PECHINO ORDINA: TAIWAN NON ENTRA NELL’ASSEMBLEA DELL’OMS

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Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, s’inchina dinanzi al premier della Repubblica Popolare cinese.

Riportiamo da AsiaNews del 06/11/2020L’Associazione mondiale dei medici, che rappresenta 10 milioni di dottori, invoca l’ammissione di Taiwan all’Assemblea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La richiesta è contenuta in una lettera inviata a Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite. A causa delle pressioni della Cina comunista, Taipei è esclusa dall’organo decisionale dell’Oms. Essa domanda di prendere parte alle sue riunioni in qualità di Paese osservatore. Pechino si oppone, sostenendo che l’isola non è uno Stato sovrano, ma una provincia “ribelle”, da riunificare con la forza se necessario. Per il regime cinese, è la Cina che deve presentare le istanze taiwanesi all’Oms, a condizione che il governo taiwanese riconosca il “principio dell’unica Cina”.

Secondo l’Associazione dei medici, è “cinico” e “controproducente” continuare a lasciare fuori Taiwan dalle riunioni dell’Assemblea dell’Oms. L’isola è uno dei Paesi che ha ottenuto i migliori risultati nella lotta alla pandemia da Covid-19: al momento conta meno di 600 casi di contagio e sette morti.

La questione taiwanese dovrebbe essere affrontata durante la prossima seduta dell’Assemblea, che si terrà dal 9 al 14 novembre. Nella precedente riunione, che per il coronavirus si è svolta in forma ridotta in maggio, le autorità dell’Oms non hanno voluto prendere posizione sulle richieste di partecipazione di Taipei.

Tedros ha liquidato la faccenda dichiarando che spetta agli Stati membri decidere. Le autorità dell’isola sostengono che l’Oms può prendere una decisione in autonomia sull’eventuale ingresso di un Paese con lo status di osservatore.

Negli ultimi mesi è cresciuto il sostegno internazionale alla partecipazione di Taiwan all’Assemblea. Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Giappone si sono espressi apertamente in tal senso. Come rivelato ieri dal ministero taiwanese degli Esteri, anche 644 membri del Parlamento europeo si sono rivolti all’Oms per sostenere la causa di Taipei. In una recente missiva all’Organizzazione, essi ricordano che per superare l’emergenza pandemia serve il contributo di tutti, soprattutto di un Paese che ha qualcosa da insegnare nel contrasto al morbo polmonare.

Taiwan è uno dei soci fondatori dell’Oms; non ne fa più parte dal 1972, quando il suo seggio all’Onu è stato assegnato alla Cina comunista. Rappresentati taiwanesi hanno partecipato alle sedute dell’Assemblea dell’Oms dal 2009 al 2016, all’epoca del disgelo tra l’amministrazione nazionalista del Kuomintang e Pechino.

L’isola è di fatto autonoma dalla Cina dal 1949; all’epoca i nazionalisti di Chiang Kai-shek vi hanno trovato rifugio dopo aver perso la guerra civile sul continente contro i comunisti, facendola diventare l’erede della Repubblica di Cina fondata nel 1912.”.