NON E’ SOLO INTRATTENIMENTO. L’ODIO DI HOLLYWOOD PER DIO

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Kira Fontana

Da lanuovabussolaquotidiana.it leggiamo e pubblichiamo l’interessante articolo di Benedetta Frigerio del 14 aprile 2021: “Non è proprio intrattenimento, come ce lo si dice mentre si guardano Achille Lauro e Fiorello che scherzano in maniera blasfema a Sanremo, o mentre si riceve il dito medio di Fedez che a X Factor insulta il Family Day. No, non è esattamente l’esito dello spettacolo di gente senza Dio che usa il proprio talento solo per fare audience senza nemmeno rendersi conto delle offese che reca al pubblico.

A spiegare cosa c’è dietro l’ondata d’odio verso tutto ciò che riguarda la morale naturale è una celebrità del mondo della musica hollywoodiana, Kira Fontana, per anni vocal coach di The Voice America e di Glee, da cui tutte le trasmissioni europee legate al canto hanno preso i format.

Kira Fontana (nella foto) ha raccontato al Christian Post che il mondo della musica “è più oscuro di quanto la maggioranza della gente immagini. Se leggi i testi delle canzoni diffuse dalla radio, sono incredibilmente immorali e malvagie”. Ora, di questo ogni vero cristiano non può non rendersi conto, ma Fontana aggiunge che sono un attacco diretto al Signore, che “sono contro Gesù”.

La ragione per cui l’ex vocal coach oggi parla così è che il mondo della musica e dello spettacolo era la sua vita. Il che porta anche una grande speranza, dimostrando che se Dio trova una sola fessura in un cuore pur circondato dal buio può entrarci e cambiarlo: “Quando cominciai a vedere l’enorme percentuale di canzoni e video che si spingevano fortemente in quella direzione ho capito che non poteva essere un caso”.

Poi comprese che “gente in posizioni molto importanti promuove questo genere di cose; ci sono guardiani (di questa ortodossia) che desiderano che tale contenuto sia dominante nella nostra società”. Che ci fosse qualcosa di sbagliato nell’industria per cui lavorava, nonostante non credesse in Dio, Fontana lo aveva sempre percepito (…); l’animo umano ha in sé l’impronta del suo Creatore che lo rende capace di riconoscere ciò che è bene e ciò che è male, pur confusamente e pur in un mondo che dice il contrario: “Ho sempre avuto questa percezione quando mi avvicinavo molto a qualcosa che non era giusto, che si trattasse di un grosso contratto discografico o di un grande concerto”. Certamente “era frustrante…nulla sembrava essere mai adatto”. Ma la musicista non poteva mentire sul fatto che accettare certi compromessi era “come avvelenare la nostra comunità e guardare i nostri figli bere da una tazza molto, molto, molto dannosa. Vedevo l’effetto sui bambini mentre lavoravo in città e quell’effetto si sta diffondendo. Los Angeles è il centro della comunicazione di quel mondo, quando vai in altri paesi, vedi ancora gli stessi contenuti realizzati a Los Angeles. Era diventata una responsabilità davvero pesante“.

Perciò, scoraggiata, la donna smise di scrivere e di cantare canzoni.

Finché qualcosa, alla fine del 2017, accadde. Il riconoscimento del male la spinse infatti a cercare il Bene e la sua fonte, chiedendo a Dio, “se ci sei mostrami la verità”. E “dopo un anno di vera lotta, diedi finalmente la mia vita a Cristo e abbandonai praticamente tutto”. Ogni suo progetto di carriera. Dopo aver compreso che cosa non doveva fare, Fontana chiese poi a Dio di mostrarle “come usare il grande dono che Lui mi aveva fatto per poterLo glorificare”. E una notte, mentre pregava a letto per l’ennesima volta, perché “volevo con tutta me stessa che Dio si rivelasse a me e mi mostrasse la sua volontà”, chiese: “Signore, per quale fine mi hai creata?”. A quel punto una melodia si fece spazio nella sua mente. Da quel momento la musicista cominciò a riscrivere canzoni, ma fu solo “nei mesi successivi, canzone dopo canzone”, che la risposta di Dio arrivò: “Ti ho creata per adorarmi”. Questa fu la voce di Dio che sentì nel suo cuore, esattamente come spiega il catechismo della Chiesa Cattolica.

Il messaggio di Fontana è quindi doppio: certamente Dio “mi ha mostrato la verità del suo amore e della sua grazia. Ma mi ha anche mostrato tutto questo male del mondo verso cui ero abbastanza cieca…Dio mi ha aperto gli occhi circa la grande oscurità del settore in cui lavoravo”. E così “mi ha davvero aperto gli occhi sulla necessità di un Salvatore” attraverso cui combattere il male: certamente, ha continuato la musicista, “le persone possono provare a minimizzare ciò che viene da Hollywood e dire ‘ma sì è solo intrattenimento’, quando in realtà ha un effetto tremendo sulla psiche e l’anima dei giovani”. Fontana ci tiene a ripeterlo perché è certa che banalizzare significa lasciare il nemico solo a combattere senza trovare opposizione. Perciò, ha chiarito, “la Chiesa deve alzarsi in piedi contro questa oscurità, perché sta avendo effetti davvero devastanti sulla nuova generazione”. Nello stesso tempo occorre produrre altra musica, come ora si impegna a fare con una società di produzione musicale, Kingdom Sound, da lei fondata.

C’è poi un ultima cosa che si comprende dalla prima canzone scritta da Fontana come figlia di Dio, “Refugee”, ossia che Dio vince le tenebre più oscure nella pazienza dei suoi tempi: “Circondata dall’oscurità non riesco a vedere. Aiutami a vedere con i tuoi occhi. Sono nel profondo della terra del mio nemico. Aiutami a combattere con la tua luce…Chiamerò il tuo nome perché solo tu salvi, solo tu illumini la notte, sei la mia roccia, sei il mio scudo, sei la calma nella tempesta, sei la mia speranza…Sei il rifugio in questa guerra. Vinci la morte. Rendi nuove tutte le cose. Tutto il cielo canta la tua gloria. Non riposerò mai finché non riposerò in te. Mi inginocchierò solo davanti a te”. Ci vollero alcuni mesi affinché dalla percezione del male al desiderio di un bene Dio si rivelasse rispondendo alle sue continue preghiere, guidandola passo a passo fino alla resa.”.

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