DALL’OSSERVATORIO SULLA CRISTIANOFOBIA: GLI AGGIORNAMENTI

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EUROPA

In Finlandia, la libertà di esprimere il pensiero cristiano è fortemente minacciata. La ex presidente dei cristiano-democratici ed ex-ministra degli Interni, Päivi Räsänen, rischia 6 anni di carcere per aver espresso pubblicamente la sua opinione su matrimonio e sessualità.

In particolare, in un opuscolo ha sostenuto che l’attività omosessuale dovrebbe essere riconosciuta dalla Chiesa come peccaminosa, (n.d.r., si suppone che Lei si riferisca alla chiesa nazionale finlandese, perché gli insegnamenti della Chiesa Cattolica in confronto sono chiari e definitivi) sulla base degli insegnamenti della Bibbia, e che il mancato riconoscimento del peccato come tale (l’attività omosessuale) mina la stessa necessità di un Salvatore. Ai giudici finlandesi questa chiarezza non è piaciuta. Il Tempo

Il clima di ostilità verso i cristiani è talmente preoccupante che la Croazia ha registrato un boom di domande di borse di studio pensate proprio per i perseguitati religiosi: 5.500 i candidati che ne hanno fatto richiesta dal Medio Oriente, dall’Asia e dall’Africa.

I giovani selezionati dai Ministeri dell’Istruzione e degli Esteri croati potranno, così, studiare durante l’a.a. 2021/22, acquisire conoscenze e rientrare nel loro Paese d’origine, dove aiuteranno a costruire le loro comunità secondo principi di democrazia e tolleranza. Total Croatia News.

AFRICA

La Nigeria si rivela nuovo focolaio della jihad islamica. In soli 4 mesi, da gennaio ad aprile 2021, sono stati uccisi quasi 1500 cristiani e oltre 2000 sono stati rapiti. Questi numeri devono allarmare perché non se ne registravano di così alti da anni. L’escalation di sangue è mostruosa: Open Doors ha rivelato che più di 3.500 cristiani sono stati uccisi in Nigeria tra novembre 2019 e ottobre 2020. Ad oggi, il ritmo continua a crescere. InterSociety

Nel corno d’Africa, in Eritrea, poche settimane fa due cristiani sono stati arrestati nella capitale Asmara, aggiungendosi alla lista di chi è in carcere per motivi religiosi. Il portavoce delle Nazioni Unite per i diritti umani in Eritrea ha chiesto al governo di “rilasciare immediatamente e senza condizioni” i due prigionieri accusati di appartenere a un gruppo religioso non riconosciuto dal governo.

Fonti locali riportano che fra 600 e 1.200 cristiani sono attualmente incarcerati per intolleranza religiosa. Open Doors

In Egitto, lo Stato continua la sua politica di confisca ai danni della Chiesa. Il mese scorso, le autorità locali hanno preso i terreni del monastero di San Macario a Wadi Al-Rayyan, nel governatorato di Al-Fayyoum. La polizia è entrata nella proprietà con violenza, usando dei bulldozer per demolire la recinzione eretta dai monaci. Alcuni religiosi sono stati arrestati, perché hanno protestato contro la confisca dovuta al mancato pagamento dell’affitto durante i mesi della pandemia. Non si è cercata, però, alcuna mediazione economica: il governo ha preferito accaparrarsi il monastero del IV sec. a.C. allontanando i monaci. CSW

ASIA

In Arabia Saudita, un cristiano convertito dall’Islam rischia la galera per aver aiutato la sorella a scappare dalla famiglia che la maltrattava per la sua conversione al cristianesimo.

L’uomo è stato falsamente accusato dai suoi stessi familiari anche di aver rubato del denaro e di aver tentato di convertire altri musulmani al cristianesimo, oltre che di aver aiutato la sorella a lasciare il Paese, disobbedendo al marito.

Contro l’uomo si è scagliata anche la famiglia della moglie, che sta cercando di convincerla a lasciarlo, in quanto probabile ergastolano. Porte Aperte Italia

In Pakistan, nonostante i richiami della diplomazia internazionale, il governo si accanisce contro i cristiani sfruttando la cosiddetta legge anticonversione.

I cristiani perseguitati sono una minoranza, fra le più povere. E anche chi prova ad alleviarne le difficoltà, in Pakistan rischia seriamente.

Dagli attivisti arriva un monito chiaro: chiunque dica di voler fare gli interessi delle minoranze è tenuto ad affrontare la situazione in Pakistan, dove i quasi 2 milioni e mezzo di cristiani (su una popolazione totale di 220 milioni) sono vessati sistematicamente ogni giorno. Pakistan today  

L’India fa i conti con l’assoluto senso di impunità generato dai blocchi pandemici, che hanno svuotato i tribunali e complicato le richieste di soccorso dei cristiani.

Sono circa 330 i casi registrati dallo scoppio del covid a dicembre 2020, con almeno 6 chiese distrutte. La maggioranza indù sta piegando il quadro legislativo con evidente scopo anti-minoritario, sotto gli occhi preoccupati di sociologi ed attivisti, che vedono paurosamente ristretto lo spazio democratico di confronto.

Ormai si ricorre alla cosiddetta legge anti-conversione per risolvere qualsiasi disputa. Ad un cristiano convertito, nella città di Gwalior, la nipote ha impedito di seppellire la madre con rito cattolico, lamentandone alla polizia la conversione forzata. L’uomo è stato denunciato per non aver cremato la defunta, come previsto dalle usanze indù. Asia news

Il multietnico Myanmar, invece, si accanisce contro i cristiani cinesi e indiani, minoranze rispetto ai buddhisti di etnia Bamar.

I tempi necessari per ottenere carte d’identità nazionali e licenze di matrimonio, nel loro caso, si allungano a dismisura. Ora temono che le loro condizioni peggiorino, con l’esercito birmano a consolidare la sua presa di potere, dopo il colpo di Stato del 1° febbraio. In 4 mesi, già si contano oltre 800 morti e migliaia di prigionieri politici. International Christian Concern

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Come vedi, i nostri fratelli cristiani soffrono ingiustizie più o meno evidenti o riconosciute a livello internazionale. Non sempre le violenze sono palesi. In alcuni casi sono disumane.

Noi dell’Osservatorio sulla Cristianofobia, con la Sua vicinanza, operiamo e preghiamo affinché la consapevolezza di questi drammi si diffonda quanto prima e arrivi ad un vasto bacino di lettori.

 

 

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