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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; MAGISTERO PONTIFICIO&#8230;IN PILLOLE!</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>BENEDETTO XVI: E&#8217; IN FAMIGLIA CHE SI IMPARA A PREGARE E A PERCEPIRE IL SENSO DI DIO</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 11:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La famiglia è Chiesa domestica e deve essere la prima scuola di preghiera. Nella famiglia i bambini, fin dalla più tenera età, possono imparare a percepire il senso di Dio, grazie all’insegnamento e all’esempio dei genitori: vivere in un’atmosfera segnata dalla presenza di Dio. Un’educazione autenticamente cristiana non può prescindere dall’esperienza della preghiera. Se non si impara a pregare in famiglia, sarà poi difficile riuscire a colmare questo vuoto. E, pertanto, vorrei rivolgere a voi l’invito a riscoprire la bellezza di pregare assieme come famiglia alla scuola della Santa Famiglia di Nazaret. E così divenire realmente un cuor solo e un’anima sola, una vera famiglia.&#8221; Benedetto XVI &#8211; Udienza generale 28.12.2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/12/ABA.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6726" title="ABA" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/12/ABA-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8220;La famiglia è Chiesa domestica e deve essere la prima scuola di preghiera. Nella famiglia i bambini, fin dalla più tenera età, possono imparare a percepire il senso di Dio, grazie all’insegnamento e all’esempio dei genitori: vivere in un’atmosfera segnata dalla presenza di Dio. Un’educazione autenticamente cristiana non può prescindere dall’esperienza della preghiera. Se non si impara a pregare in famiglia, sarà poi difficile riuscire a colmare questo vuoto. E, pertanto, vorrei rivolgere a voi l’invito a riscoprire la bellezza di pregare assieme come famiglia alla scuola della Santa Famiglia di Nazaret. E così divenire realmente un cuor solo e un’anima sola, una vera famiglia.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Benedetto XVI &#8211; Udienza generale 28.12.2011</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: IL RELATIVISMO SUBLIMINALE CHE PENETRA TUTTO</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 06:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Viviamo in un tempo caratterizzato, in gran parte, da un relativismo subliminale che penetra tutti gli ambiti della vita. A volte, questo relativismo diventa battagliero, rivolgendosi contro persone che dicono di sapere dove si trova la verità o il senso della vita. E notiamo come questo relativismo eserciti sempre di più un influsso sulle relazioni umane e sulla società. Ciò trova espressione anche nell&#8217;incostanza e nella discontinuità di tante persone e in un eccessivo individualismo.&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/11/Z.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6559" title="Z" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/11/Z-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8220;Viviamo in un tempo caratterizzato, in gran parte, da un relativismo subliminale che penetra tutti gli ambiti della vita. A volte, questo relativismo diventa battagliero, rivolgendosi contro persone che dicono di sapere dove si trova la verità o il senso della vita. E notiamo come questo relativismo eserciti sempre di più un influsso sulle relazioni umane e sulla società. Ciò trova espressione anche nell&#8217;incostanza e nella discontinuità di tante persone e in un eccessivo individualismo.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>BENEDETTO XVI: LA CONVINZIONE CIRCA L&#8217;ESISTENZA DI DIO CREATORE E&#8217; PRESUPPOSTO DEI DIRITTI UMANI</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 06:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[Frasi famose]]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[Discorso di Benedetto XVI al Parlamento tedesco. È «sulla base della convinzione circa l’esistenza di un Dio creatore» che in Europa sono state sviluppate «l’idea dei diritti umani, l’idea dell’uguaglianza di tutti gli uomini davanti alla legge, la conoscenza dell’inviolabilità della dignità umana in ogni singola persona e la consapevolezza della responsabilità degli uomini per il loro agire. Queste conoscenze della ragione costituiscono la nostra memoria culturale». &#8220;Il Cristianesimo ha profondamente modellato questo Continente: l&#8217;Europa non può e non deve rinnegare le sue radici cristiane.&#8221;  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_6550" class="wp-caption " style="width: 160px;">
<dt><a href="../wp-content/uploads/2011/11/A.jpg"><img title="A" src="../wp-content/uploads/2011/11/A-150x100.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a>Discorso di Benedetto XVI al Parlamento tedesco.</dt>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">È «<strong><em>sulla base della convinzione circa l’esistenza di un Dio creatore</em></strong>»  che in Europa sono state sviluppate «l’idea dei diritti umani, l’idea  dell’uguaglianza di tutti gli uomini davanti alla legge, la conoscenza  dell’inviolabilità della dignità umana in ogni singola persona e la  consapevolezza della responsabilità degli uomini per il loro agire.  Queste conoscenze della ragione costituiscono la nostra memoria  culturale».</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il Cristianesimo ha profondamente modellato questo Continente: l&#8217;Europa non può e non deve rinnegare le sue radici cristiane.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>BENEDETTO XVI: LA STRADA DELLA MORTE E&#8217;, IN REALTA&#8217;, UNA VIA DELLA SPERANZA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 05:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[I nostri Santi]]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante l&#8217;udienza del mercoledì (2 novembre) il Santo Padre ha riflettuto sulla commemorazione dei defunti. Pubblichiamo una sintesi del suo discorso curata da Zenit.org: &#8220;Nella comunione dei santi c’è uno stretto legame tra noi che camminiamo ancora su questa terra e tanti fratelli e sorelle che hanno già raggiunto l’eternità”. Le tombe in cui sono custodite le spoglie dei nostri cari defunti sono “quasi uno specchio del loro mondo”, ha osservato il Santo Padre. Ed è proprio davanti al mistero della morte che “tutti, anche inconsciamente, cerchiamo qualcosa che ci inviti a sperare, un segnale che ci dia consolazione, che si apra qualche orizzonte, che offra ancora un futuro”. Sebbene si tratti di un tema “quasi proibito nella nostra società”, il Papa ha ribadito che la strada della morte, in realtà, “è una via della speranza e percorrere i nostri cimiteri, come pure leggere le scritte sulle tombe è compiere un cammino segnato dalla speranza di eternità”. La paura della morte, ha detto il Santo Padre, nasce essenzialmente dalla “paura del nulla” e dell’“ignoto”. L’uomo prova angoscia e rifiuto dinnanzi all’idea che “tutto ciò che di bello e di grande è stato realizzato durante un’intera esistenza, venga improvvisamente cancellato, cada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/11/newSi_Porta_La_Sorella_Morta_A_Casa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6480" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/11/newSi_Porta_La_Sorella_Morta_A_Casa-150x135.jpg" alt="" width="150" height="135" /></a>Durante l&#8217;udienza del mercoledì (2 novembre) il Santo Padre ha riflettuto sulla commemorazione dei defunti. Pubblichiamo una sintesi del suo discorso curata da Zenit.org:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nella comunione dei santi c’è uno stretto legame tra noi che camminiamo ancora su questa terra e tanti fratelli e sorelle che hanno già raggiunto l’eternità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tombe in cui sono custodite le spoglie dei nostri cari defunti sono “quasi uno specchio del loro mondo”, ha osservato il Santo Padre. Ed è proprio davanti al mistero della morte che “tutti, anche inconsciamente, cerchiamo qualcosa che ci inviti a sperare, un segnale che ci dia consolazione, che si apra qualche orizzonte, che offra ancora un futuro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene si tratti di un tema “quasi proibito nella nostra società”, il Papa ha ribadito che la strada della morte, in realtà, “è una via della speranza e percorrere i nostri cimiteri, come pure leggere le scritte sulle tombe è compiere un cammino segnato dalla speranza di eternità”.</p>
<p style="text-align: justify;">La paura della morte, ha detto il Santo Padre, nasce essenzialmente dalla “paura del nulla” e dell’“ignoto”. L’uomo prova angoscia e rifiuto dinnanzi all’idea che “tutto ciò che di bello e di grande è stato realizzato durante un’intera esistenza, venga improvvisamente cancellato, cada nell’abisso del nulla. Soprattutto noi sentiamo che l’amore richiama e chiede eternità e non è possibile accettare che esso venga distrutto dalla morte in un solo momento”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’angoscia dinnanzi alla morte, poi, si accompagna da sempre, in modo più o meno esplicito, alla preoccupazione per il giudizio finale e a tal proposito il Papa ha osservato che “in un certo senso i gesti di affetto, di amore che circondano il defunto, sono un modo per proteggerlo nella convinzione che essi non rimangano senza effetto sul giudizio”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’altro atteggiamento secolarista sottolineato dal Santo Padre è la pretesa di affrontare la morte “con i criteri della scienza sperimentale”, non partendo dalla fede ma “da conoscenze sperimentabili, empiriche”. Questo tipo di mentalità conduce a “forme di spiritismo”, e all’illusione che, sperimentando una qualche forma di contatto con l’aldilà, si scopra “una realtà che, alla fine, sarebbe una copia di quella presente”.</p>
<p style="text-align: justify;">“L’uomo è spiegabile, trova il suo senso più profondo, solamente se c’è Dio – ha proseguito il Papa -. E noi sappiamo che Dio è uscito dalla sua lontananza e si è fatto vicino, è entrato nella nostra vita e ci dice: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore vivrà; chiunque vive e crede in me non morirà in eterno» (Gv 11,25-26)”.</p>
<p style="text-align: justify;">Così Cristo “nel supremo atto di amore della Croce, immergendosi nell’abisso della morte, l’ha vinta, è risorto ed ha aperto anche a noi le porte dell’eternità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Santo Padre ha poi concluso con le seguenti parole: “E nel recarci ai cimiteri a pregare con affetto e con amore per i nostri defunti, siamo invitati, ancora una volta, a rinnovare con coraggio e con forza la nostra fede nella vita eterna, anzi a vivere con questa grande speranza e testimoniarla al mondo: dietro il presente non c’è il nulla. E proprio la fede nella vita eterna dà al cristiano il coraggio di amare ancora più intensamente questa nostra terra e di lavorare per costruirle un futuro, per darle una vera e sicura speranza”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AGRICOLTURA E TECNOLOGIA LA CHIAVE CONTRO LA FAME</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/agricoltura-e-tecnologia-la-chiave-contro-la-fame</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 03:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlando in piazza San Pietro prima dell&#8217;Angelus del 14 novembre 2010, Benedetto XVI richiamò l&#8217;attenzione sull&#8217;attuale crisi economica, definita &#8220;seria&#8221; e bisognosa di un nuovo modello di sviluppo globale. A tal proposito, Benedetto XVI sottolineò la necessità di rilanciare il settore agricolo, ormai abbandonato a se stesso: &#8220;E&#8217; importante, decisivo il rilancio strategico dell&#8217;agricoltura in questo momento di crisi economica….&#8221;. Ricordando poi la Giornata del Ringraziamento promossa dalla Cei, il Santo Padre sottolineò anche come &#8220;il processo di industrializzazione talvolta ha messo in ombra il settore agricolo, che, pur traendo a sua volta beneficio dalle conoscenze e dalle tecniche moderne, ha comunque perso di importanza, con notevoli conseguenze anche sul piano culturale. Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l&#8217;agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro&#8221;. Il Papa infine non mancò di evidenziare come &#8220;non pochi giovani hanno già scelto questa strada, anche diversi laureati tornano a dedicarsi all&#8217;impresa agricola, sentendo di rispondere così non solo ad un bisogno personale e familiare, ma anche ad un segno dei tempi, ad una sensibilità concreta per il bene comune. E preghiamo la Vergine Maria perché queste riflessioni possano servire da stimolo alla comunità internazionale, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/07/agricoltura-foto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6267" title="agricoltura-foto" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/07/agricoltura-foto-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Parlando in piazza San Pietro prima dell&#8217;Angelus del 14 novembre 2010, <strong>Benedetto XVI</strong> richiamò l&#8217;attenzione sull&#8217;attuale crisi economica, definita &#8220;seria&#8221; e bisognosa di un nuovo modello di sviluppo globale.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito, Benedetto XVI sottolineò la<strong> </strong>necessità di rilanciare il settore agricolo, ormai abbandonato a se stesso: &#8220;E&#8217; importante, decisivo il rilancio strategico dell&#8217;agricoltura in questo momento di crisi economica….&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordando poi la Giornata del Ringraziamento promossa dalla Cei, il Santo Padre sottolineò anche come &#8220;il processo di industrializzazione talvolta ha messo in ombra il settore agricolo, che, pur traendo a sua volta beneficio dalle conoscenze e dalle tecniche moderne, ha comunque perso di importanza, con notevoli conseguenze anche sul piano culturale. Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l&#8217;agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Papa infine non mancò di evidenziare come &#8220;non pochi giovani hanno già scelto questa strada, anche diversi laureati tornano a dedicarsi all&#8217;impresa agricola, sentendo di rispondere così non solo ad un bisogno personale e familiare, ma anche ad un segno dei tempi, ad una sensibilità concreta per il bene comune. E preghiamo la Vergine Maria perché queste riflessioni possano servire da stimolo alla comunità internazionale, mentre eleviamo a Dio il nostro ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro umano.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Per Benedetto XVI dunque il ritorno all’agricoltura è un segno dei tempi, che risponde “ad una sensibilità concreta per il bene comune”.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa riflessione, che sembra esaltare il nesso etimologico esistente fra il termine “<em>coltura</em>” e quelli di “<em>culto</em>” e di “<em>cultura</em>”, il Papa non disdegna il richiamo ai benefici derivanti dalle conoscenze e dalle tecniche moderne.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ infatti grazie all’enorme progresso tecnologico realizzatosi nel XX secolo e noto come rivoluzione verde che l’agricoltura ha potuto arrivare a produrre cibo e beni di consumo per un’umanità passata dagli 1.5 miliardi di individui del 1900 ai 6.5 miliardi del 2000. Ciò è stato reso possibile dal progresso nella genetica (nuove varietà più produttive e di qualità assi migliore rispetto alle precedenti) e nelle agrotecniche (lavorazione del terreno, sistemi di irrigazione, chimica per la difesa dai parassiti e dalle malerbe, fertilizzanti chimici, sistemi di conservazione delle derrate, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Da ciò deriva – scrive <strong>Luigi Mariani</strong> sulla “<em>bussolaquotidiana.it</em>” del 29 giugno 2011 &#8211; che “…se dobbiamo darci un obiettivo globale per i prossimi 30 – 40 anni lo stesso non può essere che quello di diffondere all’intera umanità quel benessere che è oggi appannaggio delle aree più fortunate del pianeta (Europa in primis). Ad un tale obiettivo di benessere si oppone il mito della catastrofe incombente di cui oggi si fa portatore l’ecologismo più becero. Contro una tale visione occorre un progetto anzitutto culturale che miri a creare prospettive di sviluppo per tutta l’umanità, cogliendo e valorizzando quanto di positivo sussiste nel mondo d’oggi.”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>BENEDETTO XVI: DISCORSO ALLE NUOVE RECLUTE DELLA GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA</title>
		<link>http://www.recensioni-storia.it/benedetto-xvi-discorso-alle-nuove-reclute-della-guardia-svizzera-pontificia</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 05:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo di seguito il discorso che Benedetto XVI ha tenuto in Vaticano lo scorso 6 maggio 2011: &#8220;Signor Comandante, Monsignor Cappellano, Cari ufficiali e membri della Guardia Svizzera, Care Fratelli e Sorelle! Sono particolarmente lieto di incontrarvi in occasione di questa vostra giornata celebrativa e desidero rivolgere un cordiale saluto specialmente alle nuove reclute, che seguendo l’esempio di non pochi loro connazionali hanno scelto di dedicare alcuni anni della loro giovinezza al servizio del Successore di Pietro. La presenza dei vostri genitori parenti e amici, giunti a Roma per partecipare a questi giorni di festa, esprime non soltanto il legame di molti cattolici svizzeri alla Santa Sede, ma anche l’insegnamento, l’educazione morale e il buon esempio, mediante i quali i genitori hanno trasmesso ai figli la fede cristiana e il senso del servizio disinteressato. La giornata odierna costituisce l’occasione per volgere uno sguardo al glorioso passato della Guardia Svizzera Pontificia. Penso in particolare all’evento &#8211; ricordato più volte perché è fondamentale nella vostra storia &#8211; del famoso “Sacco di Roma” che vide le guardie svizzere impegnate nella strenua difesa del Papa, fino a dare la vita per lui. Il ricordo di quel saccheggio terreno deve far riflettere che esiste anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/05/vat_2.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-6173" title="vat_2" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/05/vat_2-185x300.gif" alt="" width="185" height="300" /></a>Riportiamo di seguito il discorso che Benedetto XVI ha tenuto in Vaticano lo scorso 6 maggio 2011:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Signor Comandante,</p>
<p style="text-align: justify;">Monsignor Cappellano,</p>
<p style="text-align: justify;">Cari ufficiali e membri della Guardia Svizzera,</p>
<p style="text-align: justify;">Care Fratelli e Sorelle!</p>
<p style="text-align: justify;">Sono particolarmente lieto di incontrarvi in occasione di questa vostra giornata celebrativa e desidero rivolgere un cordiale saluto specialmente alle nuove reclute, che seguendo l’esempio di non pochi loro connazionali hanno scelto di dedicare alcuni anni della loro giovinezza al servizio del Successore di Pietro. La presenza dei vostri genitori parenti e amici, giunti a Roma per partecipare a questi giorni di festa, esprime non soltanto il legame di molti cattolici svizzeri alla Santa Sede, ma anche l’insegnamento, l’educazione morale e il buon esempio, mediante i quali i genitori hanno trasmesso ai figli la fede cristiana e il senso del servizio disinteressato.</p>
<p style="text-align: justify;">La giornata odierna costituisce l’occasione per volgere uno sguardo al glorioso passato della Guardia Svizzera Pontificia. Penso in particolare all’evento &#8211; ricordato più volte perché è fondamentale nella vostra storia &#8211; del famoso “Sacco di Roma” che vide le guardie svizzere impegnate nella strenua difesa del Papa, fino a dare la vita per lui. <em><strong>Il ricordo di quel saccheggio terreno deve far riflettere che esiste anche la minaccia di un saccheggio più pericoloso, quello che potremmo definire spirituale. Nell’odierno contesto sociale molti giovani rischiano, infatti, di cadere in un impoverimento progressivo dell’anima, poiché inseguono ideali e prospettive di vita superficiali, che colmano solo bisogni ed esigenze materiali. </strong></em>Fate in modo che la vostra permanenza a Roma costituisca un tempo propizio per sfruttare al meglio le molte possibilità che questa città vi offre per dare un senso sempre più solido e profondo alla vostra vita. Essa è ricca di storia, di cultura e di fede; cogliete pertanto le opportunità che vi vengono date per ampliare il vostro orizzonte culturale, linguistico e, soprattutto, spirituale. Il periodo che trascorrerete nella “Città eterna” sarà un momento eccezionale nella vostra esistenza: vivetelo con spirito di sincera fratellanza, aiutandovi gli uni gli altri a condurre una vita esemplarmente cristiana, che corrisponda alla vostra fede e alla vostra peculiare missione nella Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando alcuni di voi oggi giureranno di svolgere fedelmente il servizio nella Guardia Svizzera Pontificia e altri rinnoveranno questo giuramento nel loro cuore, pensate al volto luminoso di Cristo, che vi chiama ad essere autentici uomini e veri cristiani, protagonisti della vostra esistenza. La sua passione, morte e risurrezione sono un eloquente richiamo ad affrontare con consapevole maturità gli ostacoli e le sfide della vita, ben sapendo, come ci ha ricordato la Liturgia nel corso della Veglia pasquale, che il Signore risorto è &#8220;Re eterno che ha vinto le tenebre del mondo&#8221;. Lui solo è la Verità, la Via e la Vita. Lui deve diventare ogni giorno di più il parametro della nostra vita e del nostro comportamento, così come Lui ha scelto la piena e totale fedeltà alla missione di salvezza affidatagli dal Padre come misura e fulcro della sua vita. Il Signore, cari giovani, cammina con voi, vi sorregge, vi incoraggia a seguirLo nella stessa fedeltà: vi auguro di cuore di sentire sempre la gioia e la consolazione della sua presenza luminosa e corroborante.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo incontro, mi offre l’opportunità di manifestare alle nuove reclute la mia profonda gratitudine per la scelta di mettersi, per un periodo di tempo, a disposizione del Successore di Pietro e di contribuire così a garantire l’ordine necessario e la sicurezza all’interno della Città del Vaticano. Colgo volentieri l’occasione per estendere altresì l’espressione della mia riconoscenza all’intero Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, chiamato a svolgere, fra i diversi compiti, quello di accogliere con cortesia e con gentilezza i pellegrini e i visitatori del Vaticano. Quest’opera di sorveglianza, che voi svolgete con diligenza, amore e sollecitudine è certamente considerevole e delicata: essa richiede a volte non poca pazienza, perseveranza e disponibilità all’ascolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Cari amici, il vostro servizio è quanto mai utile al tranquillo e sicuro svolgimento della vita quotidiana e delle manifestazioni spirituali e religiose della Città del Vaticano. La vostra significativa presenza nel cuore della cristianità, dove folle di fedeli giungono senza sosta per incontrare il Successore di Pietro e per visitare le tombe degli Apostoli, susciti sempre più in ciascuno di voi il proposito di intensificare la dimensione spirituale della vita, come pure l’impegno ad approfondire la vostra fede cristiana, testimoniandola gioiosamente con una coerente condotta di vita. Vi assicuro la mia fervida preghiera e di cuore imparto a ciascuno di voi ed a quanti vi fanno corona in questa singolare circostanza la Benedizione Apostolica.&#8221;</p>
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		<title>BENEDETTO XVI ALLA VIA CRUCIS: LA CROCE SEGNO DI SPERANZA</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 05:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La Croce ci parla dell’amore supremo di Dio”. E&#8217; quanto ha detto venerdì sera Benedetto XVI al termine della Via Crucis al Colosseo.   Dopo aver ripercorso il dramma degli ultimi momenti della vita di Gesù, il Papa ha detto: “Che cosa rimane ora davanti ai nostri occhi? Rimane un Crocifisso; una Croce innalzata sul Golgota, una Croce che sembra segnare la sconfitta definitiva di Colui che aveva portato la luce a chi era immerso nel buio”. “Ma guardiamo bene quell’uomo crocifisso tra la terra e il Cielo – ha aggiunto –, contempliamolo con uno sguardo più profondo, e scopriremo che la Croce non è il segno della vittoria della morte, del peccato, del male ma è il segno luminoso dell’amore, anzi della vastità dell’amore di Dio, di ciò che non avremmo mai potuto chiedere, immaginare o sperare”. “Dio si è piegato su di noi, si è abbassato fino a giungere nell’angolo più buio della nostra vita per tenderci la mano e tirarci a sé, portarci fino a Lui”, ha continuato il Pontefice. “La Croce ci parla dell’amore supremo di Dio – ha continuato il Santo Padre – e ci invita a rinnovare, oggi, la nostra fede nella potenza di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/04/VIA-CRUCIS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6092" title="VIA CRUCIS" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/04/VIA-CRUCIS-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>“La Croce ci parla dell’amore supremo di Dio”. E&#8217; quanto ha detto venerdì sera Benedetto XVI al termine della Via Crucis al Colosseo.  </p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver ripercorso il dramma degli ultimi momenti della vita di Gesù, il Papa ha detto: “Che cosa rimane ora davanti ai nostri occhi? Rimane un Crocifisso; una Croce innalzata sul Golgota, una Croce che sembra segnare la sconfitta definitiva di Colui che aveva portato la luce a chi era immerso nel buio”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ma guardiamo bene quell’uomo crocifisso tra la terra e il Cielo – ha aggiunto –, contempliamolo con uno sguardo più profondo, e scopriremo che la Croce non è il segno della vittoria della morte, del peccato, del male ma è il segno luminoso dell’amore, anzi della vastità dell’amore di Dio, di ciò che non avremmo mai potuto chiedere, immaginare o sperare”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Dio si è piegato su di noi, si è abbassato fino a giungere nell’angolo più buio della nostra vita per tenderci la mano e tirarci a sé, portarci fino a Lui”, ha continuato il Pontefice.</p>
<p style="text-align: justify;">“La Croce ci parla dell’amore supremo di Dio – ha continuato il Santo Padre – e ci invita a rinnovare, oggi, la nostra fede nella potenza di questo amore, a credere che in ogni situazione della nostra vita, della storia, del mondo, Dio è capace di vincere la morte, il peccato, il male, e di donarci una vita nuova, risorta”.</p>
<p style="text-align: justify;">“In questa notte carica di silenzio, carica di speranza, risuona l’invito che Dio ci rivolge attraverso le parole di sant’Agostino: &#8216;Abbiate fede! Voi verrete da me e gusterete i beni della mia mensa, com&#8217;è vero che io non ho ricusato di assaporare i mali della mensa vostra&#8217;”.</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: MESSAGGIO PER LA QUARESIMA 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 00:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel nostro cammino ci troviamo di fronte anche alla tentazione dell’avere, dell’avidità di denaro, che insidia il primato di Dio nella nostra vita. La bramosia del possesso provoca violenza, prevaricazione e morte; per questo la Chiesa, specialmente nel tempo quaresimale, richiama alla pratica dell’elemosina, alla capacità, cioè, di condivisione. L’idolatria dei beni, invece, non solo allontana dall’altro, ma spoglia l’uomo, lo rende infelice, lo inganna, lo illude senza realizzare ciò che promette, perché colloca le cose materiali al posto di Dio, unica fonte della vita. Come comprendere la bontà paterna di Dio se il cuore è pieno di sé e dei propri progetti, con i quali ci si illude di potersi assicurare il futuro? La tentazione è quella di pensare, come il ricco della parabola: &#8220;Anima mia, hai a disposizione molti beni per molti anni…&#8221;. Conosciamo il giudizio del Signore: &#8220;Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita…&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/03/Papa-Benedetto-XVI.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5976" title="Papa Benedetto XVI" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/03/Papa-Benedetto-XVI-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a>Nel nostro cammino ci troviamo di fronte anche alla tentazione dell’avere, dell’avidità di denaro, che insidia il primato di Dio nella nostra vita. La bramosia del possesso provoca violenza, prevaricazione e morte; per questo la Chiesa, specialmente nel tempo quaresimale, richiama alla pratica dell’<em>elemosina</em>, alla capacità, cioè, di condivisione. L’idolatria dei beni, invece, non solo allontana dall’altro, ma spoglia l’uomo, lo rende infelice, lo inganna, lo illude senza realizzare ciò che promette, perché colloca le cose materiali al posto di Dio, unica fonte della vita. Come comprendere la bontà paterna di Dio se il cuore è pieno di sé e dei propri progetti, con i quali ci si illude di potersi assicurare il futuro? La tentazione è quella di pensare, come il ricco della parabola: &#8220;Anima mia, hai a disposizione molti beni per molti anni…&#8221;. Conosciamo il giudizio del Signore: &#8220;Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita…&#8221;</p>
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		<title>UDIENZA DI BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DELLA CONGREGAZIONE PER L&#8217;EDUCAZIONE CATTOLICA</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 17:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;opera educativa sembra diventata sempre più ardua perché, in una cultura che troppo spesso fa del relativismo il proprio credo, viene a mancare la luce della verità, anzi si considera pericoloso parlare di verità, instillando così il dubbio sui valori di base dell&#8217;esistenza personale e comunitaria &#8230; esiste un’interdipendenza tra le varie branche del sapere; ma Dio e Lui solo ha rapporto con la totalità del reale; di conseguenza eliminare Dio significa spezzare il circolo del sapere.&#8221; 07.02.2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;opera educativa sembra diventata sempre più ardua perché, in una cultura che troppo spesso fa del relativismo il proprio credo, viene a mancare la luce della verità, anzi si considera pericoloso parlare di verità, instillando così il dubbio sui valori di base dell&#8217;esistenza personale e comunitaria &#8230;  esiste un’interdipendenza tra le varie branche del sapere; ma Dio e Lui solo ha rapporto con la totalità del reale; di conseguenza eliminare Dio significa spezzare il circolo del sapere.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">07.02.2011</p>
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		<title>BENEDETTO XVI: L&#8217;ABORTO NON PUO&#8217; ESSERE TERAPEUTICO</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 05:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[MAGISTERO PONTIFICIO...IN PILLOLE!]]></category>

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		<description><![CDATA[Rivolgendosi ai partecipanti alla XVII Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita, in udienza in Vaticano, il Papa ha ricordato che l&#8217;aborto &#8220;&#8230;non può essere terapeutico, i medici difendano le donne dagli inganni&#8221;. Allo stesso tempo Benedetto XVI ha chiarito che l&#8217;aborto &#8220;&#8230;Non costituisce la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino&#8221;. E ammonisce i padri: &#8220;Spesso lasciano sole le donne incinte.&#8221; Invece, ricorda Benedetto XVI, in un ambiente culturale &#8221;caratterizzato dall&#8217;eclissi del senso della vita, in cui si e&#8217; molto attenuata la comune percezione della gravita&#8217; morale dell&#8217;aborto e di altre forme di attentati contro la vita umana, si richiede ai medici una speciale fortezza per continuare ad affermare che l&#8217;aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino, rovinando, spesso, la vita famigliare&#8221;. &#8221;E&#8217; necessario &#8211; ha aggiunto il pontefice &#8211; che la societa&#8217; tutta si ponga a difesa del diritto alla vita del concepito e del vero bene della donna, che mai, in nessuna circostanza, potra&#8217; trovare realizzazione nella scelta dell&#8217;aborto. Parimenti sara&#8217; necessario &#8211; come indicato dai vostri lavori &#8211; non far mancare gli aiuti necessari alle donne che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/02/bmbo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5903" title="bmbo" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2011/02/bmbo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Rivolgendosi ai partecipanti alla XVII Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita, in udienza in Vaticano, il Papa ha ricordato che l&#8217;aborto &#8220;&#8230;non può essere terapeutico, i medici difendano le donne dagli inganni&#8221;. Allo stesso tempo Benedetto XVI ha chiarito che l&#8217;aborto &#8220;&#8230;Non costituisce la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino&#8221;. E ammonisce i padri: &#8220;Spesso lasciano sole le donne incinte.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Invece, ricorda Benedetto XVI, in un ambiente culturale &#8221;caratterizzato dall&#8217;eclissi del senso della vita, in cui si e&#8217; molto attenuata la comune percezione della gravita&#8217; morale dell&#8217;aborto e di altre forme di attentati contro la vita umana, si richiede ai medici una speciale fortezza per continuare ad affermare che l&#8217;aborto non risolve nulla, ma uccide il  bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino, rovinando, spesso, la vita famigliare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;E&#8217; necessario &#8211; ha aggiunto il pontefice &#8211; che la societa&#8217; tutta si ponga a difesa del diritto alla vita del concepito e del vero bene della donna, che mai, in nessuna circostanza, potra&#8217; trovare realizzazione nella scelta dell&#8217;aborto. Parimenti sara&#8217; necessario &#8211; come indicato dai vostri lavori &#8211; non far mancare gli aiuti necessari alle donne che, avendo purtroppo gia&#8217; fatto ricorso all&#8217;aborto, ne stanno ora sperimentando tutto il dramma morale ed esistenziale&#8221;.</p>
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