciava di dare dell&#8217;ignorante, dopo aver correttamente distinto fra ingenuità ed ignoranza, a Mons. Camara, vescovo brasiliano osannato dall&#8217;intellighentia liberal e catto-comunista occidentale:</font><font face="Arial"> &#8220;<em>La gente non capisce il modo in cui il marxismo rende schiavi</em>&#8220;.  </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Inflessibile sulle tematiche di morale sessuale, fu particolarmente vicino a Paolo VI nella pubblicazione dell&#8217;<em>Humanae Vitae</em> e nella conseguente condanna di ogni forma di contraccezione. Nell&#8217;<em>Evangelium Vitae</em>, l&#8217;enciclica a tutela della vita, da quella nascente a quella terminale, individua i pericoli del totalitarismo democratico, ogni qual volta i fondamentali diritti dell&#8217;uomo vengono subordinati al gioco delle maggioranze dei votanti, spesso artificiosamente orientate dai mass media.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Nella ciclopica impresa di riportare il mondo a Dio, il dialogo interreligioso e in particolare quello con i fratelli ortodossi (&#8221;l&#8217;accerchiamento di Mosca&#8221;, come ripete l&#8217;Autore) diventa oggi la chiave di volta di un pontificato che, a dispetto di molti, sembra non conoscere tramonto.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Roberto Cavallo</font></p>
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		<title>LAICI CATTOLICI E POLITICA (25 febbraio 2001)</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Feb 2001 20:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANNI PAOLO II]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8221;Il Sacro Concilio, volendo rendere più intensa l&#8217;attività  apostolica del Popolo di Dio, con viva premura si rivolge ai fedeli laici, dei quali già altrove ha ricordato la parte propria e assolutamente necessaria che essi hanno nella missione della Chiesa. L&#8217;Apostolato dei laici, infatti, derivando dalla loro stessa vocazione cristiana, non può mai venire meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><o></o><font size="3" face="Times"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/11/thumb.jpg" title="thumb.jpg"><img src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/11/thumb.thumbnail.jpg" alt="thumb.jpg" /></a> &#8221;Il Sacro Concilio, volendo rendere più intensa l&#8217;attività<span>  </span>apostolica del Popolo di Dio, con viva premura si rivolge ai fedeli laici, dei quali già altrove ha ricordato la parte propria e assolutamente necessaria che essi hanno nella missione della Chiesa. L&#8217;Apostolato dei laici, infatti, derivando dalla loro stessa vocazione cristiana, non può mai venire meno nella Chiesa. La stessa sacra Scrittura mostra abbondantemente quanto spontanea e fruttuosa fosse tale attività ai primordi della Chiesa&#8221;.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times">Con queste parole inizia il decreto del Concilio Vaticano II sull&#8217;apostolato dei laici, decreto datato 18.11.1965 e<span>  </span>più conosciuto come &#8220;Apostolicam Actuositatem&#8221;.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times">A distanza di oltre 35 anni il laicato cattolico ha articolato sempre meglio la propria azione missionaria all&#8217;interno e sotto la guida della gerarchia. Si è assistito, in particolare,<span>  </span>alla fioritura dei &#8220;movimenti&#8221;, non in contrapposizione ma con funzioni complementari a quelle che le parrocchie svolgono sul territorio. Nelle diocesi italiane sono tante le aggregazioni laicali che operano nel campo dell&#8217;assistenza, della cultura,<span>  </span>della solidarietà verso le forme nuove e vecchie di povertà. </font><font face="Times"> </font><font size="3" face="Times">Giovanni Paolo II il 26.11.2000, nel corso della celebrazione Eucaristica per il giubileo dei laici, così si è prronunciato:&#8221;…A voi i Padri conciliari hanno affidato, in special modo, la missione di cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali<span>  </span>e orientandole secondo Dio…Oggi più che mai, carissimi, il vostro apostolato è indispensabile perché il Vangelo sia luce, sale e lievito di una nuova umanità&#8221;.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times">In cima alle &#8220;cose temporali&#8221; vi è anche la politica. Il disinteresse per la politica di tanti cattolici<span>  </span>non va bene . Lo disse alla vigilia delle ultime consultazioni elettorali politiche il Cardinale Ruini.<span>  </span>Quindi, primo votare.<span>  </span>Ma non basta. Bisogna<span>  </span>saper scorgere nei programmi, anche se a volte<span>  </span>la cosa risulta obiettivamente difficile,<span>  </span>i valori proposti dalle forze politiche<span>  </span>contendenti.<span>  </span>Dunque non è vero che l&#8217;uno vale l&#8217;altro.<span>  </span>Il profondo scetticismo che purtroppo serpeggia fra la gente, la sfiducia verso la classe politica in quanto tale<span>  </span>non deve e non può spingere<span>  </span>alla rassegnazione<span>  </span>i cristiani, per i quali<span>  </span>fine della politica non può che essere <u>la ricerca del bene comune</u>. In tale prospettiva<span>  </span>trova<span>  </span>giustificazione l&#8217; asserzione di Paolo VI,<span>  </span>secondo cui<span>  </span>fra le<span>  </span>varie<span>  </span>forme di carità<span>  </span>quella politica<span>  </span>è seconda sola alla diretta trasmissione del Vangelo.<span>  </span>Pio XII, a sua volta, <span> </span>ricordava<span>  </span>che dalla forma data alla società <em>dipende molto</em> della salvezza delle anime…Giovanni Paolo II nella <em>Christifideles laici</em><span>  </span>dà ampio risalto alla dignità e alla vocazione dei politici…Ma non tutti i politici sono uguali, è inutile negarlo.<span>  </span>Non si tratta solo degli stereotipati luoghi comuni<span>  </span>che vedono onorevoli e senatori<span>  </span>propensi più<span>  </span>al proprio interesse personale piuttosto<span>  </span>che a quello<span>  </span>della collettività.<span>  </span>In gioco c&#8217;è molto di più.<span>   </span>Ci sono appunto i valori; che non sono una cosa<span>  </span>talmente<span>  </span>astratta<span>  </span>da poterli inventare<span>  </span>o rivendicare di sana pianta<span>  </span>giusto sotto elezioni.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times">In gioco c&#8217;è la<span>  </span>vita,<span>  </span>la dignità della vita nascente e di quella terminale.<span>  </span>In Italia, dunque, significa che è ormai tempo di mettere mano alla<span>  </span>legge 194 sull&#8217;interruzione volontaria di gravidanza<span>  </span>e contemporaneamente<span>  </span>scongiurare,<span>  </span>in modo palese, tentazioni<span>  </span>volte alla legalizzazione del suicidio…(senza casi pietosi che tengano!).<span>  </span>In gioco c&#8217;è la sorte degli attuali 30.000 embrioni congelati, veri cittadini italiani, che attendono<span>  </span>di conoscere il loro destino in quello che è oramai noto come il Far West della bioetica.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times">In gioco c&#8217;è il ruolo della famiglia, svuotata<span>  </span>da una martellante propaganda relativista,<span>  </span>che esalta ogni &#8220;diversità&#8221; in quanto tale.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font face="Times">In gioco ci sono gli istituti e le scuole private,<span>  </span>non solo quelli cattolici!,<span>  </span>che hanno tutto il diritto a veder<span>  </span>riconosciuta la loro richiesta di parità.<span>   </span></font></p>
<p><o></o><font size="3" face="Times"> </font><o></o><font size="3" face="Times"> </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times">Roberto<span>  </span>Cavallo</font></p>
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