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	<title>Recensioni &#38; Storia.it &#187; Ancora</title>
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	<description>dove si parla di recensioni di libri e di argomenti di storia</description>
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		<title>STORIA DI KAROL WOJTYLA,  STORIA DEL XX SECOLO (Il Corriere del Sud, n°13/2005, pag.19)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 05:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[CRISTIANITA']]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANNI PAOLO II]]></category>
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		<description><![CDATA[Gian Franco Svidercoschi, già vice-direttore de &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;, vaticanista esperto e attento studioso del mondo religioso, ha avuto la fortuna e l&#8217;onore di intervistare per ben due volte Giovanni Paolo II, e con lui ha collaborato alla realizzazione di &#8220;Dono e Mistero&#8221;, il libro scritto nel 1996 in cui il Papa ha raccontato la sua vita sacerdotale. Nei primi mesi del 2001, all&#8217;interno della trasmissione &#8220;Alle otto della sera&#8221;, per Radio Due RAI ha curato la rubrica &#8220;Storia di Karol&#8220;, che è poi diventato un libro col medesimo titolo, pubblicato nel 2001 dalla ERI (la casa editrice della RAI) e dall&#8217;Editrice Ancora (pagg.165, euro 14,45). Infine &#8220;Storia di Karol&#8221; è diventato lo sceneggiato televisivo mandato in onda da Canale 5 lo scorso mese di aprile con il titolo &#8220;Un uomo diventato Papa&#8220;, che ha tenuto incollati al televisore milioni di telespettatori. &#8220;Storia di Karol&#8221; si sviluppa in 20 brevi capitoli che tratteggiano la vita di Wojtyla dalla nascita alla vigilia dell&#8217;elezione al soglio pontificio. E&#8217; uno strumento ottimo per conoscere la lunga strada percorsa da quest&#8217;uomo, la cui vita è stata tutta segnata dagli eventi storici epocali del XX° secolo. Leggendo questa sua biografia nulla sembra sia avvenuto per caso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><font face="Arial" size="5"><img id="image131" height="96" alt="karol_wojtyla_010.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/04/karol_wojtyla_010.miniatura.jpg" /> </font></strong></p>
<p><font face="Arial" size="3">Gian Franco Svidercoschi, già vice-direttore de &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;, vaticanista esperto e attento studioso del mondo religioso, ha avuto la fortuna e l&#8217;onore di intervistare per ben due volte Giovanni Paolo II, e con lui ha collaborato alla realizzazione di &#8220;Dono e Mistero&#8221;, il libro scritto nel 1996 in cui il Papa ha raccontato la sua vita sacerdotale. </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Nei primi mesi del 2001, all&#8217;interno della trasmissione &#8220;Alle otto della sera&#8221;, per Radio Due RAI ha curato la rubrica &#8220;<em>Storia di Karol</em>&#8220;, che è poi diventato un libro col medesimo titolo, pubblicato nel 2001 dalla ERI (la casa editrice della RAI) e dall&#8217;Editrice Ancora (pagg.165, euro 14,45). <span id="more-132"></span></font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Infine &#8220;<em>Storia di Karol</em>&#8221; è diventato lo sceneggiato televisivo mandato in onda da Canale 5 lo scorso mese di aprile con il titolo &#8220;<em>Un uomo diventato Papa</em>&#8220;, che ha tenuto incollati al televisore milioni di telespettatori.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">&#8220;<em>Storia di Karol</em>&#8221; si sviluppa in 20 brevi capitoli che tratteggiano la vita di Wojtyla dalla nascita alla vigilia dell&#8217;elezione al soglio pontificio. E&#8217; uno strumento ottimo per conoscere la lunga strada percorsa da quest&#8217;uomo, la cui vita è stata tutta segnata dagli eventi storici epocali del XX° secolo. Leggendo questa sua biografia nulla sembra sia avvenuto per caso, e si intravede quella mano della Provvidenza che il 13 maggio del 1981 risultò determinante.</font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Karol nasce da una famiglia profondamente cattolica, dove si respirano ancora i ricordi del padre, che aveva servito da ufficiale del corpo di amministrazione l&#8217;esercito imperiale austro-ungarico, quando la Polonia non era ancora Stato nazionale ma era divisa fra Austria, Germania e Russia.</font></p>
<p><font size="3"></font><font face="Arial"><em>Wadowice</em>, sua città natale, è una tranquilla città di provincia, ma ha almeno tre caratteristiche in grado di distinguerla: una certa vivacità culturale, non esclusa l&#8217;attività teatrale, una fiorente ed erudita comunità ebraica, la presenza di un famoso reggimento che nel 1920, anno di nascita di Karol, aveva dato eccellente prova del proprio valore contribuendo al &#8220;miracolo della Vistola&#8221;: appena due anni dopo la fine della prima guerra mondiale il piccolo esercito polacco aveva fermato sul grande fiume l&#8217;Armata Rossa, pronta su ordine di Lenin a dilagare per esportare la Rivoluzione proletaria nel cuore d&#8217;Europa.</font><font size="3"></font><font face="Arial" size="3">Quelli che vanno dal 1930 al 1938 sono per Karol e per i suoi numerosi amici gli anni del ginnasio (la nostra scuola media più le superiori), gli anni in cui il suo carattere (già provato dalla morte prematura della mamma e del giovane fratello medico) si forma in modo definitivo, con eccellenti risultati sul piano dello studio e dell&#8217;arte della recitazione. Grazie all&#8217;esempio del padre, che si accolla in solitudine l&#8217;onere di educarlo, e sostenuto da don <em>Figlewicz</em>, suo confessore e padre spirituale, Karol vive con intensità la sua fede, che lo accompagna nelle amicizie, nello studio, nello sport. Poi, con il trasferimento a Cracovia per la frequenza ai corsi di filologia dell&#8217;Università Jagellonica, il futuro Giovanni Paolo II ha appena il tempo di gustare il giovanile entusiasmo che riserva la vita universitaria, che la furia del nazionalsocialismo spazza via, in pochi giorni, pezzi di tradizione di storia polacca e quindi anche parte del suo mondo. La cattedrale chiusa, l&#8217;università chiusa, i professori e gli intellettuali internati nei campi di concentramento col dichiarato intento di cancellare per sempre la cultura polacca, gli amici ebrei perseguitati e arrestati </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Tutto sembra drammaticamente finito, mentre dall&#8217;altra parte della Vistola i sovietici, in forza degli scellerati accordi segreti fra Hitler e Stalin, occupano il restante 52% del territorio nazionale: l&#8217;esercito polacco questa volta si è disciolto come neve al sole. E&#8217; la notte oscura della Polonia, è la notte oscura dello spirito Miracolosamente sopravvissuto alla carneficina nazista grazie anche all&#8217;esperienza del duro lavoro in miniera, Karol come milioni di suoi compatrioti ignora che la sua Patria sta per essere venduta dagli Alleati a Stalin, nonostante lo straordinario valore dimostrato dai Polacchi a Montecassino (furono praticamente loro ad aprire la strada per Roma). Ci vorranno così ancora 45 anni per riconquistare la libertà, e toccherà proprio a lui , a Karol Wojtyla, prima sacerdote, poi vescovo e infine cardinale ridare speranza e dignità alla sua Polonia. Saranno questi gli anni dell&#8217;ascesi, della nuova salita al Monte Carmelo, proprio come indicato da quel San Giovanni della Croce autore della &#8220;<em>Notte oscura</em>&#8221; che affascinerà tanto il giovane Karol, che ne acquisirà la spiritualità carmelitana. Contemporaneamente gli studi sulla filosofia della coscienza, appresa attraverso Edmund Husserl e Max Scheler, lo porteranno a scoprire ancora di più la centralità della persona umana e la sua dignità irrinunciabile. Tale consapevolezza sarà la forza tremenda nelle mani di Karol Wojtyla che, novello Mosè, passo dopo passo, riuscirà a scuotere i poteri forti, che crollano, e i muri dell&#8217;odio, che si sbriciolano E&#8217; la storia di Karol, è la storia, ben raccontata, di questo nostro secolo appena passato. Leggiamola </font></p>
<p><font face="Arial" size="3">Roberto Cavallo</font></p>
<p><font face="Arial" size="3" /></p>
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		<title>IL PIERCING DELL&#8217;ANIMA (Il Corriere del Sud, n°10/2005, pag.23)</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2005 16:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcuno ha scritto: il difficile mestiere di genitore. E&#8217; una convinzione che si fa consapevolezza leggendo il bel libro di Gilberto Gillini e Maria Teresa Zattoni: &#8220;Il piercing nell&#8217;anima&#8221; (Ancora Editrice, 2005, Milano, pagg.176, euro 12,00). I due autori, docenti presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi su Matrimonio e Famiglia dell&#8217;Università Lateranense, hanno alle spalle una vasta esperienza di formatori e consulenti familiari, con varie pubblicazioni all&#8217;attivo su tematiche di psico-pedagogia attinenti la famiglia. Dalla lettura delle loro opere si comprende come l&#8217;espressione &#8220;famiglia cellula fondamentale della società&#8221; abbia davvero una straordinaria concretezza di significato. A volte non solo le grandi scelte, ma semplici comportamenti o atteggiamenti, a cui superficialmente gli adulti attribuiscono scarso peso, sono invece destinati ad indirizzare &#8211; potenzialmente per sempre &#8211; le vite e i destini di bambini e adolescenti, con immense ripercussioni sociali. Il piercing nell&#8217;anima è il dolore nascosto dell&#8217;adolescente, spesso difficile da interpretare. Un libro allora sicuramente da leggere, ma anche da &#8220;imparare&#8221; e soprattutto da &#8220;fare&#8221;. Non troveremo, sia ben chiaro, nessuna ricetta speciale, nessun segreto che venga svelato e capace di risolvere, miracolisticamente, i quotidiani problemi che assillano il rapporto genitori-figli. Ma sicuramente ci imbatteremo in tanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Arial" size="3"><img id="image111" height="96" alt="piercing_tounge.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/03/piercing_tounge.miniatura.jpg" /> Qualcuno ha scritto: il difficile mestiere di genitore. E&#8217; una convinzione che si fa consapevolezza leggendo il bel libro di Gilberto Gillini e Maria Teresa Zattoni: &#8220;Il piercing nell&#8217;anima&#8221; (Ancora Editrice, 2005, Milano, pagg.176, euro 12,00).</font> <font size="3" /><font face="Arial">I due autori, docenti presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi su Matrimonio e Famiglia dell&#8217;Università Lateranense, hanno alle spalle una vasta esperienza di formatori e consulenti familiari, con varie pubblicazioni all&#8217;attivo su tematiche di psico-pedagogia attinenti la famiglia. <span id="more-94"></span> Dalla lettura delle loro opere si comprende come l&#8217;espressione &#8220;famiglia cellula fondamentale della società&#8221; abbia davvero una straordinaria concretezza di significato. A volte non solo le grandi scelte, ma semplici comportamenti o atteggiamenti, a cui superficialmente gli adulti attribuiscono scarso peso, sono invece destinati ad indirizzare &#8211; potenzialmente per sempre &#8211; le vite e i destini di bambini e adolescenti, con immense ripercussioni sociali.  </font> <font face="Arial" size="3">Il piercing nell&#8217;anima è <em>il dolore nascosto dell&#8217;adolescente</em>, spesso difficile da interpretare. Un libro allora sicuramente da leggere, ma anche da &#8220;imparare&#8221; e soprattutto da &#8220;fare&#8221;. Non troveremo, sia ben chiaro, nessuna ricetta speciale, nessun segreto che venga svelato e capace di risolvere, miracolisticamente, i quotidiani problemi che assillano il rapporto genitori-figli. Ma sicuramente ci imbatteremo in tanti suggerimenti utili, in tante riflessioni nuove che ci porteranno a dire, in tutta onestà:  &#8220;G<em>ià,  ma come ho fatto a non pensarci prima..!</em>&#8220;. </font><font face="Arial" size="3">Il testo è strutturato in dodici racconti adolescenziali autobiografici &#8211; <em>le storie</em>! &#8211; cui segue l&#8217;individuazione delle <em>sonde</em>, e cioè delle cose assolutamente da ricordare, tipo <em>pillole di saggezza</em>, e <em>gli sprazzi di dialogo</em> &#8211; immaginari &#8211; con i ragazzi protagonisti di quelle medeime storie. Così il genitore, e l&#8217;adulto in generale, è condotto all&#8217;interno della  psicologia adolescenziale con la conseguenza di dover spesso mettere in discussione il proprio modo di porsi nei confronti della difficile impresa educativa: come mi sarei comportato in quella situazione? Come avrei agito? Cosa faccio di solito? Cosa dico ai miei figli?</font> <font face="Arial" size="3">Le storie, tutte vere e prese come punto di partenza, sono raggruppate in tre grandi aree, che costituiscono altrettante parti in cui il libro è suddiviso: la prima riguarda le pulsioni e le passioni proprie degli adolescenti, quando queste, incontrollate, rischiano di prendere il sopravvento, in modo evidentemente irrazionale; la seconda parte esamina le varie sofferenze che all&#8217;adolescente derivano dal &#8220;sistema famiglia&#8221; quando questo in qualche modo si deteriora ed entra in crisi; la terza parte verte sullo svincolo dell&#8217;adolescente dalla famiglia, operazione di per sè delicatissima e in cui, da entrambe le parti, l&#8217;errore è sempre dietro l&#8217;angolo.</font> <font face="Arial" size="3">Dicevamo dunque che ognuna di queste tre parti  contiene delle storie vere, che gli autori nella loro opera di formatori e consulenti hanno raccolto direttamente dalla voce dei loro giovani interlocutori. Ogni storia presenta un&#8217;intima sofferenza, e già questa è una prima <em>sonda, </em>cioè un elemento importante da tenere a mente: nell&#8217;adolescenza la sofferenza non è mai assente, al contrario Da qui la necessità di comprendere ogni singolo caso, con il suo carico di giovane dolore, per tentare di dare una mano. Dare una mano, appunto, senza cioè pretendere di eliminare la sofferenza dalla vita dei nostri figli, cosa che si rivelerebbe irrealistica e dunque dannosa.</font> <font face="Arial" size="3">Nella gestione del dolore giovanile un sereno ed equilibrato rapporto di coppia fra i genitori è quasi sempre un&#8217;eccellente arma di prevenzione contro comportamenti sbagliati: nessun discorso più di un vissuto affetto coniugale è in grado di influire positivamente sulla psicologia dell&#8217;adolescente. Rapporto, si è detto, sereno ed equilibrato, e tale può essere soltanto quello in cui si vive di un amore sincero e fedele.  Anche la lealtà coniugale in relazione ai figli è fondamentale: può capitare che, senza neanche accorgersene, uno dei genitori rubi all&#8217;altro l&#8217;affetto del figlio. Ciò avviene, per esempio, quando uno dei due assume atteggiamenti vittimistici: obiettivo inconscio è impietosire la prole in modo che questa parteggi per chi, almeno apparentemente, risulta più debole. Il risultato è che l&#8217;altro genitore finisce con l&#8217;essere percepito come dispotico e invadente, più di quanto non lo sia in realtà.</font> <font face="Arial" size="3">Altro errore banale, ma purtroppo frequentissimo, è pensare che il dialogo e l&#8217;accondiscendenza siano sufficienti ad evitare comportamenti devianti. In realtà non basta sapere &#8220;tutto&#8221; dei propri figli per stare in pace con la propria coscienza di genitori e di educatori. Il dialogo a volte serve anche per dire, semplicemente, <em>di no</em>.  E spesso è proprio  quel  &#8220;no&#8221;  ad essere percepito dagli adolescenti con una grande carica affettiva, sicuramente maggiore rispetto a quella derivante da qualsiasi accondiscendenza. Un dire no che ovviamente lungi dall&#8217;essere fine a se stesso o peggio ancora espressione di arroganza, deve avere l&#8217;unico fine di manifestare, con semplicità ma con fermezza, la verità. Dire la verità sulle cose e sul mondo (il sesso, la droga, la morte ), meglio ancora se alla luce del Vangelo,  aiuta l&#8217;adolescente a ritirarsi dinanzi alla propria coscienza, atteggiamento che gli consentirà di camminare con passo sicuro fra le tempeste della vita. Aiutare a formare la coscienza delle nuove generazioni è la sfida più importante che attende noi adulti e genitori.</font> <font size="3" /><font face="Arial">  </font><font face="Arial" size="3">Roberto  Cavallo</font></p>
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		<title>I MARTIRI DEL XX SECOLO (Il Corriere del Sud, n°2/2003)</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Feb 2003 06:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavallo Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul retro della copertina, in poche righe, il dramma viene inquadrato con chiarezza: &#8220;Il ventesimo è il secolo con il maggior numero di martiri cristiani (oltre 45 milioni), ma è anche il periodo in cui si è cercato di ignorare (o addirittura occultare) il più possibile l&#8217;esperienza del martirio. Il fiume di sangue cristiano che bagna tutto il secolo trascorso trova nei libri di storia e nei mass media solo qualche cenno o scarno ricordo. Il volume di Royal (apparso in inglese nel 2000) è stato il primo a colmare la lacuna e rendere giustizia a questa schiera di cristiani vittime di ideologie atee. Scritto con stile avvincente presenta per ogni momento storico e area geografica una figura significativa, simbolo di innumerevoli militi ignoti della grande causa di Dio (Giovanni Paolo II).&#8221; Dopo la lettura del libro di Robert Royal &#8211; I Martiri del ventesimo secolo, Ancora Editrice, Milano, 2002, Euro 30,00 &#8211; si può verificare in prima persona questa triste verità: anche persone laureate, e quindi con un discreto livello culturale, ritengono che il martirio sia &#8220;roba&#8221; degli albori del cristianesimo, quando i seguaci di Gesù si facevano ammazzare nei circhi dalle belve piuttosto che adorare l&#8217;imperatore di turno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><img id="image109" height="85" alt="russia.jpg" src="http://www.recensioni-storia.it/wp-content/uploads/2007/03/russia.miniatura.jpg" /> Sul retro della copertina, in poche righe, il dramma viene inquadrato con chiarezza: &#8220;Il ventesimo è il secolo con il maggior numero di martiri cristiani (oltre 45 milioni), ma è anche il periodo in cui si è cercato di ignorare (o addirittura occultare) il più possibile l&#8217;esperienza del martirio. Il fiume di sangue cristiano che bagna tutto il secolo trascorso trova nei libri di storia e nei mass media solo qualche cenno o scarno ricordo. <span id="more-88"></span></font></p>
<p><font size="3"><!--MORE-->Il volume di Royal (apparso in inglese nel 2000) è stato il primo a colmare la lacuna e rendere giustizia a questa schiera di cristiani vittime di ideologie atee. Scritto con stile avvincente presenta per ogni momento storico e area geografica una figura significativa, simbolo di innumerevoli <em>militi ignoti della grande causa di Dio </em>(Giovanni Paolo II).&#8221;<br />
</font><font size="3">Dopo la lettura del libro di Robert Royal &#8211; I Martiri del ventesimo secolo, Ancora Editrice, Milano, 2002, Euro 30,00 &#8211; si può verificare in prima persona questa triste verità: anche persone laureate, e quindi con un discreto livello culturale, ritengono che il martirio sia &#8220;roba&#8221; degli albori del cristianesimo, quando i seguaci di Gesù si facevano ammazzare nei circhi dalle belve piuttosto che adorare l&#8217;imperatore di turno. Così invece certamente non è.<br />
</font><font size="3">Da un certo punto di vista il martirio, o quanto meno la sua possibilità, è una costante che si accompagna alla vita dei Cristiani e della Chiesa. Trovano d&#8217;altronde conferma le parole di Gesù (Gv.15,20), che così chiariva ai suoi discepoli: &#8220;Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi&#8221;; e ciò, d&#8217;altronde, non doveva turbarli più di tanto, perchè non bisogna aver paura di chi ha il potere di uccidere il corpo, ma nulla può contro l&#8217;anima. Ecco allora il martirio, che in ogni secolo ha accompagnato la vita dei cristiani. Quale dunque la novità? La novità è l&#8217;entità delle proporzioni (in termini assoluti il più alto tributo di martiri di tutti i tempi!) e, di conseguenza, la spettacolare abilità dei mass media a far passare sotto silenzio questo fiume di sangue sparso unicamente per dare testimonianza a Cristo Signore. Tale opera di disinformazione è così ben riuscita che, come ricordavo prima, parlare di &#8220;martiri cristiani&#8221; per i più significa riandare ai primordi del Cristianesimo. Ben vengano allora le pubblicazioni come quella di Royal, i cui racconti coprono 4 continenti su 5 (manca solo l&#8217;Australia, unico continente non toccato dall&#8217;indagine!) e si snodano attraverso tutti i decenni di questo terribile ventesimo secolo. Non a caso Giovanni Paolo II nell&#8217;enciclica <em>Evangelium Vitae</em> ne ha parlato come del secolo che sarà ricordato quale &#8221; epoca di attacchi massicci contro la vita, un&#8217;interminabile serie di guerre e un massacro permanente di vite umane innocenti&#8221;. E&#8217; stato infatti il secolo nel quale dottrine e ideologie costruite a tavolino (positivismo massonico, socialismo, comunismo, nazismo) sono poi state concretizzate in disumane istituzioni statali, con tanto di apparati repressivi. Senza dimenticare la mai sopita violenza islamica, che dal comparire di Maometto sulla scena di questa mondo, ha spesso comportato per la Chiesa e per i suoi uomini un pesante tributo di sangue.<br />
</font><font size="3">Quasi sempre l&#8217;irrogazione della pena capitale si è accompagnata alla tortura, e qui la fantasia umana dimostra di possedere risorse tanto perverse quanto illimitate. Emblematica, fra le tante, è la morte per crocifissione, comminata ai Cattolici nei campi di sterminio nazisti di Buchenwald e di Neue Bremm; dai comunisti nel corso della guerra civile spagnola; e, più di recente, dai Musulmani nel Sudan.<br />
</font><font size="3">Il XX° secolo non solo ha abbondato in orrori ed ingiustizie, ma ha lasciato il suo oscuro testimone al secolo XXI°,  che ha già visto scorrere il sangue dei nuovi martiri cristiani.<br />
</font><font size="3">Sarebbe quindi davvero auspicabile la più ampia diffusione di questo prezioso libro, per squarciare il vergognoso muro di silenzio che grava sull&#8217;argomento.<br />
</font><font size="3">Se poi un appunto proprio si vuol muovere al testo, esso dovrà riguardare le argomentazioni politico-sociologiche che fanno da cornice all&#8217;assassinio di Mons. Romero, Arcivescovo di San Salvador. L&#8217;Autore, infatti, non trascura di puntare il dito sulle violenze delle forze filo-governative che agli inizi degli anni &#8217;80 contrastarono la guerriglia comunista, rifornita dai cubani, esaltata dalla stampa internazionale, sostenuta dalla <em>Iglesia Popular  </em>e dalla teologia della liberazione. Ciò che non è completamente condivisibile, o che quanto meno lascia spazio al dubbio, è l&#8217;opportunità di mettere quasi sullo stesso piano le opposte fazioni. Ed infatti mentre il comunismo si è dovunque dimostrato <strong>istituzionalmente repressivo</strong> delle libertà individuali, e prima fra tutte di quella religiosa, i regimi latino-americani che ad esso si sono opposti, pur macchiandosi di crimini talora raccapriccianti, hanno perseguitato non la Chiesa in quanto tale ma singoli personaggi di essa, ritenuti, a torto o a ragione, direttamente coinvolti in attività sovversive.  Una differenza, fra gli uni e gli altri, che trova puntuale riscontro nel numero, assolutamente non confrontabile, delle vittime (milioni e milioni) fatte dal comunismo e di quelle (relativamente poche) attribuibili agli anticomunisti.<br />
</font><em><font size="3"><br />
</font></em><font size="3">Roberto Cavallo<br />
</font></p>
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