CHI HA SCAMPATO IL COVID, ORA SCAMPI IL GREGGE (recensione a cura di David Taglieri)

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Claudio Risé, psicoterapeuta di fama

Sulla Verità del 17 maggio scorso (pag. 17) troviamo un articolo molto interessante di Claudio Rise’: Chi ha scampato il Covid, ora scampi il gregge.

 
Lo scrittore psicoterapeuta ci parla della prospettiva che si e’ aperta di fronte agli occhi smarriti delle persone, la precarietà insicura che espone all’incertezza.
 
La lotta non e’ solo sanitaria ma anche psicologica: da domani infatti saranno gli individui i protagonisti nell’affrontare la nuova dimensione di vita che ci attende. E’ovvio che l’invincibilità, presunta, della società occidentale sia stata minata da un virus invisibile che ci ha privato di molte libertà e continuerà a privarcene.
La salute, insiste Rise’, rappresenta un concetto totale, e non e’ solo fisica, ma anche psicologica. Il corpo aiuta la testa, ma anche la testa contribuisce al benessere dell’apparato corporeo. Si tratta di due elementi interconnessi. Il fatto di essersi rinchiusi in casa ha costituito un caso eccezionale e non abbiamo avuto tempo per accorgercene, che già abbiamo dovuto, inevitabilmente, prenderne atto.
Sono stati presentati quali elementi positivi il distanziamento e la clausura non scelta, ghettizzati coloro che mostravano segni di fastidio e disagio. Situazioni contingenti da rispettare, non da esaltare. Il rito religioso, l’incontro con gli amici, la socialità, gli affetti parentali, l’amore sono fattori che fanno parte dell’essere umano. Sarebbe stato fondamentale l’esame critico dell’emergenza, senza colpi di testa, ma per comprendere quello che stava accadendo. Stare a casa, utilizzare la mascherina, restare sul divano rappresentano doveri e non abitudini da elevare a mitologia. Ma nella società senza eroi i social hanno enfatizzato tutto retoricamente, talvolta anche pateticamente…
 
Il Covid sociale si e’ presentato all’uscio della riapertura; allo stesso tempo le riflessioni sulla solitudine e sul sacrificio sono state messe all’angolo dagli slogan da reti sociali.
 
Il cittadino e’ stato bravo, per cui ora – secondo Rise’ – bisogna attivare lo spirito critico per evitare che l’autoritarismo invada la sfera del vivere sociale.
 
Che non troneggi la dittatura del consenso e il cittadino con prudenza attivi spirito critico e liberi le emozioni. Ora vigano la prudenza ma anche l’esercizio intellettuale e il cauto riavvio dei rapporti sociali. L’uomo non ne può fare a meno, ed in questi giorni, almeno di questo, se ne sono resi conto tutti.