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PATRICK MOORE: PER IL FONDATORE DI GREENPEACE IL NUCLEARE COSTA MENO ED E’ SOSTENIBILE

10 marzo 2010
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PatrickMoore300L’annoso dibattito sul nucleare e sui rischi che esso comporta ormai divide anche il fronte ambientalista. In un recente articolo comparso sul “Corriere del Giorno” di sabato 6 marzo 2010 (pag. 26), vengono riprese le affermazioni di Patrick Moore, sessantatreenne scienziato dell’ambiente di origine canadese, co-fondatore di Greenpeace ed ecologista convinto, il quale dichiara di sposare in pieno il nucleare definendolo l’energia del futuro.

In Italia per un giro di conferenze, Moore ha dichiarato: “L’energia nucleare è importante dal punto di vista ambientale perchĂ© non produce inquinamento atmosferico…costa meno rispetto al solare e all’eolico ed è sostenibile”.

Secondo Moore “il problema dell’aria che respiriamo deriva dalle fonti fossili”, che rappresentano l’85% della produzione mondiale di energia.

Per risolvere il problema, dunque, l’energia nucleare sembra essere l’unica soluzione “…ad eccezione dell’idroelettrico”, che però dipende “dalla piovositĂ  e dall’assetto del terreno”.

Quanto al carburante esausto e alla radioattivitĂ , per Moore, “è scorretto parlare di scorie o di rifiuto, perchĂ© il 95% dell’energia potenziale è ancora contenuto in esso, dopo il primo ciclo di fissione “. Queste scorie, inoltre, “possono essere per lo piĂą riciclate e riutilizzate”.

Le centrali nucleari, quindi, sono abbastanza sicure, al punto che Moore ironizza: “ci vivrei dentro”.

E Chernobyl allora? Per Moore non vi sono dubbi: “…si trattò di un incidente cercato. L’intero progetto era pessimo e gli addetti fecero saltare la centrale in aria”. Si tratterebbe in sostanza di casi irripetibili, “perchĂ© frutto di errori umani combinati con tecnologie neanche lontanamente comparabili con i sistemi automatici di protezione e di salvaguardia delle centrali di oggi”.

D’altronde, aggiunge Moore, in Russia “un incidente in una centrale idroelettrica ha fatto perdere la vita a 75 persone, piĂą del nucleare”. Eppure l’opinione pubblica non lo sa o non lo ricorda: il panico suscitato dagli ambientalisti è dunque irrazionale.

In sintonia con quanto oggi dichiarato dal fondatore di Greenpeace e con quanto da anni vanno ripetendo tecnici affidabili, il piano energetico del governo Berlusconi prevede un forte impulso alle energie rinnovabili e il ritorno al nucleare, con positive ricadute nella sicurezza degli approvvigionamenti, nelle minori emissioni di gas ad effetto serra, in prezzi più bassi per cittadini ed imprese, visto che oggi gli italiani pagano l’elettricità il 30% in più rispetto alla media europea, con gravi rischi per la tenuta dell’occupazione.

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