POTERE ROSSO CINA (di David Taglieri)

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La pandemia ha generato un burnout comunicativo determinando la moltiplicazione di tesi e contro tesi, tutto ed il suo contrario. Si è parlato poco, pochissimo di geopolitica e delle responsabilità cinesi, dei difetti comunicativi e di una politica interna ed estera che sostanzialmente ha preferito evitare di approfondire tematiche estremamente gravi, in quanto riferibili alla Repubblica Popolare di Cina.

Luca Della Torre su Corrispondenza Romana denuncia un fatto di importanza cruciale: la geopolitica delle relazioni internazionali è uscita di scena subendo una disarticolazione netta.

In effetti – per essere garbati – è stato assolutamente disgustoso e condannabile il silenzio del regime comunista cinese, i suoi ritardi e le omissioni inqualificabili.

In un suo articolo del 9 giugno scorso Della Torre chiarisce: “Lo stesso massimo esperto di malattie infettive statunitense Anthony Fauci, principale referente sia dell’Amministrazione Trump che di Joe Biden, ribadisce in dichiarazioni di questi giorni, di essere convinto dell’origine in laboratorio del coronavirus responsabile della pandemia di Covid-19. In Francia, la voce autorevole del Premio Nobel per la medicina francese, Montaigner, denunzia la ragionevole origine umana del Covid-19, partorito nei laboratori medico-militari cinesi di Wuha.”

Abbiamo riavvolto il nastro per tornare ai giorni nostri. 

Augusto Minzolini su il Giornale del 21 settembre 2021 stigmatizza l’arrivo di Pechino nel consesso del business mondiale alla data dell’undici settembre del 2001: il corso della storia secondo il direttore è stato sostanzialmente sradicato e modificato. 

Gli Usa capirono di non essere infallibili; la Cina è invece cresciuta sull’onda della tecnologia conquistando i mercati occidentali. 

Nella seconda parte dell’articolo Minzolini compara il libero mercato ed il capitalismo di Stato mettendo in luce la pericolosa commistione fra gli orrori e gli errori comunisti ed i vizi interni del capitalismo. 

E aggiunge: “E ora, ultimo problema, c’è il rischio che dopo il virus sanitario dal Paese dei mandarini trasformati in capitalisti di Stato, arrivi un virus finanziario: la crisi del colosso immobiliare Evergrande rischia, infatti, di infettare l’intera finanza cinese e di propagarsi su tutte le borse del mondo. Un crac simile a quello di Lehman Brothers, qualcuno addirittura lo paragona alla crisi del ’29.”

In ultima analisi il condizionamento cinese sta incarnandosi in un dato preoccupante: la minima azione cinese ha ripercussioni su tutto il mondo civile.

Non solo. Uno Stato che lede i diritti civili e le libertà viene esaltato da alcuni media.

E’ quanto scrive il 21 settembre 2021 Antonio Socci su Libero.

Come sempre l’editorialista toscano cita le fonti dopo averle scandagliate e commenta l’atteggiamento di Repubblica e precisamente di Michele Serra che compara Cina e Usa e compie questo ragionamento geopolitico: la Cina, almeno per il momento, più che a fare la guerra sembra interessata a comperarsi, pezzetto dopo pezzetto, tre quarti del pianeta”.

E ancora: “Mentre l’egemonia americana si è retta molto sulla supremazia militare, quella cinese punta tutto sul potere economico”.

Socci dopo aver riequilibrato le comparazioni fra Usa e Cina sottolineando le differenti impostazioni politiche, strategiche ed economiche, evidenzia quanto incida la diversità geopolitica e culturale.

In altre parole è come dire: con tutti i limiti del caso, un conto è la legittima o illegittima esportazione della democrazia, un conto sono i massacri di piazza, certe politiche demografiche discutibili, la violazione delle libertà e le violenze.

Non manca la perla finale su Massimo D’ Alema. In un’intervista rilanciata su Twitter dalla portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, D’Alema sottolinea la necessità di “riprendere la via di una forte collaborazione” con la Cina. 

D’Alema ha lodato il volto della modernità del paradiso cinese: e noi ancora ci chiediamo a cosa si può arrivare per difendere un’ideologia, quella comunista, quando sono invece i fatti a confutarla.

 

 

 

 

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