IL PIANO LGBT DI CIRINNA’, BOLDRINI E ZINGARETTI PER TOGLIERE LA LIBERTA’…

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Dal sito di Pro Vita e Famiglia onlus leggiamo e pubblichiamo: “Accanto a noi, in Svizzera, è appena passata la legge anti omofobia. D ‘ora in poi, l’omofobia (e la transfobia) sarà punita come il razzismo: questo vuol dire che essere contrario al matrimonio tra due uomini sarebbe equivalente a voler impedire il matrimonio tra un uomo e una donna di colore. Ovviamente, dimenticano che mentre il colore della pelle è irrilevante rispetto alle finalità del matrimonio, il sesso dei nubendi è rilevante. Poco importa. Le lobby LGBT vogliono le leggi anti omo-transfobia proprio per questo: per chiudere la bocca alle opposizioni con la minaccia della galera e per avere la strada spianata per perseguire tutti gli altri obiettivi.

In Svizzera la lobby LGBT l’ha detto chiaramente subito dopo l’approvazione della legge sull’omofobia: “Continueremo la lotta politica per il matrimonio gay”.

Questo è esattamente ciò che accadrà anche in Italia se non opponiamo resistenza: i disegni di legge anti omo-transfobia sono studiati in questo momento dalla Commissione Giustizia della Camera.

Il piano della Cirinnà, della Boldrini e delle lobby procede in modo spedito: censurare i difensori del matrimonio tra uomo e donna come se fossero i razzisti del Ku Klux Klan; sciogliere le associazioni pro famiglia; rieducare coloro che difendono il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà.

Questi disegni di legge intendono punire con la reclusione anche semplici atti di “discriminazione fondati sull’identità di genere” oppure sull’omofobia o sulla transfobia. Ora, secondo i promotori della legge, “discriminazione omo-transfobica” sarebbe anche affermare il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà, oppure sostenere che la sessualità non è “fluida”, oppure opporsi ai progetti gender nelle scuole… Ma c’e’ di piu’.

Alcune proposte (A.C. 107, della Boldrini) prevedono che insieme alla condanna, il “colpevole” possa essere obbligato a prestare lavoro non retribuito in favore di associazioni LGBT.

Un’altra proposta (A.C. 2171) prevede che il 17 maggio diventi, riconosciuta dalla legge, la Giornata nazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, durante la quale le amministrazioni pubbliche promuoverebbero “cerimonie commemorative e celebrative”, anche nelle “scuole di ogni ordine e grado”, sulle tematiche LGBT e gender.

Hai capito? Se passasse una legge del genere, chiunque manifesti pubblicamente sostegno per la famiglia naturale, o promuova una sana visione della sessualità potrebbe essere non solo condannato alla reclusione, ma anche obbligato a lavorare senza retribuzione per l’Arcigay o per il Circolo Mario Mieli, magari per preparare le celebrazioni della Giornata contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia nella scuola dei propri figli!”.