RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE (di David Taglieri)

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Foto da: Formiche.net
Alexis Brézet direttore de le Figaro ha inquadrato e descritto nel suo editoriale la questione francese, stretta fra le globali preoccupazioni pandemiche e i piani di stabilità politica: l’editorialista si domanda se il Paese sia pronto all’appuntamento delle grandi scelte perché gli anni delle presidenziali francesi (si vota ad aprile 2022) non sono mai periodi comuni ed ordinari.
 
La campagna elettorale, a suo modo di vedere, va contestualizzata in questo momento delicato, particolare e forte dal punto di vista dei nervi e della tensione: i giochi politici, economici, sociali porranno delle domande ben precise alla Nazione; alla stessa maniera bisogna sperare che gli interventi, le azioni e le risposte siano ben strutturate, attrezzate e mirate al bene comune.
 
Brezet ha paura che l’epidemia del covid, in un combinato disposto con la mania francese di soffocare le angosce ed insabbiare le questioni che non si vogliono vedere, possa stroncare sul nascere il dibattito politico, che oggi più che mai è fondamentale per la maturità di una democrazia.
 
Intanto si apprende da el Pais che la Spagna sarebbe riuscita nell’impresa di arginare, dopo averla ben disinfettata, la ferita aperta dalla pandemia sul mercato del lavoro. Il 2021 è stato chiuso con un buon risultato grazie alla più intensa e dinamica creazione di posti di lavoro dal 2005: circa 800.000. Se si prende poi in considerazione l’occupazione effettiva, compresi i lavoratori che hanno ripreso l’attività a partire da pratiche di regolamentazione temporanea del lavoro (ERTE), la crescita di posti di lavoro è ancora maggiore e si aggira intorno a 1,5 milioni.
 
In meno di due anni la Spagna è riuscita ad effettuare un buon numero di ricollocamento di lavoratori rispetto ai posti perduti a causa della pandemia. 
Hanno completato l’opera una buona campagna vaccinale, una comunicazione mirata al target giusto con una ripresa razionale e ragionevole delle attività.
 
Germania, Austria e Lussemburgo si stanno invece opponendo all’inserimento del nucleare nella tassonomia generata dalla Commissione Europea. Ricordiamo che la tassonomia si sostanzia nella classificazione comune da parte dell’Unione Europea delle attività economiche che possono essere considerate sostenibili dal punto di vista ambientale.
 
E’ stata elaborata come strumento per orientare le scelte degli investitori e delle imprese in vista della transizione verso la crescita economica cosiddetta “sostenibile”. Queste buone pratiche dovrebbero avvenire evitando degli impatti negativi sull’ambiente.
 
Il ruolo dell’Unione Europea secondo quanto scrive Micol Flammini su il Foglio  può essere riassunto nella ricerca di una sintesi, proponendo sia il nucleare sia il gas naturale  come “mezzi per facilitare la transizione verso un futuro prevalentemente basato sulle rinnovabili”.
 
Per quanto riguarda l’Ucraina e l’Est Europeo, nei giorni scorsi il Presidente degli U.S.A. Joe Biden ha avuto una telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in seguito al colloquio con Vladimir Putin e ha affermato che “gli Usa e i loro alleati e partner risponderanno risolutamente se la Russia invaderà ulteriormente l’Ucraina”.
 
I due leader hanno espresso sostegno per gli sforzi diplomatici, a cominciare dalla prossima settimana con il dialogo bilaterale (Usa-Russia, ndr) per la stabilità strategica, il Consiglio Nato-Russia e l’Osce, secondo quanto scritto da Tg com 24.
 
Ma adesso il Segretario di Stato americano Antony Blinken mette in guardia Mosca dai “rischi di uno scontro”, ove il dialogo e la diplomazia dovessero fallire. Blinken ha quindi ribadito che in caso di scontro e di aggressione all’Ucraina la Russia andrebbe incontro a “enormi conseguenze”.
 
Un anno che incomincia dunque con grandi sfide e un livello di tensione molto alto.
Poi c’è il nemico comune, quello del virus, che si sta ripresentando alla porta principale, e la risposta deve essere comunitaria a livello continentale e globale in ambito planetario, cercando di comprendere, se possibile, da dove tutto è cominciato…
 
 

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