COME AFFRONTARE LA DISABILITA’: UN ROMANZO LO DICE…

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Gli occhi sono belli” è il nuovo romanzo a più mani curato da Francesco Rodolfo Russo (Casa Editrice Torinese, 2022, pagg. 198).

Andrea Bonifazi, personaggio a dir poco narcisista, aveva una cattedra di Storia dell’antico Egitto all’Università statale di Lettere e Filosofia di Milano; viaggiava, vestiva casual e, invitato, andò anche lui per un fine settimana di inizio autunno a Villa Lucia, sullo splendido Lago d’Orta. La villa disponeva di un maggiordomo, che serviva cibi raffinati e vini pregiati e anche alcolici ricercati. Nulla è lasciato al caso.

L’ospite – ma non il proprietario della villa – è il Signor Raffaele Arcangeli.

Obiettivo dell’incontro: esaminare due dipinti.

Ecco, saper guardare, saper vedere: sono cose importanti, tanto che il Signor Arcangeli prega l’Arcangelo Raffaele – del quale porta il nome – perché aiuti tutti a vedere la strada da percorrere. L’Arcangelo Raffaele è pure il protettore dei ciechi e dei ragazzi che viaggiano o che vivono da soli.

Ma torniamo ai dipinti offerti alla visione e al giudizio degli invitati, una comitiva costituita a bella posta, per l’occasione, tanto variopinta ed eterogenea quanto accattivante: un avvocato, un archeologo, un’antropologa, un’attrice, una psicologa…

I dipinti sono due: “Aiuto” del 2006 e “Bimba col gelato” (2020). Villa Lucia diventa così un palcoscenico dove tutti sono contemporaneamente attori e spettatori nella condivisione di un’esperienza umana importante, nella molteplicità dei punti di vista fra persone che si incontrano per la prima volta, con il pretesto e l’obiettivo di giudicare quei due dipinti.

Ne è Autore Damiano Casalini, coltivatore di nocciole ma pure artista, il quale afferma: “Mi sono dedicato a dipingere come vedo, per dare un senso a questo problema che poi tenderà a peggiorare … sfrutto questo difetto per farlo diventare qualcosa di positivo…”.

Quale difetto? La sindrome di Usher, che produce sordità e lento degrado della vista. Dunque un ipovedente con l’amore per la pittura, colpito da una malattia genetica degenerativa rara, caratterizzata dalla presenza di ipoacusia e di progressiva perdita del visus fino alla cecità, secondo tempi e modi imperscrutabili…

Come reagire alla disabilità?

Ci sono persone che sentono nel corpo il limite della disabilità e lottano tutti i giorni, a volte accettandola, a volte odiandola: “Se riescono a intravvedere un appiglio cui aggrapparsi, come uno strumento musicale, un pennello, un numero da indossare per partecipare a una gara o una qualunque altra impresa da fare propria, allora conferiscono alla vita un significato accettabile e, nel migliore dei casi, completo. La disabilità diventa un’opportunità, il dolore una risorsa.”.

Ma esiste pure il dolore di chi sta loro vicino. Solo alla fine del romanzo si scopre che l’Avvocato Fontana, solidale amico del Signor Raffaele Arcangeli, personifica l’Avvocato Arrigo Casalini, padre del pittore Damiano.

“Vedi papà – dice Damiano – se il mio lavoro è coltivare e tostare nocciole, la pittura è passione e compagna della vita. Dipingo quel che posso, fin quando vedo. Qualcuno potrebbe scrivere una critica negativa sui miei quadri, ma non ne sarei coinvolto perché non sono più in grado di leggere. Vedi, papà, sono fortunato”.

Il weekend è finito e gli ospiti si congedano. Ma tutti vanno via arricchiti, con un’esperienza umana che non dimenticheranno. Soprattutto non dimenticheranno che “Gli occhi sono belli…”.

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