ABORTO. MANIFESTI PRO VITA CENSURATI DAL PD A REGGIO CALABRIA

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Dalle colonne di Avvenire don Maurizio Patriciello, il coraggioso sacerdote che annuncia il Vangelo in un territorio difficile e disperante come la Terra dei Fuochi, ha dichiarato: “Se mai manifesto fu più sereno e rispettoso delle opinioni altrui è proprio quello che il sindaco ha oscurato a spese dei cittadini. Senza rendersi conto – almeno così ci piace sperare – che così facendo sta mettendo il bavaglio a quelle minoranze di cui tutti ci facciamo paladini. Senza rendersi conto di andare – lui, sì – contro la legge 194, ben sapendo che ogni aborto, oltre alla eliminazione del feto, è un trauma per la donna che vi ricorre”.

L’associazione ProVita&Famiglia proprio con lui ha parlato di questo ed altri tentativi di censura della campagna #stopaborto.

Don Maurizio, vogliamo commentare il provvedimento del sindaco di Reggio Calabria Falcomatà. In nome di quale libertà si è deciso di offuscare questi manifesti? Spesso queste decisioni provengono proprio da chi si fa portavoce di principi che definisce “democratici”…

«L’oscuramento dei manifesti è stata certamente un’aziona autoritaria, secondo me il sindaco ha approfittato della sua autorità di sindaco, per fare qualcosa che non gli competeva assolutamente. Come ho scritto anche su Avvenire, noi siamo tutti paladini della libertà di pensiero, di espressione, di opinione, della pluralità dei valori in cui la persona crede.

Che l’aborto sia una ferita aperta sia in Italia che nel mondo, questo non lo può negare nessuno: in Italia e nel mondo tanta gente soffre perché tanti bambini vengono eliminati, anche su questo non ci sono dubbi. Che ci sia un manifesto che indichi alle persone un’altra strada da percorrere, alternativa alla sofferenza, ma poi così sereno, come il manifesto proposto, con una ragazza con un bel volto sorridente, non capisco proprio chi possa aver offeso. Io penso che l’intervento del sindaco sia stato un atto inappropriato, soprattutto poi, in Calabria dove di problemi su cui intervenire il sindaco ne avrebbe eccome…

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