PICCOLA RASSEGNA STAMPA (di David Taglieri)

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Su La Verità di qualche giorno fa l’editoriale di Maurizio Belpietro metteva in evidenza le inadeguatezze dell’attuale compagine governativa nel gestire una fase tanto delicata come quella relativa all’emergenza sanitaria, che deve essere fronteggiata con fermezza e decisione ma evitando di incrementare la paura ed il contestuale senso d’angoscia. Il titolo a grandi caratteri è “Siamo nelle mani di un pugno di dilettanti allo sbaraglio”.

La nuova direttrice della Nazione, Agnese Pini, alla quale facciamo le nostre congratulazioni ed il miglior in bocca al lupo, ha scritto recentemente un bell’editoriale nel quale esortava le istituzioni e la società civile in generale a rispettare il concetto di paura. Dice con buonsenso e razionalità: “La sensazione, terribile e fastidiosa, è che il piano d’emergenza nelle ultime settimane sia stato gestito molto con la casacca dell’ideologia e poco con la freddezza della scienza. E gli insulti che i partiti si riservano in queste ore, insieme al Consiglio dei Ministri straordinario convocato alla fine di un sabato tragico, confermano il senso di spaesamento che annichilisce più del virus stesso”. 

Sempre sul corona virus Michele di Lollo ci fornisce un riassunto dell’intervista rilasciata da Toni Capuozzo alla Verità: inviato di guerra per Mediaset, il giornalista non risparmia critiche alle modalità attraverso le quali il problema dei contagi è stato troppo spesso sottovalutato.

Consigliamo sul motore di ricerca Facebook il sito “Tu sei Pietro”, un aggiornamento quotidiano per vivere con semplicità la fede nel contesto dell’attualità.

Giorni fa Marco Gervasoni dalle pagine del Giornale ha approfondito la questione legata alla definizione di moderazione e moderatismo, stigmatizzando l’abuso del termine medesimo.

Marcello Veneziani sulla Verità enuclea le caratteristiche di un momento politico che trascina polemiche inutili ed una sorta di sottile disadattamento dalla realtà che sta coinvolgendo le istituzioni: “Così non può durare. Lo avvertiamo tutti, chi più chi meno. E non si tratta nemmeno di sovranisti e progressisti, moderati o populisti. È generale. Un paese non può essere guidato e rappresentato in questo modo. È una questione di serietà e di gravità, serietà di uomini e gravità di situazione. È in gioco insieme la dignità di un popolo e un paese e la sua sopravvivenza economica e civile.”.

Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera del 19 febbraio afferma che lo ius culturae debba dar vita ad un reale e concreto brocardo di integrazione: “…Ciò detto, penso però che qualunque allargamento del diritto di cittadinanza debba obbedire a due precise condizioni: rispondere a rigorosi criteri di sicurezza e godere del massimo consenso degli italiani. Una legge volta a creare nuovi cittadini non può nascere dividendo quelli che già lo sono…”.