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LA GIOIA DI VIVERE. GIANNA JESSEN, LA BAMBINA CHE NON DOVEVA NASCERE

17 novembre 2018
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Gianna Jessen, sopravvissuta all’aborto salino tramite il quale, come tutti i bambini sottoposti allo stesso trattamento, doveva morire nel grembo della madre al settimo mese di gestazione, sarà presente ad Alessandria domenica 9 dicembre 2018 e alle ore 20.45 parlerà presso la Sala Polifunzionale di San Michele, via Remotti 43, San Michele Alessandria.

L’incontro è organizzato dalle associazioni alessandrine Comitato Difendiamo i Nostri Figli di Alessandria/Valenza e di Tortona/Novi, Alleanza Cattolica, Associazione Culturale “Carlo Torriani”, Famiglie per l’accoglienza insieme a Pro Vita Italia.

Questa donna viene in Alessandria per raccontare la sua storia a dir poco straordinaria: di come sia sopravvissuta al tentativo di aborto salino, di come sia stata accolta in adozione da una famiglia che l’ha seguita passo dopo passo affrontando tutti i problemi di salute che si presentavano, di come in questo percorso ha guadagnato la Fede.

“Adesso zoppico, ma va bene!”, afferma oggi, a 36 anni, andando in giro a sensibilizzare l’opinione pubblica sul senso della vita sin dal concepimento, raccontando delle sofferenze di sua madre, delle sofferenze di lei come figlia rinnegata, dei miracoli che ha visto con i suoi occhi, dell’amore della famiglia che l’ha adottata e di come ha trovato la fede.

Tutti sono invitati ad ascoltare questa donna che, nonostante i problemi di salute che la affliggono dalla nascita, gira il mondo per offrire a tutti la sua testimonianza sul valore della vita.

Con semplicità parla al cuore e alla ragione dei suoi ascoltatori e suscita interrogativi di fronte a cui la libertà di ciascuno è chiamata a rispondere e decidere.

Come ama definirla lei stessa questa è la storia di una “vita per la vita”.

Gianna Jessen, una donna con una missione: portare un messaggio di speranza, mostrare che il diritto alla vita appartiene anche al concepito, affermare che non ci sono disabilità che diminuiscono il valore della vita e che ogni bambino è portatore di un destino unico e inalienabile.

Non si tratta di far ripartire un confronto ideologico: parlare oggi dell’aborto ha valore perché richiama ciascuno di noi ad una riflessione sul dato di realtà che lasci emergere il valore dell’uomo.
Di ogni uomo, di ogni vita.

 

 

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