CINA: FINALMENTE L’ITALIA CORRE AI RIPARI

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Mario Draghi ha esercitato i poteri speciali impedendo l’acquisizione da parte del gruppo cinese Shenzhen Investment Holdings del 70% delle quote della Lpe Spa, azienda con sede in Lombardia che opera nel settore dei semiconduttori. Nel corso della conferenza stampa dello scorso 9 aprile, infatti, Draghi ha sottolineato: «Sono d’accordo con Giorgetti, il golden power è uno strumento del governo per evitare la cessione di asset strategici a potenze straniere, va usato. Quello sui semi conduttori è stato un uso di buon senso in questa situazione. È un settore strategico, ce ne sono altri». 

Nel caso specifico, la carenza di semiconduttori ha costretto molti costruttori di auto a rallentare la produzione lo scorso anno; quindi è diventato un settore strategico. La delibera risale al 31 marzo, anche se la notifica alle parti è avvenuta successivamente.

Durante la conferenza stampa lo stesso premier ha quindi parlato del golden power e del suo utilizzo per evitare di cedere a potenze straniere come la Cina asset di importanza strategica. 

L’iniziativa si è realizzata su imput del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti (Lega), che poche ore prima della conferenza stampa aveva annunciato, fra l’altro, che al Mise si sta anche valutando la possibilità di «estendere l’ambito di applicazione del golden power» a filiere rilevanti e al momento escluse, come l’automotive e la siderurgia, dal carattere «strategico» e «particolarmente esposti alla concorrenza cinese». In particolare ad aziende che hanno anche rapporti di fornitura con gli organismi di sicurezza e le forze armate.

A tal proposito rimandiamo  i lettori alla recensione del libro di Mario Giordano pubblicata su questo sito: “L’Italia non è più italiana” (https://www.recensioni-storia.it/multiculturalismo-e-globalizzazione-arrivederci-italia). 

 

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