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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; MAGISTERO PONTIFICIO&#8230;IN PILLOLE!</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>BENEDETTO XVI: SENZA UN SIGNIFICATO PROFONDO, TUTTO IL NOSTRO FARE SI RIDUCE AD ATTIVISMO STERILE E DISORDINATO</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 20:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Angelus del 18 luglio 2010:
&#8220;Cari fratelli e sorelle! Siamo ormai nel cuore dell’estate, almeno nell’emisfero boreale. E’ questo il tempo in cui sono chiuse le scuole e si concentra la maggior parte delle ferie. Anche le attività pastorali delle parrocchie sono ridotte, e io stesso ho sospeso per un periodo le udienze. E’ dunque un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Angelus del 18 luglio 2010:</p>
<p>&#8220;Cari fratelli e sorelle! Siamo ormai nel cuore dell’estate, almeno nell’emisfero boreale. E’ questo il tempo in cui sono chiuse le scuole e si concentra la maggior parte delle ferie. Anche le attività pastorali delle parrocchie sono ridotte, e io stesso ho sospeso per un periodo le udienze. E’ dunque un momento favorevole per dare il primo posto a ciò che effettivamente è più importante nella vita, vale a dire l’ascolto della Parola del Signore. Ce lo ricorda anche il Vangelo di questa domenica, con il celebre episodio della visita di Gesù a casa di Marta e Maria, narrato da san Luca 10,38-42.Marta e Maria sono due sorelle; hanno anche un fratello, Lazzaro, che però in questo caso non compare. Gesù passa per il loro villaggio e – dice il testo – Marta lo ospitò cfr 10,38. Questo particolare lascia intendere che, delle due, Marta è la più anziana, quella che governa la casa. Infatti, dopo che Gesù si è accomodato, Maria si mette a sedere ai suoi piedi e lo ascolta, mentre Marta è tutta presa dai molti servizi, dovuti certamente all’Ospite eccezionale. Ci sembra di vedere la scena: una sorella che si muove indaffarata, e l’altra come rapita dalla presenza del Maestro e dalle sue parole. Dopo un po’ Marta, evidentemente risentita, non resiste più e protesta, sentendosi anche in diritto di criticare Gesù: &#8220;Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti&#8221;. Marta vorrebbe addirittura insegnare al Maestro! Invece Gesù, con grande calma, risponde: &#8220;Marta, Marta – e questo nome ripetuto esprime l’affetto –, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta&#8221; 10,41-42. La parola di Cristo è chiarissima: nessun disprezzo per la vita attiva, né tanto meno per la generosa ospitalità; ma un richiamo netto al fatto che l’unica cosa veramente necessaria è un’altra: ascoltare la Parola del Signore; e il Signore in quel momento è lì, presente nella Persona di Gesù! Tutto il resto passerà e ci sarà tolto, ma la Parola di Dio è eterna e dà senso al nostro agire quotidiano. Cari amici, come dicevo, questa pagina di Vangelo è quanto mai intonata al tempo delle ferie, perché richiama il fatto che la persona umana deve sì lavorare, impegnarsi nelle occupazioni domestiche e professionali, ma ha bisogno prima di tutto di Dio, che è luce interiore di Amore e di Verità. Senza amore, anche le attività più importanti perdono di valore, e non danno gioia. Senza un significato profondo, tutto il nostro fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato. E chi ci dà l’Amore e la Verità, se non Gesù Cristo? Impariamo dunque, fratelli, ad aiutarci gli uni gli altri, a collaborare, ma prima ancora a scegliere insieme la parte migliore, che è e sarà sempre il nostro bene più grande.&#8221;</p>
<p>via<a href="http://www.facebook.com/note.php?created&amp;&amp;suggest&amp;note_id=414309968390">Facebook | Giancarlo Cerrelli: Benedetto XVI: Senza un significato profondo, tutto il nostro fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato.</a>.</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: QUAL E&#8217; IL DANNO MAGGIORE PER LA CHIESA</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 20:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CAPPELLA PAPALE NELLA SOLENNITÀ DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO (29.06.2010):
&#8220;Se pensiamo ai due millenni di storia della Chiesa, possiamo osservare che [...] non sono mai mancate per i cristiani le prove, che in alcuni periodi e luoghi hanno assunto il carattere di vere e proprie persecuzioni. Queste, però, malgrado le sofferenze che provocano, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAPPELLA PAPALE NELLA SOLENNITÀ DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO (29.06.2010):</p>
<p>&#8220;Se pensiamo ai due millenni di storia della Chiesa, possiamo osservare che [...] non sono mai mancate per i cristiani le prove, che in alcuni periodi e luoghi hanno assunto il carattere di vere e proprie persecuzioni. Queste, però, malgrado le sofferenze che provocano, non costituiscono il pericolo più grave per la Chiesa. Il danno maggiore, infatti, essa lo subisce da ciò che inquina la fede e la vita cristiana dei suoi membri e delle sue comunità, intaccando l’integrità del Corpo mistico, indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la bellezza del suo volto.&#8221;</p>
<p>via <a href="http://www.totustuus.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;op=newindex&amp;catid=12">Totus tuus network </a>.</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: LE RAGIONI DELLA FEDE IN SAN TOMMASO D&#8217;AQUINO</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 05:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito un brano tratto dall&#8217;udienza generale di mercoledì 23 giugno 2010:
&#8220;&#8230;Vorrei proporre qualche esempio del contenuto, semplice, essenziale e convincente, dell’insegnamento di san Tommaso. Nel suo Opuscolo sul Simbolo degli Apostoli egli spiega il valore della fede. Per mezzo di essa, dice, l’anima si unisce a Dio, e si produce come un germoglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4604" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a rel="attachment wp-att-4604" href="http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-le-ragioni-della-fede-in-san-tommaso-daquino/minturnob"><img class="size-medium wp-image-4604" title="Minturno" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/06/Minturnob-200x300.jpg" alt="Castello di Minturno, dove fu ospite nel 1272 San Tommaso d'Aquino" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Castello di Minturno, dove fu ospite nel 1272 San Tommaso d&#39;Aquino</p></div>
<p>Pubblichiamo di seguito un brano tratto dall&#8217;udienza generale di mercoledì 23 giugno 2010:</p>
<p>&#8220;&#8230;Vorrei proporre qualche esempio del contenuto, semplice, essenziale e convincente, dell’insegnamento di san Tommaso. Nel suo Opuscolo sul Simbolo degli Apostoli egli spiega il valore della fede. Per mezzo di essa, dice, l’anima si unisce a Dio, e si produce come un germoglio di vita eterna; la vita riceve un orientamento sicuro, e noi superiamo agevolmente le tentazioni. A chi obietta che la fede è una stoltezza, perché fa credere in qualcosa che non cade sotto l’esperienza dei sensi, san Tommaso offre una risposta molto articolata, e ricorda che questo è un dubbio inconsistente, perché l’intelligenza umana è limitata e non può conoscere tutto. Solo nel caso in cui noi potessimo conoscere perfettamente tutte le cose visibili e invisibili, allora sarebbe un’autentica stoltezza accettare delle verità per pura fede. Del resto, è impossibile vivere, osserva san Tommaso, senza fidarsi dell’esperienza altrui, là dove la personale conoscenza non arriva. È ragionevole dunque prestare fede a Dio che si rivela e alla testimonianza degli Apostoli: essi erano pochi, semplici e poveri, affranti a motivo della Crocifissione del loro Maestro; eppure molte persone sapienti, nobili e ricche si sono convertite in poco tempo all’ascolto della loro predicazione. Si tratta, in effetti, di un fenomeno storicamente prodigioso, a cui difficilmente si può dare altra ragionevole risposta, se non quella dell’incontro degli Apostoli con il Signore Risorto.&#8221;</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: IL RISPETTO DELLA LEGGE NATURALE FONDAMENTO DELLA DEMOCRAZIA</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 23:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso dell&#8217;udienza generale del 16 giugno 2010 il Santo padre Benedetto XVI è tornato a soffermarsi sul pensiero di San Tommaso d&#8217;Aquino. Riportiamo uno stralcio del suo discorso:
&#8220;&#8230;Quando la legge naturale e la responsabilità che essa implica sono negate, si apre drammaticamente la via al relativismo etico sul piano individuale e al totalitarismo dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4551" href="http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-il-rispetto-della-legge-naturale-fondamento-della-democrazia/benedetto21615"><img class="alignleft size-medium wp-image-4551" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/06/benedetto21615-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Nel corso dell&#8217;udienza generale del 16 giugno 2010 il Santo padre Benedetto XVI è tornato a soffermarsi sul pensiero di San Tommaso d&#8217;Aquino. Riportiamo uno stralcio del suo discorso:</p>
<p>&#8220;&#8230;Quando la legge naturale e la responsabilità che essa implica sono negate, si apre drammaticamente la via al relativismo etico sul piano individuale e al totalitarismo dello Stato sul piano politico. La difesa dei diritti universali dell’uomo e l’affermazione del valore assoluto della dignità della persona postulano un fondamento. Non è proprio la legge naturale questo fondamento, con i valori non negoziabili che essa indica? Il Venerabile Giovanni Paolo II scriveva nella sua Enciclica Evangelium Vitae parole che rimangono di grande attualità: &#8220;Urge dunque, per l&#8217;avvenire della società e lo sviluppo di una sana democrazia, riscoprire l&#8217;esistenza di valori umani e morali essenziali e nativi, che scaturiscono dalla verità stessa dell&#8217;essere umano, ed esprimono e tutelano la dignità della persona: valori, pertanto, che nessun individuo, nessuna maggioranza e nessuno Stato potranno mai creare, modificare o distruggere, ma dovranno solo riconoscere, rispettare e promuovere&#8221; (n. 71).&#8221;</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: DISCORSO A CHIUSURA DELL&#8217;ANNO SACERDOTALE</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 20:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;Era da aspettarsi che al &#8220;nemico&#8221; questo nuovo brillare del sacerdozio non sarebbe piaciuto; egli avrebbe preferito vederlo scomparire, perché in fin dei conti Dio fosse spinto fuori dal mondo&#8230;.
&#8230;Dio si prende personalmente cura di me, di noi, dell’umanità. Non sono lasciato solo, smarrito nell’universo ed in una società davanti a cui si rimane sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4468" href="http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-discorso-a-chiusura-dellanno-sacerdotale/gesusacerdote"><img class="alignleft size-medium wp-image-4468" title="Gesù sacerdote" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/06/gesusacerdote-211x300.jpg" alt="Gesù sacerdote" width="211" height="300" /></a>&#8220;&#8230;Era da aspettarsi che al &#8220;nemico&#8221; questo nuovo brillare del sacerdozio non sarebbe piaciuto; egli avrebbe preferito vederlo scomparire, perché in fin dei conti Dio fosse spinto fuori dal mondo&#8230;.</p>
<p>&#8230;Dio si prende personalmente cura di me, di noi, dell’umanità. Non sono lasciato solo, smarrito nell’universo ed in una società davanti a cui si rimane sempre più disorientati. Egli si prende cura di me. Non è un Dio lontano, per il quale la mia vita conterebbe troppo poco. Le religioni del mondo, per quanto possiamo vedere, hanno sempre saputo che, in ultima analisi, c’è un Dio solo. Ma tale Dio era lontano. Apparentemente egli abbandonava il mondo ad altre potenze e forze, ad altre divinità. Con queste bisognava trovare un accordo. Il Dio unico era buono, ma tuttavia lontano. Non costituiva un pericolo, ma neppure offriva un aiuto. Così non era necessario occuparsi di lui. Egli non dominava. Stranamente, questo pensiero è riemerso nell’Illuminismo. Si comprendeva ancora che il mondo presuppone un Creatore. Questo Dio, però, aveva costruito il mondo e poi si era evidentemente ritirato da esso. Ora il mondo aveva un suo insieme di leggi secondo cui si sviluppava e in cui Dio non interveniva, non poteva intervenire. Dio era solo un’origine remota. Molti forse non desideravano neppure che Dio si prendesse cura di loro. Non volevano essere disturbati da Dio. Ma laddove la premura e l’amore di Dio vengono percepiti come disturbo, lì l’essere umano è stravolto. È bello e consolante sapere che c’è una persona che mi vuol bene e si prende cura di me. Ma è molto più decisivo che esista quel Dio che mi conosce, mi ama e si preoccupa di me.</p>
<p> Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza” (23 [22], 3s). Il pastore indica la strada giusta a coloro che gli sono affidati. Egli precede e li guida. Diciamolo in maniera diversa: il Signore ci mostra come si realizza in modo giusto l’essere uomini. Egli ci insegna l’arte di essere persona. Che cosa devo fare per non precipitare, per non sperperare la mia vita nella mancanza di senso? È, appunto, questa la domanda che ogni uomo deve porsi e che vale in ogni periodo della vita. E quanto buio esiste intorno a tale domanda nel nostro tempo! Sempre di nuovo ci viene in mente la parola di Gesù, il quale aveva compassione per gli uomini, perché erano come pecore senza pastore. Signore, abbi pietà anche di noi! Indicaci la strada! Dal Vangelo sappiamo questo: egli stesso è la via. Vivere con Cristo, seguire lui, questo significa trovare la via giusta, affinché la nostra vita acquisti senso ed affinché un giorno possiamo dire: “Sì, vivere è stata una cosa buona”. Il popolo d’Israele era ed è grato a Dio, perché egli nei comandamenti ha indicato la via della vita. Il grande salmo 119 (118) è un’unica espressione di gioia per questo fatto: noi non brancoliamo nel buio; Dio ci ha mostrato qual è la via, come possiamo camminare nel modo giusto. Ciò che i comandamenti dicono è stato sintetizzato nella vita di Gesù ed è divenuto un modello vivo. Così capiamo che queste direttive di Dio non sono catene, ma sono la via che egli ci indica. Possiamo essere lieti per esse e gioire perché in Cristo stanno davanti a noi come realtà vissuta. Egli stesso ci ha resi lieti. Nel camminare insieme con Cristo facciamo l’esperienza della gioia della Rivelazione, e come sacerdoti dobbiamo comunicare alla gente la gioia per il fatto che ci è stata indicata la via giusta.</p>
<p>C’è poi la parola concernente la “valle oscura” attraverso la quale il Signore guida l’uomo. La via di ciascuno di noi ci condurrà un giorno nella valle oscura della morte in cui nessuno può accompagnarci. Ed egli sarà lì. Cristo stesso è disceso nella notte oscura della morte. Anche lì egli non ci abbandona. Anche lì ci guida. “Se scendo negli inferi, eccoti”, dice il salmo 139 (138). Sì, tu sei presente anche nell’ultimo travaglio, e così il nostro salmo responsoriale può dire: pure lì, nella valle oscura, non temo alcun male. Parlando della valle oscura possiamo, però, pensare anche alle valli oscure della tentazione, dello scoraggiamento, della prova, che ogni persona umana deve attraversare. Anche in queste valli tenebrose della vita egli è là. Sì, Signore, nelle oscurità della tentazione, nelle ore dell’oscuramento in cui tutte le luci sembrano spegnersi, mostrami che tu sei là. Aiuta noi sacerdoti, affinché possiamo essere accanto alle persone a noi affidate in tali notti oscure. Affinché possiamo mostrare loro la tua luce.</p>
<p>“Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza”: il pastore ha bisogno del bastone contro le bestie selvatiche che vogliono irrompere tra il gregge; contro i briganti che cercano il loro bottino. Accanto al bastone c’è il vincastro che dona sostegno ed aiuta ad attraversare passaggi difficili. Ambedue le cose rientrano anche nel ministero della Chiesa, nel ministero del sacerdote. Anche la Chiesa deve usare il bastone del pastore, il bastone col quale protegge la fede contro i falsificatori, contro gli orientamenti che sono, in realtà, disorientamenti. Proprio l’uso del bastone può essere un servizio di amore. Oggi vediamo che non si tratta di amore, quando si tollerano comportamenti indegni della vita sacerdotale. Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l’eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede. Come se non fosse più dono di Dio, la perla preziosa che non ci lasciamo strappare via. Al tempo stesso, però, il bastone deve sempre di nuovo diventare il vincastro del pastore, vincastro che aiuti gli uomini a poter camminare su sentieri difficili e a seguire il Signore.&#8221;</p>
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		<title>BENEDETTO XVI A CIPRO: IL MONDO HA BISOGNO DELLA CROCE</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 22:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cipro]]></category>
		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[5 giugno 2010. Papa Benedetto XVI, durante la messa celebrata nella parrocchia di Santa Croce a Nicosia, ha esortato le minoranze cristiane e, soprattutto, i religiosi, a non cedere alla tentazione di emigrare dal Medio Oriente. La loro presenza, ha sottolineato, è un segno di &#8220;speranza&#8221; per la regione. «Nei miei pensieri e nelle mie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>5 giugno 2010. <a rel="attachment wp-att-4497" href="http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-a-cipro-il-mondo-ha-bisogno-della-croce/l_papa_cipro"><img class="alignleft size-medium wp-image-4497" title="ll_papa_a cipro" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/06/l_papa_cipro-300x212.jpg" alt="ll_papa_a cipro" width="300" height="212" /></a>Papa Benedetto XVI, durante la messa celebrata nella parrocchia di Santa Croce a Nicosia, ha esortato le minoranze cristiane e, soprattutto, i religiosi, a non cedere alla tentazione di emigrare dal Medio Oriente. La loro presenza, ha sottolineato, è un segno di &#8220;speranza&#8221; per la regione. «Nei miei pensieri e nelle mie preghiere mi ricordo in modo speciale &#8211; ha detto il papa &#8211; dei molti sacerdoti e religiosi del Medio Oriente che stanno sperimentando in questi momenti una particolare chiamata a conformare le proprie vite al mistero della croce del Signore». «Dove i cristiani sono in minoranza, dove soffrono privazioni a causa delle tensioni etniche e religiose, molte famiglie prendono la decisione di andare via, e anche i pastori sono tentati di fare lo stesso. In situazioni come queste, tuttavia, un sacerdote, una comunità religiosa, una parrocchia che rimane salda e continua a dar testimonianza a Cristo, è un segno straordinario &#8211; ha aggiunto &#8211; di speranza non solo per i cristiani, ma anche per quanti vivono nella regione».«La loro sola presenza &#8211; ha concluso &#8211; è un&#8217;espressione eloquente del Vangelo della pace» e «dell&#8217;incrollabile impegno della Chiesa al dialogo».</p>
<p>Ai cattolici di Cipro. Papa Benedetto XVI, incontrando stamani la piccola comunità di cattolici maroniti di Cipro, è tornato ad esortare i cristiani al dialogo, sia tra le loro diverse chiese sia con i &#8220;non cristiani&#8221;. &#8220;Guardando al dialogo interreligioso &#8211; ha sottolineato nel suo discorso nella scuola elementare di San Marone &#8211; molto ancora occorre fare nel mondo&#8221;. &#8220;Solo attraverso un paziente lavoro di reciproca fiducia &#8211; ha proseguito &#8211; può essere superato il peso della storia passata, e le differenze politiche e culturali fra i popoli possono diventare un motivo di operare per una maggiore comprensione&#8221;. &#8220;Vi esorto &#8211; ha concluso &#8211; ad aiutare a creare tale vicendevole fiducia fra cristiani e non cristiani, come fondamento per costruire una pace durevole e un&#8217;armonia fra i popoli di diverse religioni, regioni politiche e basi culturali&#8221;.</p>
<p>Il discorso alle autorità. &#8220;Senza un riferimento chiaro ai principi etici della &#8220;legge naturale&#8221;, il mondo rischia di diventare un &#8220;luogo pericoloso&#8221;: lo ha detto papa Benedetto XVI, incontrando stamani le autorità civili della Repubblica di Cipro e il corpo diplomatico nei giardini del palazzo presidenziale di Nicosia. &#8220;Anche ai giorni nostri &#8211; ha ammonito &#8211; siamo testimoni di tentativi di promuovere pseudo valori con il pretesto della pace, dello sviluppo e dei diritti umani&#8221;. Compito delle autorità pubbliche è quello di &#8220;promuovere la verità morale&#8221; e di  &#8221;fondare la legge positiva sui principi etici della legge naturale&#8221;. &#8220;Individui, comunità e stati senza la guida di verità morali oggettive, diverrebbero egoisti e senza scrupoli, ed il mondo sarebbe un luogo pericoloso per viverci&#8221;, ha avvertito.</p>
<p>Poi l&#8217;ampio discorso sul ruolo dei diplomatici e dei politici, arricchito da riferimenti agli antichi filosofi greci, da Platone a Aristotele, ma anche ai grandi filosofi islamici e cristiani. Nella vita di pubblico servizio, ognuno &#8220;deve essere impegnato a servire il bene degli altri nella società, a livello locale, nazionale ed internazionale&#8221; ha detto il Papa. &#8220;Il bene comune &#8211; ha sottolineato &#8211; viene servito precisamente attraverso l&#8217;influenza di persone dotate di una chiara visione morale e di coraggio&#8221;.</p>
<p>&#8220;La rettitudine morale e il rispetto imparziale degli altri e del loro benessere &#8211; ha ripetuto ancora una volta &#8211; sono essenziali al bene di qualsiasi società, dato che essi stabiliscono un clima di fiducia nel quale ogni relazione umana, religiosa o economica, sociale e culturale, o civile e politica, acquista forza e sostanza&#8221;. Ciò aiuta a prendere &#8220;le giuste decisioni&#8221; e a &#8220;promuovere una genuina riconciliazione&#8221; nelle crisi internazionali. &#8220;Quando le parti riescono ad innalzarsi dal proprio modo di vedere gli eventi, acquisiscono una visione oggettiva e integrale&#8221; ha concluso il Papa.</p>
<p>Ad ascoltarlo, nel prato all&#8217;inglese del palazzo presidenziale, alcune decine di rappresentati diplomatici. Sul palco un&#8217;orchestra d&#8217;archi giovanile ha preceduto il discorso del Papa.</p>
<p>via<a href="http://www.avvenire.it/Chiesa/PAPA+CIPREO+2+GIORNO_201006050750502400000.htm">Il mondo ha bisogno della Croce | Chiesa | www.avvenire.it</a>.</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: C&#8217;E&#8217; BISOGNO DI POLITICI AUTENTICAMENTE CRISTIANI</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 05:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA, venerdì, 21 maggio 2010 (ZENIT.org) &#8211; Udienza ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio per i  Laici -.
Di fronte a una dialettica democratica sempre più indebolita dall&#8217; “individualismo utilitaristico ed edonista” i laici sono chiamati a riscoprire la loro vocazione a una cittadinanza attiva, illuminati dagli insegnamenti della Chiesa.
E&#8217; quanto ha detto questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA, venerdì, 21 maggio 2010 (ZENIT.org) &#8211; Udienza ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio per i  Laici -.</p>
<p>Di fronte a una dialettica democratica sempre più indebolita dall&#8217; “individualismo utilitaristico ed edonista” i laici sono chiamati a riscoprire la loro vocazione a una cittadinanza attiva, illuminati dagli insegnamenti della Chiesa.</p>
<p>E&#8217; quanto ha detto questo venerdì 21 maggio Benedetto XVI nel ricevere in udienza i partecipanti alla 24.ma Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, in corso a Roma dal 20 al 22 maggio sul tema: &#8220;Testimoni di Cristo nella comunità politica&#8221;.</p>
<p>Pur ricordando che la Chiesa non pretende di intromettersi nelle questioni politiche, il Papa ha tuttavia ribadito la necessità della tutela dei “diritti fondamentali della persona” e della “salvezza delle anime” nonché della promozione di quei valori che garantiscono un autentico sviluppo della società.</p>
<p>“Spetta ai fedeli laici – ha sottolineato – mostrare concretamente nella vita personale e familiare, nella vita sociale, culturale e politica, che la fede permette di leggere in modo nuovo e profondo la realtà e di trasformarla; che la speranza cristiana allarga l’orizzonte limitato dell’uomo e lo proietta verso la vera altezza del suo essere, verso Dio; che la carità nella verità è la forza più efficace in grado di cambiare il mondo; che il Vangelo è garanzia di libertà e messaggio di liberazione”.</p>
<p>“<em>Compete ancora ai fedeli laici</em> – ha continuato – <em>partecipare attivamente alla vita politica, in modo sempre coerente con gli insegnamenti della Chiesa</em>, condividendo ragioni ben fondate e grandi ideali nella dialettica democratica e nella ricerca di un largo consenso con tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita e della libertà, la custodia della verità e del bene della famiglia, la solidarietà con i bisognosi e la ricerca necessaria del bene comune”.</p>
<p>La politica, ha evidenziato il Papa, “richiama i cristiani a un forte impegno per la cittadinanza, per la costruzione di una vita buona nelle nazioni, come pure ad una presenza efficace nelle sedi e nei programmi della comunità internazionale”.</p>
<p>“C’è bisogno di politici autenticamente cristiani – ha osservato ancora il Santo Padre –, ma prima ancora di fedeli laici che siano testimoni di Cristo e del Vangelo nella comunità civile e politica. Questa esigenza dev’essere ben presente negli itinerari educativi delle comunità ecclesiali e richiede nuove forme di accompagnamento e di sostegno da parte dei Pastori”.</p>
<p>A questo proposito ha affermato che l’appartenenza dei cristiani ad associazioni e movimenti “può essere una buona scuola per questi discepoli e testimoni, sostenuti dalla ricchezza carismatica, comunitaria, educativa e missionaria propria di queste realtà”.</p>
<p>E&#8217; necessario, ha continuato, “recuperare e rinvigorire un’autentica sapienza politica; essere esigenti in ciò che riguarda la propria competenza; servirsi criticamente delle indagini delle scienze umane; affrontare la realtà in tutti i suoi aspetti, andando oltre ogni riduzionismo ideologico o pretesa utopica”.</p>
<p>Tenendo sempre a mente che “la politica è anche una complessa arte di equilibrio tra ideali e interessi”, ha concluso infine il Papa, occorre che i giovani si impegnino in una vera “rivoluzione dell’amore”, “un impegno fondato non su ideologie o interessi di parte, ma sulla scelta di servire l’uomo e il bene comune, alla luce del Vangelo”.</p>
<p>Precedentemente, nel suo indirizzo di saluto il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, aveva sottolineache “oggi è davvero urgente restituire alla politica l&#8217;anima che le è propria, recuperando il significato del servizio al bene comune, ricostruendo una sensibilità morale e una solida base di valori condivisi, promuovendo soprattutto il concetto di una laicità davvero aperta, non ostile a Dio né timorosa di farlo entrare nella vita pubblica”.</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: DOLORE PER LE VIOLENZE ANTI-CRISTIANE IN IRAQ</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 17:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[GEOPOLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA, martedì, 4 maggio 2010.
Dall&#8217;agenzia &#8220;ZENIT.org&#8221; leggiamo e pubblichiamo:
&#8220;In un telegramma a firma del Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Papa si è detto profondamente rattristato per la tragica perdita di vite e per i feriti causati dall’attentato che il 2 maggio ha fatto strage su un convoglio di autobus che ogni mattina porta gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA, martedì, 4 maggi<a rel="attachment wp-att-4194" href="http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-dolore-per-le-violenze-anti-cristiane-in-iraq/iraq_-_commando_armato_a_mosul"><img class="alignleft size-medium wp-image-4194" title="IRAQ_-_commando_armato_a_mosul" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/05/IRAQ_-_commando_armato_a_mosul-300x202.jpg" alt="IRAQ_-_commando_armato_a_mosul" width="300" height="202" /></a>o 2010.</p>
<p>Dall&#8217;agenzia &#8220;ZENIT.org&#8221; leggiamo e pubblichiamo:</p>
<p>&#8220;In un telegramma a firma del Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Papa si è detto <em>profondamente rattristato per la tragica perdita di vite e per i feriti</em> causati dall’attentato che il 2 maggio ha fatto strage su un convoglio di autobus che ogni mattina porta gli studenti universitari di Qaraqosh, una località quasi totalmente cristiana, all&#8217;università di Mosul.</p>
<p>Quattro persone sono morte e 171 sono rimaste ferite nell&#8217;attacco. Ogni vettura trasportava circa 50 studenti di età compresa tra i 18 e i 26 anni.</p>
<p>Nel pregare per le vittime e le loro famiglie, secodo quanto riferito dalla Radio Vaticana, Benedetto XVI ha ribadito la “sua vicinanza spirituale alle comunità cristiane dell&#8217;Iraq” e rinnovato “il suo appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà perché mantengano salde le vie della pace e respingano tutti gli atti di violenza che hanno causato così tante sofferenze”.</p>
<p>In alcune dichiarazioni all&#8217;agenzia Fides, il Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca caldeo di Baghdad, ha detto: “Siamo scioccati da questo evento che ha colpito giovani innocenti cristiani: due esplosioni per un atto di violenza brutale, che solo per grazia di Dio non è diventato una strage molto più estesa. Siamo vicini alle famiglie delle vittime, esprimiamo le più sincere condoglianze a quanti hanno perso i loro cari”.</p>
<p>Il porporato ha poi invocato “riposo eterno delle anime delle vittime e preghiamo per tutti i feriti, molti dei quali sono gravi, e per la consolazione dei loro parenti. La nostra reazione oggi è quella della preghiera e del perdono. Siamo tutti fratelli e figli di Dio, e il popolo dell’Iraq è chiamato a fare propria questa verità”.</p>
<p>“Preghiamo perché il Signore illumini la mente e il cuore di nostri governanti e di quanti si macchiano di queste violenze, perché possano convertirsi alla pace e alla riconciliazione. La nostra risposta cristiana alla violenza che subiamo ogni giorno – ha concluso il Cardinale &#8211; è e sarà sempre questa, nella certezza che il Signore resta accanto a noi e si manifesta nella vicinanza, nell’affetto e nell’aiuto che ci mostrano tutti i cristiani del mondo”.</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: LA LEGGE MORALE NATURALE E&#8217; UN FARO PER L&#8217;EDIFICAZIONE DI UNA SOCIETA&#8217; AUTENTICAMENTE GIUSTA E UMANA</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 06:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cantagalli]]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[Discorso ai partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (30.04.2010):
&#8220;Cari membri dell&#8217;Accademia,
sono lieto di salutarvi all&#8217;inizio della vostra XVI Sessione Plenaria, dedicata a un&#8217;analisi della crisi economica globale alla luce dei principi etici consacrati nella dottrina sociale della Chiesa. Ringrazio la Presidente, professoressa Mary Ann Glendon, per le cordiali parole di saluto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4167" href="http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-la-legge-morale-naturale-e-un-faro-per-ledificazione-di-una-societa-autenticamente-giusta-e-umana/caritas-in-veritate"><img class="alignleft size-full wp-image-4167" title="Caritas in veritate" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/05/Caritas-in-veritate.jpg" alt="Caritas in veritate" width="186" height="250" /></a>Discorso ai partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (30.04.2010):</p>
<p>&#8220;Cari membri dell&#8217;Accademia,</p>
<p>sono lieto di salutarvi all&#8217;inizio della vostra XVI Sessione Plenaria, dedicata a un&#8217;analisi della crisi economica globale alla luce dei principi etici consacrati nella dottrina sociale della Chiesa. Ringrazio la Presidente, professoressa Mary Ann Glendon, per le cordiali parole di saluto e offro i miei ferventi e buoni auspici per la fecondità delle vostre deliberazioni.</p>
<p>Come sappiamo, la crisi finanziaria mondiale ha dimostrato la fragilità dell&#8217;attuale sistema economico e delle istituzioni a esso collegate. Ha anche mostrato l&#8217;erroneità dell&#8217;idea secondo la quale il mercato sarebbe in grado di autoregolarsi, indipendentemente dall&#8217;intervento pubblico e dal sostegno dei criteri morali interiorizzati. Quest&#8217;idea si basa sulla nozione impoverita della vita economica come una sorta di meccanismo che si autocalibra guidato dal proprio interesse e dalla ricerca del profitto. Essa trascura la natura essenzialmente etica dell&#8217;economia come attività di e per gli esseri umani. Piuttosto che una spirale di produzione e consumo in vista di necessità umane definite in modo molto limitato, la vita economica dovrebbe essere considerata in maniera adeguata come un esercizio di responsabilità umana, intrinsecamente orientato alla promozione della dignità della persona, alla ricerca del bene comune e allo sviluppo integrale, politico, culturale e spirituale, di individui, famiglie e società. Un apprezzamento di questa dimensione umana più piena esige, a sua volta, proprio il tipo di ricerca e di riflessione interdisciplinari che questa sessione dell&#8217;Accademia ha ora intrapreso.</p>
<p>Nella mia Enciclica Caritas in veritate, ho osservato che &#8220;la crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno&#8221; (n. 21). Di certo, riprogettare il cammino significa anche guardare ai criteri generali e obiettivi con cui giudicare le strutture, le istituzioni e le decisioni concrete che guidano e orientano la vita economica. La Chiesa, fondata sulla sua fede in Dio Creatore, afferma l&#8217;esistenza di una legge naturale universale che è la fonte definitiva di questi criteri (cfr. Ibidem n. 59). Tuttavia, è anche convinta del fatto che i principi di questo ordine etico, iscritti nella creazione stessa, sono accessibili alla ragione umana e, in quanto tali, devono essere adottati come base per scelte concrete. Come parte della grande eredità della saggezza umana, la legge morale naturale, che la Chiesa ha assunto, purificato e sviluppato alla luce della Rivelazione cristiana, è un faro che guida gli sforzi di individui e comunità nel cercare il bene ed evitare il male, mentre si impegnano per l&#8217;edificazione di una società autenticamente giusta e umana.</p>
<p>Fra i principi indispensabili che plasmano questo approccio etico integrale alla vita economica deve essere presente la promozione del bene comune, basata sul rispetto per la dignità della persona umana e riconosciuta come scopo primario dei sistemi di produzione e di commercio, delle istituzioni politiche e del benessere sociale. Al giorno d&#8217;oggi, l&#8217;interesse per il bene comune ha assunto una dimensione marcatamente globale. È anche divenuto sempre più evidente che il bene comune implica la responsabilità per le generazioni future. Di conseguenza la solidarietà intergenerazionale deve essere riconosciuta come criterio fondamentale per giudicare qualsiasi sistema sociale. Queste realtà evidenziano l&#8217;urgenza di rafforzare le procedure di governo dell&#8217;economia globale, sempre con il dovuto rispetto per il principio di sussidiarietà. Alla fine, comunque, tutte le decisioni e le politiche economiche devono essere orientate alla &#8220;carità nella verità&#8221;, perché la verità preserva e incanala la forza liberatrice della carità nelle strutture e negli eventi umani sempre contingenti. Perché &#8220;senza la verità, senza fiducia e senza amore per il vero, non c&#8217;è coscienza e responsabilità sociale, e l&#8217;agire sociale cade in balia di privati interessi e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società&#8221; (Caritas in veritate, n. 5).</p>
<p>Con queste considerazioni, cari amici, esprimo ancora una volta la mia fiducia nel fatto che questa Sessione Plenaria contribuirà a un discernimento più profondo delle gravi sfide sociali ed economiche del nostro mondo e contribuirà a indicare la strada per affrontare tali sfide con spirito di saggezza, giustizia e umanità autentica. Assicuro ancora una volta le mie preghiere per la vostra importante opera e su di voi e sui vostri cari invoco di cuore le benedizioni divine di gioia e di pace.&#8221;</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: I MAGI NON RITENNERO IL LORO SAPERE AUTOSUFFICIENTE</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 17:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[EPIFANIA, LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS:
&#8220;&#8230;Il loro sapere( dei Magi), pertanto, lungi dal ritenersi autosufficiente, era aperto ad ulteriori rivelazioni ed appelli divini. Infatti, non si vergognano di chiedere istruzioni ai capi religiosi dei Giudei. Avrebbero potuto dire: facciamo da soli, non abbiamo bisogno di nessuno, evitando, secondo la nostra mentalità odierna, ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>EPIFANIA, LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3754" href="http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-i-magi-non-ritennero-il-loro-sapere-autosufficiente/angelus"><img class="alignleft size-full wp-image-3754" title="angelus" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2010/01/angelus.jpg" alt="angelus" width="280" height="257" /></a>&#8220;&#8230;Il loro sapere( dei Magi), pertanto, lungi dal ritenersi autosufficiente, era aperto ad ulteriori rivelazioni ed appelli divini. Infatti, non si vergognano di chiedere istruzioni ai capi religiosi dei Giudei. Avrebbero potuto dire: facciamo da soli, non abbiamo bisogno di nessuno, evitando, secondo la nostra mentalità odierna, ogni &#8220;contaminazione&#8221; tra la scienza e la Parola di Dio. Invece i Magi ascoltano le profezie e le accolgono; e, appena si rimettono in cammino verso Betlemme, vedono nuovamente la stella, quasi a conferma di una perfetta armonia tra la ricerca umana e la Verità divina, un’armonia che riempì di gioia i loro cuori di autentici sapienti (cfr Mt 2,10). Il culmine del loro itinerario di ricerca fu quando si trovarono davanti &#8220;il bambino con Maria sua madre&#8221; (Mt 2,11). Dice il Vangelo che &#8220;prostratisi lo adorarono&#8221;. Avrebbero potuto rimanere delusi, anzi, scandalizzati. Invece, da veri sapienti, sono aperti al mistero che si manifesta in maniera sorprendente; e con i loro doni simbolici dimostrano di riconoscere in Gesù il Re e il Figlio di Dio. Proprio in quel gesto si compiono gli oracoli messianici che annunciano l’omaggio delle nazioni al Dio d’Israele&#8230;</p>
<p>&#8230;Ci aiuti la Vergine Maria, modello di vera sapienza, ad essere autentici ricercatori della verità di Dio, capaci di vivere sempre la profonda sintonia che c’è tra ragione e fede, scienza e rivelazione.&#8221;</p>
<p>Città del Vaticano, 06.01.2010</p>
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