CRISTIANOFOBIA (L’Ora del Salento, 27 settembre 2008, pag. 11)

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                                           OSSERVATORIO GEO-POLITICO

(a cura di Roberto Cavallo)

A commento del tradizionale Rapporto sulla libertà religiosa stilato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, il Segretario di Stato Condoleza Rice ha ribadito la centralità della tutela della libertà religiosa fra gli obiettivi della politica estera statunitense. Il Rapporto passa in rassegna il grado di libertà di cui godono i fedeli delle varie religioni nel mondo, e, di conseguenza, i vari tipi di abusi che le persone soffrono per colpa dei governi. La maglia nera spetta a nove Paesi, fra cui l’Arabia Saudita, la Corea del Nord, il Sudan e la Cina.

Dalle pagine del Rapporto si evince che le comunità cristiane sono fra le più perseguitate alle varie latitudini del globo. I recenti fatti dell’India (dove le chiese cristiane continuano a bruciare) st anno a dimostrarlo. Tutto ciò avv iene senza che i mass media europei diano adeguato rilievo a tale drammatica situazione.

Il giornalista Angelo Panebianco, nell’editoriale del Corriere della Sera dello scorso 7 settembre (Il silenzio sui Cristiani), si chiede le ragioni di tale grave disattenzione.

Ed ecco la risposta che si da e che propone al lettore: “Sotto sotto, c’è l’idea che se uno è cristiano in Pakistan, in Iraq, in India o in Nigeria, e gli succede qualcosa, in fondo se l’è cercata. La tesi dei fondamentalisti islamici o indù secondo cui il cristianesimo altro non è se non uno strumento ideologico al servizio della volontà di dominio occidentale sui mondi extra occidentali sembra condivisa, qui da noi, da un bel po’ di persone.

Persone che credono che l’Europa debba ancora fare la penitenza per le colpe (alcune reali e altre no) accumulate nei suoi secolari rapporti col mondo extra occidentale. Ne derivano il silenzio sulla libertà religiosa negata ai cristiani, soprattutto nel mondo islamico, e il disinteresse per le persecuzioni che in tanti luoghi, islamici e no, subiscono…”.

Ad Angelo Panebianco fa eco, dalle pagine di Avvenire, un’altra illustre firma, quella del giornalista Luigi Geninazzi, che così intitola il proprio editoriale: “Cristianofobia: ingerenza umanitaria. Subito”.

Scrive il giornalista di Avvenire: “… Le cronache di questi giorni ci rimandano ai saccheggi, alle distruzioni e alle violenze contro le comunità cristiane in varie regioni dell’India. Ma non dobbiamo dimenticare che in Iraq i credenti caldei sono sotto costante minaccia … In Turchia le istituzioni della Chiesa ortodossa e cattolica continuano ad essere oggetto di pesanti discriminazioni e nel Paese che ha visto l’assassinio di don Andrea Santoro c’è chi incita all’odio contro i preti cattolici. Da Istanbul a Gaza, dall’Iraq all’Indonesia, nei Paesi islamici le cui leggi si ispirano alla “sharia”, come il Pakistan – ma anche in un paese “tollerante” come l’Algeria -, i cristiani vengono processati, condannati a morte da tribunali statali o uccisi da fanatici estremisti …”

Mentre gli Stati Uniti fanno pressione sui governi dei Paesi musulmani, della Cina e dell’India affinché tutelino la libertà religiosa, l’Unione Europea sembra che stia a guardare, disinteressata. E Geninazzi sconsolato si chiede: “Perché l’Europa tace ancora?” (Avvenire, domenica 21 settembre, pag. 1).<–>

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