ALLAH AKBAR… COSI’ SI MUORE A NIZZA

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E’ notizia dell’altro giorno l’attentato all’interno della basilica di Nizza, con tre fedeli uccisi barbaramente da un tunisino irregolare di nome Brahim Aoussaoui che, catturato dalla polizia, parla esclusivamente arabo e continua a gridare “Allah Akbar”.

Se il presidente francese Emmanuel Macron riconosce “trattarsi di un attentato terroristico islamico” … se per il sindaco di Nizza “non ci sono dubbi sul fatto che fosse un militante islamo-fascista” (sic!) … per i cristiani è l’ennesima conferma del vento di cristianofobia che soffia forte.

Al grido di Allah Akbar, Aoussaoui prima ha accoltellato una settantenne in una chiesa. L’ha colpita così forte da staccarle quasi la testa. La donna è stata ritrovata a terra accanto all’acquasantiera.

Poi, l’islamista ha sgozzato il sacrestano, cinquantenne padre di famiglia.

La terza vittima, una mamma quarantenne, ha tentato di rifugiarsi in un bar, trascinandosi a fatica fuori dalla basilica. Poco prima di morire per le ferite alla gola, ha sussurrato l’ultimo pensiero per la famiglia: “Dite ai miei figli che li amo!”

Siamo in Europa. Nella civilissima Francia. Lungo la splendida Costa Azzurra. Si muore decapitati. Non è un film. E’ un vero orrore.

Il ministro degli Interni francese aveva appena denunciato 8.000 radicalizzati pronti ad attaccare col coltello.

In quattro anni, 61 attentati sventati e 34 riusciti negli ultimi due anni: sono le cifre di una guerra, ma le istituzioni europee reagiscono con contraddizioni, debolezze e la ridicolaggine del doppio discorso per non offendere nessuno.