PROSPETTIVE PER L’AFGHANISTAN (L’Ora del Salento, 3 novembre 2007, pag.11)

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afghanistan_oppio_366_x_250.jpg OSSERVATORIO GEO-POLITICO
(a cura di Roberto Cavallo)

Un recente sondaggio condotto per conto di alcuni mass media canadesi dalla società Environics (su un campione di circa 1.500 persone) ha dato come risultato che due afg hani su tre sono favorevoli alla presenza delle truppe NATO in Afghanistan. Riporta la notizia “Avvenire” di sabato 20 ottobre (pag.19): “I due terzi degli interessati ha espresso un giudizio positivo sulla presenza dei soldati della NATO, mentre solamente il 16% è contrario La stragrande maggioranza degli intervistati non vede di buon occhio i Talebani: il 73% ha un’opinione negativa di loro, anche se soltanto il 51% ritiene che la strada imboccata da Karzai sia quella giusta
L’Italia da parte sua partecipa con circa 2.000 uomini (dislocati principalmente nella più tranquilla provincia di Herat) alla missione ISAF. Lo scorso 24 ottobre il Capo di Stato maggiore dell’Esercito italiano, generale Fabrizio Castagnetti, intervenendo a Torino all’inaugurazione della scuola di applicazione dell’Esercito, commentando le scarse risorse previste in finanziaria per la Difesa, ha ammonito che di questo passo l’Italia non sarà più in grado di mantenere il proprio impegno nell’area.
Tutto ciò proprio nel momento in cui la NATO richiede il nostro apporto e l’opinione pubblica afghana non solo si dimostra ostile ai Talebani, ma è convinta che il terrorismo (specie quello suicida!) sia un terrorismo d’importazione, targato Al Qaeda e fondamentalmente estraneo alla cultura tribale pashtun.
Intanto all’interno del governo Karzai inizia a farsi più concreta la possibilità di distruggere (anche con diserbanti innocui per l’uomo) le immense piantagioni di oppio, che fanno dell’Afghanistan il primo produttore mondiale di eroina (quasi il 75%) e che contribuiscono a finanziare nel Paese il commercio delle armi, insieme a corruzione e criminalità.

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