19 OTTOBRE: SUL TETTO DELLA SEDE DI RADIO MARIA UCRAINA

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“Buongiorno, sono Padre Aleksey, direttore di Radio Maria Ucraina.

Come potete vedere questa è Kiev. In questi edifici non c’è la luce. Sono sul tetto di Radio Maria. Meno male che abbiamo un grande generatore che produce energia elettrica, abbiamo la luce e possiamo trasmettere.

Questo è il problema: i russi vogliono distruggere l’elettricità in tutta l’Ucraina e iniziano a bombardare queste centraline.

Come potete vedere, in questa parte (della città) manca la luce, mentre dall’altra parte c’è. Non tutta la città è bloccata, i nostri servizi funzionano.

Il problema è che non tutta la città può sentire Radio Maria, perché manca l’elettricità.

Queste sono le conseguenze della guerra: i russi distruggono tutte le infrastrutture ucraine. Oggi, proprio qui sopra di noi ci sono state delle esplosioni, sono arrivati dei missili, dei nuovi droni con cui i russi cercano di far mancare agli ucraini l’energia elettrica.

Pregate per l’Ucraina e per la nostra Radio Maria…”.

 

2 Commenti

  1. Fintanto che Nato ed UE non cambieranno politiche, fintanto che l’occidente invierà armi( che poi vengono rimpiazzate in Siria ed in mano a gruppi di criminalità organizzata), fintanto non sarà riconosciuta la violazione del trattato di Minsk e l’invasione del Donbass con massacro di civili dal 2014 ad oggi da parte dei battaglioni nazisti di Azov, fintanto si piegheranno ai capricci di Zelensky, tutto sarà inutile. Purtroppo la Nato ha portato avanti dallo scorso secolo solo politiche di guerra e non di pace, piantando le sue basi militari in tutto l’occidente e fino ai confini della Russia, creando solo sudditanza e scompiglio, ultimo caso l’Afganistan. Gli stati devono riprendersi la loro sovranità. L’Europa deve rinnovarsi, creando una comunità di nazioni sovrane, che mantengano il loro potere decisionale. Abbiamo visto in questi 2 -3 anni i danni creati da questa mimopandemia. Siamo stati soggiogati dai poteri di Davos e delle multinazionali della finanza e della medicina. Perdonate lo sfogo ma bisogna che esca la verità e oggi son ancora pochi che la riportano al pubblico.

  2. Buonasera,
    più che uno sfogo, quello di Manila sembra un estratto della solita propaganda di Vladimir Putin, che tanti successi coglie in un Occidente spesso autolesionista e compiacente nei confronti della narrativa russa.
    Una sola riflessione in merito alle “politiche di guerra” della NATO: la NATO è un’alleanza difensiva, e aderirvi per i singoli Paesi è di solito una vera impresa, come di recente dimostrano Svezia e Finlandia, che incontrano mille difficoltà. Nel recente passato – al contrario di quello che racconta Putin – sono stati tanti i Paesi che hanno chiesto di entrarvi a far parte, seguendo procedure costituzionali e parlamentari complesse, come sempre quando sono in gioco trattati internazionali. Nella maggior parte dei casi si tratta di Paesi che – come l’Ucraina e la Polonia – appena ieri hanno vissuto sulla propria pelle la violenza del comunismo russo.

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