LA PUGLIA DEI SANTI: I LUOGHI DI CULTO, I RITI, I MONUMENTI

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bari-basilicasannicola.jpg E’ in tutte le librerie il nuovo libro di Silvano Trevisani, storico e saggista, nonchè redattore capo del Corriere del Giorno di Taranto: La Puglia dei Santi. I luoghi di culto, i riti, i monumenti ( Capone Editore, euro 15,00, pagg. 159).

Un periodo strano il nostro: mentre la scristianizzazione delle masse avanza, la gente sembra timidamente ricominciare ad aver bisogno – ancora – di alzare gli occhi al Cielo. Anche recenti indagini sociologiche rivelano una certa tenuta del cattolicesimo, almeno in Italia.

Le edicole dei giornali propongono varie “Storie di Santi”, ben fatte e a prezzi accessibili, mentre su Padre Pio e Giovanni Paolo II il rischio ormai è l’overdose pubblicistica.

In tale contesto il libro di Silvano Trevisani presenta la peculiarità di consegnarci, nella sua integra bellezza, la ricca religiosità popolare di Puglia: un itinerario attraverso le cinque province e le centinaia di comuni, ognuno con il suo e con i suoi “Santi protettori”.

L’Autore, infatti, a più riprese sottolinea come ogni paese presenti spesso più “protettori”, conseguenza di una realtà religiosa dinamica e al passo con i tempi, anche se ad uno solo spetta il riconoscimento dell’ufficialità.

Molti luoghi poi sono legati al culto e alla devozione (spesso di origine greco-bizantina) della Vergine Maria. E non a caso il libro si divide in due parti: la prima dedicata alla Madre del Signore, con i vari appellativi con cui Ella è onorata; l’altra ai Santi, elencati in ordine alfabetico, alla cui intercessione si rivolgono paesi e città.

Ma chi è il Santo? Nell’introduzione (“L’Esercito dei Santi“) Silvano Trevisani individua nel pontificato di Giovanni Paolo II una sorta di spartiacque epistemologico: con lui la santità diventa qualcosa di ancora più int elligibil e e aperto alla comprensione di tutti. Nella strategia di Giovanni Paolo II (464 santi canonizzati a fronte dei 302 dei 33 pontefici precedenti) possono evidenziarsi alcune peculiarità.

La prima è una specie di “de-clericalizzazione”. Vengono cioè indicati, come modelli di santità, anche le esperienze di laici, uomini e donne, che hanno operato normalmente nella sfera professionale e civile, esercitando nel mondo, e dunque lontano dai chiostri, le loro virtù cristiane.

In secondo luogo la santità con Karol Wojtyla diventa ancor più globalizzata, toccando le realtà cristiane di tutti i punti del pianeta: dai santi coreani o vietnamiti ai 120 cinesi proclamati nell’ ottobre 2000, ai vari gruppi di oppositori dei regimi totalitari.

Infine con il suo pontificato sembra affermarsi il primato del Santo qualunque: ” Laddove in passato era necessario presentare ferree virtù eroiche oggi sembra avanzare sulla scena il povero cristiano, l’uomo e la donna comune , che vivono tra noi” (pag.4).

Nel libro il tocco del cronista si avverte: pennellate e affreschi di vita vissuta, dove i luoghi di culto, i riti popolari, i monumenti carichi di storia sono descritti con rispetto e attenzione, quasi con venerazione… Fra le righe il turista può trovare il piacere di uno splendido itinerario iconografico; il credente lo stupore sempre nuovo del mistero; il pugliese la nostalgia – il fascino – delle cose buone e semplici di una volta, di non tanto tempo fa.

E infine lo storico. “La Puglia dei Santi” è anche il libro che narra la storia delle nostre genti, della loro straordinaria e appassionata battaglia contro gli invasori di turno (Saraceni, Turchi, Giacobini francesi) che a più riprese tentarono di conculcare quanto di più caro i Pugliesi potessero avere: la fede cattolica nel Signore Gesù.

In quella grande lotta la gente di Puglia non si sentì mai sola, attestando con insigni monumenti, spesso di alto valore artistico, la propria riconoscenza alla coalizione dei Santi protettori (pag.71) e, naturalmente, alla Regina del Cielo…

Roberto Cavallo

(L’ Ora del Salento. 10 febbraio 2007, pag.5)

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