MANDELA: LE LUCI, LE OMBRE… LIBRO PRESENTATO A MILANO IL 10 OTTOBRE

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Il libro può essere richiesto direttamente all’Editrice D’Ettoris

A Nelson Mandela (1918-2013), primo presidente del Sudafrica dopo l’apartheid (1994- 1999), la città di Milano con in testa il suo sindaco Giuliano Pisapia ha dedicato nello scorso luglio un gigantesco murale per celebrarne il “compleanno” ed i venti anni dalla sconfitta del regime segregazionista. Con il patrocinio del Comune meneghino, ben quattro “artisti di strada” hanno quindi verniciato, non si è capito se “a costo zero” o meno, il muro esterno della “Fabbrica del Vapore”, uno spazio-eventi ben noto ai milanesi, con l’inaugurazione che ha visto in prima fila il sindaco con fascia tricolore al seguito.

Un giornalista milanese ben documentato come Marco Respinti, dopo aver definito il patrocinio di Pisapia all’ennesima celebrazione del leader dell’ANC «assolutamente fuori luogo», ha giustamente ricordato come «in carcere Mandela ci finì per terrorismo, legato a doppio filo com’era al Partito Comunista Sudafricano, un partito che l’uguaglianza la predicava a suon di dinamite. Lo abbiamo detto e lo abbiamo scritto che nessuno ce l’ha con “Madiba” perché era nero, ma perché era rosso, amico intimo del bianchissimo leader del suddetto PC sudafricano, Yossel Mashel “Joe” Slovo, con cui si faceva volentieri ritrarre sotto la falce & martello a pugno chiuso. Lo abbiamo detto e lo abbiamo scritto che, presidente dell’African National Congress, Mandela ne ha fondato il braccio armato e ha teorizzato per iscritto la lotta di classe armata. […] (Ne ha bisogno Milano di un tipo così?», MARCO RESPINTI, Sono milanese, e non capisco perché Milano celebri Mandela, in: L’intraprendente, 18 luglio 2014).

Una ulteriore dimostrazione dell’inopportunità di celebrare un Paese che, dopo venti anni di governo continuativo e “solitario” dell’ANC, si dibatte in una situazione socio-economica anche peggiore del passato, è pervenuta dagli ultimi dati sul disastro del sistema educativo nazionale.

Come non ha mancato di rilevare recentemente anche L’Osservatore Romano, «Centinaia di scuole in Sud Africa sono prive di servizi essenziali come acqua corrente, elettricità e servizi igienici». Inoltre, come ha aggiunto dettagliatamente il quotidiano ufficioso della Santa Sede, «delle 23.742 scuole pubbliche sudafricane, 862 (cioè il 3,6 per cento) sono senza allaccio alla rete idrica, 1366 (il 5,7 per cento) non dispongono di elettricità e 643 (il 2,7 per cento) mancano di servizi igienici. Le percentuali sembrerebbero all’apparenza relativamente contenute, ma il problema è una delle spie di situazioni di profonda sperequazione sociale tra diverse aree del Paese» (Ancora troppe in Sud Africa le scuole senza servizi essenziali, in L’Osservatore Romano, 20 settembre 2014, p. 2).

Venerdì prossimo, 10 ottobre, a discutere non conformisticamente di un leader cui, ancora oggi, il mondo dei media e dello spettacolo internazionale non smette di tributare il suo acritico e mitizzante elogio ((l’ultima notizia è quella dell’attore inglese Idris Elba, che si sta dedicando ad un album musicale interamente dedicato al fondatore del “nuovo Sudafrica” (cfr. SEAN MICHAELS, Idris Elba to release album inspired by Nelson Mandela, in: The Guardian, 24 September 2014)), saranno Julio Loredo, presidente dell’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà; il giornalista e scrittore Rino Cammilleri; Giuseppe Brienza, autore, insieme a Omar Ebrahime e Roberto Cavallo, del volume Mandela, l’apartheid e il nuovo Sudafrica. Ombre e luci su una storia tutta da scrivere (Prefazione di Rino Cammilleri, D’Ettoris Editori, Crotone 2014).

La conferenza, che s’intitola significativamente “Il lato oscuro di Nelson Mandela, un falso mito del Novecento“, si terrà a partire dalle ore 21.00, nella sede dell’Associazione “Tradizione, Famiglia Proprietà”, in via Lentasio, n. 9 – Milano (M3 Missori, a 50 m dalla Basilica di S. Nazzaro).

L’obiettivo dell’incontro è quello di gettare un po’ di luce sulla storia ancora da scrivere del Sudafrica di Nelson Mandela e del suo partito, l’African National Congress, che rappresenta una ulteriore dimostrazione di quella decolonizzazione che, come scrive Rino Cammilleri nella Prefazione al libro, «fu solo l’inizio dei problemi dell’Africa lasciata a se stessa». Verranno affrontate le implicazioni di Mandela e dell’ANC con il comunismo nazionale ed internazionale e le ombre che hanno accompagnato la fine dell’apartheid (dal dilagare della criminalità e all’AIDS alle scelte abortiste e omosessualiste del nuovo Sudafrica).

Per ulteriori informazioni sulla conferenza si legga il comunicato pubblicato su sito dello stesso Cammilleri: http://www.rinocammilleri.com/2014/09/mandela/.

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