NON C’E’ RIMASTA CHE LA CASA. FORSE… (recensione a cura di David Taglieri)

174

Continua la serie giornalistica del grido di protesta nel tempio del politicamente corretto, l’urlo generato dal pensiero dei piccoli saggi-quaderni Fuori dal coro, pubblicati da il Giornale.

Oggi andiamo ad analizzare il testo Vogliono rubarci anche la casa di Corrado Sforza Fogliani. Ex presidente del Centro di Studi di Confediliza, ora è capo di Assopopolari (Associazione Nazionale Banche Popolari) ed autore di libri e della rubrica “Lente sulla casa” del Giornale.

Il dato di partenza di questo interessante saggio è rappresentato dallo studio della crisi immobiliare causata dal Governo Monti, un disagio che ancora oggi produce danni, seguendo la filosofia secondo cui l’Italia avrebbe avuto nel passato una grave colpa, quella di mantenere una posizione bassa nella tassazione immobiliare (sic!).

Sforza Fogliani si riconnette allo studio del professor Francesco Forte, il quale afferma che la ricchezza immobiliare svolge un ruolo fondamentale nell’Unione Europea e nell’eurozona. Secondo la Bce nell’area dell’Euro i fondi legati agli immobili hanno influenzato in maniera incisiva e netta l’evoluzione del patrimonio netto delle famiglie durante gli anni del secolo XXI.

Corrado Sforza Fogliani

La stangata sugli immobili, prevalentemente patrimoniale, è nata secondo l’avv. Sforza Fogliani partendo da una falsa premessa ovvero che la relativa tassazione in Italia fosse minore rispetto agli altri Paesi sviluppati.

La successiva iper-fiscalità ha scalfito – danneggiandolo – il rapporto fiduciario fra i cittadini e la casa, che da luogo domestico, patria degli affetti e sinonimo di sicurezza si è tramutato in un incubo.

Così cresce la tensione, si spegne la fiducia e la motivazione, e un Paese si suicida. Tornando al testo, Sforza Fogliani afferma senza tanti fronzoli che la finanza internazionale ha pianificato la visione di una Penisola al proprio servizio, battendosi affinché il risparmio italiano non si dedicasse alla sfera immobiliare ma venisse convogliata negli strumenti finanziari. Contestualmente i mostri internazionali finanziari hanno sempre tenuto fermi i loro obiettivi su una proprietà per così dire finanziarizzata e liquida, e cioè il più possibile legata ai fondi di investimento speculativi. La proprietà – secondo tale ideologia – deve essere foriera di quote ed azioni…

Fa impressione vedere continuamente i Monti e le Fornero ospiti dei presunti programmi di approfondimento nelle reti generaliste e in quelle cosiddette di nicchia… Noi invece consigliamo la lettura di questo quaderno per ricuperare una coscienza che protegga l’individuo, la comunità e la casa, un tempo territorio di affetti ed amore, oggi nel mirino di chi la vorrebbe legata soltanto alle basi ipocrite del denaro sterco del demonio.