RAPPORTO SVIMEZ: IN ITALIA IL PIL CRESCE. SOPRATTUTTO AL SUD

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Da Avvenire del 20 Giugno 2024:

“Non accadeva dal 2015: il Pil è cresciuto, in termini percentuali e non in valori assoluti, al Sud nel 2023 più che al Nord Ovest e al Nord Est mentre al Centro è in stagnazione. Sono i dati contenuti nel rapporto Svimez.

In particolare, nel 2023 il Pil del Paese è salito del +0,9% in decelerazione rispetto al +4% del 2022, ma comunque al di sopra della media dell’Ue (+0,4%).

Del totale di 1.946 miliardi di euro di Pil prodotto in Italia, 1.101 miliardi di euro vengono prodotti al Nord, mentre 410 miliardi di euro è il valore del Pil prodotto nel Centro Italia e infine nel Mezzogiorno si calcola siano stati prodotti 430 miliardi di euro di Pil.

Secondo i dati Istat in termini assoluti il Pil è così ripartito nel Paese: 1.101 miliardi di euro vengono prodotti al Nord, mentre 410 miliardi di euro è il valore del Pil prodotto nel Centro Italia e infine nel Mezzogiorno si calcola siano stati prodotti 430 miliardi di euro di Pil.

Nelle regioni meridionali la crescita è stata superiore a quella delle altre macro-aree: +1,3% contro +1% del Nord-Ovest, +0,9% del Nord-Est e +0,4% del Centro.

La crescita più accentuata del PIL meridionale è stata sostenuta soprattutto dalle costruzioni (+4,5%, quasi un punto percentuale in più della media del Centro-Nord), a fronte di una più contenuta contrazione del comparto industriale (-0,5%) e di una crescita dei servizi dell’1,8%.

Altrettanto favorevole al Sud si è mostrata la dinamica occupazionale. Gli occupati nel Mezzogiorno sono aumentati del +2,6% su base annua, più che nelle altre macro-aree e a fronte di una media nazionale del +1,8%.

Anche l’Istat nel rilevare la diminuzione dell’export nazionale in valore (-2,8%) – che però è sintesi di dinamiche territoriali molto differenziate – ha messo in luce come il Sud (+4,3%) e Isole (+8,9%) abbiano fatto registrare una crescita trainata dalle maggiori vendite di prodotti farmaceutici dalla Campania, prodotti della raffinazione da Sicilia e Sardegna e autoveicoli dall’Abruzzo.

Tanto che le regioni più dinamiche all’export si sono rivelate la Calabria (+26,9%), Molise (+22,2%), Abruzzo (+12,4%) e Campania (+9,6%).

Al Centro-Nord, lo stallo dell’export, rilevato anche da Svimez, (-0,1% sul 2022) ha privato le economie locali di un tradizionale traino nelle fasi di ripresa ciclica. Al Sud, viceversa, l’incremento delle esportazioni di merci, al netto della componente energetica, si è portato al +14,2% (+16,7% i beni strumentali; +26,1% i beni non durevoli).

Sulla crescita del Pil del Mezzogiorno ha inciso in maniera rilevante l’avanzamento degli investimenti pubblici cresciuti, nel 2023, del 16,8% al Sud, contro il +7,2% del Centro-Nord.

Nel complesso delle regioni meridionali gli investimenti in opere pubbliche sono cresciuti da 8,7 a 13 miliardi tra il 2022 e il 2023 (+50,1% contro il +37,6% nel Centro-Nord).

Una dinamica sulla quale dovrebbe aver inciso significativamente il progressivo avanzamento degli investimenti del PNRR e l’accelerazione della spesa dei fondi europei della coesione in fase di chiusura del ciclo di programmazione 2014-2020.

Intervenendo in un contesto nel quale le costruzioni contribuiscono in maniera significativamente più rilevante alla formazione del valore aggiunto, gli investimenti in opere pubbliche hanno generato effetti espansivi più intensi al Sud.

La SVIMEZ, che ha per statuto lo scopo di promuovere, nello spirito di una efficiente solidarietà nazionale e con una visione unitaria, lo studio delle condizioni economiche del Mezzogiorno, al fine di proporre concreti programmi di azione, stima in particolare un contributo della maggiore spesa in investimenti pubbliche (PNRR e altri investimenti) alla crescita del PIL del Mezzogiorno del 2023 pari a circa mezzo punto percentuale (il 40% circa della crescita complessiva).”.