DOPO FRIULI, MOLISE E TRENTINO, ANCHE L’ABRUZZO SCEGLIE IL CENTRODESTRA. MA I MEDIA CELEBRANO IL PD…

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Marco Marsilio, nuovo Presidente della Regione Abruzzo

Questi i dati delle coalizioni nel voto di domenica scorsa 10 febbraio 2019: Marco Marsilio è il nuovo presidente dell’Abruzzo. Marsilio (centrodestra) ha raccolto il 48,03% dei voti, staccando il candidato del centrosinistra allargato, Giovanni Legnini, che si è fermato al 31,28%. Il M5s ha preso il terzo posto con il 20,20% dei voti.

Questi invece i dati delle coalizioni nel voto delle regionali del 2014: Luciano D’Alfonso del PD, candidato del centrosinistra, fu eletto presidente della Regione Abruzzo con il 46,26%. Il governatore uscente di Forza Italia Giovanni Chiodi, espressione del centrodestra, fu allora sconfitto ottenendo il 29,26%. Terza classificata, col 21,41%, l’esponente del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi.

Dunque rispetto alle precedenti regionali, chi ha perso davvero (e tanto!), è solo la coalizione di sinistra, passata dal 46,26% al 31,28%. Eppure, i mass media stanno riuscendo nell’impresa di trasformare la sconfitta – di ben 15 punti percentuali! – in successo della sinistra.

Invece, oltre all’indiscutibile vittoria del centrodestra, va detto che i 5 Stelle hanno grosso modo confermato il risultato delle precedenti regionali, passando dal 21,41 al 20,20. In termini di consiglieri regionali sono addirittura aumentati, passando dai sei del 2014 ai sette seggi del 2019. Eppure, con titoloni cubitali di giornali e radiotelevisioni, vengono descritti come i grandi perdenti…

Se poi andiamo ad analizzare i voti di lista, vediamo che il Partito Democratico con il suo 11,1% non solo ha perso rispetto alle regionali di cinque anni fa (quando aveva ottenuto il 25,41% dei suffragi), ma è indietreggiato anche rispetto alle politiche dello scorso 4 marzo 2018, quando aveva preso il 13,8% dei voti.

In sintesi: il PD perde – tantissimo – rispetto alle regionali del 2014, ma perde anche rispetto alle più recenti elezioni politiche. Solo il contributo delle liste civiche apparentate (cosiddette “civetta”) ha evitato il rischio della sua “scomparsa” dalla scena politica abruzzese.

Dunque ciò significa che – adesso anche in Abruzzo, dopo Friuli, Molise e Trentino – la gente continua a bocciare le politiche aggressive e violente della sinistra, nonostante la disinformazione imperante.

Quanto a Forza Italia e al suo leader, a ben vedere c’è poco da stare allegri: Berlusconi sta facendo sua la vittoria del centrodestra, che invece è e resta esclusivamente una vittoria leghista e, in parte più modesta, di Fratelli d’Italia. Ed infatti la Lega ha raggiunto il 27,54% dei voti, mentre nello stesso campo del centrodestra Forza Italia si è fermato al 9,07% e i centristi dell’Udc addirittura ad un misero 2,88%. Alle scorse regionali gli uomini del Cavaliere avevano avuto il 16,6% dei suffragi: una perdita secca di oltre 7 punti percentuali.

Insomma, rispetto alle elezioni regionali del 2014, escono male, ma davvero con le ossa rotte, PD e Forza Italia, e cioè i più feroci oppositori del governo Conte…