LE BUGIE DI AGORA’, UN ALTRO FILM ANTICRISTIANO (L’Ora del Salento, 17 luglio 2010, pag. 11)

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Ipazia AgoraNon so quanti abbiano visto a cinema “Agorà”, film colossal del regista spagnolo Alejandro Amenabar. Una vera chicca per i professionisti della “cristianofobia”: siamo agli inizi del V secolo e il cristianesimo, dopo le pagine oscure delle catacombe, viene finalmente alla luce, tutelato e riconosciuto anche dalla legge. Il paganesimo, tanto nell’oriente che nell’occidente romano, arretra vistosamente, mentre i cristiani provano a darsi un minimo di organizzazione pastorale e teologica, cercando di essere quanto più possibile fedeli alle parole del Signore Gesù…

E’ comunque un momento delicato, perché la Chiesa da sempre perseguitata si trova adesso a dover parlare e collaborare con il potere politico. Presto dovrà anche sostituirlo, almeno in Occidente, quando le fragili strutture imperiali cederanno sotto i colpi incessanti delle invasioni barbariche.

Il film, che nei mesi scorsi è stato dato nelle sale italiane, si ambienta ad Alessandria d’ Egitto, che prima della conquista araba del VII secolo era quasi completamente cristiana. Intorno al 415 c’erano però ancora gruppi e gruppuscoli pagani, oltre che varie formazioni neo-ereticali. In tale contesto si situa la vicenda della filosofa Ipazia, celebrata nel film in un intreccio religioso-sentimentale.

Ipazia, figlia di un filosofo – Teone – ben introdotto nell’ermetismo e nell’orfismo, era una neoplatonica che teneva scuola ad Alessandria. Una scuola tra le tante, in quella capitale della cultura antica: si trattava di cenacoli per selezionati adepti, che cercavano di influenzare la politica del tempo. Di lei non è rimasta alcuna opera e quel che si sa lo si deve ai suoi discepoli. Tra i quali c’ erano parecchi cristiani. La stessa Ipazia, d’altronde, ammirava vari aspetti del cristianesimo.

La filosofa, che il film presenta quale vittima antesignana dell’inquisizione e dell’oscurantismo cattolico, fu assassinata quando aveva circa 60 anni (siamo dunque ben lontani dalla fascinosa protagonista del film!) a seguito degli scontri politici alimentati dai seguaci di una setta eretica (i cosiddetti “paraboloni”), che fece vittime fra gli stessi cristiani ortodossi e che il Vescovo Cirillo non era certo in grado di contenere. Dunque nulla c’entra il presunto oscurantismo clericale, “nemico della diversità, della scienza e del libero pensiero…”. Ma tant’è. Come scrive lo storico e scrittore Rino Cammilleri “…Fino all’Illuminismo nessuno sapeva neanche chi fosse, questa Ipazia. Poi, il positivista John Toland nel 1720 e il solito Voltaire nel 1736 aprono le danze sulla progressista Ipazia vittima dell’oscurantismo clericale. Nel secolo seguente tocca ai romantici: Ipazia è bellissima ed è l’ultima rappresentante del mondo antico (dipinto come un’arcadia tutta ninfe, zefiri, pastorelle e satiri) trucidata dal fanatismo papista. Naturalmente, nel Novecento, Ipazia, vetero-femminista, diventa la preda della misoginia cattolica…Adesso, il film (e il cinema, forma di arte totale, si imprime nelle menti con una forza che la parola scritta neanche si sogna): la scienza contro la religione, la tolleranza contro il fideismo. E indovinate chi sono i buoni e chi i cattivi” (Il Timone, novembre 2009).

Evidentemente a molti – a troppi – piacerebbe che il cristianesimo fosse sempre e solo quello delle catacombe…

3 Commenti

  1. Gentile Mauro,
    riporto di seguito l’indirizzo internet da cui ho tratto informazioni per l’articolo in questione: http://www.rinocammilleri.com/2009/10/ipazia/.
    Come avrà modo di notare si tratta del sito di Rino Cammilleri, apologeta autorevole.
    E’ comunque difficile avere informazioni precise al riguardo, come d’altronde si evince dalla stessa lettura delle pagine di Cathopedia, cui Lei fa riferimento.
    Anche se non vi fosse stata una condanna ufficiale per eresia, i Parabolani erano comunque un gruppo guardato a vista, tanto dalle autorità civili che da quelle religiose, probabilmente al confine fra ortodossia ed eresia. D’altronde il loro desiderio – che mi sembra di capire fosse ossessivo – di ricercare la morte attraverso il contagio con gli ammalati cui prestavano le cure, ricorda più che i santi ospedalieri l’atteggiamento di talune sette…
    Cordiali saluti

  2. La maggior parte della stampa appena trova una notizia vera o falsa che sia contro la Chiesa cattolica, o almeno da poter usare contro, gli da grande enfasi, poi invitano quel pezzo di teologo di Vito Mancuso che darebbe quel tocco di “sapienza” teologica a qualsiasi vincenda anticattolica.
    Putroppo però molta gente ci crede davvero, perche’ non conosce la vera storia, e non gli interessa conoscerla.

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