APOSTASIA, UN REATO CHE NELL’ISLAM HA FONDAMENTI CHIARI

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mariam
La giovane mamma cristiana condannata a morte per apostasia in Sudan

“Ridda” è il termine arabo che esprime la situazione di un musulmano che rinnega l’Islam. Significa “fare un passo indietro” e chi si rende responsabile di tale scelta è chiamato murtadd, apostata. L’apostasia si configura come un reato nel quadro dell’interpretazione tradizionale dell’Islam. Quattordici versetti del Corano sanzionano l’apostasia: tredici prevedono “una punizione molto dolorosa nell’al di là”, mentre uno parla “di punizione in questo mondo e nell’altro”: quanto basta perché le varie legislazioni islamiche si adeguino al dettato coranico prevedendo per gli apostati perfino la pena capitale. A tal proposito soccorre anche un hadit (detto) del Profeta, in cui egli afferma: “Chi cambia religione, uccidetelo”.

Quindi quasi tutti  i codici penali vigenti nei Paesi islamici prendono in considerazione il reato di apostasia. Così abbandonare l’Islam è punibile con la morte in Pakistan, Arabia Saudita, Iran, Sudan, Mauritania, Kuwait, Afghanistan, Yemen… In altri Paesi, come il Marocco, è prevista la carcerazione e il pagamento di un’ammenda. In Malaysia, alcuni Stati della federazione malese prevedono la pena di morte e il sequestro dei beni se l’apostata non si pente entro tre giorni. Altri applicano una punizione singolare: la reclusione da sei mesi a tre anni in un “campo di riabilitazione islamica”, in base alla legge sulla protezione della dottrina religiosa. Anche in Paesi considerati relativamente tolleranti si è assistito negli ultimi anni a una pressante richiesta da parte degli ambienti radicali per l’introduzione del reato di apostasia. Oltre alle pene principali, chi viene accusato di apostasia incorre in una lunga serie di implicazioni nell’ambito del diritto di famiglia, del diritto successorio, nell’esercizio dei diritti civili e degli incarichi  pubblici. Insomma, anche quando non si dovesse rischiare la vita con la pena di morte, c’è sicuramente la morte civile ad attendere l’apostata…

 

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