AL ZAWAHIRI DETTA LA LINEA. COLPIRE SOLO GLI INFEDELI (CRISTIANI ED EBREI)

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La messa domenicale era appena terminata nella chiesa di Khoati Bazaar a Peshawar, in Pakistan. Mescolati tra i fedeli usciti dalla chiesa, i kamikaze hanno compiuto la loro missione suicida facendosi esplodere. Il bilancio della strage è drammatico: 81 morti e circa 145 feriti. Ma si tratta di una conta destinata probabilmente a diventare ancora più tragica. Il capo della polizia di Peshawar sostiene che nell’attacco in chiesa sono stati usati dai 6 agli 8 chili di esplosivo e che l’attentato è stato reso più cruento dall’aggiunta di biglie di acciaio.

Riportiamo di seguito l’articolo di Maurizio Molinari, pubblicato sulla “STAMPA” del 23/07/2013,  pag. 13:

“Ciò che accomuna l’assalto al centro commerciale di Nairobi e l’attacco kamikaze alla chiesa di Peshawar è l’intenzione di fare strage di non-musulmani. La scelta del commando Shaabab di far allontanare i musulmani – identificandoli con domande sui nomi di Allah – e l’intenzione dei jihadisti pakistani di infliggere ai cristiani locali il più pesante bagno di sangue degli ultimi anni nascono dalle nuove direttive che Ayman al Zawahiri sta diramando alla galassia di cellule collegate ad Al Qaeda. Il successore di Osama bin Laden ritiene che l’attuale indebolimento, politico e militare, di Al Qaeda sia dovuto alla scelta di molti gruppi di colpire i musulmani. Lo scrisse di proprio pugno nel 2005 in una lettera a Abu Musab al Zarqawi, allora capo di Al Qaeda in Iraq, esprimendo disappunto per la sanguinosa campagna di attentati anti-sciiti. «Dobbiamo chiederci se questa guerra agli sciiti sia inevitabile scrisse al-Zawahiri – e quali sono i nostri interessi nel lungo termine». Nel blitz dei Navy Seals ad Abbottabad, che portò all’uccisione di Bin Laden, vennero inoltre trovate copie di email e messaggi scritti dal settembre 2006 all’aprile 2011 nei quali il fondatore di Al Qaeda esprimeva «preoccupazione» per il «crescente declino dell’immagine» dell’organizzazione fra le masse musulmane. Secondo Muafaq al-Rubaie, ex consigliere per la sicurezza del governo iracheno, «al Zarqawi dirottò Al Qaeda su terreno della faida con gli sciiti, allontanandola dalla matrice originale di Bin Laden e al Zawahiri» il cui intento era combattere «sionisti e crociati», colpendo anzitutto ebrei, cristiani e gli interessi degli Stati Uniti. Arrivato alla leadership di Al Qaeda, al Zawahiri sembra intenzionato a riportare le cellule jihadiste sul terreno di battaglia originale, nel tentativo di riguadagnare prestigio, donazioni e reclute fra i musulmani. È interessante notare in proposito che fu proprio al Zawahiri, già ideologo della jihad egiziana, a redigere il testo del manifesto originale di Al Qaeda, nel 1998. Ora l’obiettivo è rilanciarlo per farsi largo nei Paesi arabi attraversati da rivolte che spesso hanno emarginato i jihadisti. Si spiega così anche l’assalto messo a segno in gennaio da Al Qaeda nel Maghreb Islamico contro l’impianto energetico algerino In Amenas, simbolo degli investimenti stranieri. Per riuscire a imporre questo «ritorno alle origini» al Zawahiri deve però imporsi in Siria, dove i gruppi più vicini ad Al Qaeda -Jubat al Nusra e Lo Stato islamico nel Levante e in Siria- si sono distinti per una feroce campagna non solo anti-alawiti, considerati un’eresia dell’Islam, ma anche contro i ribelli sunniti non-jihadisti.”.

 

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