IDEOLOGIA GENDER: VIETATO DIRE “MAMMA E PAPA'”

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Italia: gravissima la denatalità. Titolo e foto redazionali.

Da Libero del 26/03/2019 riprendiamo e pubblichiamo l’articolo di Andrea Morigi:  “La Cgil ha trovato i suoi nuovi nemici di classe:le famiglie e il Papa. Sabato sposteranno le loro masse fino a Verona per una manifestazione di protesta: non sopportano che nella città scaligera si riunisca il tredicesimo Congresso Mondiale delle Famiglie, al quale prenderanno parte capi di Stato, premier e vicepremier, ministri, parlamentari, organizzazioni non governative e famiglie dai cinque continenti. Perciò il sindacato, insieme ad altre associazioni e gruppi intende «contrastare il tentativo delle destre mondiali, a partire da ministri del governo italiano, di affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società». 

IL DISEGNO DI DIO

Non si sono accorti che, oltre alle forze della reazione, anche Papa Francesco è finito nel loro mirino. Ieri, al santuario mariano di Loreto, il Pontefice ha lanciato un assist alla riunione delle associazioni familiari, affermando che «nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali: è necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società». «Credo che un po’ il Pontefice pensasse anche al nostro convegno di Verona», commenta Massimo Gandolfini presidente del Family Day, il quale comunque non è affatto stupito perché il Santo Padre «ha ribadito la posizione millenaria della Chiesa sull’argomento». Rimarranno frustrati invece coloro che si erano illusi sulle presunte aperture di Papa Bergoglio.  Dopo il declino della classe operaia, da qualche tempo, una parte consistente se non maggioritaria degli aderenti all’ex sindacato rosso è costituita da pensionati. Solo che, come avanguardia rivoluzionaria, non sono mai stati granché combattivi. Invece, ultimamente, alla responsabile delle politiche di genere del sindacato, Susanna Camusso, incurante del tragico declino demografico che presto impedirà di pagare le pensioni anche ai suoi iscritti, appaiono parecchio più promettenti della bandiera rossa i gay e i transessuali, insieme a tutte le altre sigle che il vessillo arcobaleno trascina con sé. Si spacciano per minoranze oppresse, pur potendosi esprimere con maggior libertà degli altri. E, ritenendo che la nuova frontiera della difesa dei diritti umani passi attraverso la scelta di sovvertire il concetto di famiglia naturale, promuovono il matrimonio fra persone dello stesso sesso, l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali e, ultima frontiera dell’autodeterminazione, l’utero in affitto. Una battaglia che confligge direttamente con quelle per i diritti delle donne, ma che configura una fase più avanzata della dissoluzione delle unioni naturali.

LA RIVOLUZIONE SESSUALE 

Guai, quindi, a chi sostiene che un bambino debba crescere con una mamma e un papà. Erano riusciti anche a far inserire, nelle anagrafi di tutt’Italia e sui nuovi moduli per la carta d’identità elettronica, le dizioni di «genitore 1» e «genitore 2», al posto dei classici madre e padre, per evitare ogni riferimento al matrimonio fra un uomo e una donna che a loro giudizio, condiviso dal Garante per la Privacy, sarebbe discriminatorio. Ci sono voluti sette mesi perfino al ministro dell’Interno Matteo Salvini per risolvere la questione e la prossima settimana è attesa la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento che rimetterà le cose al loro posto. E farà imbestialire la Camusso.”.

Andrea Morigi