IL PARSIFAL DI WAGNER, LA MUSICA DELLA REDENZIONE (recensione a cura di David Taglieri)

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Il giornalista Francesco Borgonovo

Francesco Borgonovo sulla Verità del 29 maggio ricorda un grandissimo personaggio legato al conservatorismo, con la schiena dritta senza se e senza ma: Roger Scruton, che ci ha lasciato una bussola per affrontare il mondo, morendo poco prima dello scoppio della pandemia.

Il giornalista del quotidiano milanese sottolinea che il pensatore inglese ci ha fatto un dono, una sorta di eredità intellettuale, un libro profondo, significativo, da collocare in biblioteca e da assaporare nella lettura: Il Parsifal di Wagnerla musica della redenzione. 

L’opera di Wagner e quella di Scruton hanno avuto sempre un minimo comun denominatore: la ricerca della fede, quella perla esistenziale che va al di là del mondo delle apparenze e della sostanza inconsistente. Francesco Borgonovo cita anche il nostro amico Claudio Risé, che narrava e specificava la sua versione dei fatti su Parsifal in uno dei suoi classici, ‘Parsifal l’iniziazione maschile all’amore’. Testo che anche noi consigliamo, dove la poesia incontra la psicoterapia, e dove il mito diviene un riferimento di fatti e comportamenti; non vi sveliamo altro. 

Non sveliamo i contenuti, come non entriamo troppo nella sostanza dell’articolo di Borgonovo per non farvi perdere la voglia di leggerlo. Colpisce quanto sia Wagner che Scruton ricerchino continuamente l’appartenenza ad una totalità, via privilegiata per verticalizzarsi, per connettersi al sacro e all’alto.

Entrambi compresero che la vita senza slanci emotivi e interiori verso una dimensione ultraterrena non ha senso. Il viaggio potrebbe essere entusiasmante, ed in questo molti pensatori, credenti e non, da diversificate prospettive, insegnano la strada.

Lo scetticismo scientifico ed il disordine sociale, diceva Scruton, hanno provocato il trionfo della modernità ed hanno privato la gente di credenze religiose e tradizioni. 

Allo stesso modo Wagner squadernava armonie e musiche che elevavano ed elevano il pubblico dai tornaconti quotidiani e dall’esistente sic et sempliciter

Scruton riconobbe sempre l’essenzialità e l’importanza dei contatti umani e delle relazioni sociali in una prospettiva di prossimità e di vicinanza nei confronti dei bisogni dell’altro, parte della stessa comunità umana e non social, oseremmo dire.

A Borgonovo il merito di aver creato due strade parallele in questo articolo, quella musicale e quella saggistica. Con un punto di incontro sugli interrogativi esistenziali. 

La classe intellettuale di oggi potrebbe trascorrere quel poco tempo libero di cui dispone elevandosi – ci auguriamo – con la scrittura e con l’ascolto della grande musica.