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L’ISLAM E L’INTEGRAZIONE POSSIBILE: MUORE PERCHE’ VOLEVA UN FIDANZATO ITALIANO …

22 aprile 2018
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Sana Cheema

Una ragazza di 25 anni di origini pakistane, Sana Cheema, residente da anni a Brescia, è stata uccisa in patria perché voleva sposare un italiano. La notizia riportata dal Giornale di Brescia è stata poi ripresa da vari media. Il delitto sarebbe avvenuto nel distretto pakistano di Gujarat, dove la giovane era nata e dove era tornata dalla famiglia – per un breve periodo – un paio di mesi fa. A Brescia aveva frequentato le scuole e iniziato a lavorare all’interno di un’autoscuola.

Sarebbero stati il padre e il fratello, che fino a poco tempo fa vivevano anch’essi a Brescia, a ucciderla tagliandole la gola. Sana aveva deciso di non trasferirsi insieme a loro in Germania perché, dopo aver completato gli studi a Brescia, aveva trovato lavoro in un’attività commerciale nella zona popolare di via Milano e voleva restare accanto al fidanzato italiano.

I parenti non hanno evidentemente gradito questa scelta e la sua morte ricorda quella di Hina Saleem, la ventenne pakistana assassinata nell’agosto 2006 a Sarezzo, sempre nel bresciano. Hina come Sana aveva un fidanzato italiano e vestiva troppo all’occidentale e per questo era stata sgozzata dai suoi parenti e seppellita in giardino con la testa rivolta verso la Mecca.

Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega Lombarda, attacca: “Fa orrore la notizia che arriva dal Pakistan di una ragazza italiana, di Brescia, sgozzata dal padre e dal fratello, pure loro provenienti da Brescia, pare per aver rifiutato le solite nozze combinate che si usano in quei Paesi“.

E aggiunge: “Di più la ragazza sarebbe stata assassinata anche perché voleva sposarsi con un italiano. Padre e fratello sono stati arrestati in Pakistan, ma la magistratura italiana deve fare chiarezza su questo episodio che coinvolge purtroppo una ragazza italiana, che a Brescia aveva studiato e lavorava, un tragico episodio che richiama alla memoria la vicenda analoga di Hina, sgozzata nel 2006 sempre nel bresciano sempre dal padre e dal fratello pakistani e sempre per la medesima ragione, essersi innamorata di un ragazzo italiano e cristiano“.

“Fosse vero – conclude – sarebbe la conferma che in 12 anni l’Islam in Italia non ha fatto progressi, non è diventato più moderato e conciliante ma è rimasto su posizioni estreme che non si possono conciliare con il nostro modo di vivere e rendono impossibile un’integrazione che non diventi sottomissioni da parte nostra”.

 

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