LA RISCOSSA DELLA VITA PARTE DAGLI U.S.A.

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Dal sito provitaefamiglia.it leggiamo e pubblichiamo alcuni stralci dell’analisi giornalistica: “La Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha deciso che l’aborto non è (più) un diritto costituzionale.

La Corte Suprema ha così ribaltato la sentenza Roe v. Wade con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato l’aborto negli Usa. La Corte ha definito che “la Costituzione non conferisce il diritto all’aborto“. Si tratta di una svolta storica…

Significa che i singoli Stati americani possono decidere liberamente se e come fare leggi in merito. La sentenza della Corte Suprema riconsegna ai singoli Stati il diritto di disciplinare l’aborto secondo il volere dei cittadini elettori.

Questo consentirà ora a molti Stati di restringere le maglie della legislazione vigente o addirittura vietare del tutto la soppressione di esseri umani indifesi nel grembo materno.

Non si tratta di una vittoria piena, perché nessuno, nemmeno una maggioranza democratica, può disporre della sacralità della vita umana.

Il traguardo resta il rispetto universale del diritto a nascere di ogni essere umano, e l’abrogazione totale dell’aborto. La sentenza però è epocale: tredici Stati hanno già iniziato a limitare o vietare l’aborto, e altri si stanno muovendo.

Il fronte progressista e abortista in America e in tutto il mondo è letteralmente indemoniato. Per loro l’aborto è un dogma intoccabile, e ieri 24 giugno ha subito un colpo durissimo (a favore della Vita).

I collettivi femministi pianificano di assaltare le Chiese, gli uffici pro-vita e le stesse abitazioni dei giudici della Corte.

Decine di politici, attori, cantanti, scrittori, artisti, giornalisti, sportivi di tutto il mondo hanno rilasciato dichiarazioni dai toni tragici e isterici.

L’Alto Commissario per i Diritti Umani dell’ONU, Michelle Bachelet, ha definito la sentenza “una grave battuta d’arresto per la tutela della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi (…) e un duro colpo per i diritti umani delle donne”.  Per l’ONU – che dovrebbe garantire la pace nel mondo – i diritti dei bambini innocenti e indifesi nel grembo materno non contano, non esistono. E poi ci meravigliamo se il mondo sta piombando verso la terza guerra mondiale…

Anche la Legge 194 che nel 1978 ha legalizzato l’aborto in Italia non è intoccabile. Può essere abrogata. Può esserlo, e un giorno lo sarà.

Accadrà perché le menzogne abortiste non reggono più il confronto con le evidenze scientifiche sulla realtà dell’aborto e sull’inizio della vita umana.

Accadrà perché sta già crescendo una nuova generazione pro-vita che contesta la radicale incompatibilità dell’aborto con una società giusta, civile, equa, solidale e realmente umana. 

Accadrà perché io e te oggi ci impegniamo a batterci, nel nostro piccolo, perché la vita umana torni ad essere protetta in Italia sin dal concepimento…”

 

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