Notizie dall’estero 29 maggio 2006

1388

benedetto9.jpg Un cordiale ben ritrovati a tutti i nostri ascoltatori.
La pagina di oggi sull’informazione internazionale ci presenta diversi argomenti degni di nota. Prima di iniziare ricordo come al solito che è possibile inviare un e-mail all’indirizzo di posta elettronica radioqueen@virgilio.it, oppure comunque telefonare allo 0832-331144 per esprimere la vostra opinione, o per chiedere qualcosa sui fatti più importanti della settimana a livello internazionale.
In questi giorni di fine maggio il Papa, Benedetto XVI, st a c ompiendo il suo primo viaggio apostolico all’estero, e non a caso ha voluto che questa sua prima tappa fosse proprio la Polonia di Karol Wojtyla. Così proprio in questi giorni in cui si sta tornando a parlare di miracoli di Giovanni Paolo II e di una sua probabile imminente canonizzazione, il tedesco Ratzinger è nella patria polacca di Giovanni Paolo II, anche per chiudere definitivamente antichi rancori e odi fra tedeschi e polacchi, fra ebrei e tedeschi E’ anche questo, per esempio, il senso della visita del Papa ad Auscwitz.
Mentre le trattative a distanza fra Iran e Agenzia atomica internazionale sull’uso militare e non pacifico dell’energia nucleare procede al rallentatore, nel senso che Teheran non intende retrocedere dalla sua politica di arricchimento dell’uranio, finalizzato anche ad usi militari, gli Stati Uniti stanno pensando di risolvere il problema in modo unilaterale. Ci spieghiamo meglio. Visto che ormai è chiaro che Cina e Russia si rifiutano al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di appoggiare un piano di sanzioni contro l’Iran, gli esperti militari di Washington stanno studiando un progetto nuovo di scudo stellare. Si tratterebbe di installare in Europa, che in caso di rappresaglia è direttamente raggiungibile dai missili nucleari iraniani, dei missili intercettatori in modo tale da creare un ombrello di protezione da possibili attacchi dall’Iran. Troviamo questa notizia su Repubblica di martedì 23 maggio, a pagina 27, in un articolo dal titolo “Contro l’Iran scudo antimissile europeo”. Ecco, come vedete si torn a dopo anni dalla fine della guerra fredda a riparlare di scudi spaziali. L’Iran viene indicato quindi come la minaccia principale dalla quale proteggere l’Europa, anche se Teheran, dal canto suo, per il momento continua a ribadire di non avere intenzione di sviluppare un programma nucleare che permetta di creare testate atomiche per i missili.

Riprendiamo adesso il discorso sulle elezioni in Montenegro, discorso necessariamente lasciato a metà la scorsa settimana. Ecco ora possiamo confermare quello che comunque già allora sembrava abbastanza sicuro, e cioè l’affermazione elettorale del fronte favorevole all’indipendenza del Montenegro dalla Serbia. Con il 55,5% dei voti a favore, il popolo montenegrino si è espresso favorevolmente all’indipendenza, anche se di poco è stata superata la soglia minima prevista del 55%. Il Montenegro aveva già conosciuto nel suo passato una breve parentesi di libertà e indipendenza, dal 1878 al 1918, quando la fine della 1^ guerra mondiale decretò l’ accorpamento nella nascente Jugoslavia.
Così in modo del tutto pacifico un altro pezzo della vecchia Jugoslavia se ne va per la sua strada. E tutto questo dopo Croazia, Slovenia e Macedonia, che si proclamarono indipendenti già nel 1991, sempre tramite lo strumento referendario. Più difficile fu la strada per Bosnia-Erzegovina e Kosovo, dove si rivelò necessario l’intervento della NATO per porre termine alla repressione e alla pulizia etnica ordinate dal capo del partito socialista serbo: Slobodan Milosevic, che è morto in prigione in Olanda solo poche settimane fa.
Come i nostri ascoltatori ricorderanno anche il Kosovo, dove sono presenti soldati italiani, vive ancora una posizione politica di transizione, visto che attualmente è sotto tutela internazionale e sotto l’amministrazione dell’ONU.
E passiamo ad un’altra notizia. Lunedì scorso 22 maggio il cancelliere tedesco Angela Merkel si è recata in C ina, dove ha incontrato il primo ministro cinese Wen Jiabao. La Signora Merkel ha fatto il punto tanto sulle convergenze che sugli elementi di disaccordo fra l’emergente superpotenza cinese e l’Unione Europea.
Come leggiamo su Repubblica, a pagina 26 di martedì 23 maggio, : “La crisi internazionale aperta dai programmi atomici iraniani, ma anche i diritti umani e un problema grave per le economie europee, cioè il sistematico plagio dei brevetti del made in Europe importato, sono stati i temi centrali dei colloqui“.
Proviamo allora a riassumere i punti che dividono oggi Cina ed U.E., così come appunto li riporta l’inviato di Repubblica Andrea Tarquini.
Il primo punto riguarda la concorrenza industriale. La cancelliera Angela Merkel ha chiesto alla Cina di porre fine alla copia sistematica di ogni prodotto che dall’Europa viene importato in Cina. Dagli Airbus, alle auto Volkswagen o Peugeot-Citroen, dal software all’alta moda: tutto viene copiato, riprodotto in Cina e quindi nuovamente esportato a prezzi stracciati per le nostre aziende.
Il secondo punto riguarda la moneta cinese, lo yuan. La sua eccessiva svalutazione, artificialmente perseguita da Pechino, comporta una forte competizione con l’Europa.
Il terzo punto dice riferimento al dissenso politico che, come da questa emittente abbiamo dichiarato più volte, in Cina è duramente represso. Angela Merkel ha richiamato il governo di Wen Jiabao a porre termine alla repressione delle fondamentali libertà democratiche operata dal partito comunista cinese.
Ultimo punto di contrasto i trasferimenti forzati di centinaia di migliaia di persone, trasferimenti imposti dal regime cinese per evacuare le zone dove saranno costruite immense dighe artificiali, che dovranno deviare e stravolgere il corso di alcuni dei grandi fiumi cinesi, come lo Yang-tze Yang, il grande fiume giallo che attraversa la Cina. Lo scopo è quello di costruire immense centrali idroelettriche.
Affianco a questi punti di disaccordo vi sono naturalmente i reciproci interessi di Germania e Cina a concludere ottimi affari; cosa che sta per verificarsi; non a caso la Germania è il primo partner europeo della Cina.
Terminiamo l’appuntamento di oggi con una brevissima cronistoria della guerra in Iraq.
Bene, con questa notizia abbiamo terminato l’appuntamento di oggi con l’informazione internazionale. A risentirci quindi martedì prossimo, sempre con l’Internazionale, ricordando che come al solito che è possibile inviare le vostre riflessioni, i vostri dubbi e le vostre domande scrivendo una e-mail al nostro indirizzo di posta elettronica radioqueen@virgilio.it.
Grazie a tutti per la cortese attenzione e a risentirci la prossima volta.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui