PRETI PEDOFILI: FENOMENO LIMITATO E IN COSTANTE DIMINUZIONE DAGLI ANNI ’80. MA C’E’ ANCHE L’ATTACCO A BENEDETTO XVI (Corriere del Giorno, 17 settembre 2010, pag. 24)

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preti-pedofiliDopo le violenti campagne di stampa dei mesi scorsi sul triste fenomeno dei preti pedofili, c’è il rischio, nell’immaginario collettivo, che  si pervenga alla seguente equazione: prete = pedofilo.

Eppure, dati concreti alla mano, la pedofilia colpisce appena lo 0,3% dei sacerdoti cattolici, percentuale sicuramente inferiore a quella dei rabbini o dei pastori protestanti (che pure sono sposati), tanto per fare un esempio riguardante altre due categorie religiose. Ben maggiori sono i numeri se si passa ad esaminare altre categorie sociologiche: gli insegnanti, gli allenatori di squadre giovanili o gli stessi familiari adulti delle vittime. Tali dati riguardano soprattutto gli Stati Uniti, dove il fenomeno è noto già dagli anni ’80 e dove la Chiesa cattolica ha commissionato ad istituti universitari indipendenti, esperti in criminologia, ricerche accurate per comprendere la reale dimensione dei fatti.

In particolare nella vulgata corrente si vuole attribuire – in modo quasi automatico – alla regola cattolica del celibato la causa scatenante del fenomeno. Per il sociologo delle religioni Massimo Introvigne, invece, le origini del problema andrebbero individuate in quella specie di “rivoluzione sessuale” che nel mondo occidentale impera almeno dal ’68 e nel rilassamento morale di certi spezzoni della Chiesa post-conciliare.

Preti pedofili. La vergogna, il dolore e la verità sull’attacco a Benedetto XVI” è il titolo del nuovo libro in cui Massimo Introvigne, fondatore e direttore del Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR) nonché prolifico scrittore e saggista, prospetta questa realtà.

In tale volume, pubblicato dalle Edizioni San Paolo (2010, pagg.96, euro 8), Introvigne ricostruisce in modo organico la triste vicenda che per mesi ha tenuto campo sui media di tutto il mondo. E’ quindi quanto mai opportuno leggere tale testo per non farsi cogliere impreparati, perché se i cattolici hanno sicuramente da abbassare la testa e chiedere perdono, essi hanno d’altro canto pure l’obbligo di rendere testimonianza alla verità. Ebbene di verità nel testo di Introvigne ve ne sono molte e sarebbe un vero peccato trascurarle e ignorarle. Proviamo ad elencarne alcune.

1)    I preti pedofili esistono. A molti di noi piacerebbe che si trattasse solo di un brutto sogno o di calunnie della stampa laicista. Non è così, purtroppo. E non è quello che ci insegna il Papa (valga per tutte la Lettera ai cattolici d’Irlanda, in cui Benedetto XVI riconosce la gravità dello scandalo).

2)    Il fenomeno, però, presenta le caratteristiche di quelli che i sociologi definiscono “panici morali”: problemi socialmente costruiti, caratterizzati da un’amplificazione mediatica di dati reali, spesso risalenti a parecchi decenni prima.

3)    E’ certamente sbagliato sostenere la tesi secondo cui tutti i sacerdoti omosessuali sono pedofili. Ma è un fatto, piaccia o non piaccia, che la maggioranza dei sacerdoti accusati di abusi pedofili è omosessuale.

4)    Il fenomeno, purtroppo, è planetario, e quindi coinvolge non solo altre confessioni religiose ma anche tutte le classi sociali: la Chiesa cattolica in misura percentualmente inferiore ad altri.

5)    Soprattutto negli Stati Uniti, due sono stati gli attori protagonisti della grande bagarre mediatico-giudiziaria scatenata intorno allo scandalo: le società di assicurazione, che pagano una buona parte dei risarcimenti miliardari, e gli studi legali specializzati, che incassano il grosso delle somme. Né le une né gli altri sono particolarmente interessati all’accertamento della verità.

6)    Gli appelli alla “tolleranza zero” sono giustificati, ma non ci dovrebbe essere alcuna tolleranza neanche per chi calunnia sacerdoti innocenti.

7)    Il ritorno alla morale tradizionale, alla disciplina ascetica, alla meditazione sulla vera, grande natura del sacerdozio è l’antidoto ultimo alle tragedie vere della pedofilia. Quest’inversione di tendenza all’interno della Chiesa cattolica data dagli anni ’80-‘90, tant’è che i casi pubblicizzati per la maggior parte appartengono al passato.

attaccobenettoxvi1Tanto premesso, ora che la marea accusatoria sembra placarsi, c’è da domandarsi se vi sia stata qualche altra recondita ragione a monte di tanta bagarre mediatica. Per Massimo Introvigne c’è e va ricercata nel fatto che su questioni di bruciante attualità – la somministrazione della pillola RU 486, l’eutanasia, il riconoscimento pubblico delle coppie omosessuali… – solo la voce della Chiesa e del Papa si alzano per difendere la vita e l’integrità della famiglia. E’ quindi plausibile che lobby laiciste molto potenti cerchino di squalificare – in via preventiva – questa voce per mezzo dell’accusa più infamante e oggi purtroppo anche più facile: quella di favorire o tollerare la pedofilia.    

Contro coloro che macchiano la Chiesa dal suo interno, Benedetto XVI ha invece operato in prima persona già da prima di diventare Papa. Sono ormai noti i suoi interventi, sempre molto attenti alle vittime e severi contro i colpevoli e quanti, violando nello specifico il diritto canonico, hanno preferito la cautela alla verità.